La settimana scorsa la Rai ha mandato in onda Lo scandalo della Banca Romana, questa settimana Gli Ultimi del paradiso e la prossima andrà in onda S. Agostino.
La tv pubblica punta molto sulle fiction, ha investito e vuole un ritorno in termini di pubblico e di consensi. La scelta delle serie a due puntate da 100 minuti ciascuna è costosa e poco ammortizzabile, ma questa è la volontà dei vertici Rai.
Programmare Lo scandalo della Banca Romana in questo periodo di crisi economica e di sfiducia nelle istituzioni poteva avere un contraccolpo negativo, ma gli ascolti sono stati positivi. La prima di domenica de Gli Ultimi del paradiso, nonostante il derby milanese, ha raccolto il 19,57% con 5.000.000 di telespettatori, la partita su Premium Calcio il 5% con 1.400.000 teste, Sky Calcio ha raschiato il 2% con 500.000 persone e Amici su Canale 5 il 20,50% . La puntata finale di lunedì è andata contro il Grande Fratello che ha avuto un exploit del 31, 86% con 7.500.000, ma è rimasta al 20,60% con 5.800.000 spettatori. Non male.
I media avevano enfatizzato il contenuto della fiction poggiata a loro dire sulla realtà degli incidenti sul lavoro, ma l’avvenimento del giovane sposo che resta immobilizzato su una carrozzella è solo uno spunto per raccontare cosa accade alla vita di un gruppo di amici e alle loro famiglie. Ad un certo punto si trovano tutti in difficoltà, senza lavoro, in precarie situazioni economiche, ma cercano d’aiutarsi.
Storie che s’intrecciano, amore, fatica, pianti, litigi, divisioni, desideri. Con errori, sbagli e tradimenti che contraddistinguono la vita umana. Tutto ciò ha caratterizzato senza stancare buona parte le due puntate. Fin qui bene direi, con qualche verso al film Convoy e ad Anatra di Gomma.
Fanno da contorno, il tema della giustizia e la figura del sindacato. Il prete che sermoneggia sulla precarietà e la sicurezza sul lavoro è solo appiccicato, così come il sindacalista. Troppo da romanzo idealista è la figura del fratello di Massimo Ghini che come praticante avvocato aiuta i poveri tapini contro la cattiva suocera con tanto di studio legale avviato.
Ridicola è la trasposizione del padrone della ditta di autotrasporti, un fuori luogo Francesco Salvi, che dopo aver fatto fallire la ditta lasciando a casa i dipendenti li cerca per dar loro lavoro. Nel frattempo i nostri eroi, riunitisi in società, hanno aperto una pompa di benzina con annesso autolavaggio e sbarcano il lunario.
Negli ultimi quindici minuti di fiction andiamo a finire su ciò che doveva essere il fulcro dello sceneggiato. Appena appare all’orizzonte la pulizia della stiva di una nave si capisce che accadrà qualcosa. Qualcuno ci lascerà le penne perché non ha usato le maschere antigas e questo a causa della superficialità del Ghini che ora è un imprenditore. Una conclusione troppo scontata.
Retoriche le ultime immagini con le tre bare e uno degli amici in carrozzella con la voce fuori campo che parla del numero di morti annuali sul lavoro. Così come le parole del giovane avvocato difensore, divenuto uno strenuo difensore della legalità e sicurezza.
Sicuramente sceneggiare un tema così duro non è certamente facile, qui è stato un po’ camuffato il tutto raccontando le situazioni umane dei personaggi per poi tirare la stoccata finale sulle morti bianche.
Bravo Massimo Ghini, ormai possiamo dire che è uno dei re delle fiction (vi ricordate l’interpretazione di Guido Rossa?) preferibile di gran lunga nelle partecipazioni ai film natalizi dei Vanzina. Anche Elena Sofia Ricci supera la prova uscendo (speriamo per lungo tempo) dallo stereotipato personaggio che veste nei Cesaroni.
Il titolo della fiction non l’ho proprio capito, Gli ultimi del Paradiso, poteva andare bene per i cristiani martiri dell’Asia e Africa o per i morti di Haiti, attaccato così sembra messo per rendere più accattivante la serie.
mercoledì 27 gennaio 2010
lunedì 25 gennaio 2010
MATERAZZI - Uno di noi.
domenica 24 gennaio 2010
SR - Senza Rete

Ciro Ferrara ha mangiato il panettone a Natale, ma mi sa che ora torna in campo solo per mangiare i budini.
Ranieri si è vendicato al 92° di come è stato cacciato dalla Juve. Occhio per occhio, dente per dente.
Inter 2 - Milan 0
Ma i rossoneri non giocavano calcio champagne? Forse era Tavernello.
Armani ha ritirato i manifesti pubblicitari con Beckham, ormai è accertato che sia in campo che fuori ha degli scarsi attributi.
Espulsioni immeritate, rigore regalato. Il crimine ogni tanto non paga.
sabato 23 gennaio 2010
Urla del silenzio

Urla del silenzio, Mission, due grandi film per il regista Roland Joffè. Aggiungerei Vatel con Depardieu, anche se in tono minore.
Con Urla del silenzio il mondo scoprì l'eccidio di più di un milione di persone perpetrato dal 1975 al 1979 in Cambogia ad opera del filo-maoista Pol Pot.
Oggi si viene a scoprire che l'attore interpre del fotografo Dith Pran nel film, è stato ucciso nel 1996, non da una banda giovanile, ma da sicari pagati dai cambogiani khmer rossi. Si chiamava Haing S. Ngor, era un genecologo cambogiano salvatosi dall'eccidio, dove aveva perso la moglie. Accettò la parte del fotografo e si portò a casa un premio Oscar.
E il mondo scoprì che il comunismo era uguale in tutto il mondo.
Massacri in Cambogia, Russia, Cina, Ungheria, Polonia, Cecoslovacchia, etc..
Fu ucciso per vendetta dai khmer rossi.
Ma la verità prima o poi viene sempre a galla.
Onore a Haing S. Ngor
SO - SENZA OFFENDERE
Il giornalista Filippo Facci, archiviato Craxi, è partito per la tangente per l’aborto, poi continuerà con l’eutanasia (vedrete cosa scriverà sulla canzone di Povia a Sanremo), e finirà con Di Pietro. SO, ossessionato.
Costanzo segato da Mediaset esordirà a breve in Rai. Mentre in varie città italiane veniva chiesta una via per Craxi, buona camicia a tutti ha proposto a Roma l’intitolazione di una via a Nerone. Dice per ripristinare la verità sull’imperatore. SO, avrebbe dovuto restare a Mediaset ed andare ospite fisso al programma di sua moglie Uomini e Donne over ’70.
Beckham ha subito un incursione delle Iene nelle parti basse. Il bel David ora è testimonial di Armani, ha sostituito Cristiano Ronaldo nelle foto pubblicitarie pare per i suoi attributi. La Iena di Mediaset l’ha sbugiardato. SO tutto fumo e niente arrosto.
Tinto Brass correrà per le elezioni regionali con i radicali nel Lazio e nel Veneto.
Il suo programma avrà molto eros. SO, il protagonista potrebbe essere Beckham
Povero calciatore del Milan ha anche dovuto pagare 2.300 euri per il viaggio in aereo (prima classe) del suo cane da Londra a Los Angeles. SO, che vita da cani, per Beckham s’intende!
Brunetta concorrerà alle elezione a sindaco di Venezia. Se verrà eletto vuol mantenere il dicastero a Roma. SO, uno stakanovista di grande statura.
Costanzo segato da Mediaset esordirà a breve in Rai. Mentre in varie città italiane veniva chiesta una via per Craxi, buona camicia a tutti ha proposto a Roma l’intitolazione di una via a Nerone. Dice per ripristinare la verità sull’imperatore. SO, avrebbe dovuto restare a Mediaset ed andare ospite fisso al programma di sua moglie Uomini e Donne over ’70.
Beckham ha subito un incursione delle Iene nelle parti basse. Il bel David ora è testimonial di Armani, ha sostituito Cristiano Ronaldo nelle foto pubblicitarie pare per i suoi attributi. La Iena di Mediaset l’ha sbugiardato. SO tutto fumo e niente arrosto.
Tinto Brass correrà per le elezioni regionali con i radicali nel Lazio e nel Veneto.
Il suo programma avrà molto eros. SO, il protagonista potrebbe essere Beckham
Povero calciatore del Milan ha anche dovuto pagare 2.300 euri per il viaggio in aereo (prima classe) del suo cane da Londra a Los Angeles. SO, che vita da cani, per Beckham s’intende!
Brunetta concorrerà alle elezione a sindaco di Venezia. Se verrà eletto vuol mantenere il dicastero a Roma. SO, uno stakanovista di grande statura.
mercoledì 20 gennaio 2010
TERREMOTO HAITI: Fiammetta (Avsi): la mia notte con 4 bimbi sotto le macerie
La lettera di Fiammetta Cappellini rappresentante di Avsi ad Haiti e residente sull'isola dal 1999 che racconta cosa è successo durante il terremoto, appena giunta - avventurosamente - in redazione
Ciao a tutti,
cercherò di essere breve perché tentiamo di fare economia di batterie. Il terremoto è avvenuto alle 17:00, mentre ci accingevamo a chiudere gli uffici di PV. Gli uffici al pian terreno erano invece già tutti chiusi.
La prima scossa è stata fortissima ed è durata sicuramente più di un minuto. Appena possibile abbiamo lasciato i locali. Constatato che non c’erano danni rilevanti, siamo andati tutti a casa. Le strade però si sono rivelate una trappola. Io e la seconda macchina, con a bordo Jean Philippe e un collega haitiano, siamo rimasti bloccati per ore. Alla fine abbiamo deciso di far ritorno all’ufficio.
Ci siamo riforniti di acqua potabile e ci siamo diretti alla ex casa Zorzi, unica meta raggiungibile. Qui però ci ha sorpresi la seconda scossa, al che abbiamo deciso di dormire fuori. Non potendo raggiungere casa mia, abbiamo chiesto ospitalità presso una struttura dell’ambasciata brasiliana che dispone di un grande cortile e che sapevamo avere internet. Da lì vi abbiamo scritto il primo messaggio.
Quando la situazione nelle strade si è un po' normalizzata, verso le 22.00, ci siamo avventurati verso casa mia. Abbiamo praticamente attraversato la città. Il panorama è devastante. I più importanti edifici sono scomparsi. Danni ingenti si registrano ovunque. Solo da quello che abbiamo visto noi, i morti non possono che contarsi a migliaia. Interi edifici di diversi piani sono stati completamente rasi al suolo.
Gravissimi danni ha subito un noto supermercato che a quell’ora non poteva che essere pieno di gente. È praticamente ridotto a niente. Verso mezzanotte ho potuto ritrovare mio marito, quindi abbiamo fatto un giro a casa di Jean Philippe, che è gravemente danneggiata e chiaramente non più abitabile. Quindi per ora sta da me.
Casa Edoardo-Alberta non sembra apparentemente aver subito gravi danni. Il nostro ufficio PV è integro. Rientrando a casa ho trovato l'accesso a internet e posso confermare che a L.C. la situazione non è grave e che i colleghi stanno bene.
Attraversando la chota abbiamo visto scene di devastazione terribili. Abbiamo notizia di almeno due colleghi che hanno trovato la casa rasa al suolo. (d’altronde anche quella di fianco alla mia non esiste più).
Per le strade vagano persone in preda a crisi di panico e di isteria, feriti in cerca di aiuto. Gli ospedali sono difficilmente raggiungibili, le strade della capitale impraticabili. Il nostro viaggio verso casa è durato oltre due ore per fare meno di 10 chilometri. E per fortuna avevamo la jeep. Abbiamo cercato di portare aiuto come potevamo per trasportare i feriti, almeno i bambini non accopagnati, ma ci siamo presto resi conto di quanto poco servisse rispetto alla dimensione di questa tragedia. Si sentono dalle macerie le grida di aiuto di chi è rimasto sotto le macerie e i parenti impotenti che si disperano. Mancano luci per illuminare la scena e continuare a scavare, ora che è notte. Non possiamo che attendere domani mattina, ma questa notte è veramente nera per tutti noi.
Il commissariato di Delmas 33, con annessa prigione e centro di detenzione di minori (un edificio di tre piani), non esiste più. Sul posto la Minustah ha montato luci a grande potenza per poter continuare l’opera di soccorso.
L’hotel Montana, dove oggi ho pranzato con la capa-missione Flasco, è semidistrutto e conta 200 dispersi. Non ho sue notizie, ma a quell’ora avrebbe dovuto essere altrove. Spero per lei.
Tutti i mezzi della missione ONU sono mobilitati per portare aiuto, ma le Nazioni Unite stesse hanno subito gravi danni, con il loro quartier generale semi distrutto e diversi impiegati civili dati per dispersi. In tutta la città la gente resta in strada: chi non ha più una casa, ma anche chi teme nuove scosse.
Della maggior parte dei colleghi haitiani non abbiamo notizie, come anche di moltissimi amici e colleghi.
Abbiamo incontrato in strada il capo-missione di ACF (action contre la faim). Ci ha raccontato che il loro edificio è interamente distrutto e che per ore hanno cercato i colleghi vittime del crollo. Un loro collega haitiano manca e all’appello. Lo stesso capo-missione era leggermente ferito e cercava a piedi di raggiungere la propria abitazione e avere notizie della famiglia.
Ciò che abbiamo visto con Jean Philippe nell’attraversare la città è spaventoso. Non so davvero da che parte potremo ricominciare domani mattina. E mancano solo due ore all’alba, per fortuna. È terribile affrontare la notte in quste condizioni. Penso ai quattro bambini che abbiamo soccorso oggi pomeriggio, quattro fratellini che si sono trovati sotto una casa distrutta senza i genitori non ancora rientrati dal lavoro. Uno di loro aveva gravissime ferite alla testa e piangeva disperato. La sorellina piangeva chiedendo: «come fa la mamma a ritrovarci che la casa non c’è più?». Li abbiamo lasciati nelle mani di un motociclista perché con la nostra auto non si andava più né avanti né indietro. Dove saranno ora?
Pregate per questo paese sfortunatissimo
Fiammetta
Ciao a tutti,
cercherò di essere breve perché tentiamo di fare economia di batterie. Il terremoto è avvenuto alle 17:00, mentre ci accingevamo a chiudere gli uffici di PV. Gli uffici al pian terreno erano invece già tutti chiusi.
La prima scossa è stata fortissima ed è durata sicuramente più di un minuto. Appena possibile abbiamo lasciato i locali. Constatato che non c’erano danni rilevanti, siamo andati tutti a casa. Le strade però si sono rivelate una trappola. Io e la seconda macchina, con a bordo Jean Philippe e un collega haitiano, siamo rimasti bloccati per ore. Alla fine abbiamo deciso di far ritorno all’ufficio.
Ci siamo riforniti di acqua potabile e ci siamo diretti alla ex casa Zorzi, unica meta raggiungibile. Qui però ci ha sorpresi la seconda scossa, al che abbiamo deciso di dormire fuori. Non potendo raggiungere casa mia, abbiamo chiesto ospitalità presso una struttura dell’ambasciata brasiliana che dispone di un grande cortile e che sapevamo avere internet. Da lì vi abbiamo scritto il primo messaggio.
Quando la situazione nelle strade si è un po' normalizzata, verso le 22.00, ci siamo avventurati verso casa mia. Abbiamo praticamente attraversato la città. Il panorama è devastante. I più importanti edifici sono scomparsi. Danni ingenti si registrano ovunque. Solo da quello che abbiamo visto noi, i morti non possono che contarsi a migliaia. Interi edifici di diversi piani sono stati completamente rasi al suolo.
Gravissimi danni ha subito un noto supermercato che a quell’ora non poteva che essere pieno di gente. È praticamente ridotto a niente. Verso mezzanotte ho potuto ritrovare mio marito, quindi abbiamo fatto un giro a casa di Jean Philippe, che è gravemente danneggiata e chiaramente non più abitabile. Quindi per ora sta da me.
Casa Edoardo-Alberta non sembra apparentemente aver subito gravi danni. Il nostro ufficio PV è integro. Rientrando a casa ho trovato l'accesso a internet e posso confermare che a L.C. la situazione non è grave e che i colleghi stanno bene.
Attraversando la chota abbiamo visto scene di devastazione terribili. Abbiamo notizia di almeno due colleghi che hanno trovato la casa rasa al suolo. (d’altronde anche quella di fianco alla mia non esiste più).
Per le strade vagano persone in preda a crisi di panico e di isteria, feriti in cerca di aiuto. Gli ospedali sono difficilmente raggiungibili, le strade della capitale impraticabili. Il nostro viaggio verso casa è durato oltre due ore per fare meno di 10 chilometri. E per fortuna avevamo la jeep. Abbiamo cercato di portare aiuto come potevamo per trasportare i feriti, almeno i bambini non accopagnati, ma ci siamo presto resi conto di quanto poco servisse rispetto alla dimensione di questa tragedia. Si sentono dalle macerie le grida di aiuto di chi è rimasto sotto le macerie e i parenti impotenti che si disperano. Mancano luci per illuminare la scena e continuare a scavare, ora che è notte. Non possiamo che attendere domani mattina, ma questa notte è veramente nera per tutti noi.
Il commissariato di Delmas 33, con annessa prigione e centro di detenzione di minori (un edificio di tre piani), non esiste più. Sul posto la Minustah ha montato luci a grande potenza per poter continuare l’opera di soccorso.
L’hotel Montana, dove oggi ho pranzato con la capa-missione Flasco, è semidistrutto e conta 200 dispersi. Non ho sue notizie, ma a quell’ora avrebbe dovuto essere altrove. Spero per lei.
Tutti i mezzi della missione ONU sono mobilitati per portare aiuto, ma le Nazioni Unite stesse hanno subito gravi danni, con il loro quartier generale semi distrutto e diversi impiegati civili dati per dispersi. In tutta la città la gente resta in strada: chi non ha più una casa, ma anche chi teme nuove scosse.
Della maggior parte dei colleghi haitiani non abbiamo notizie, come anche di moltissimi amici e colleghi.
Abbiamo incontrato in strada il capo-missione di ACF (action contre la faim). Ci ha raccontato che il loro edificio è interamente distrutto e che per ore hanno cercato i colleghi vittime del crollo. Un loro collega haitiano manca e all’appello. Lo stesso capo-missione era leggermente ferito e cercava a piedi di raggiungere la propria abitazione e avere notizie della famiglia.
Ciò che abbiamo visto con Jean Philippe nell’attraversare la città è spaventoso. Non so davvero da che parte potremo ricominciare domani mattina. E mancano solo due ore all’alba, per fortuna. È terribile affrontare la notte in quste condizioni. Penso ai quattro bambini che abbiamo soccorso oggi pomeriggio, quattro fratellini che si sono trovati sotto una casa distrutta senza i genitori non ancora rientrati dal lavoro. Uno di loro aveva gravissime ferite alla testa e piangeva disperato. La sorellina piangeva chiedendo: «come fa la mamma a ritrovarci che la casa non c’è più?». Li abbiamo lasciati nelle mani di un motociclista perché con la nostra auto non si andava più né avanti né indietro. Dove saranno ora?
Pregate per questo paese sfortunatissimo
Fiammetta
martedì 19 gennaio 2010

LO SCANDALO DELLA BANCA ROMANA/ Se la fiction sembra scritta da Travaglio e Santoro...
Gianni Foresti
La storia si ripropone ciclicamente. Nel 1890 partì una inchiesta sulla Banca Romana che nel 1893 portò all’arresto dei vertici dell’istituto di credito che tirarono in ballo presidenti del consiglio, parlamentari, imprenditori e giornalisti. Fu uno crack economico enorme, la Banca Romana stampò senza autorizzazione banconote per 68 milioni di lire di allora, molte delle quali in serie doppia. Il processo si rivelò una farsa e tutti furono assolti.
Negli anni la storia si è ripetuta, pensiamo al crack del Banco Ambrosiano, alla Popolare di Lodi di Fiorani e al circolo dei furbetti. La crisi economica partita dagli Stati Uniti ha messo in ginocchio il sistema bancario ed il mondo intero, mentre Bernard Madoff con la sua truffa ha fatto sparire 50 miliardi di dollari e si è beccato 150 anni di galera.
Domenica i principali attori sono stai presenti in tv quasi tutto il giorno per lanciare la serie, prima a Domenica in, poi a Quelli che il calcio e, per finire Fiorellino ospite al TG1 delle 20.00. Una tirata della rete in grande stile.
Qualcuno ha parlato di narrazione intensa e ben scritta, di dialoghi forti, e balle varie, probabilmente dormiva da venerdì per aver visto invece L’Ultima Parola condotta da Paragone, una noia mortale a parte le storie e il dolore delle persone condannate ingiustamente.
L’eterna lotta per il potere politico ed economico, la corruzione ed i soldi, la stampa ed i suoi direttori, la mafia: Lo Scandalo della Banca Romana come Tangentopoli nella prima Repubblica e come le trame di Berlusconi in quella attuale.
Facciamo adesso un gioco.
Provate ad immaginare Santoro e Travaglio sceneggiatori di questo pezzo di storia datato 1890, (sicuramente la scriverebbero meglio di Alessi e Purgatori), sostituite i personaggi con Berlusconi, Dell’Utri, Spatuzza, Feltri e Il Giornale, La Repubblica e le 10 domande, qualche cardinale e vescovo et voilà, il gioco è fatto.
Mi stavo dimenticando dell’incorruttibile poliziotto impersonato nella fiction dal bravo attore Ninì Bruschetta, che sarebbe l’immortale Antonio Di Pietro e tutto può sembrare attuale.
La saga di Tangentopoli con Craxi è partita nel 1992, cent’anni prima si svolgeva lo scandalo bancario riproposto nella fiction, con tanto di intervento parlamentare a discolpa.
La riproposizione di ciò è frutto di coincidenze? RaiUno l’ha studiata benissimo?
Prima l’editoriale di Minzolini, poi la fiction in onda nella ricorrenza dei 10 anni dalla morte di Benedetto detto Bettino, poi le parole di Napolitano ed in ultimo il tentativo di beatificazione da parte degli ex socialisti da Vespa a Porta a Porta.
C’è forse Berlusconi dietro a tutto? Ricordatevi che Craxi fu anche testimone di nozze di Silvio, baciò la Veronica, come Andreotti baciò Totò Rina.
C’è del marcio in Danimarca? Non lo so, forse ce lo diranno ad AnnoZero. Gli ascolti sono stati comunque buoni una media del 24% di share con 6.000.000 di spettatori, considerando che domenica sera Canale 5 aveva in campo Amici e ieri sera Il Grande Fratello.
Dopo la fantapolitica oso affermare che mi è sembrata però inopportuna la messa in onda in questo periodo della fiction Lo scandalo della Banca Romana, la crisi la stiamo vivendo sulla nostra pelle e la fiducia per gli istituti di credito non è in questo momento nel cuore degli italiani.
Uniamoci il fatto che in Italia chi ne fa le spese sono sempre i piccoli risparmiatori, le piccole imprese e i lavoratori dipendenti, ed il gioco è fatto. Sfiducia nera perciò, e la ripresa non è all’orizzonte nonostante le dichiarazioni di Berlusconi. Delusione perciò anche dalla classe politica. E chi paga è sempre il popolo.
Esprimo subito il mio giudizio sul cast. Lando Buzzanca, ormai 74enne, impersona a meraviglia il canagliesco governatore della banca. Ormai il nostro ex sciupafemmine degli anni ’70 ha intrapreso una seconda brillante carriera nelle fiction, (vedi Io e mio figlio: il commissario Vivaldi), ha buone e radicate qualità interpretative, e si vedono.
Vincent Perez interpreta il direttore del giornale colluso con la banca. Non penso sia facile interpretare il cattivo, il viscido e lo stupratore, ma lui ci riesce alla grande. Parlo ora di Fiorellino. Ve lo ricordate quando presentò il karaoke di Italia 1 con il relativo flop? Viveva all’ombra del fratello, ma poi ha trovato la sua strada, basta vedere l’interpretazione in Salvo d’Acquisto e Giuseppe Moscati. Direi che ormai è proprio un bravo attore, preparato e convincente.
Non all’altezza è la sceneggiatura, anzi direi scarsa. Nella prima puntata con la velocità della luce Fiorello, onesto giornalista, da Cefalù arriva dritto a Roma, diventa un cronista politico affermato, soldi, bei vestiti, porta via l’amante del direttore, acquista come prestanome per lui un palazzo di 25 appartamenti davanti al Pantheon.
Cioè si mette nei guai.
Ma normalmente i siciliani non sono svegli e furbi?
Il giornalista Fiorello è un ingenuo, non si accorge dei maneggiamenti, delle collusioni mafiose, giornalistiche, dei troppi soldi riciclati che girano, delle corruzioni politiche. Ma dove vive? Ha un po’ del fessacchiotto innamorato. Storia debole.
Tutto è da sfondo alla truffa della Banca Romana. La mente è il direttore del giornale che usa il suo delfino per arricchirsi ed essere sempre più potente.
Dopo il suicidio del padre e l’abbandono da parte dell’amata, Fiorello si risveglia e decide di saltare la barricata facendo poi esplodere lo scandalo.
Come dicevo in apertura, la storia è ciclica, si ripete, Giovanni Giolitti si dimise da primo ministro facendo cadere il governo ma non fu però condannato (come nessun altro politico), si ripresentò in parlamento 10 anni dopo riprendendosi la leadership e la carica. Per Bettino invece non è andata proprio così bene.
N.B. Per par condicio proporrei che un’altra sceneggiatura la scrivesse anche il bravo Oscar Giannino
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