giovedì 4 febbraio 2010

Book da leggere


La vita ai supplementari
Giovanni Galli
Rizzoli

Un libro semplice, come la persona di Giovanni Galli, una vita vissuta nel calcio e poi il dramma della morte del figlio.
Un’autobiografia che parla di amore per la moglie, i figli, la professione, la vita.
Non mette in piazza il suo dolore, è essenziale nel raccontarlo.
Sicuramente è una persona che dalla sua esperienza vissuta ha imparato a guardare sé stesso e gli altri.
Un libro delicato che racconta più di calcio che di dolore, ma è giusto così.
Il dolore va vissuto nel silenzio nel silenzio del cuore.

martedì 2 febbraio 2010

Clicca qui il video de La Réclam


Nella polemica sul cambiamento del nome alla rubrica libri del TG1, da Benjamin a Billy, tra il direttore Minzolini e il critico Aldo Grasso, chi ci ha guadagnato è stata solo l’Ikea, per il resto parole al vento.

Bello lo spot dell’azienda svedese in onda in questi giorni.
Un uomo entra nella sala di un’abitazione e saluta calorosamente il padrone di casa.
Insieme seduti sul divano guardano la partita ed esultano al gol, mimano una suonata di chitarra, mangiano noccioline, vedono un film, fanno del modellismo, giocano ai mimi, si stravaccano. Si divertono. Sono amici
Il primo uomo si accorge che è tardi, saluta l’altro amico, è un secondino e si scopre che la sala è una cella di una prigione.
Appare lo slogan BASTA POCO PER CAMBIARE.
Surreale l’idea che direi fa proprio sorridere.

Chissà cosa ne pensa Di Pietro ?

lunedì 1 febbraio 2010

SO - Senza Offendere


Giuliano Ferrara, l’Elefantino, ha sparato contro il giornale della CEI, l’Avvenire, per un articolo messo solo a pag. 11 su Emma Bonino candidata nel Lazio per il PD.
Con questa scusa ha tirato la giacchetta alla Chiesa.
Dopo l’insuccesso della lista contro l’aborto forse ne farà una contro il diavolo (Bonino) alle regionali. Che si creda S. Michele Arcangelo?

Pitt e Jolie pare che divorzino. Ce ne faremo una ragione. I figli forse no! (tra naturali e adottati quanti sono?). chi ci guadagnerà probabilmente saranno le babysitter.

Proposta Brunetta: togliere 500 euro al mese dalle pensioni per darle ai bamboccioni.
Ha proprio la statura del grande economista. Chissà se diventa sindaco di Venezia cosa succederà ? Forse è meglio che resti a fare il ministro, così le potrà sparare grosse, ma almeno non farà danni.

Materazzi con la maschera di Berlusconi al termine del derby. In campo è veramente il n.1 per le mazzate, anche quelle ironiche. È certo che la persona che lo ha deferito a carnevale si camufferà da Buster Keaton.

D’Alema andrà al vertice del Copasir (comitato parlamentare per la sicurezza).
Ha sicuramente il know how per il settore intelligence. Ha ancora lo sbianchetto del caso Mitrokhin.

D’Alema aveva telegrafato : Non - Vendo-la - Puglia- al- Primo- Boccia.
Non è andata proprio così.

Prima Sircana, poi Marrazzo, adesso Delbono che si dimette da sindaco di Bologna.
I sexigate fanno male al PD ( Partito Depravati )

sabato 30 gennaio 2010

SO - Senza Offendere


Il direttore Feltri fa finta di cospargersi il capo per il caso Boffo, lui ha solo abboccato, la colpa è di una lobby all'interno della Chiesa e di un pesonaggio credibile che gli ha fornito l'informazione. Giornalista da razza cialtrona.

Ciro Ferrara ha mangiato il panettone a Natale adesso ricomincerà a mangire i budini in tv.

venerdì 29 gennaio 2010

W Antonio Cassano


Per il Festival di Sanremo 2010, Antonella Clerici ha avuto una grande idea, al posto d’invitare un personaggio dello sport bello e straniero, tipo Beckham o Cristiano Ronaldo, porterà per la prima serata un calciatore italianissimo: Antonio Cassano.
Giusto valorizzare un uomo di casa nostra .
Cassano è un gran giocatore con qualità tecniche eccelse, non a caso Fabio Capello (che non è un pirla) oltre che alla Roma l’ha voluto al Real Madrid.
Alla Samp sta(va) vivendo un’altra giovinezza, ma Del Neri settimana scorsa l’ha lasciato in tribuna. Lippi per la sua nazionale ha deciso di farne a meno, padronissimo, anche se a parte la melina sul caso, pochi addetti ai lavori hanno contestato al c.t. che la squadra in attacco è spuntata.
Mancini pensa di portarlo in Inghilterra, e forse segretamente lo voleva all’Inter.
Il ragazzo di Bari vecchia è stato accusato di essere una testa calda, è vero lo è stato, fa parte del carattere, ma adesso, da quando è alla Samp si è messo in dima. A giugno si sposerà ed il mito di aver avuto 600 donne verrà accantonato. Nella vita come nel calcio si cresce e si matura.
Non è bellissimo, molti dicono che non è una cima, ma ha un’ironia spettacolare, che dice di sè : Ho scritto più libri (2) di quanti ne ho letti. Segno di umiltà ed umanità. Quello che è si vede, non lo nasconde (favolosa l’intervista a Che tempo che fa con Fabio Fazio).
Averne come lui, non può far altro che progredire.
Male che vada diventerà presentatore.

giovedì 28 gennaio 2010

SIATE REALISTI, DOMANDATE L'IMPOSSIBILE!

Caligola di Camus: I atto, IV scena.

I personaggi sono Caligola, imperatore romano, ed Elicone, servo e confidente dell’imperatore.

Elicone: Buon giorno Caligola.

Caligola: Buon giorno Elicone.

Elicone: Sembri affaticato.

Caligola: Ho camminato molto.

Elicone: Sì, la tua assenza è durata a lungo.

Caligola: Era difficile da trovare.

Elicone: Che cosa?

Caligola: Ciò che volevo.

Elicone: E che volevi?

Caligola: La luna.

Elicone: Che?

Caligola: La luna. Sì, volevo la luna.

Elicone: Ah, e per fare cosa?

Caligola: È una delle cose che non ho.

Elicone: Sicuramente. E adesso è tutto a posto?

Caligola: No, non ho potuto averla. Sì, ed è per questo che sono stanco. Tu pensi che io sia pazzo.

Elicone: Sai bene che io non penso mai. Sono troppo intelligente per pensare.

Caligola: Sì, d’accordo. Ma non sono pazzo e posso dire perfino di non essere mai stato così ragionevole come ora. Semplicemente mi sono sentito all’improvviso un bisogno di impossibile. Le cose così come sono non mi sembrano soddisfacenti.

Elicone: È un’opinione abbastanza diffusa.

Caligola: È vero, ma non lo sapevo prima. Adesso lo so. Questo mondo così com’è fatto non è sopportabile. Ho bisogno della luna, o della felicità o dell’immortalità, di qualcosa che sia demente forse, ma che non sia di questo mondo.

Elicone: È un ragionamento che sta in piedi. Ma, in generale, non lo si può sostenere fino in fondo, non lo sai?

Caligola: È perché non lo si sostiene mai fino in fondo che non lo si sostiene fino in fondo. E non si ottiene nulla. Ma basta forse restare logici fino alla fine.

Elicone: Io so ciò che pensi. Quante storie, per esempio per la morte di una donna.

Caligola: No, Elicone, non è questo. Mi sembra di ricordare, è vero, che alcuni giorni fa è morta una donna che io amavo. Ma cos’è l’amore? Poca cosa. Questa morte non è niente, te lo giuro. Essa è solo il segno di una verità che mi rende la luna necessaria. È una verità molto semplice e perfettamente chiara, un po’ stupida forse, ma difficile da scoprire e pesante da portare.

Elicone: Ma, in fin dei conti, qual è la verità, Gaio?

Caligola: Gli uomini muoiono e non sono felici.

mercoledì 27 gennaio 2010

GLI ULTIMI DEL PARADISO/ Bella fiction sui rapporti umani, ma i veri ultimi sono i morti di Haiti

La settimana scorsa la Rai ha mandato in onda Lo scandalo della Banca Romana, questa settimana Gli Ultimi del paradiso e la prossima andrà in onda S. Agostino.

La tv pubblica punta molto sulle fiction, ha investito e vuole un ritorno in termini di pubblico e di consensi. La scelta delle serie a due puntate da 100 minuti ciascuna è costosa e poco ammortizzabile, ma questa è la volontà dei vertici Rai.

Programmare Lo scandalo della Banca Romana in questo periodo di crisi economica e di sfiducia nelle istituzioni poteva avere un contraccolpo negativo, ma gli ascolti sono stati positivi. La prima di domenica de Gli Ultimi del paradiso, nonostante il derby milanese, ha raccolto il 19,57% con 5.000.000 di telespettatori, la partita su Premium Calcio il 5% con 1.400.000 teste, Sky Calcio ha raschiato il 2% con 500.000 persone e Amici su Canale 5 il 20,50% . La puntata finale di lunedì è andata contro il Grande Fratello che ha avuto un exploit del 31, 86% con 7.500.000, ma è rimasta al 20,60% con 5.800.000 spettatori. Non male.

I media avevano enfatizzato il contenuto della fiction poggiata a loro dire sulla realtà degli incidenti sul lavoro, ma l’avvenimento del giovane sposo che resta immobilizzato su una carrozzella è solo uno spunto per raccontare cosa accade alla vita di un gruppo di amici e alle loro famiglie. Ad un certo punto si trovano tutti in difficoltà, senza lavoro, in precarie situazioni economiche, ma cercano d’aiutarsi.

Storie che s’intrecciano, amore, fatica, pianti, litigi, divisioni, desideri. Con errori, sbagli e tradimenti che contraddistinguono la vita umana. Tutto ciò ha caratterizzato senza stancare buona parte le due puntate. Fin qui bene direi, con qualche verso al film Convoy e ad Anatra di Gomma.

Fanno da contorno, il tema della giustizia e la figura del sindacato. Il prete che sermoneggia sulla precarietà e la sicurezza sul lavoro è solo appiccicato, così come il sindacalista. Troppo da romanzo idealista è la figura del fratello di Massimo Ghini che come praticante avvocato aiuta i poveri tapini contro la cattiva suocera con tanto di studio legale avviato.

Ridicola è la trasposizione del padrone della ditta di autotrasporti, un fuori luogo Francesco Salvi, che dopo aver fatto fallire la ditta lasciando a casa i dipendenti li cerca per dar loro lavoro. Nel frattempo i nostri eroi, riunitisi in società, hanno aperto una pompa di benzina con annesso autolavaggio e sbarcano il lunario.

Negli ultimi quindici minuti di fiction andiamo a finire su ciò che doveva essere il fulcro dello sceneggiato. Appena appare all’orizzonte la pulizia della stiva di una nave si capisce che accadrà qualcosa. Qualcuno ci lascerà le penne perché non ha usato le maschere antigas e questo a causa della superficialità del Ghini che ora è un imprenditore. Una conclusione troppo scontata.

Retoriche le ultime immagini con le tre bare e uno degli amici in carrozzella con la voce fuori campo che parla del numero di morti annuali sul lavoro. Così come le parole del giovane avvocato difensore, divenuto uno strenuo difensore della legalità e sicurezza.

Sicuramente sceneggiare un tema così duro non è certamente facile, qui è stato un po’ camuffato il tutto raccontando le situazioni umane dei personaggi per poi tirare la stoccata finale sulle morti bianche.

Bravo Massimo Ghini, ormai possiamo dire che è uno dei re delle fiction (vi ricordate l’interpretazione di Guido Rossa?) preferibile di gran lunga nelle partecipazioni ai film natalizi dei Vanzina. Anche Elena Sofia Ricci supera la prova uscendo (speriamo per lungo tempo) dallo stereotipato personaggio che veste nei Cesaroni.

Il titolo della fiction non l’ho proprio capito, Gli ultimi del Paradiso, poteva andare bene per i cristiani martiri dell’Asia e Africa o per i morti di Haiti, attaccato così sembra messo per rendere più accattivante la serie.