martedì 6 aprile 2010

AMICI 2010/ Emma Marrone vince e trionfa Maria De Filippi. Leggi tutto l'articolo su www.ilsussidiario.net




Mentre la Polverini combatteva sul filo di pochi voti con la Bonino e dal redivivo Vespa a Porta a Porta dibattevano Bi e Bo, ovvero la stizzita Bindi e il triste Bondi, a Canale 5 si sfidavano il meglio della musica futura a suon di canzoni e di televoto. Si è conclusa così lunedi 29 marzo a nona edizione di Amici di Maria. Qualche critico ha parlato di una flessione degli ascolti (media del 23% di share con 5.200.000 telespettatori) rispetto alle altre edizioni senza considerare che quando il programma era in palinsesto alla domenica aveva contro i posticipi di calcio e le agguerrite fiction di Rai Uno. Ha sicuramente giovato lo spostamento delle ultime puntate al lunedì dopo la conclusione del Grande Fratello.

La serata finale ha comunque strapazzato tutti con uno share del 29,91% con 5.940.000 telespettatori.

continua ....

mercoledì 31 marzo 2010

S O E - Senza Offendere Elezioni


La sconfitta del PdL in Puglia è stata …Palese.
Questa era troppo facile.

La Russa: Se la Lega supera il PdL in Lombardia mi mangio un asino vivo.
Calderoli: Potrebbe però mangiarsi un mulo cotto con zoccoli e coda.
Ma dove sono finiti gli animalisti?

Bersani: Non canto vittoria, ma non parlo di sconfitta.
Troppo lambrusco fa male.

Veltroni contro Bersani: Risultati devastanti.
Con lui invece erano ottimi …

Berlusconi: Ha vinto il partito dell’amore.
E allora un milione di gnocca per tutti.

Brunetta perde nella corsa a sindaco di Venezia e si arrabbia con la Lega.
Il piccolo doge è stato affondato con la sua gondoleta in miniatura, doveva andare invece in…carroccio.

Sgarbi prima delle elezioni ha affermato che i voti del PdL si sarebbero riversati su di lui e perciò pretendeva già due assessorati.
Risultato: 0,64% e 2188 voti. A casa. Narciso

Renzo Bossi dopo l’elezione ha dichiarato:
Gelmini, hai visto che l’università non serve?
Nepotismo centralista. (Ma è poi riuscito a diplomarsi?)

Nel comune di Montenero di Bisaccia la candidata sindaco dell’IdV è stata bocciata.
Di Pietro non è certo profeta in patria.

martedì 30 marzo 2010

W (viva) la Lega Nord


Ricevo da un amico esperto di comunicazione e di ...vita, e pubblico.

L’avanzata della Lega Nord ha certamente ragioni profonde e non del tutto argomentabili,al tempo stesso mi pare una “stranezza” che in un tempo apparentemente dominato ed influenzato dai nuovi mezzi di comunicazione [i media digitali, i social network, i blog, le community virtuali, il web 2010.0] un movimento poi trasformato in partito che non eccelle in utilizzo dei media di nuova generazione possa affermarsi in maniera così forte. Addirittura che possa farlo in Lombardia, il motore d’Europa, la regione con la capacità produttiva tra le più efficaci nel mondo; la regione italiana culla dell’innovazione, laboratorio, in italia, delle discipline della comunicazione del futuro. Un partito che parla in dialetto, che parla di tradizione, che fa le feste con polenta e salamella, agli antipodi del progressismo Obamiano e delle citazioni dotte e politicamente corrette. Un partito che fa politica per strada, colorato, con la cravatta verde, un po’ grottesco, che non passa molte ore davanti ai monitor, che non ha una macchina politica organizzata per influenzare la rete; piuttosto tanti militanti che hanno l’ardire di mettersi il fazzoletto “verde” nel taschino, che consumano la suola delle scarpe per andare da una sagra all’altra, per tirare su un banchetto davanti ad una chiesa o in piazza. La loro rete è il “territorio”, stanno dove la gente vive, lavora; se ne fanno un baffo della televisione, se ci vanno urlano e si incazzano, spesso li mettono in mezzo nei talk show tra giornalisti ed intellettuali, opinionisti e commentatori, per la gente a casa, vincono sempre loro, loro fanno un mestiere normale: dentista, avvocato, imprenditore... insomma il popolo li vota perché gli somigliano. E’ una regola del marketing “chi si somiglia si piglia”.
Ora tutto ciò non significa che sono più bravi, più buoni, più onesti, saranno come tutti gli altri, più o meno..., certamente sanno comunicare all’antica, sono i numeri uno nella comunicazione. Scendono in strada, parlano, incontrano le persone, vanno al bar, non temono di litigare per difendere ciò in cui credono, sono attaccati alle cose che hanno vicino, a quelle che capiscono. Così si fanno perlomeno capire, dei leghisti sai sempre cosa pensano, più o meno su tutto.
La forza della comunicazione sta in due fattori, vicinanza [prossimità] semplicità [chiarezza].
Per tutti gli altri una piccola lezione, siate meno virtuali, tornate ad incontrare le persone per strada.
La comunicazione del futuro è quella “dal “vivo” da persona a persona.
Non esiste nessun mezzo più efficace del consiglio di chi puoi incontrare tutti i giorni.
YSL

sabato 27 marzo 2010

SO - Senza Offendere


Balotelli. Il Berlusca ha affermato: Ha la faccia da rossonero.
Se avesse detto solamente che aveva la faccia nera, Bossi si sarebbe arrabbiato.

Silvio Berlusconi. È il nome di battesimo che un immigrato ghanese ha dato al figlio, per ringraziare il premier del permesso di soggiorno. Sarà anche lui milanista?
Chissà cosa ne pensa Bossi…..

Renzo Bossi, 21 anni, candidato alle Regionali.
Il padre Umberto: Lo merita, ha lavorato.
È stato promosso da trota a pescecane.

Per il Pdl in piazza a Roma sabato scorso c’erano 1 milione di persone, per la questura della città erano solo in 150.000. Berlusconi ha fatto il miracolo.

Chimenti. Il portiere della Juve dopo la papera con la Sampdoria ha dato un pugno a un tavolo e si è rotto un dito della mano. Dopo Dida…di legno e Lehamann…di cera, un portiere con la mano di gesso.

Calcio. Per l’associazione europea dei calciatori bestemmiare è un diritto.
Trapattoni: Ma se sei un somaro prenditela con te stesso e non con Dio.
Vietare le sigaretta in panchina si deve, bestemmiare no. Non c’è più religione.

venerdì 26 marzo 2010

Book da leggere


Geoges Simenon
Maigret e il caso Nahour
Adelphi




La casa editrice milanese sta stampando, per la gioia di tutti noi, l'opera completa delle avventure di Maigret e dei romanzi di Simenon.
Questo è del 1966 ed i protagonisti sono il medico, dott. Pardon, amico di Maigret, che medica nel proprio studio una donna ferita da un colpo di arma da fuoco, accompagnata da un distinto signore.
Il giorno dopo viene ritrovato ucciso da un colpo di pistola il marito della donna, un facoltoso personaggio, giocatore di roulette professionista. Ci sono anche il suo segretario-factotum e la cameriera.
Con fatica Maigret arriverà alla verità.

mercoledì 24 marzo 2010

Minzolini (guarda i video)


È da un po’ che di satira vera, nel senso che faccia ridere veramente, in tv non se ne vede. La satira dovrebbe essere sempre contro il potere, sia rosso che bianco, ma qui in Italia è sempre stata a senso unico. E quando qualcuno ha provato a prendere in giro la sinistra (vedi il caso Mitrokhin) è stato querelato. Il disegnatore di AnnoZero, Vauro, ha avuto un’ironia da avvoltoio funebre scadendo con le sue vignette contro Berlusconi e i morti del terremoto in Abruzzo.
Inaspettatamente è apparso all’orizzonte a Parla con me (Rai Tre) l’imitatore Max Paiella nelle vesti del direttore del TG1 Augusto Minzolini.
Bhè, devo proprio dire che la parodia è esilarante e che sta spopolando su Youtube.
La trasmissione della Dandini si regge su un’intervista a un noto personaggio della cultura, giornalismo, cinema, etc., (perlopiù della rive gauche), sulle domande agli ospiti del facente-funzione di comico Vergassola e, non tutte le sere, dell’imitazione di Minzolini. Parla con me ha un ascolto medio del 8,30% di share con più di un milione di telespettatori. Non male per Rai Tre, anche se bisognerebbe sapere i costi reali generali di produzione. Probabilmente vista la messa in onda di tre sere alla settimana i costi vengono ammortizzati, e perciò potrebbe valerne la candela.

Sul direttore del TG1 tutti i media hanno sparato, ed ora si sono presentati anche i magistrati, e lui si difende come può, con i suoi editoriali di parte berlusconiana.
Max Paiella esaspera i tic e la zeppola di Minzolini, ma non è sgradevole, non lo offende, anzi lo rende simpatico. Mi ricorda il grande Alighiero Noschese e il bravo Alfredo Papa.
Fare delle parodie è difficile, si rischia di cadere nel banale o nel già visto (vedi la Guzzanti) o nello sprofondare nelle battute sessuali.
Il comico Paiella caratterizza Minzolini facendo anche emergere ironicamente il potere del direttore del TG1.
Il bello avviene però con la parodia musicale sulle arie di varie motivi come Vincerò, Io non posso stare fermo, 10 leggi per me posson bastar, in cui Paiella con testi ad hoc inneggia a Silvio Berlusconi. Un po’ come Checco Zalone quando cantava la canzone sulle escort del premier.

“Io non posso stare fermo con il vulnus nelle mani,
e se Fede sta dormendo io non posso riposare
in modo che Silvietto non si possa più scordare…
scriverò gli editoriali, parlerò per ore e ore
abbracciamoci più forte nel partito dell’amore…”


Minzolini ha affermato:
L’ho visto, non sono d’accordo, ma mi ha divertito.

Fossi in Minzolini cavalcherei l’onda, inviterei Max Paiella in un’edizione del TG1, chiaramente al termine di un suo editoriale.

lunedì 22 marzo 2010

Film da guardare


Il Concerto
un film di Radu Mihaileanu







Finalmente un bel film. L’ex direttore d’orchestra del Bolshoi, epurato trent’anni orsono dal regime comunista perché non ha voluto espellere i musicisti ebrei, e ora semplice uomo delle pulizie del teatro, intercetta un fax che invita l’orchestra russa in Francia. Rimette insieme la sua vecchia orchestra (ricorda un po’ i Blues Brothers) e con essa andrà a suonare Tchaikovsky sotto mentite spoglie a Parigi. Non voglio di proposito raccontare di più. Vale la pena vederlo.
C’è una grandissima ironia sull’ideologia comunista, sui nostalgici marxisti e sui ricconi russi.
Ma è tutto vero. Se andate in Russia constaterete che c’è realmente una situazione di precarietà che il sistema di libertà economica attuale ha esasperato, costringendo le persone a fare più lavori per poter mantenere la famiglia. Bravissimi gli attori. Tra gag, e battute il film scorre con vari colpi li di scena. Oltre all’ironia, emerge il desiderio del protagonista di dirigere il concerto interrotto trent’anni prima e c’è la sottile ricerca della felicità, di pace ed armonia nell’esecuzione dell’opera, senza dimenticare il dolore acuto presente nell’uomo. Ed il vecchio manager marxista affermerà che Dio esiste.