Montagna e Silenzio
Era tre anni che non andavo in montagna e non pensavo mi mancasse così tanto.
Una bellissima mattina ha fatto una camminata sulle Dolomiti del Brenta.
Cielo blu elettrico, nuvolette bianche.
Due ore di scarpinata per arrivare ad un rifugio.
Mi godevo il silenzio ed il panorama intorno.
Sentivo il battito del cuore e il mio respiro affannato.
La fatica si sentiva, il dolore al ginocchio anche, ma come non pensare che dopo una fatica così sarei arrivato in cima a rimirare un panorama favoloso.
Le cose belle non sono mai facili.
E finalmente arrivo al rifugio sotto la cima del brenta a quasi 2800 metri d’altezza.
Com’è proprio vero che certi luoghi rivelano la bellezza del creato e rimandano all’infinito.
Ma la pace è durata relativamente poco, perché grazie ad una seggiovia che si fermava a meno di un’ora di cammino dalla cima, sono arrivati cani e porci.
Cani veri a quattro zampe, grandi e piccoli. E porci, i loro padroni.
Dulcis in fundo fuori dal rifugio, mentre mangiavo una polentina con funghi, sulla panca dietro di me si è seduta una ragazza con un barboncino in braccio.
Il culmine è stato quando ha cominciato a sbaciucchiarlo.
Non ha senso portare i cani in montagna, non li farei salire né sulle funivie e sulle seggiovie. Sui sentieri poi corrono avanti e indietro continuamente, lasciando per giunta i loro escrementi.
domenica 18 settembre 2011
venerdì 16 settembre 2011
TV: Bonolis e Avanti un altro (vai al www.ilsussidiario.net)

AVANTI UN ALTRO!/ Un nuovo punto per Bonolis nella corsa a re della tv
Gianni Foresti
15 settembre 2011
È partito da appena una settimana e le somme si tireranno più avanti. Sto parlando di Avanti un altro! di Paolo Bonolis, preserale di Canale 5 che ha sostituito Il Milionario. I dati della prima settimana sono confortanti, ha una media netta che supera il 18% di share con 2.700.000 telespettatori.
Considerando che il programma parte da un 10% non c’è che da rallegrarsi. La concorrenza è fortissima e consolidata, Carlo Conti porta avanti L’Eredità che è ormai un punto fermo di RaiUno superando la media del 21% avendo però in testa il noto Commissario Rex che normalmente termina al 17%.
I veri e propri conti gli analisti del marketing tv li faranno tra circa un mese perché adesso mancano svariati milioni di persone davanti alla tv.
continua su www.ilsussidiario.net
mercoledì 14 settembre 2011
Book da leggere: Donne nel Medioevo

Benedetto XVI
Donne nel Medioevo
Marietti
Un’idea intelligente questa raccolta dei discorsi periodici tenuti dal Santo Padre nelle sue udienze con a tema le donne del Medioevo.
Donne mistiche divenute sante. Una facile agiografia di S. Caterina da Siena, S. Giovanna d’Arco, S. Gertrude la Grande, S. Caterina da Genova, S. Matilde, etc.
“Le donne sante del Medioevo sono il cuore della vita e cercano il cuore del Mistero, cercano ciò che è vivo e sanno rigenerare la vita dentro le cose.
…
Nella testimonianza della vita delle sante l’esperienza dell’amicizia con Cristo è un elemento costitutivo e sostanziale della loro esistenza.
…
La donna era, e dunque è, colei che permette la vita anche dove c’è la morte, protegge dalla dispersione, ‘convoca’ e conduce all’Altro, contestualmente ben conscia che sia l’Altro a condurre.”
(dalla postfazione di Maria Mara Monetti)
lunedì 12 settembre 2011
Scudetto 2006

Da ieri alla fine el TG1 delle 20.00 è iniziato un nuovo programma 5’ di RECUPERO con Carlo Paris. Nulla di innovativo, un’intervista ad un personaggio del calcio.
C’era per la prima puntata Andrea Agnelli presidente della Juventus. È vero che giovedì era stato inaugurato il primo stadio stile inglese e che la Juve aveva vinto contro uno scarso Parma per 4 a 1, ma forse la notizia del giorno era la sconfitta della Roma.
È stata una intervista a pelle di leopardo con in dirittura finale la domanda sullo scudetto contestato all’Inter del 2006.
Agnellino è da un po’ che la mena. Il diritto di parola è sacrosanto, ci mancherebbe. Quello che non torna è l’atteggiamento dei media, giornali e tv.
Nessuno dei suddetti ha mai fatto rilevare al presidentino che:
2 (due) suoi tesserati, non che massimi dirigenti di allora, sono stati radiati dal mondo del calcio.
A buon intenditor poche parole.
domenica 11 settembre 2011
Film: SENNA

SENNA
documentario di Asifa Kapadia
Oggi si corre il Gran Premio di Monza di Formula 1 e se vi piace l’automobilismo dovete assolutamente guardare questo documentario sulla vita di Ayrton Senna. Ma anche se non siete sportivi dovete guardarlo.
Perché?
È la storia di un uomo che aveva coscienza di dipendere da un Altro, da Dio.
Attenzione, non si vuole fare di Senna un santo, od inquadrarlo nella casella di cristiano/cattolico, ma il film esprime bene, oltre ai gesti sportivi, l’umanità e la natura del pilota.
Ayrton iniziò con i kart e quasi subito passò in F1 con la Toleman e disse:
- Credo sia stato Dio a consentirmi questa opportunità.
Vinse tre campionati del mondo: 1988, 1990, 1991. Perse a Montecarlo nel 1989 mentre era in testa alla corsa andando a sbattere clamorosamente ed affermò:
- In qualche modo mi sono avvicinato a Dio.
Gp di Imola, 1 maggio 1994, l’uomo e il campione muoiono. Fu ucciso dal braccetto di una sospensione che gli forò il casco e la testa. Il resto del corpo non ebbe traumi, né rotture. Fato? Sfortuna? Era giunta la sua ora? Destino?
Avevo conosciuto Senna nel 1992 in Sudafrica e nel 1993 in tutti i Gp Europei realizzavamo un’intervista in cui analizzava la propria gara ed i fatti salienti della corsa. Era il mio idolo, anche se non sono mai stato capace di chiedergli l’autografo sul cappellino. Era sempre pacato, anche quando le cose erano andate storte.
Era una persona intelligente e modesta. Il contrario di Schumacher che in quell’anno aveva iniziato a vincere (si sospettava però un congegno di antipattinamento in partenza), e nell’esuberanza giovanile già se la tirava un po’.
Senna in gara era aggressivo, imprendibile con la pioggia, nato per correre veloce in pista e contro i poteri forti della F1. Della guerra a sportellate con Prost non era però fiero.
Le prove del sabato a Imola furono drammatiche, Roland Ratzenberger si era schiantato ed era morto.
Chi gli era vicino pensava che Senna non volesse correre il giorno dopo.
Affermò che aveva chiesto a Dio di parlargli. La risposta era stata:
Dio quel giorno gli avrebbe fatto il dono più grande, cioè Dio stesso.
sabato 10 settembre 2011
Festival di Venezia

Non parlo del Festival di Venezia che oggi finalmente termina, ma di un’attrice che merita sia ricordata.
Prima della mostra cinematografica, voci giornalistiche diffuse ad arte davano un’interpretazione di Monica Bellucci in un nudo integrale. Non è stato così. È stata solo una manovra di marketing per reclamizzare il film.
Bhè, la nostra artista internazionale (una delle poche), non era nella posa tanto annunciata. Peccato, non perché fosse in versione “non si vede nulla”, ma perché ha dovuto recitare.
Meglio quando non parla.
Ve la propongo nella bellissima foto di scena nel film di Mel Gibson, The Passion.
La forza dell’espressività di Monica è tutta nello sguardo. Non nella parola.
Spesso il silenzio è il riverbero del nostro cuore.
giovedì 8 settembre 2011
Book da leggere: Momenti Fatali di Stefan Zweig

Stefan Zweig
Momenti Fatali
Adelphi
Il sottotitolo è Quattordici Miniature Storiche. Vengono narrati 14 episodi che hanno cambiato il corso della storia. Napoleone a Waterloo, la presa di Bisanzio da parte dei turchi, la gara per arrivare primi al Polo sud, il rientro di Lenin in Russia, la Marsigliese, la fucilazione di Dostoevskij, ed altri ancora. Momenti fatali, che hanno inciso nella storia.
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