venerdì 6 gennaio 2012

Epifania




Io sono stato creato per fare qualcosa e per essere qualcuno per il quale non è stato creato nessun altro ...
Dio mi ha creato perchè gli rendessi un particolare servizio; mi ha affidato un lavoro che non ha affidato ad altri ...
Non so come, ma sono necessario ai suoi fini.
Non mi ha creato per nulla!
Avrò perciò,fiducia in lui.


John Henry Newman

domenica 1 gennaio 2012

2012


Egli solo è.

giovedì 29 dicembre 2011

Pianto a dirotto.












Settimana scorsa è morto il caro leader Kim Jong Il, dittatore comunista della Corea del Nord. Mi ha fatto impressione vedere le immagini televisive con migliaia di donne in pianto a comando davanti al palazzo ove era riposta la salma. Così anche ieri per i solenni funerali. Un'informazione palesamente di regime.
Come il compagno Lenin, anche Kim Jong verrà imbalsamato ed esposto in un mausoleo.
Vi ricordate che un paio d'anni fa il compagno italiano Oliviero Diliberto aveva proposto di portare in Italia la salma di Lenin, visto che in Russia se ne volevano disfare? Proporrà di portare anche quella del dittatore coreano?
















Di seguito propongo un libro che ironizza sul comunismo e sulla morte di Lenin. Questo scritto era apparso nell'allora Unione Sovietica come samizdat. attuale allora, attuale oggi anche per la Corea del Nord.

I nuovi torbidi. Ovverosia le mirabolanti avventure di Vanja Comotanov.
Nikolaj Bokov
Jaca Book


VANJA, quarantenne russo con trascorsi in lager causati da un furto, si ritrova ad intraprendere la via del ladro e borsaiolo. La peculiarità del suo viso lo distingue, con il suo taglio tartaro degli occhi, gli zigomi e le folte ciglia è una controfigura pressoché perfetta di Lenin.
Nel lager i compagni lo travestivano come il grande leader e all’ombra della bandiera rossa inneggiava alla rivoluzione bolscevica.

A Mosca, in fila davanti al Mausoleo borseggiando i turisti, entra nel museo dove e` situata la salma mummificata di Lenin. Ricordandosi di una leggenda, che racconta di un meraviglioso tesoro posto sotto la salma, decide di restare nascosto nel Mausoleo, ma non trovando nessun tesoro, pieno d`ira decide di portarsi via in una valigia la testa di Lenin.
Da qui in poi e` tutto un susseguirsi di colpi di scena.
La salma viene sostituita con un attore, che per prurito al naso, esce dal sarcofago starnutendo fra le acclamazioni della gente: Lenin e` vivo!
Scoppia la rivoluzione: il popolo scende nelle strade acclamando la resurrezione del leader mentre i generali mandano truppe le une contro le altre pensando ad un golpe militare.
Vanja, rifugiatosi in un paesino fuori Mosca, e` scambiato per Lenin e portato in trionfo. Egli sta inizialmente al gioco aprendo i magazzini dei cibi, liberalizzando i liquori, inibendo i vecchi capi del partito e della polizia.
Difeso dalla popolazione contro l`esercito che lo vuole rapire, decide di fuggire, ma dopo una breve latitanza viene fermato da un agente segreto.
Il protagonista si ritrova al Palazzo dei Congressi di Mosca insieme ad un migliaio di persone tutte somiglianti a Lenin.
Tutti i sosia hanno un colloquio personale con i membri del Presidium che scelgono tra essi un uomo di nome LUNC. Il prescelto verrà avvelenato, ma per un fatale scherzo del destino avviene uno scambio di persona e a subirne le conseguenze e` Vanja.
Come beffa finale Vanja si ritroverà ad essere la salma mummificata di Lenin nel Mausoleo, mentre la rivoluzione si e` placata e tutto e` tornato alla normalità.

lunedì 26 dicembre 2011

Peppone e don Camillo (vai a www.renoircomics.it)

Se volete farvi e fare un bel regalo natalizio, siete ancora in tempo per acquistate questi tre volumi a fumetti con a tema Peppone e Don Camillo. Sono una bella strenna natalizia.
Quando sento Bersani parlare con frasi tipo:
E non si azzardi la Lega ad accendere la miccia che ci ha messo sotto i piedi…
mi sembra di risentire il Peppone interpretato da Gino Cervi.
Spesso la storia ritorna.
Che Guareschi scrivesse con un vocabolario di non più di 300 parole lo portava, per i benpensanti di sinistra, a non essere riconosciuto come scrittore. Meglio così, i suoi racconti sono semplici ma vivi dì umanità oltre che di moralità. Ed hanno avuto un gran successo in tutto il mondo.




Don Camillo a fumetti – vol.1
Un capobanda piovuto dal cielo
ReNoir Comics


Chissà cosa scriverebbe oggi Giovannino sentendo Bossi esclamare:
Lega , Padania, secessione.
L’Italia ha perso, la Padania ha vinto.
Avrebbe sicuramente tanti spunti umoristici e satirici.




Don Camillo a fumetti – vol. 2
Ritorno all’ovile
ReNoir Comics



Anche Berlusconi sarebbe diventato uno dei suoi personaggi, il Mi consenta... sarebbe diventato un bel tormentone. Per non parlare delle proprietà linguistiche dell’ex magistrato Di Pietro.
Chissà poi cosa avrebbe scritto dei cellulari, pc, Ipad, Ipod, Ipid, Ipud, etc.
Cforse sarebbero diventate sigle di partito...




Don Camillo a fumetti – vol. 3
Passa il “Giro”
ReNoir Comics


Tutti e tre i volumi sono particolarmente curati, sia nei disegni che nella sceneggiatura.
Guareschi lo si ritrova in molte tavole con il volto di Peppone, la somiglianza è spettacolare. Non a caso ipesonò il sindaco comunista per diversi giorni di riprese per poi abdicare a Gino Cervi.
I testi sono sceneggiati con fedeltà assolutaa partire dai racconti. Si sente palpabile l’atmosfera che Giovannino ha ricreato nei suoi scritti da cui emerge l'umanità dei personaggi che anche se contrapposti ascoltano il proprio cuore e non l'ideologia.
Geniale è Guareschi nel far parlare don Camillo con Gesù in Croce, segno di una intimità in cui anche i particolari, gli errori (bastonare Peppone), sono considerati ed accettati.

Per ogni volume vi sono 3/4 episodi che non sono mai stati rappresentati nei film, e ciò è un valore aggiunto per l'opera.
I figli Alberto e Carlotta hanno firmato la prefazione del vol. 1; Alessandro Gnocchi, gran studioso guareschiano, il vol. 2, mentre per il vol. 3 è stato il comico Enrico Beruschi.
I figli hanno dato l'imprimautur alla serie, coscienti che il padre sarebbe stato contento.

Vi consiglio di andare al link di ReNoir Comics, potrete vedere alcune tavole di ciascun libro in anteprima.

giovedì 22 dicembre 2011

Santo Natale 2011


"Io ti auguro che Gesù si incarni nella tua vita,
con quella inesorabilità definitiva,
con cui si incarnò nel seno di Maria Vergine.
Perché la gioia più grande della vita dell’uomo
è quella di sentire Gesù Cristo vivo e palpitante
nelle carni del proprio pensiero e del proprio cuore."

Luigi Giussani

lunedì 19 dicembre 2011

Georges de la Tour
















“«L’arte presenta [rende presente] la bellezza, lo splendore, la gloria, la maestà, il plus che è nelle cose e che si ritira quando dite che la luna è solo terra e le nuvole sono solo acqua». Queste parole di padre Bernard Lonergan identificano con chiarezza l’esperienza dell’incontro con l’opera d’arte. In modi diversi, l’opera d’arte si “impone” all’attenzione di ogni uomo e lo fa con forza proprio perché gli impedisce di dire che «le nuvole sono solo acqua». Da un certo punto di vista non ci sono premesse necessarie per provare il contraccolpo della bellezza: basta essere uomini! L’arte impone sensibilmente all’attenzione dell’uomo il plus che è nelle cose. Per questo è presenza tout court. Quando è autentica non è mai principio di evasione, ma di penetrazione nella profondità di tutto ciò che esiste. In un certo senso, è una conoscenza per eccesso, e non certo per difetto, della realtà. L’arte, quindi è, in se stessa, simbolica (l’etimo della parola greca syn-ballo dice un mettere insieme), riporta ad unità ciò che in qualche modo era stato diviso, sana le rotture.
È pertanto liberante: la sua potenza simbolica aggancia il reale perché lo lascia essere presenza. Essa parla da sola. Di per sé non ha bisogno di interpretazione e parla a tutti; per sua natura, mette in rapporto. Libera il soggetto e intensifica le relazioni. Si comprende allora perché la Chiesa, lungo la sua storia bimillenaria, abbia vissuto sempre una sorta di connubio con l’arte. E ne sia stata magnanimo committente.”
Cardinale Angelo Scola.
da Avvenire - 2 novembre 2011

Basta essere uomini per provare il contraccolpo della bellezza. Uomini veri, attenti alla realtà come segno di qualcos’Altro che traspare.
Perciò come non rimanere a bocca aperta guardando dal vero dei quadri riprodotti in fotografia? Come non commuoversi?
Questo mi è successo andando a rimirare i due dipinti di Georges de la Tour esposti in mostra a Palazzo Marino a Milano, L’Adorazione dei pastori e San Giuseppe falegname.
Non sono un critico d’arte e neppure un gran conoscitore della materia, certo però che sono stato educato a guardare la bellezza.
Tutti e due i quadri mi hanno colpito per la luce che trasmettono, in foto o nei cataloghi sono di una luce più spenta. Dal vero trasmettono una luminosità che si libera dai dipinti, nonostante vi sia solo la fiamma della candela vi è una esplosione di luce.
L’Adorazione dei pastori ha presente cinque persone, Maria assorta a mani giunte, due pastori, una nutrice con una scodella tra le mani e San Giuseppe che ripara dalla luce il piccolo Gesù. Tutti gli occhi dei personaggi guardano il neonato. Maria è seriosa, sa a cosa andrà incontro il suo figliolo. Tra Lei e il primo pastore, un agnellino il cui musetto anela al bimbo. Il secondo pastore è come in ombra e sembra riverire il neonato toccandosi la falda del suo cappello. San Giuseppe ha un moto di tenerezza di coprendo la fiamma della candela per non disturbare Gesù. Questi è il centro della luce. Ha gli occhi chiusi, sembra dormire, è tutto infagottato, segno di nascita ma anche al tempo stesso di morte, avvolto in un sudario.

San Giuseppe falegname ha Gesù con in mano la candela che illumina il suo viso che fa esplodere il dipinto di luminosità. La mano del piccolo che cura la fiamma è quasi trasparente avvolta dall’alone luminoso. I suoi occhi guardano il viso del padre in parte illuminato. San Giuseppe ha lo sguardo attento sul suo lavoro, sta forando con un arnese a forma di croce un pezzo di legno squadrato, che anch’esso rimanda alla croce, tenendolo fermo con il suo piede. È come se pensasse al compito a cui è destinato il figlio.
Per terra una mazzuola, una lima e un bellissimo ricciolo di legno. Su questi due oggetti riverbera un riflesso di luce. Così come sul ginocchio e sull’unghia del pollice del piede sinistro del ragazzo.

venerdì 16 dicembre 2011

Book da leggere


Giustizia
Friedrich Dürrenmatt
Adelphi


Se non avete letto nulla di Friedrich Dürrenmatt vi consiglio di iniziare con questo libro, e poi di leggere La Panne; Il Giudice e il suo Boia e Il Pensionato.
Sono tutti dei gialli molto particolari, accomunati dal senso di ricerca della giustizia, dalla verità e della colpa. In alcuni la psicologia ha un ruolo importante.
Un uomo politico ricco e affermato uccide in un ristorante un uomo. Arrestato, in prigione catalizza a sé i secondi e il direttore. È pacioso, umile: si dichiara innocente. Il bello è che gli credono. Convince il suo avvocato a sostenere la tesi della non colpevolezza. Non racconto come prosegue e come finisce.
Visto l'uso della giustizia fatto da alcuni magistrati in Italia spesso i risultati ottenuti non ha nulla a che fare con la verità.