giovedì 19 gennaio 2012

La Réclame




Un’altra bella avventura del trio Aldo, Giovanni e Giacomo.
Dopo i parrucchieri, gli estetisti, e l'estivo ed esilarante spot da spiaggia con relativo svuotamento del mare, eccoci in una improbabile lavanderia dove Aldo utilizza due ferri da stiro e Giovanni usa il badile per caricare la lavatrice. Entra uno sprovveduto Giacomo per smacchiare il piumino che indossa. Visto l’offerta All inclusive è costretto a restare in mutande. La giacca a vento lavata esplode con tanto di piume d’oca che si espandono per tuto il negozio.
Come per gli altri spot, il prodotto reclamizzato passa attraverso la gag del trio.
E questo è sicuramente un bene. Spot surreale ma comico con semplici e buone trovate, il badile oppure Giovanni che frusta Aldo per centrifugare la lavatrice. I loro volti e le loro buffe espressioni esprimono il meglio. Bravi AGG, gli ultimi spot sono una comicità da cinema muto, stile Stanlio e Ollio.

domenica 15 gennaio 2012

Book da leggere




Il giorno del giudizio
Lucio Brunelli – Alver Metalli
Fazi Editore


Un aereo precipita sulla Cappella Sistina durante il Conclave per eleggere il nuovo Papa.
Si adombra un nuovo 11 settembre.
L’unico sopravvissuto è il cardinale cinese. Al Conclave sono però assenti il cardinale della Colombia perché rapito dalle FARC e quello filippino in pessime condizioni di salute. Arriveranno comunque a Roma perché la cristianità non può restare senza Padre. Il cardinale filippino morirà prima che si possa svolgere l’elezione. La profezia di Malachia si sta per avverare? Ci sarà un colpetto di scena. Intanto la storia s’intreccia con la vita di Sandra, che con la madre ha una sartoria per gli alti prelati; con il suo ex fidanzato; con il dott. Romeo, capo della squadra antiterrorismo del Quirinale e con una guardia svizzera.
Un thriller che ha degli spunti buoni, qualche buon colpo di scena, ma sostanzialmente tutto resta in superficie, i personaggi non sono sviluppati, ed il finale …… l’ ho azzeccato appena avuto il quadro generale. Un libro estivo, da leggere sotto l’ombrellone.

giovedì 12 gennaio 2012

Book da leggere


Stefano Bartezzaghi
Non se ne può più
Il libro dei tormentoni
Mondadori


L’autore ha un’allergia alle espressioni e tormentoni che spesso intercalano il nostro parlare.
Bartezzaghi è La Settimana Enigmistica. Lui vive, si mantiene, campa e guadagna con le parole e le frasi.

Senza se e senza ma.
Numero uno!
Essere sotto pressione.
È uno tsunami.
Sei bello ma non sei trasparente.
Prossimamente su questi schermi.
Mi domando e dico.
Tu m’insegni….
Di più.
E vai.
Alzi la mano chi.
Niente.
Di qua e li là.
Domanda da un milione di dollari.


Quando sento mia moglie terminare le frasi con: …e niente…, mi stizzisco, ma poi poco dopo lo dico anch’io.
Possiamo sforzarci di lasciar fuori i modi comuni di dire, ma ciò lascia il tempo che trova. Siamo uomini, non computer, non abbiamo il controllo ortografico, siamo umani, parliamo come mangiamo.

E come dicono le Sacre Scritture: Verremo giudicati per le parole che abbiamo detto.

Non certo per i tormentoni.

domenica 8 gennaio 2012

Maigret




Ho consigliato spesso in questo blog i Maigret di Simenon, un po’ meno i suoi romanzi. In dicembre il settimanale Tempi ha pubblicato un articolo di Marina Corradi che di seguito consiglio di leggere a tutti quelli che mi prendono in giro per il valore che ho sempre dato ai Maigret.
Il commissario l’ho conosciuto al tempo della tv in bianco e nero interpretato da Gino Cervi. Anch’io ho i vecchi libri della Mondadori con il faccione corpulento dell’attore e poi (un po’ da fanatico collezionista) ho anche le pubblicazioni di Adelphi.
Sento la consonanza dello scritto che segue, che esprime in maniera semplice ed essenziale ciò che io penso ma per incapacità non riusco a scrivere e vi invito a leggerlo.


Il mio amico Maigret
di Marina Corradi

da Tempi

“Per favore, il treno per Etretat?”.
Erano le otto del mattino, e già da un pezzo era giorno fatto, ma lì, a causa della fuliggine e dell’umidità, sembrava d’essere ancora all’alba.
“Etrat? Ha tempo. Il suo treno è quello laggiù”. Gli indicarono, lontano dalla pensilina, alcuni vagoni senza locomotiva, vagoni di vecchio modello, verniciati in quel colore verde al quale non erano più abituati. Dietro ai finestrini, pochi viaggiatori immobili sembravano in attesa dal giorno prima.




E’ l’attacco di Maigret e la vecchia signora, di Georges Simenon. Uno degli oltre settanta gialli di Simenon, che frequento da quando avevo dodici anni. Li ho letti, credo almeno,tutti, e alcuni molte volte. Ma in certi giorni in cui sono proprio stanca, e anche leggere mi sembra una fatica, torno a cercare un vecchio Maigret di cui già conosco la trama; come si cerca un amico che, semplicemente, ti stia accanto, senza fare domande.
Ho le librerie di casa piene di questi vecchi Oscar Mondadori degli anni Sessanta, con la faccia larga, emiliana, di Gino Cervi in copertina. Forse è anche per quella faccia, per quella stazza pesante che mi ricorda mio padre, che il commissario mi è rimasto così caro?

A Etrat, Maigret arriva per l’avvelenamento della cameriera della donna più ricca del paese, una deliziosa signora con innocenti occhi azzurro porcellana. E ancora una volta mi incanta quel modo di Simenon di tratteggiare facce, così che mi pare di averle davanti agli occhi. Ha uno sguardo profondo e pensoso, il commissario, e tuttavia non da inquisitore: ascolta, guarda, torna sui suoi passi, si immerge nell’aria di quei quartieri di provincia, o di Parigi, fino a quando non riesce a cogliere le anime nascoste dietro ai volti, e a capire. Come un Diogene che, con una lanterna in mano, cercasse l’uomo. Perfino con un serial killer psicotico che terrorizza Parigi, Maigret non si arrende: non capisce, gli dice esasperato in un interrogatorio, che sto cercando di trovare l’essere umano che c’è nel fondo di lei?
Ed è da tutta la vita che io seguo il mio amico commissario sui bordi delle chiuse dei canali alla periferia di Parigi, o nella nebbia delle spiagge normanne. Quando leggo dei suoi passi pesanti in queste nebbie dense, aperte appena dalla luce giallastra di un raro lampione, e del caldo e dell’odore di alcool che lo investe quando schiude la porta di una bettola in un porto, io sono, davvero, lì insieme a lui.


Quando Maigret contempla l’abito da sera celeste e la scarpetta da ballo sfuggita alla giovanissima vittima di La ragazza morta, ritorno a quando facevo cronaca nera, da ragazza, e davvero la morte si presentava così, nella densità di un minimo, attonito dettaglio.
Così che leggo e rileggo ancora questa mia collezione ingiallita, e non mi importa affatto se so già chi è l’assassino: perché molto di più mi appassiona quello sguardo su strade, paesi, facce di sconosciuti, in treno, o in locande fumose; facce di uomini. Perché sono quelle, e il commissario lo sa bene, il vero mistero.

di Marina Corradi - Tempi del 21/12/2011

venerdì 6 gennaio 2012

Epifania




Io sono stato creato per fare qualcosa e per essere qualcuno per il quale non è stato creato nessun altro ...
Dio mi ha creato perchè gli rendessi un particolare servizio; mi ha affidato un lavoro che non ha affidato ad altri ...
Non so come, ma sono necessario ai suoi fini.
Non mi ha creato per nulla!
Avrò perciò,fiducia in lui.


John Henry Newman

domenica 1 gennaio 2012

2012


Egli solo è.

giovedì 29 dicembre 2011

Pianto a dirotto.












Settimana scorsa è morto il caro leader Kim Jong Il, dittatore comunista della Corea del Nord. Mi ha fatto impressione vedere le immagini televisive con migliaia di donne in pianto a comando davanti al palazzo ove era riposta la salma. Così anche ieri per i solenni funerali. Un'informazione palesamente di regime.
Come il compagno Lenin, anche Kim Jong verrà imbalsamato ed esposto in un mausoleo.
Vi ricordate che un paio d'anni fa il compagno italiano Oliviero Diliberto aveva proposto di portare in Italia la salma di Lenin, visto che in Russia se ne volevano disfare? Proporrà di portare anche quella del dittatore coreano?
















Di seguito propongo un libro che ironizza sul comunismo e sulla morte di Lenin. Questo scritto era apparso nell'allora Unione Sovietica come samizdat. attuale allora, attuale oggi anche per la Corea del Nord.

I nuovi torbidi. Ovverosia le mirabolanti avventure di Vanja Comotanov.
Nikolaj Bokov
Jaca Book


VANJA, quarantenne russo con trascorsi in lager causati da un furto, si ritrova ad intraprendere la via del ladro e borsaiolo. La peculiarità del suo viso lo distingue, con il suo taglio tartaro degli occhi, gli zigomi e le folte ciglia è una controfigura pressoché perfetta di Lenin.
Nel lager i compagni lo travestivano come il grande leader e all’ombra della bandiera rossa inneggiava alla rivoluzione bolscevica.

A Mosca, in fila davanti al Mausoleo borseggiando i turisti, entra nel museo dove e` situata la salma mummificata di Lenin. Ricordandosi di una leggenda, che racconta di un meraviglioso tesoro posto sotto la salma, decide di restare nascosto nel Mausoleo, ma non trovando nessun tesoro, pieno d`ira decide di portarsi via in una valigia la testa di Lenin.
Da qui in poi e` tutto un susseguirsi di colpi di scena.
La salma viene sostituita con un attore, che per prurito al naso, esce dal sarcofago starnutendo fra le acclamazioni della gente: Lenin e` vivo!
Scoppia la rivoluzione: il popolo scende nelle strade acclamando la resurrezione del leader mentre i generali mandano truppe le une contro le altre pensando ad un golpe militare.
Vanja, rifugiatosi in un paesino fuori Mosca, e` scambiato per Lenin e portato in trionfo. Egli sta inizialmente al gioco aprendo i magazzini dei cibi, liberalizzando i liquori, inibendo i vecchi capi del partito e della polizia.
Difeso dalla popolazione contro l`esercito che lo vuole rapire, decide di fuggire, ma dopo una breve latitanza viene fermato da un agente segreto.
Il protagonista si ritrova al Palazzo dei Congressi di Mosca insieme ad un migliaio di persone tutte somiglianti a Lenin.
Tutti i sosia hanno un colloquio personale con i membri del Presidium che scelgono tra essi un uomo di nome LUNC. Il prescelto verrà avvelenato, ma per un fatale scherzo del destino avviene uno scambio di persona e a subirne le conseguenze e` Vanja.
Come beffa finale Vanja si ritroverà ad essere la salma mummificata di Lenin nel Mausoleo, mentre la rivoluzione si e` placata e tutto e` tornato alla normalità.