lunedì 23 luglio 2012
La Réclame - Castrogiovanni si da al volley!
Campagna azzeccatissima. Pur di partecipare alle olimpiadi, il rugbista Martin Castrogiovanni prova con il volley. Si allena con la nazionale femminile. Prova il palleggio, il bagher, il muro alzando come nel suo sport una pallavolista sotto rete. Alla fine si ritrova, sconsolato, a rimettere i palloni nel sacco rete.
In un momento in cui le aziende che producono energia sono le uniche che investono massicciamente in pubblicità, Edison ha chiamato il pilone della nazionale italiana come testimonial.
Il claim è: Edison sostienegli azzurri che vanno alle olimpiadi. E quelli che ci vorrebbero andare.
L'azienda non vende il prodotto ma vuole rafforzare il marchio.
La trovata di utilizzare l'orso Castrogiovanni è ottima, un contraltare pasticcione alle atlete che sicuramente parteciperanno all'evento di Londra. Al contrario del nostro testimonial, in quanto il rugby non è disciplina olimpica.Una gag comica sottolineata dalla musica, dai rumori, dai gesti e da nessun parlato e speaker
mercoledì 18 luglio 2012
The Way Back
I motivi per andare a vedere al cinema The Way Back sono tanti e tutti buoni.
Ho letto la critica de L’Espresso che massacrava la
pellicola perché la storia, tratta da un libro biografico, forse non è vera e
perché è un film che manca di senso.
Sulla prima conclusione penso sia un problema di chi l’ha
scritta (l’autore è ormai però morto) e non del film. Sulla seconda, rispondo
che il giornalista scalfariano probabilmente ha dormito durante la proiezione.
Poi spiegherò il perché.
Peter Weir ha girato dei film indimenticabili: Master & Commander, The Truman show,
L’attimo fuggente, Witness. Il testimone, Un anno vissuto pericolosamente, Gli
anni spezzati (Gallipoli), etc.
Tutti film significativi, impegnati, non banali, anzi
drammatici. Tutti con un senso e la persona umana in quanto tale come
protagonista del racconto.
Partiamo dalla fotografia di The Way Back. Bellissima. Inquadrature da incorniciare come la
Siberia innevata, il Tibet, le vette himalayane, il deserto dei Gobi, i
tramonti. Non per nulla il National Geographic è coproduttore. Bisogna tornare al 1981 quando Peter Weir girò
Gli anni spezzati (Gallipoli) e lì scopriamo, in tempi non
sospetti, che il regista immortalava alla grande i paesaggi australiani.
Ma gli attori, sono quasi sempre presenti nell’incontaminata
fotografia paesaggistica, che non è ridotta solo a bella cartolina.
Quando poi si passa ai protagonisti, troviamo dei primi
piani intensi. Totali paesaggistici incantevoli e volti di un’espressività e
bellezza quasi caravaggesca.
Passiamo ora alla siesta del giornalista scalfariano. Si è
perso il significato del film. Qui lo riassumo in tre parole. Libertà,
amicizia, perdono.
Quando si è imprigionati come nel gulag siberiano, non si
può non pensare alla libertà. È un desiderio
reale ed obbiettivo, diceva Solzenicyn, da cui non si può prescindere.
I sei fuggitivi, all’inizio, non possiamo considerarli amici
tra loro, ma pian piano, camminando insieme e con l’aiuto della giovane polacca
che incontrano nella fuga, lo diventano. Si aspettano e si sorreggono nella
fatica fisica, nel trovare da bere e da mangiare. Si confortano nella morte.
Tra i fuggitivi abbiamo un prete con i suoi sensi di colpa,
ha ammazzato un ragazzo comunista dopo che gli avevano profanato la chiesa; un
americano approdato in Russia per la grande depressione con il figlio, ucciso
poi dal regime sovietico. E questo lui, il bravissimo Ed Harris, non se lo
perdona. Il fautore della fuga, un ufficiale polacco considerato spia, è stato
tradito dalla testimonianza estorta alla
moglie con la tortura, e fugge perché vuole ritrovarla e perdonarla.
Un viaggio di purificazione, come è la vita.
Grandissimo il cast su cui si erge l’interpretazione di Mr.
Smith/Ed Harris.
Nota di cronaca, Weir ha avuto come consulente Ann
Applebaum, la maggior storica mondiale sui gulag sovietici. Per non dimenticare
che comunque il film è un giudizio storico sul comunismo.
lunedì 16 luglio 2012
Don Camillo a fumetti
Don Camillo
Sciopero generale
ReNoir Comics - 2012
È arrivato in libreria il quarto volume a fumetti della
della ReNoir, Don Camillo – Sciopero generale.
Ottimo come tutti gli altri tre che seguono questo
articolo nel link allegato, sia per i disegni che per la fedeltà ai testi di Guareschi. I racconti con don Camillo e Peppone sono tratti
dal Candido del 1947.
Oltre la politica, La vecchia maestra, ispirata alla figura
della madre di Giovannino, che vuole il funerale con la bandiera monarchica e
il sindaco comunista acconsente contro tutte le regole.
Ironico-politico con I Bruti, attento ai poveri con La campana. Il mio preferito è Vecchio testardo, anziano socialista che per
ringraziare Dio di una
operazione chirurgica che lo ha salvato, vuole confessarsi e comunicarsi. Il
tutto scritto con semplicità ed umorismo.
Ci sono anche Quelli
di città, e Il pittore,
racconti già inseriti nei film.
Concludono il volume due racconti del 1953 pubblicati
sul Candido, senza i due famosi
protagonisti.
Buona lettura.
Per gli altri volumi vai a: http://gianniforesti.blogspot.it/2011/12/peppone-e-don-camillo-vai.html
venerdì 13 luglio 2012
Book da leggere - Giampaolo Pansa
Giampaolo Pansa
Tipi sinistri. I gironi infernali della casta rossa
Rizzoli
Scrive di politica da più di cinquant’anni. È stato di
sinistra scrivendo per La Repubblica e L’Espresso. Ora alla veneranda età
di 77 anni scrive per Libero.
Giampaolo Pansa, dopo aver scritto Il Sangue dei vinti, in
cui ha fatto un lavoro di revisione storica sulla Resistenza, ha preso insulti
da tutta la sinistra.
In questo saggio di politologia (sue parole), scritto come
un romanzo, ha rappresentato alcuni
politici e non, tutti di sinistra, nell’inferno dantesco.
Vari gironi come Invincibili, Sconfitti, Superstiti,
Isterici, Indignati , Bolliti, Dispersi, Rinati, Inguaiati. E vari personaggi
della casta e non come Napolitano, Bertinotti, Veltroni, D’Alema, Mentana, De
Benedetti, Scalfari, Agnoletto, Penati, Bersani, etc.
Non è un libro che sputa sentenze sui personaggi, non ha
livore. È godibile ed allegro.
mercoledì 11 luglio 2012
Chaplin e il destino.
"Il tema principale di questo soggetto e' il fatto che la carriera non e' il compimento dei desideri dell'uomo, ma solo una strada che lo conduce al suo destino"
Questo è l’incipit del prezioso documento ritrovato dalla Cineteca di Bologna negli appunti manoscritti inediti di un soggetto mai realizzato da Charles Chaplin ispirato al danzatore dei Ballets Russes, Vaclav Nijinsky, ed in parte confluito in Luci della ribalta.
lunedì 9 luglio 2012
La conoscenza.
Dante, Divina Commedia, Inferno, Canto XXVI
Questa frase la pronuncia Ulisse verso i suoi compagni per motivarli a mettersi in gioco e seguire la spinta della conoscenza. Voleva portarli oltre lo stretto di Gibilterra, dove si credeva finisse il mondo.
Deve essere un writer particolare quello della foto.
Non solo con un’istruzione superiore, ma anche con una sensibilità ed un desiderio fuori dagli schemi.
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