lunedì 30 luglio 2012
Fioretto Olimpico
Grande triplete olimpico. Le nostre schermitrici hanno conquistato il podio completamente.
Il fioretto femminile ci ha sempre dato soddisfazioni, la Vezzali, l'anziana del gruppo ha vinto il bronzo, ma la sua carriera olimpica è costellata anche di un argento e tre ori.
Il telecronista le ha chiamate quasi sempre per nome: Valentina, Arianna, Elisa. Sembrava di essere ai campionati italiani. Nella finale per il bronzo, la Vezzali sembrava spacciata, ma in 12 secondo ha conficcato quattro stoccate vincenti all'avversaria, arrivando al minuto supplementare. Suspance e stoccata bronzea.
Arianna ed Elisa, amiche nella vita, hanno combattuto per l'oro all'ultimo sangue. La Di Francisca (Elisa) era la favorita ed è andata subito in testa, ma si è rilassata e la Errigo (Arianna) l'ha raggiunta. Anche qui si è andati al minuto supplementare con un finale al cardiopalma. E la favorita ha avuto la meglio.
La scherma l'ho vista dal vivo per la prima volta nel '92. Concentrazione, velocità e potenza.
Affascinante.
Da piccolo costruivo delle spade con i legni trovati nei campi e con gli amichetti giocavamo a Dartagnan e ai moschettieri. Poi quando in tv arrivò Zorro ed il Sg.te Garcia, passammo alla Zeta di don Diego della Vega
domenica 29 luglio 2012
Oro Olimpico
L'arco mi ricorda tanto Guglielmo Tell e la mela, ma anche il povero figlio.
Quando ero piccolo, e non c'era allora la Playstation, mi divertivo con i miei amichetti a costruire fionde ed archi. Per far questi ultimi, utilizzavamo le bacchette degli ombrelli rotti oppure i raggi delle biciclette, mettendoci poi uno spago teso al massimo. Da qui la passione per il tiro con l'arco, a cui si aggiungevano le storie a fumetti degli indiani contro i cowboy.
Vedere perciò i nostri, vincere con l'ultimo tiro utile è stato favoloso.
Più di una decina di anni fa, con mio figlio, andai all'open day della sua scuola.
Una delle attrazioni era il tiro con l'arco. Un maestro con un arco da gara assisteva i tiratori. Forte della mia esperienza giovanile mi presentai. Tre tiri, ma nessun centro, anzi, non beccai neppure il bersaglio di paglia.... Non dissi nulla. Dopo di me, mio figlio di 12 anni, che non aveva mai visto un arco se non nei cartoni animati, scoccò la sua prima freccia: centro nel centro che più non si può. Grande applauso dei presenti. Mi dileguai velocemente, pensando che però in famiglia qualcuno aveva ereditato qualcosa.
Quando ero piccolo, e non c'era allora la Playstation, mi divertivo con i miei amichetti a costruire fionde ed archi. Per far questi ultimi, utilizzavamo le bacchette degli ombrelli rotti oppure i raggi delle biciclette, mettendoci poi uno spago teso al massimo. Da qui la passione per il tiro con l'arco, a cui si aggiungevano le storie a fumetti degli indiani contro i cowboy.
Vedere perciò i nostri, vincere con l'ultimo tiro utile è stato favoloso.
Più di una decina di anni fa, con mio figlio, andai all'open day della sua scuola.
Una delle attrazioni era il tiro con l'arco. Un maestro con un arco da gara assisteva i tiratori. Forte della mia esperienza giovanile mi presentai. Tre tiri, ma nessun centro, anzi, non beccai neppure il bersaglio di paglia.... Non dissi nulla. Dopo di me, mio figlio di 12 anni, che non aveva mai visto un arco se non nei cartoni animati, scoccò la sua prima freccia: centro nel centro che più non si può. Grande applauso dei presenti. Mi dileguai velocemente, pensando che però in famiglia qualcuno aveva ereditato qualcosa.
sabato 28 luglio 2012
La Rèclame - Castrogiovanni con l'acqua alla gola
Bellissimo questo terzo spot di avvicinamento alle Olimpiadi per la campagna promossa da Edison.
Nella prima parte Castrogiovanni fa la figura dell'imbranato, non è il suo sport.
Poi nella seconda, applica la tecnica rugbystica alla pallanuoto.
Con effetti esilaranti.
giovedì 26 luglio 2012
La Rèclame: Castrogivanni e la ginnastica ritmica
Il povero rugbysta Martin Castrogiovanni, dopo il volley prova con la ginnastica ritmica.
Impacciatissimo tra cerchio, palla e nastro rosa, azzarda delle mosse del rugby, ma come un bimbo maldestro si ritrova a esercitarsi con il nastro.
Semplice ed esilarante questo secondo spot che attende l'evento Olimpiadi.
Impacciatissimo tra cerchio, palla e nastro rosa, azzarda delle mosse del rugby, ma come un bimbo maldestro si ritrova a esercitarsi con il nastro.
Semplice ed esilarante questo secondo spot che attende l'evento Olimpiadi.
lunedì 23 luglio 2012
La Réclame - Castrogiovanni si da al volley!
Campagna azzeccatissima. Pur di partecipare alle olimpiadi, il rugbista Martin Castrogiovanni prova con il volley. Si allena con la nazionale femminile. Prova il palleggio, il bagher, il muro alzando come nel suo sport una pallavolista sotto rete. Alla fine si ritrova, sconsolato, a rimettere i palloni nel sacco rete.
In un momento in cui le aziende che producono energia sono le uniche che investono massicciamente in pubblicità, Edison ha chiamato il pilone della nazionale italiana come testimonial.
Il claim è: Edison sostienegli azzurri che vanno alle olimpiadi. E quelli che ci vorrebbero andare.
L'azienda non vende il prodotto ma vuole rafforzare il marchio.
La trovata di utilizzare l'orso Castrogiovanni è ottima, un contraltare pasticcione alle atlete che sicuramente parteciperanno all'evento di Londra. Al contrario del nostro testimonial, in quanto il rugby non è disciplina olimpica.Una gag comica sottolineata dalla musica, dai rumori, dai gesti e da nessun parlato e speaker
Iscriviti a:
Post (Atom)

