domenica 12 maggio 2013

IL PAPA ELEVA SANTI GLI 800 MARTIRI DI OTRANTO.



Papa Francesco  ha eletto agli altari 800 martiri decapitati a Otranto dai musulmani.
di seguito la recensione del libro di MARIA CORTI sull'uccisione dei cristiani.


Maria Corti
L’ora di tutti
Bompiani






Venerdì 28 luglio 1480 le galee turche di Akmed Pascià approdarono a Otranto. Gli spagnoli, difensori della città scapparono. Gli otrantini rimasero soli a combattere contro i musulmani.
Qui si intrecciano le figure del pescatore Colangelo, della bella Idrusa, del capitano Zurlo e di Nachiria. Uomini semplici, forse peccatori, ma timorati di Dio fino al midollo che difesero strenuamente la città che cadrà in mano ai turchi. Ottocento abitanti della città verranno poi decapitati perché non ripudiarono la fede cristiana. Eroi, martiri? Sicuramente uomini che fino in fondo aderirono alla Croce. Già comunque resuscitati. 
Questo libro ci riporta all’attualità quotidiana: nel mondo i cristiani sono oggi costantemente perseguitati con il silenzio dei media.

mercoledì 8 maggio 2013

Books da leggere - la saga di Harry Hole


Harry Hole



Ho letto tutti gli Agata Christie, i Maigret di Simenon,  il maresciallo Binda di Colaprico, il Montalbano di Camilleri. Ho visto in tv il commissario Manara, l'ispettore Coliandro, la Squadra, Distretto di polizia, Ris, CSI, NCIS, l'ispettore Sheridan, etc, etc.
Ho appena letto in un soffio la saga dell'ispettore Harry Hole, scritta da Jo Nesbo. In Italia sono stati pubblicati sette libri, mentre i primi due pare proprio che non verranno tradotti per volontà dell'autore. Norvegese, giornalista, musicista,  ed ora giallista a tempo pieno.
 Sicuramente una buona penna.
Il protagonista e un ispettore alcolista e depresso che però risolve tutti i casi di omicidio su cui indaga. Si coinvolge totalmente, rimettendoci in tutti i sensi: fisico e spirituale. Ama una donna che suo malgrado finisce ad incrociare i serial killers su cui indaga. È un uomo intelligente, alternativo, ma senza speranza. La suspance  e forte, le trame intricate, anche se sul lungo sono prevedibili. Le donne che incontra vengono tutte stese. Probabilmente essere scombinati attira il gentil sesso. E questo forse e troppo.
I libri prendono, non stancano, ma l'anti-eroe sempre vincente alla fine, resta comunque un uomo solo senza speranza. Il dolore e intrinseco al personaggio. C'e la lotta tra il bene e il male, dove il primo pero non e con la B maiuscola, ma forse il meno peggio. E un bene che si accontenta. La saga si chiude in un modo inaspettato che non svelo.


Se leggete questi sette libri come li ho letto io, senza una pausa, e poi passate all'ultimo libro di Jo Nesbo, Il Cacciatore di Teste, resterete forse delusi. Ma in fondo non è così. Harry Hole ormai aveva finito di sussistere e forse l'autore era stanco di indossare i panni dello sfigato a vita.
In questo nuovo giallo l'atmosfera cambia,  cosi come la visione della vita del protagonista. Buono il colpo di scena finale.

Dopo il triste Harry Hole circondato da neve e dal sole di mezzanotte, ma sempre con una lo costante di oscurità, una nuova luce si è stagliata sulla Norvegia.

domenica 5 maggio 2013

Book da leggere - FUGA sul KENIA


Felice Benuzzi.
Fuga sul Kenia
Corbaccio







Immaginate di essere in guerra, catturati dagli inglesi, incarcerati in un campo di prigionia in Africa, alle pendici del monte Kenia a quasi mille km dal Mozambico.
Questa è una storia vera, siamo nel 1941, e gli italiani in suolo africano vengono imprigionati. Che fareste  voi?  Anzi, che farei io? Attenderei la fine della guerra?

L'autore del libro ha fatto altro. Ogni giorno, dalla finestra della sua baracca osservava il monte Kenia alto 5000 metri. Fuggire in Mozambico è impossibile ed allora con altri due compagni evade per scalare la montagna e issare la bandiera italiana. Fatto questo, gli scalatori son tornati belli belli al campo di prigionia dopo 17 giorni di libertà-
Gli inglesi li hanno messi in cella di rigore, ma sono andati a togliere la bandiera tricolore dalla cima del monte Kenia.
Assurdo tutto questo? No, direi positivo. Il desiderio di libertà era così forte che era possibile attuarlo appena fuori dal campo di prigionia, sulla cima della montagna keniota, tra il silenzio e i ghiacci africani.
Chiamiamola evasione? Chiamiamola forse ...licenza?
Ma la domanda nasce seria e spontanea: perché fare una fatica simile ?
Proviamo a rispondere.

venerdì 3 maggio 2013

11 settembre 1683 - Beato Marco d'Aviano



http://www.ilsussidiario.net/News/Cinema-Televisione-e-Media/2013/4/17/11-SETTEMBRE-1683-Da-Martinelli-un-regalo-alla-Storia-alla-faccia-dei-libri-di-scuola-/383899/


Non ricordo di aver mai studiato nei libri di storia scolastici la figura di Marco d'Aviano e la sconfitta dei musulmani che assediarono Vienna.
Il film sul frate e sulla battaglia  e arrivato nei cinema in questo weekend. A Milano e stato proiettato solo in due sale, non è un film di cassetta, non è stato concepito tale. Farà discutere? Sicuramente.
In primis perché pochi, anche nella Chiesa, sanno di questo pezzo di storia, e poi perché è politicamente scorretto in Italia far riaffiorare le verità storiche. In questo caso si può essere poi accusati di integralismo e di non dialogo con l'Islam.
Il film l'ho visto, eravamo in 10 in una sala da 170 posti ed uno spettatore   e  uscito a metà film. Sotto l'aspetto tecnico non è un gran film, sicuramente non ha avuto un budget elevato,  gli effetti  speciali sono modesti  cosi  come le riprese della battaglia.
Ci vuole pero del coraggio per girare un film del genere in questo momento e il regista  Martinelli ha avuto la costanza di perseguire e di concludere il suo progetto.
Più che di valore artistico della pellicola bisogna parlare del valore storico  che essa esprime: se Vienna fosse caduta esisterebbe la Basilica di San Pietro? Con i  se non si fa la storia, ma almeno quella accaduta bisogna conoscerla e non nasconderla. La figura del frate cappuccino Marco d'Aviano, nel film non è approfondita, ma  e essenziale: ogni sua azione e gesto era in nome di Dio, era per la Sua manifestazione. Il compito che il Padre gli aveva preparato era inimmaginabile, salvare il destino dell'Europa e della Chiesa.
Non penso che il film abbia la pretesa di approfondire  un dialogo con l'Islam, ma neppure di tenere le distanze da esso.
E stata raccontato nel  film  un periodo cruciale del la storia europea.

Se critichiamo questa enunciazione dei fatti, come dovremmo giudicare i vari testi di storia alla Camera-Fabietti ?

mercoledì 1 maggio 2013

Beato Marco d'Aviano


Il libro che vi ho già presentato è introvabile. Non fa comodo a nessuno parlare del Beato Marco d'Aviano,  ma anticipa il film di Renzo Martinelli che vi presenterò in questi giorni.



Carlo Sgorlon
Marco D’Europa
Edizioni Paoline – 1993

Marco d’Aviano nasce il 17 novembre 1631, giovanissimo scappa dal collegio gesuita dove studia per andare a Capodistria perché vuol imbarcarsi su  una nave della flotta della Repubblica veneziana per andare a Creta a combattere i turchi dell’Impero Ottomano.
Non vi riuscirà, ma entrerà nell'ordine dei frati cappuccini e diventerà  predicatore. Benedicendo una religiosa inferma, compì il suo primo miracolo, guarendola.
I  miracoli si susseguirono tanto che dovette continuare a cambiare convento perché  la sua fama si era  sparsa tra la popolazione italiana. Ormai era conosciuto anche in Tirolo, dove lo chiamò a Innsbruck  il governatore  Carlo V di Lorena. Il passo seguente fu ancora più a nord, perché venne chiamato da Vienna dall’imperatore  Leopoldo I d’Asburgo. Andò in Austria, nei paesi Bassi, nei Lander tedeschi. E ad ogni benedizione avvenivano delle guarigioni, cioè dei miracoli.
Marco prima di recarvisi chiese l’autorizzazione al Papa ed al suo superiore. Obbedienza alla Chiesa innanzitutto, lui che desiderava invece ritirarsi in qualche sperduto convento. Ma Dio sceglie i suoi uomini per un compito.
Quando nel 1689,  i turchi con a capo Kara Mustafà risalirono i Balcani per poi assediare Vienna, padre Marco si prodigò per la costituzione di una Lega Santa a cui rispose il polacco Janos Sobieski e  Carlo di Lorena. Dall’alto delle colline che guardavano la città assediata, il padre cappuccino con un lungo crocefisso tra le mani, benediceva i combattenti cristiani. Padre Marco era l’anima e la coscienza della Lega Santa.
Animate  da tale conforto le truppe europee sconfissero i turchi: restarono sul campo di battaglia 2.000 cristiani e 11.000 musulmani.
L’invasione turca era stata fermata.

martedì 30 aprile 2013

IL COMMISSARIO MONTALBANO http://www.ilsussidiario.net/





Se il siciliano Pietro Grasso  ha raggiunto facilmente lo scranno di Presidente del Senato, il conterraneo Salvo Montalbano avrebbe potuto mettere d’accordo tutti i partiti, PD e Matteo Renzi all’unisono, ed essere eletto alla prima votazione per la Presidenza della Repubblica Italiana.
Montalbano sono!, ha raggiunto con la seconda puntata  La Casa degli Specchi, quasi 10 milioni di telespettatori con il 35% di share. Dalle Alpi a Lampedusa il commissario più famoso d’Italia ha sbancato l’Auditel.
In un momento della vita italiana dettata dalla precarietà assoluta, solo l’elezione di Papa Francesco ha avuto più clamore. E ci mancherebbe!
Quello che tutti cerchiamo è la certezza e la stabilità della vita.
Montalbano, in maniera disinvolta e semplice, ma esclusivamente televisiva , ce la trasmette. Successone per la Rai, che vende la fiction in 65 paesi esteri.                                 Successone per Andrea Camilleri e i suoi libri con il famoso dal commissario.                 Se provate a leggere altri suoi romanzi gialli, resterete delusi. Senza Montalbano, Camilleri non esiste e comunque le ultime storie del poliziotto stanno apparendo sotto l’aspetto della narrazione alquanto deboli.
A dire il vero, senza Luca Zingaretti, Salvo Montalbano e Camilleri non esisterebbero.
L’interpretazione dell’attore è eccezionale. Il suo volto e le sue espressioni sono convincenti, così come la gestualità ed il carattere. Certo ha corso il rischio di esserne succube, aveva anche dichiarato una stanchezza logorante nel continuare l’interpretazione, ma i risultati sono sempre stati esaltanti, repliche comprese. E Luca a Salvo deve tutto, non sarebbe diventato poi così famoso.
Di questo lo deve ringraziare anche il fratello Nicola, eletto Presidente della Regione Lazio. I maligni dicono che senza la notorietà di Montalbano sono! non avrebbe vinto.
La squadra che lavora sulla fiction è la stessa del 1999 diretta da Alberto Sironi.    Una regia pulita, da cartolina, con bei paesaggi, sole, mare e riprese girate con la bella luce mattutina o del tramonto. Si potrebbe giudicarla una regia lenta per come siamo abituati a vedere invece i telefilm di crime americani: pochi inseguimenti, poche sparatorie, poco sangue. Anche poca gente per strada. Regna il silenzio e la pace, forse quella che noi telespettatori cerchiamo: abitare in riva al mare vicino al faro, farsi una nuotata mattutina, lasciare la vecchia Fiat Tipo con le portiere e i finestrini aperti, mangiare pesce fresco alla trattoria amica.  Di fatto negli anni passati molte sono state le richieste di visite turistiche  alla spiaggia di Marinella e a Vigata. Beninteso, nomi di fantasia, ma paesaggi reali che la bellezza della terra siciliana esprime. Così come i paesi bianchi con le sue chiese barocche, le case sfarzose segno di un’antica nobiltà stile Il Gattopardo, affiancate dalle Porsche e Ferrari dei nuovi ricchi, che vediamo riprese nella fiction.  
Una narrazione uguale alla regia, lenta, ma veloce al tempo stesso per la caratterizzazione dei personaggi. Oltre a Montalbano abbiamo l’arguto e fido Fazio, il bell’Augello e la macchietta Catarella, volutamente sopra le righe. L’unica fuori sede, in tutti i sensi, è la fidanzata Livia. Si potrebbe anche farne a meno, di belle donne Montalbano è sempre circondato e comincia ormai a cadere nelle tentazioni.                                                                                                        Anche il dialetto siciliano ha la sua valenza, che potrebbe sembrare provinciale ma che ha un’aurea e una teatralità conosciuta in tutto il mondo.  Come la mafia. Questa si  vede poco, ma aleggia nell’aria con i nomi dei Sinagra e dei Cuffaro, ma non fa paura come quella vera.
Al tempo stesso Montalbano è umano, intelligente, senza macchia, dedito alla giustizia e non alla carriera. Sovrastante nella personalità  se paragonato a tutti gli altri personaggi, ma non sarebbe sennò Montalbano sono! Aggiungiamoci un po’ di avversione alle regole e ai politicanti.  Mi ricorda un po’ nei modi e metodi il Che c’azzecca? Antonio Di Pietro, nato televisivamente prima del commissario siciliano.
Due parole su Camilleri. Non è Simenon, né Martin Cruz Smith, neppure il sanguinoso  Jo Nesbo, o il Colaprico autore del maresciallo Binda, ma non tolgo nulla al suo successo  e cultura letteraria. Di certo prestarsi ai camei iniziali di presentazione  è segno di vanità, ma data l’età gli possiamo perdonare tutto.        Forse sono però meglio le imitazioni di Fiorello.

sabato 27 aprile 2013

AMORE




Quando dopo una giornata di lavoro mi appresto ad arrivare a casa, vedo sul marciapiede due sessantenni camminare mano nella mano.
Dopo un chilometro due giovani che si baciano teneramente.
Suono loro il clacson come saluto.
Guido per altri 500 metri e scorgo una famigliola, la madre che spinge un passeggino con un bimbo di circa otto mesi e il papà che tiene per mano un altro figlioletto di tre o quattro anni. Nell'altra mano ha la borsa, sta tornando dal lavoro e moglie e figli sono andati ad aspettarlo alla fermata del bus.
Non son tenero o sentimentale, tutt'altro, ma vedere e notare questi insoliti quadretti mi ha fatto pensare all'amore dei miei cari che mi circonda, di cui spesso mi dimentico.
Due mattine dopo transitando in auto, scorgo sul marciapiede una donnina che passando davanti ad una scuola materna dove vi è una grotta della Madonna di Lourdes, fa il gesto del segno di croce.
Mi son ritornate alla mente le immagini affettuose notate due giorni prima e un lampo mi coglie: esisterebbe questo amore  se qualcUno non mi amasse dapprima che nascessi e continua a voler i bene nonostante le incoerenze dei miei 50 anni di vita?