giovedì 12 marzo 2015

John Wick http://www.cineavatar.it/



http://www.cineavatar.it/ 


John Wick è un mix di vari John: Wayne, Rambo, McClane, tutti rigorosamente con pistola e fucile.
Il film diretto dalla coppia di registi formata da David Leitch Chad Stahelski è un western metropolitano e crepuscolare a tinte orientali, nel quale uno spietato killer che aveva deposto le armi per amore ritorna sulla scena. La moglie, scomparsa prematuramente a causa di una terribile malattia, gli ha lasciato come unica consolazione un piccolo cane. Non ci sono i pellerossa o il despota ranchero come nel selvaggio west, ma ci sono i russi spietati e ‘cattivi’ che gli rubano la Mustang (nel West il cavallo) e gli ammazzano il cucciolo; e John Wick si scatena nella vendetta. A contarli bene, una sessantina i nemici morti.
“Ho prenotato un tavolo per dodici” è la prima vera frase metaforica, rievocando l’evangelico episodio dell’ultima cena, che Keanu Reeves dice nel film dopo averne fatti fuori appunto una dozzina chiamando poi un “ripuliture” per “smacchiare “ il sangue sparso per la casa.
C’è da dire che il protagonista non parla molto, ma spara e picchia come un indemoniato.
Dopo l’incompreso wuxia americano 47 RoninReeves lascia le spade e diventa un samurai, un Ronin con pistole e fucili.
....... continua  sul sito:

lunedì 9 marzo 2015

REALITY E AUDITEL/ Così L'isola dei famosi fa "naufragare" Carrà (e tv)




In questa stagione televisiva i primi a schiantarsi sono stati i programmi politici. Il condottier Sant’Oro l’aveva previsto e nonostante la presenza massiccia del boy scout Renzi in tutte le trasmissioni possibili, lo share e gli ascolti dei vari Giannini, Floris, Porro e La7 son crollati.
La disaffezione per la politica è un dato di fatto, figurarsi sorbirsela  in tv.
Il Re Mida degli ascolti resta sempre la De Filippi con i suoi programmi. Ossigeno sicuro per il Biscione. Ma il colpaccio di Cologno Monzese è stato credere ne L’Isola dei Famosi
Dopo la Ventura e due anni di stop, anch’io non credevo nella riuscita di questo programma.
Cast di formose e di non famosi, la solita isola dispersa nel mare, le solite giornate dedite ai litigi, alla finta sopravvivenza, agli ammiccamenti. L’unico con un nome da paura è Rocco Siffredi, idolatrato dal maschio italiano e forse anche dalle donne.
Il tonfo non c’è stato, anzi, la puntata del lunedì veleggia sul 24% di share,  e la fascia quotidiana pomeridiana ha una media del 27%. Successone. Con i giovani tra i 15 e 19 anni che la fan da padroni  per il 36%.
La situazione politica è disastrata, quella economica pura, non resta che l’evasione. Non dall’isola ma dalla Rai.
Perché c’è chi prende facciate con i talent è il caso dei nonni Carrà-Japino con Forte Forte Forte, programma che si è stabilizzato sul 13%, pochissimo per un prime time di RaiUno.
 Non sappiamo perché mamma Rai abbia puntato su un programma simile, sembra di vedere una tv degli anni ’80. la Raffa era più credibile nel ruolo che si era ritagliato a The Voice. Avrebbe finito la sua carriera in gloria.
Non va meglio ad una delle sorelle Carlucci con Notti sul Ghiaccio, si ferma al 15% di share, ma ha contro la portaerei della De Filippi. Anche qui, un programma fotocopia di Ballando con le stelle, Reality Circus, etc.., con la solita Valeriona Marini che perde il …seno, questa volta in pattini.
Speriamo che RaiUno sia assicurata per i traumi e le rotture ossee, sennò il prossimo anno ci aumenterà il canone.

Ma torniamo a L’Isola. La prova che lo zoccolo duro siano i giovani, sono i passa 100.000 tweet  che partono al lunedì sera. Un altro successo per Canale 5.
Che dire del programma? Pruriginoso, con una spruzzata di sex, tresche, trame, un Rocco che piange, una Rachida che sviene al vedere i familiari sbarcare sull’isola, un Alex finto leader, una Spaak da Chi l’ha visto?, un Patrizio Oliva con i guantoni appesi al chiodo.
Tutte cose già viste, situazioni già scritte e narrate. Per avere dei naufraghi non famosi sta andando comunque di lusso.
Cecilia Rodriguez si sta rivelando con una personalità che la stacca dall’essere “la sorella di Belen”, mentre non capisco la partecipazione del plurivincitore canoro Valerio Scanu, speriamo di non trovarci nella prossima edizione il trio de Il Volo.
Deludente la Marcuzzi, sembra che conduca il Grande Fratello, sguaiata e fuori sincrono con ciò che accade sull’isola.
Sul pezzo invece l’esuberante Mara Venier, senza di lei la Marcuzzi ed il ritmo del programma svanirebbero. Quello di Signorini è uno sporco lavoro, ma qualcuno (e chi meglio di lui) può farlo?

Mentre la politica cerca di risalire la china, l’economia anche, la disoccupazione incombe e l’Isis è alle porte, ci solletichiamo il morale con L’Isola dei Famosi.

Ma non è mai troppo tardi….per tener spenta la tv.

martedì 3 marzo 2015

POLAROID 2

Visitando la mostra OLTRE LO SGUARDO con le foto di STEVE McCURRY, mi ha colpito questa foto. Sembra un presepe.


venerdì 27 febbraio 2015

Taken 3

Taken 3



Continua la saga scritta e prodotta da Luc Besson. Certo che questo TAKEN 3 - L'Ora della Verità non ha molto di originale. Il "buon" pensionato Liam Neeson viene accusato dell'uccisione della ex moglie. Scappa per non farsi arrestare e per cercare i veri colpevoli. Sulle sue tracce, FBI con il detective Whitaker e i cattivoni russi. La trama fa il verso a IL FUGGITIVO e le azioni in autoscontro, con la giovane che deve far  pratica di guida, sono in stile TAXXI, sempre di Besson.
Bang bang, pum pum, botte da orbi. Neeson le prende, le dà, senza fare sconti a nessuno. Alla fine i malavitosi russi fanno la figura degli idioti come in JOHN WICK e in EQUALIZER.
Probabilmente gli americani si stanno allenando in patria per andare a combattere i russi in Ucraina.

martedì 24 febbraio 2015

THE EQUALIZER

THE EQUALIZER 





Mai aizzare il can che dorme. Il regista Antoine Fuqua dirige nuovamente 
Denzel Washington 
  •  Questa volta il livello non è quello del  filmone TRAINING DAY e DW non è il poliziotto loquace vincitore dell'Oscar, ma un mite operaio di un bricocenter. Solitario e insonne, passa le notti a leggere libri in un bar. Aiuta un ciccione a consolidarsi nella certezza che può fare la guardia giurata, scambia battute con una giovane prostituta senza giudicarla. La madre del ciccio viene taglieggiata e lui pesta i due pulotti corrotti.
La ragazza viene massacrata dai papponi e va in coma. 
E così Denzel/Robert diventa il vendicatore che si mette contro la mafia russa. Si scopre che un tempo era una macchina da guerra della CIA, abbandonata per amore della moglie, morta poi di malattia. Ma il know how  è rimasto e ad uno a uno uccide tutti i cattivoni. Con le mani, pistole, coltelli, martelli, arnesi vari del fai-da te e con una sparachiodi.
Per chiudere in bellezza va a Mosca ad abbrustolire il capo supremo.
I mafiosi russi, come in JHON WICK e TAKEN  3, anche in THE EQUALIZER ne escono sconfitti facendo la figura dei baluba.

Certo che questi tre film sono stati girati prima della crisi tra Ucraina e Russia, ma non si spiega però tanta acredine nei confronti dei cosacchi. Che sia stato Obama a voler influenzare Hollywood?

giovedì 19 febbraio 2015

Martin Cruz Smith - TATIANA





L’ispettore  Arkady Renko è tornato, dopo il romanzo del 2010, Le Tre Stazioni, è uscito Tatiana, storia di una giornalista moscovita  che si suicida. Il disincantato Renko non crede al suicidio ed inizia ad indagare. Per tre quarti del libro la trama è un po’ loffia, ma poi accade un colpo di scena. Il finale lascia un po' a desiderare.
Martin Cruz Smith,  dopo i fasti del 1981 con  Gorky Park ha scritto altre avventure più o meno riuscite con protagonista Renko. Ha fatto vivere all’ispettore la realtà della cortina di ferro e poi dei vari passaggi storici della Russia. Su questo è stato realista e veritiero. quasi come uno storico.

La figura di Renko è sempre più umana ma allo stesso tempo sfiduciata e depressa. Martin Cruz Smith ha detto solo oggi che è malato di  Parkinson già dai tempi de Le Tre Stazioni e che detta i libri alla cara moglia. Nessuno lo sapeva, gli editori erano all’oscuro. Non si voleva far compatire.

domenica 15 febbraio 2015

UNBROKEN


Ai più non è piaciuto.
UNBROKEN di Angiolina Jolie non ha convinto i critici, anzi, è un film da non considerare. Perché questo accanimento? Regia e fotografia scolastica, sceneggiatura firmata anche dai fratelli Coen per attirare pubblico, poco realista, etc.Ho visto il film due volte ed invece mi è piaciuto. È un biopic su Louie Zamperini, italoamericano, teppistello, olimpionico a Berlino 1936, aviatore, alla deriva su un canotto per 47 giorni, catturato dai giap, sottoposto ad angherie e torture da un sadico sergente nemico.Una storia vera con al centro un uomo che non molla mai. Forza di volontà? Carattere? Non solo.Adesso vi elenco delle scene che sono il filo conduttore del film e della vita stessa di LZ.                                                   Scena 1 il sacerdote predica:  Perdonate i peccati, amate i vostri nemici.
                       
Scena 2 Notte stellata sul gommone alla deriva,  Louie chiede a Phil:  Tu credi che le abbia fatte Dio le stelle?                                                                                                             P.  Sì, io sì.                                                                                                                               LZ. Quindi credi che ci sia una sorta di grande disegno perché noi siamo sopravvissuti, perché siamo qui adesso?
Scena 3. In una notte di mare in tempesta, sempre alla deriva, mentre l’amico Phil  recita il Padrenostro, Louie invoca Dio:                                                                                                 Se mi fai superare tutto questo, se rispondi alle mie preghiere, giurò che ti dedicherò tutta la mia vita. Farò tutto quello che vuoi. Ti prego                                                                                                                                                                                                                               Al termine del film appaiono queste scritte: Dopo anni di grave stress post-traumatico, Louie ha mantenuto la sua promessa di servire Dio, una decisione per il merito di avergli salvato la vita.

Motivato dalla sua fede, Louie ha constatato  che la strada da seguire non è la vendetta, ma il perdono.

I titoli di coda sono sulla canzone MIRACLES, eseguita dai Coldplay:

"Da lassù ho sentito Gli angeli cantare per me queste parole. E a volte, nei tuoi occhi Vedo la bellezza nel mondo Oh, ora sto galleggiando così in altoIo sboccio e muoioInvia la tua tempesta e il tuo fulmine a colpire Proprio in mezzo agli occhi A volte le stelle decidonoPer riflettere in petali nella sporcizia Quando guardo nei tuoi occhi Ho dimenticato tutto su ciò che fa male Oh, ora sto galleggiando così in altoIo sboccio e muoioInvia la tua tempesta e il tuo fulmine a colpire Proprio in mezzo agli occhi Credete nei miracoliMiracoli Oh, ora sto galleggiando in alto e sopra il mondo Oh, ora sto galleggiando in alto e sopra il mondo" Non aggiungo altro, spero che andiate a vederlo e che non lo consideriate un film di serie B.