lunedì 5 ottobre 2015

SE DIO VIOLE - e il mons. gay

Il Corsera ha dedicato al teologo gay con compagno l'apertura del sito on line di sabato ed una paginata  intera nella versione cartacea. Tutti i media hanno ripreso poi la notizia, come se fosse un grosso scoop.
Il tutto amplificato a dovere, non a caso, nel giorno dell'inizio del Sinodo sulla famiglia.
Ingerenze e pressioni Lgbt? A pensar male si fa peccato (questo forse lo dice il teologo gay).
Sempre sabato sera ho visto un film che mi era sfuggito per questioni di tempo.
Coincidenza: si parla di preti, di gay, di famiglia e.... si ride.
SE DIO VUOLE di Edoardo Falcone con Alessando Gassmann  e Marco Giallini.
Questi interpreta un famoso cardiochirurgo, indisponente e presuntuoso. La realtà non si discosta mai dalla finzione, anzi l'inverso. La situazione familiare è critica, ma cova sotto la cenere: la moglie, nulla facente, è dedita all'alcol, la figlia sposata con un agente immobiliare, sono mal sopportati e sul figlio universitario ha riposto i propri progetti.
Questi deve fare un annuncio e riunisce la famiglia. Tutti pensano che si dichiari gay, invece annuncia che entrerà in seminario.
La coppia scoppia, il medico, ateo non contempla la decisione del figlio, mentre la madre entra in una crisi profonda nei confronti del marito.
Il bel sacerdote, Gassmann, che secondo il chirurgo ha influenzato il giovane viene pedinato, e indagato da uno scalcagnato detective. E qui riscopriamo la vecchia commedia italiana, dove si sorride per la semplicità e la brillantezza delle battute. 
Il padre si finge un disperato con moglie violenta e fratello handicappato al seguito per entrare nelle grazie del prete, che invitato dal figlio scopre invece la verità. Per non inguaiarlo di fronte al giovane, il sacerdote obbliga il medico ad  aiutarlo nella ristrutturazione di una chiesetta.
I due pian piano diventano amici, sempre nelle rispettive distanze delle proprie convinzioni, il sacerdote non vuole convincerlo a credere in Dio, ma stimola la sua libertà.
Altro colpo di scena, rientrando a casa,
il chirurgo scopre il figlio pomiciare con una ragazza e gli svela che da più di un mese ha ormai abbandonato il desiderio di entrare in seminario, confortato dai consigli del sacerdote. Capisce perciò che prima di obbligarlo nei lavori della chiesetta, il furbo Gassmann sapeva già della rinuncia all'ingresso in seminario.
Prima dell'ultimo colpo di scena finale, che non svelo, si ricompone l'unità familiare e la recuperata stima verso la figlia e genero.
Un film semplice, in cui si sorride, una comicità non banale e neppure offensiva.
Ne esce bene la figura del sacerdote, alla mano e non giudice; la famiglia viene esaltata; la figura gay non viene giudicata, ma si coglie come la mentalità attuale abbia capovolto i valori. 
E l'arcigno chirurgo cambia umanamente.
Profetici anche i nomi scelti, don Pietro il sacerdote e Tommaso il medico.



domenica 4 ottobre 2015

Yellowstone book: LA RAGAZZA DEL TRENO di Paula Hawkins

LA RAGAZZA DEL TRENO
Paula Hawkins
PIEMME





Tre donne, tre voci che raccontano. Rachel la protagonista, Megan l'assassinata, Anna la moglie di Tom ex di Rachel.
Tre uomini coinvolti. Tom, Scott marito della morta, Kamal psicologo e amante di Megan. E poi defilato c'è un giovane dai capelli rossi.

Rachel tutti i giorni prende il treno per Londra. Guarda le case e le persone dal finestrino del treno e si immedesima con loro. In particolare con una coppia che vede ogni giorno, Jason e Jesse. Due nomi da lei inventati.
Rachel finge di andare al lavoro tutti i giorni, è stata licenziata perché si è presentata in ufficio ubriaca. È un'alcolista. Il marito, Tom, l'ha  lasciata e si è risposato con Anna da cui ha avuto una figlia. La loro casa è vicina a quella di Jason e Jesse.
Una mattina  Rachel vede dal solito treno la bionda Jesse che si bacia teneramente con un altro uomo. Dopo alcuni giorni appare sul giornale la foto di Jesse, che in realtà si chiama Megan, ed è scomparsa la sera del sabato precedente.
Nella stessa sera Rachel era nelle vicinanze della casa di Megan e del suo ex marito Tom, che lei spesso chiama al telefono.
Non si ricorda nulla, era ubriaca fradicia con una mano insanguinata, un taglio vicino all'occhio ed un bozzolo sulla testa.
Si presenta alla polizia e dichiara di aver visto Megan con un'altro uomo.
Viene considerata un teste non affidabile.
Si mette in contatto con Scott, marito di Megan, che dopo alcune settimane viene ritrovata morta.
Cerca sempre Tom ed esaspera Anna presentandosi vicino alla loro casa.
Si susseguono in prima persona i racconti delle tre donne.
Thriller avvincente, si legge d'un fiato. Il male , la violenza e l'incapacità umana sovrastano l'uomo, sembrano vincere. Sembra che vincano. Ma non sarà così.
A metà del libro avevo già scoperto l'autore dell'omicidio, che chiaramente non svelo. Mi è piaciuto, scritto bene. Appassionante.

venerdì 2 ottobre 2015

La Réclame: Premium Champions League





Bellissimo lo spot del canale Mediaset Premium che pubblicizza la Champions League.

È stata ripresa la scena del film Ghost in chi lei sta creando un vaso di creta. Il suo innamorato le si mette dietro ed insieme modellano il vaso. Lei ha gli occhi chiusi immedesimata in una estasi  d'amore. Lui bello sveglio con gli occhi da furbetto.

 La musica del film si mixa con il jingle della Champions. Et voilà, l'opera d'arte non è altro che la riproduzione della coppa con le orecchie.

Nessuna parola, solo musica, gesti e sguardi convincenti di lei e di lui, con un viso che ricorda Russell Crowe giovane e magro.

martedì 29 settembre 2015

EXPO - Emirati Arabi



Ho visitato il padiglione EXPO degli Emirati Arabi. Bello esternamente, una specie di gola levigata color rosso mattone.
Dopo il percorso obbligatorio si entra in una sala cinema in cui viene proiettato un filmato promozionale. Immagini di deserto, di grattacieli, di costruzioni. Una donna anziana in abiti e velo nero, ma con viso scoperto è di guardia ad una palma che troneggia tra i nuovi palazzi di vetro. Gli ingegneri la vogliono togliere. Arrivano i parenti della nonna su un gippone e qui partono dei flash back della vita sua vita. Finale dolce e sviolinato e la pianta sarà salvata.
Unico neo: quando i parenti arrivano con il gippone, sull'auto vi è la nipotina, il padre e la madre con i vestiti locali, ma chi guida? Al volante c'è la donna.
Ma da quando negli Emirati Arabi le donne possono guidare?

domenica 27 settembre 2015

GRANDE FRATELLO 2015/ Tra concorrenti e autori un “minestrone" da flop

GRANDE FRATELLO 2015/ Tra concorrenti e autori un “minestrone" da flop





Prima di parlare del GF 14 vorrei fare una riflessione su Canale 5.  Gli ascolti della rete stanno arrancando a partire da Barbara D’Urso, Avanti un altro e Striscia la notizia. Siamo all’inizio della stagione tv e pian piano, come gli altri anni, sperano di recuperare. La fiction Squadra antimafia è stata invece disastrosa, considerando che è un prodotto inside con costi non certo bassi. Rumors dicono che la poltrona del direttore di rete traballa.
Intanto siamo giunti all’edizione n. 14 del Grande Fratello, secondo come longevità solo al Maurizio Costanzo Show. Il suo spostamento in palinsesto dallo storico lunedì al giovedì  è parso molto strano, ma a Cologno hanno smentito di aver paura degli ascolti Rai per Il Giovane Montalbano e Pechino Express. Poco convincenti però.
Un paio di giorni orsono Aldo Grasso si chiedeva se avesse ancora senso il GF. Probabilmente la domanda doveva essere posta sin dalla prima edizione. Il battage pubblicitario è stato forte. Gli articoli sui media nelle settimane precedenti hanno puntato a titoli cubitali sulla partecipazione di un ex monaco benedettino ora transessuale, sulla presenza di due fratelli di cui uno sordo, di due gemelle, e sulle affermazioni di Alessia Marcuzzi tipo “ Spaccheremo i divani !” .
La bionda Alessia si è presentata di veli svestita in uno studio con una passerella enorme su cui passava a ripetizione il nome del programma. Luci a più non posso e il marchio dell’occhio del GF sovraesposto a mo’ di logo massonico.
La bionda conduttrice ha la solita verve sguaiata, ma noi maschietti guardavamo altro, ormai più che il GF non può condurre . Quest’anno  è arrivata una nuova coppia di opinionisti: il ruvido Amendola e il gaio Malgioglio. Ciuffo blu e non più bianco, forse perché l’Inter è ancora imbattuto, aveva altresì gli occhiali e le calze dello stesso colore. Che dire, Cristiano l’abbiamo visto e rivisto in Rai e da Chiambretti sempre con l’identica parodia di sé stesso, mentre Claudio è il duro macho  di Tifosi. Diciamolo: fan cader le braccia.
Nel battage promozionale del programma, il responsabile degli autori aveva incentrato il discorso sulla forza della personalità dei partecipanti. Certo, è il cast con le peculiarità di ciascuno che da vita al programma. Quest’anno pare che i provini di selezione siano stati 40.000, svolti in maniera accurata. Il reality, si fonda sull’amalgama dei vari distinti caratteri e personaggi. E da qui perciò partiamo con le scelte fatte.
Il bell’ortopedico sardo, direi fotomodello; i due fratelli/amici di cui uno sordo; il nerd studente di scienze matematiche; le due gemelle cameriere; lo sfigato ancora innamorato di una delle gemelle; il nativo di Kiev adottato a Palermo; visto che c’è un dottore non poteva mancare un’infermiera … sexy; una modella; una imprenditrice; una manager palestrata; uno spogliarellista; un modello nero che parla in dialetto padovano. Dimenticavo, ma l’ho citato in apertura, l’ex monaco diventato trans.
La Marcuzzi ha iniziato il programma ululando: “Sarà un’edizione incentrata sulla coppia, sulla compagnia”. Certo che poi il montepremi finale lo vincerà invece un  solo concorrente.

A guardare bene il casting è un bel minestrone, il solito. Forse ci saranno delle nuove trovate (leggesi idee autorali), ma il fulcro resta lo spiare dal buco della serratura, il sesso, i pianti e i litigi.
Il capo autori ha dichiarato che è un mix eterogeneo di giovani che rispecchia la nostra società.
Certo, ma forse è l'idea di società che lui, i mass-media e una parte del governo ha in testa: unioni civili, Lgbt, gli stranieri italianizzati, la libertà sessuale, il modo facile di fare euro.
C'è anche da aggiungere che il livello culturale dei partecipanti è cresciuto, la maggior parte sono laureati. Non so se sia un bene o un male per il programma. Da padre mi vien da dire: ti ho pagato l'università e sei andato al GF a fare il pirla (detto col significato alla milanese).

Dulcis in fundo, lo spostamento al giovedì non ha giovato agli ascolti del programma, il GF 14 ha raggiunto solo il 19% di share mentre su RaiUno la fiction della prof. Pivetti si è attestata al 22%.
E la poltrona del direttore di rete traballa sempre più.

venerdì 25 settembre 2015

YELLOW BOOK - Scarafaggi di Jo Nesbo

Jo Nesbo
Scarafaggi
Einaudi
2015




Non è un nuovo romanzo della saga di Harry Hole, è il secondo, datato 1998. L'autore non aveva voluto, forse per problemi di diritti o per mala scrittura, far tradurre i primi due libri del poliziotto norvegese. Nel 2014 è uscito il primo, Il Pipistrello, e ora il secondo.
Questo è molto meglio dell'ultimo, Polizia, in cui HH sembra resuscitato dopo lo Spettro, in cui sembrava morto.
Se gli ultimi due sono abbastanza improbabili, il primo e il secondo sono acerbi, sia nel connotare il protagonista che nel susseguirsi della storia.
Però Scarafaggi, non milano è dispiaciuto.
L'ambasciatore norvegese in Thailandia viene trovato morto accoltellato in un motel. Tutto fa pensare a una squallida storia pedofila. Le autorità norvegesi, pensando di non far trapelare la notizia in patria, mandano l'ubriacone HH reduce dall'impresa australiana del primo romanzo.
Il nostro si mette a stecchetto e ribalta le scopre diversi altarini. La realtà non è come appare. Mettiamoci un agente segreto, una collega rasata a zero, una giovane senza un braccio, un padre omosessuale, un energumeno cinese, dollari e uccisioni a gogo,  mixate il tutto ed otterremo un giallo color rosso sangue.
Romanzo meno cruento e cupo di quelli a venire anche se un po' troppo complicato

mercoledì 23 settembre 2015

Fuga da Fresnes

Fuga da Fresnes. Storia del bandito bergamasco che doveva uccidere Berlusconi

Milieu 



L’autore ripercorre le imprese malavitose del fratello Pierluigi, detto Gigi. Famiglia bergamasca di Trescore con negozio di pasticceria e bar. Al figlio maggiore  il lavoro in cui è coinvolta la famiglia non si addice, gli piaccion le belle auto e le donne. Con altri amici bergamaschi inizia a rapinare banche in Svizzera e Francia. Qui verrà incarcerato in una fortezza ad alta sicurezza, ma con l’aiuto del fratello Emiliano (l’autore del libro), riuscirà ad evadere scambiandosi i ruoli in parlatorio. Questo per la loro notevole  somiglianza. Continuerà le rapine nei due stati europei con puntate in Olanda e Inghilterra.
Nel 1987 la malavita francese gli propose di rapire ed uccidere un imprenditore rampante italiano, Silvio Berlusconi. La banda fece finta di accettare spillando 700 milioni ai francesi. In maniera rocambolesca dovette ridare il denaro.
Gigi fu poi ucciso con tre colpi di pistola alla schiena in un vero e proprio agguato ad opera dei carabinieri italiani. L’autore aleggia il mistero dei servizi segreti.