Una storia incredibile
Questa è una storia incredibile ma vera, che sa di miracolo. Una donna al settimo mese di gravidanza andò in ospedale con forti contrazioni. La misero nella stanza con le donne in travaglio e le fecero una flebo. Tutto si placò. Nel cambio del turno, per mancata informazione le infermiere cambiarono la flebo, ma le misero quella per stimolare le doglie. Nacque una bimba di 1040 grammi. Visto la grave situazione fu subito battezzata e cresimata dal cappellano dell'ospedale. Poco dopo la bimba fu ritenuta morta e lasciata su un carrello. Una quarantina di minuti dopo una dottoressa si accorse che la bimba inspiegabilmente respirava. Di corsa fu messa in incubatrice ma non le coprirono gli occhi. La bambina si salvò ma rimase cieca. Ad un anno dalla nascita, per una complicazione oculare, un chirurgo propose alla famiglia di togliere un bulbo oculare. Per l'interessamento di un amico andarono invece in Germania e l'occhio non le fu tolto. Ieri ha compiuto 35 anni è viva e vegeta, è una donna carina, lavora, ha una voce d'oro e canta da solista.
mercoledì 26 aprile 2017
lunedì 24 aprile 2017
Alessandro Carlini - PARTIGIANO IN CAMICIA NERA. La storia vera di UBER PULGA
Alessandro Carlini
PARTIGIANO IN CAMICIA NERA
La storia vera di UBER PULGA
Chiarelettere
L'autore è un nipote del protagonista Ubar Pulga, fascista della prima ora che dopo aver aderito alla RSI fu mandato come spia tra i partigiani. Era mantovano, alto e biondo, parlava benissimo tedesco e si immerse nella figura di soldato altoatesino disertore.
Conquistò pian piano la fiducia dei partigiani arrivando a consegnarne alcuni che furono uccisi.
Cosa scattò nella sua coscienza non si evince dal libro, sta di fatto che nonostante fosse stato decorato da Mussolini in persona, l'ufficiale fascista saltò il fosso cercando di riparare le sue gesta di spia. Rubo un camion di armi per consegnarle ai partigiani, ma fu scoperto, incarcerato, condannato alla fucilazione. Forse il suo fu un gesto di espiazione vesto i partigiani che aveva tradito.
Una storia vera. Da girarne un film.
venerdì 21 aprile 2017
TEX DYNAMITE
TEX DYNAMITE


Oltre a della paglia vera ci sono anche due Tex a strisce, il primo numero ed una a colori, la Banda del Campesino.
Bell'iniziativa, forse esagerata dirà qualcuno, ma per chi come me è cresciuto a pane, soldatini e Tex, non può mancare.
mercoledì 19 aprile 2017
Jo Nesbo - SETE
Jo Nesbo
SETE
Einaudi
Se con POLIZIA Jo Nesbo ci aveva riportato in vita Harry Hole e lo aveva fatto anche sposare con Rakel, con SETE la saga del detective più osannato della Norvegia continua.
È innamoratissimo di sua moglie ed insegna alla scuola fi polizia. Viene costretto a rientrare in campo, un serial killer uccide giovani donne in maniera vampiresca e ne beve anche il sangue. Chi è l'assassino lo san tutti ma nessuno riesce a trovarlo, si è fatto diverse plastiche facciali e nessuno lo ha mai visto. Quasi nessuno, un barista ricorda un uomo seduto ad tavolo vicino a una coppia che si era conosciuta su un sito di incontri al buio, dopodiché la donna era stata uccisa.
HH si serve del barista per il riconoscimento del vampirista, ma questi viene ucciso. Si scatena una escalation di suspance e di altri morti. HH ucciderà il serial killer, ma non è finita e il giallo continua, anzi riinizia per altre due volte.
Se la partenza del romanzo e forse un po' lenta, le situazioni si evolvono alla velocità della luce, incrociandosi con le varie storie personali dei partecipanti. Il finale poi è un coup de theatre e il proseguo è da brividi.
lunedì 17 aprile 2017
The 33
Questa
settimana sul web è apparsa la notizia con tanto di foto di Antonio
Banderas in chiesa alla processione
della domenica delle Palme vestito da penitente.
È
religioso? Non lo so, ha avuto un infarto recentemente ma si è salvato in tempo
e forse la processione è stata un ringraziamento per lo scampato pericolo.
Miracolato?
Non so, certo che nel 2015 ha interpretato un film, The 33, in cui è stato
rappresentato un miracolo realmente accaduto.
2010,
Cile, miniera di San Josè, 33 minatori sono rimasti intrappolati per un crollo
della miniera a circa 650 metri di profondità per 69 giorni e poi finalmente
hanno rivisto la luce tutti sani e salvi.
Facile
dirlo così a posteriori ma la situazione era diventata così drammatica che
c'era solo l'1% di possibilità di salvarli.
Venne
chiamata una società americana specializzata in trivellazioni, ma giunti a 600
metri i macchinari si erano bloccati. Tutto sembrava ormai inutile e le
speranze ormai perdute per estrarre i minatori vivi senza alimenti a 40° di
temperatura.
Ma
il giorno successivo inaspettatamente la trivella si era sbloccata e aveva
raggiunto i 33 uomini e ad uno ad uno
furono portati in superficie.
Il
film The
33 ha tratto la sceneggiatura da un libro, ma la realtà è stata più
miracolosa dei pensieri, del libro e del film.
Tutti
i minatori erano cattolici e nella drammaticità della situazione si son
inginocchiati a pregare guidati da Mario Sepúlveda, interpretato nel film da
Banderas.
Papa
Benedetto XVI inviò 33 rosari per i minatori che furono accompagnati dalla
preghiera del pontefice e delle famiglie che avevano creato una tendopoli
permanente vicino alla miniera con tanto di sante messe, rosari e processioni
alla Madonna.
Un
gesto di fede e speranza dei familiari accampati ma anche dagli stessi minatori.
I
giorni trascorsi nelle profondità della terra sono stati per quegli uomini una
prova dolorosa, in alcuni momenti un'agonia simile al Getsemani, con la
fragilità umana, l'incapacità e l'impotenza che li accompagnava. I momenti
difficili furono superati dalla loro unità e solidarietà, dal loro sostenersi a
vicenda sperando in un miracolo contro ogni speranza, pregando costantemente il
Padre Nostro ed il Santo Rosario.
Su
tutti la figura di Sepúlveda soprannominato Super Mario.
Commovente
il rapporto umano che lui ha con il compagno che si vuole suicidare e con
quello che ha paura di essere mangiato dai compagni.
Oltre
a rammentarmi il Getsemani il film mi ha fatto ricordare l'Ultima Cena, quando
ormai dopo aver razionalizzato il cibo, non avevano più nulla da mangiare. Mi è
venuto in mente l'affresco del Cenacolo di Santa Maria delle Grazie.
L'interpretazione
di Banderas è profonda e coinvolgente, lo allontana dallo spot imbarazzante del
mugnaio del Mulino Bianco.
Forse
meno convincente è J. Binoche solo perché non ha il volto da sudamericana.
Se
la fede e la speranza in Dio sono state evidenziate nel film in maniera
lampante, invece dei 33 rosari donati dal Papà non si fa cenno, come anche la
figura dell'americano proprietario della società di trivellazione è lasciata ai
minimi termini.
Invece
questi, Greg Hall, cattolico praticante e anche diacono della Chiesa di
Houston, dopo il blocco della trivella aveva capito che solo un miracolo
avrebbe salvato i minatori.
E
ciò è avvenuto.
Ho
scritto i numeri in questo articolo in
cifre, i 33 sono anche gli anni di Gesù morto in croce, il giorno in cui è
uscito dalla miniera l'ultimo uomo, Sepúlveda, era il 13 ottobre 2010,
anniversario dell'ultima apparizione della Madonna di Fatima.
Il
Getsemani, l’Ultima Cena, salvati dalla
Croce di Cristo e da Maria e un ritorno alla vita. Questo il percorso degli
uomini di The 33.
Il
film non penso che l’abbiate visto al cinema, non è uscito, lo si vede
saltuariamente sulla pay-tv Premium e in una versione in bassa qualità su
Youtube.
Non
cercate il dvd in italiano, non esiste.
domenica 16 aprile 2017
venerdì 14 aprile 2017
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