lunedì 7 agosto 2017

Notizie estive strane

 

"Se tuo marito è ubriaco e violento, sistemalo con questo": il ministro indiano regala bastoni alle sposine.

 

Dopo un fidanzamento forzatamente indissolubile durato quarant’anni, un parrucchiere napoletano si è unito in matrimonio con se medesimo davanti ad amici e parenti.

Dimentica in taxi un quadro di Fontana da 1,5 milioni di euro. Il taxista lo riconsegna.

Lui non arriva e la abbandona sull'altare: la sposa va a festeggiare con gli amici.

Aereo vibra come una lavatrice. Pilota ai passeggeri: “Pregate”

Motociclista dimentica la moglie in autogrill, ma pensa che sia caduta.

 Asti, l’annuncio di lavoro: «Cercasi estetista non in sovrappeso e senza famiglia»

Milano , la banda che scambia le targhe alle auto: appelli sul web


Assaltavano i bancomat con le maschere di Trump


A Gallipoli si affittano anche i balconi
Un posto con brandina 10 euro



sabato 5 agosto 2017

NON HA PAURA !



UNO CHE NON HA PAURA A DIRE A CHI APPARTIENE

venerdì 4 agosto 2017

QUINTO POTERE/ La "profezia" sulla tv premiata dagli Oscar

QUINTO POTERE/ La "profezia" sulla tv premiata dagli Oscar





Quinto potere è un film che nel 1977 ha vinto svariati Oscar: miglior attore e attrice protagonisti, Peter Finch e Faye Dunaway, miglior attrice non protagonista, Beatrice Straight, e miglior sceneggiatura originale a Paddy Chayefsky. È un film molto verboso e recitato, ma qui sta il bello, lo sceneggiatore con i suoi dialoghi è stato il motore del film. Chayefsky aveva già vinto due Oscar nel 1956 con Marty, vita di un timido e nel 1972 con Anche i dottori ce l'hannoma in Quinto potere si è superato. 
Prima considerazione. Gli americani già nel 1976 (anno di uscita del film) avevano compreso il potere e l'influenza che il mezzo televisivo aveva sul pubblico. Questa la trama. Un conduttore televisivo, Peter Finch, viene licenziato dal network televisivo Ubs di Los Angeles, il suo programma è sceso troppo in basso nel gradimento del pubblico e di conseguenza lo share è precipitato. Prima di congedarsi annuncia che si suiciderà in diretta. Viene licenziato all'istante, ma il giorno seguente riappare in video per scusarsi, e recita un nuovo proclama con toni deliranti e blasfemi. Lo share va alle stelle e il conduttore viene lasciato libero di condurre un programma nel suo strillato stile. Chiede: "Perché io?". Gli risponde il producer: "Perché parli alla tv".
Diventa un santone che parla alla pancia della gente di tutti i mali della società: "Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più. Andate a urlarlo alla finestra". E i telespettatori gli obbediscono e il programma diventa un cult, tutti ne parlano e tutti ne scrivono. E lo share s'impenna. Così come gli introiti pubblicitari
Seconda considerazione. Non è che il nostro Grillo si è inventato i Vaffaday e successivamente il Movimento 5 Stelle dopo aver visto Quinto Potere? Anche lui come Finch utilizza la tv e la nuova tecnologia alla stessa maniera. Populismo e malcontento all'ennesima potenza. Su questa scia M5S è entrato in Parlamento e governa a Roma e a Torino. Al contempo Finch è critico con la tv, anche se la utilizza: "La tv non è la verità, è un maledetto parco dei divertimenti, è un circo, carnevale, fenomeni da baraccone. Ammazzare la noia è il solo nostro mestiere. Quindi se volete la verità andate dal vostro dio, dal vostro guru, andate dentro voi stessi, è l'unico posto dove troverete la verità"."Vi diciamo quello che volete sentir dire. È un'illusione, e adesso spegnete la tv". 
L'altro Oscar, Faye Dunaway, impersona una nevrotica e cinica producer che, annusata l'aria che tira, cavalca a più non posso il santone Finch. Una producer disposta a tutto che chiede ai suoi collaboratori programmi alternativi estremi con sesso e assassinii in nome degli ascolti, proponendo anche un reality-show con il fantomatico Esercito di liberazione ecumenico, che filmerebbe le proprie rapine in banca. Il suo amante William Holden dice di lei: "È della generazione della tv. La vita l'ha imparata dalla pubblicità".
Il santone Finch continua con i suoi sermoni finché non tocca gli interessi finanziari dei proprietari del network che lo invitano a cambiare indirizzo. Lo show si ammoscia, così come gli ascolti. La cinica Faye Dunaway decide allora un colpo di teatro, l'uccisione in diretta del guru Finch.
Un film, come già dicevo, molto costruito sui dialoghi e sulle nevrosi di chi lavora in tv. Un film estremo, critico, sopra le righe, ma nello stesso tempo ironico e pungente. Ricordiamo che però è stato girato nel 1976, in anticipo sui vari reality e show che avrebbero invaso successivamente la programmazione televisiva.
Terza considerazione. Oggi la tv è sorpassata, la fanno da padrone internet e i social. Ma in Italia se guardiamo il percorso che ha fatto dall'avvento della tv commerciale, in sintesi potremmo dire che questa ha cambiato socialmente e politicamente il Paese. Nel 1994 Berlusconi scese in campo con un partito virtuale supportato dalle sue reti. Direte, affermazione banale, no, prova ne è che in un regime totalitario come la Corea del Nord la Tv trasmette unicamente le gesta dei vari Kim Sung e il popolo non conosce altro. Tv come oppio dei popoli.
Ora che il filone si è sgonfiato e che internet propone in diretta gli accadimenti nel mondo, hanno voce spesso i programmi che trattano omicidi e morti, uno sfruculiare estremo e diseducativo con l'aggiunta pruriginosa del sesso.

giovedì 3 agosto 2017

NEYMAR AL PSG PER 222 MILIONI

NEYMAR AL PSG PER 222 MILIONI/ E' meglio dare 30 milioni all'ex ad di Telecom?




Neymar da Silva Santos Junior detto solamente Neymar o anche O'Ney, tanto per paragonarlo un po' a Pelé detto O'Rey, è l'uomo del momento.
Cresciuto nel brasiliano Santos e poi passato al Barcellona, ha poco più di venticinque anni ma un palmares lungo un chilometro ed ora ha anche il record del trasferimento più esoso della storia del calcio: il Paris St Germain pagherà 222 milioni di euro alla squadra spagnola come rescissione del contratto, 30 milioni a stagione al calciatore per cinque anni e 150 milioni di bonus a O'Ney e al padre-procuratore. Parliamo di netto...
Chi ha fatto l'affare?
Sicuramente il Barca, che si trova un tesoro cash enorme in cassa e potrà, se vuole, rinforzare la squadra (si parla di Verrati e Dybala) oppure di dare un obolo per terminare la Sagrada Familia.
A mio parere l'affare per i blaugrana è doppio: di O'Ney può anche fare a meno sotto il piano tattico avendo come punte Suarez e una pulce di nome Messi. Questi due nella classifica marcatori di questa stagione hanno stralciato Neymar, che è sì un fenomeno, un fantasista capace di far incazzare i difensori con i suoi sombreri, ma lo metterei quarto nella classifica dei migliori giocatori spagnoli come resa e con Cr7 e Messi primi a pari merito e Suarez terzo.
Certo è il primo della classifica per il costo del suo trasferimento, ma questo è dovuto alla famosa clausola di rescissione e al petrolio che posseggono i proprietari del Psg che in fatto di manie di grandezza non hanno concorrenti. Sicuramente i principi del Qatar pensano a un ritorno d'immagine e vogliono vincere a tutti i costi la Champions League. Hanno poi una squadra piena di ottimi giocatori molti dei quali fuoriusciti dal nostro campionato che scaldano la panca (l'unico che fenomeno non è ma parte spesso titolare, e questo non lo capisco proprio, è Thiago Motta).
Questo per dire che il Psg potrebbe sfoltire la rosa per recuperare dei milioni, ma  probabilmente ai qatarini non interessa più di tanto.
Qualcuno dirà che la cifra è folle, sicuramente per me O'Ney non vale questi denari, ma questo è il mondo del calcio, che è si uno spettacolo ma è lavoro e business.
Ci sono le regole del fair play finanziario stabilito dalla Uefa che veglierà su questi movimenti, e se non verranno violate nessuno potrà, ma neppure ora può, straparlare di scandali.
Probabilmente sarebbe utile mettere un tetto al valore dei trasferimenti e agli ingaggi e sicuramente c'è da fare chiarezza sui ruoli dei procuratori e delle agenzie di immagine, che cercano di arricchirsi e far pagare meno tasse agli assistiti spostando gli introiti nei paradisi fiscali.
Così come bisognerebbe anche dare un freno al valore stratosferico dei diritti televisivi.
Ultima cosa. Non mi scandalizzo e non faccio il moralizzatore per i 30 "denari" annuali dati a O'Ney oppure per i 5-6 a Topogigio Donnarumma, nonostante la sua giovane età. Basta guardare in casa nostra per vedere l'ex ad di Telecom che per 15 mesi ha portato a casa anche lui 30 "denari"…

lunedì 31 luglio 2017

LA RECLAME: iPhone – Barbiere




Geniale come sempre la Apple, questo spot non ha parole ma è scandito alla musica e dalle immagini che il cellulare della mela può produrre.
voto 10