mercoledì 18 ottobre 2017
James Patterson e Michael Ledwidge - LA CACCIA
James Patterson e Michael Ledwidge
LA CACCIA
Longanesi
Mike Bennet è sulle tracce di una banda di ex militari che hanno rubato in Iraq milioni di dollari e lingotti d'oro. Trova la loro base su un cucuzzolo di una montagna in mezzo a una foresta ed è aiutato da un vecchio e da una ragazzina del luogo.
martedì 17 ottobre 2017
Fumetti: Dev Bardai
Dev Bardai
Pubblicato sulle pagine de IL GIORNALINO dal 1974 al 1988
disegnato da O.Scarpelli e A.Sciotti e
scritto dall'immancabile Claudio Nizzi.
Il protagonista è un giovane è ricco marajà che vive in
una lussuosa villa alle porte di Londra. Si occupa di cinema, ma di fatto aiuta
Scotland Yard nelle indagini di molti casi.
Gira in Lamborghini e ha come compagno un cobra, Ghis,
addestrato, che lo utilizza per difendersi.
lunedì 16 ottobre 2017
Giorgio Scerbanenco - LE PRINCIPESSE DI ACAPULCO
Giorgio Scerbanenco
LE PRINCIPESSE DI ACAPULCO
Garzanti
Acapulco, la dinastia della casata russa dei Rudescenko
si ritrova per una sfarzosa festa nell’hotel più in vista.
La principessa
Alessandra Rudescenko è stata uccisa in maniera fortuita dalla madre Nicoletta.
Tutti testimoniano nella stessa maniera ma il pulotto di turno nasa che
qualcosa non collima.
Arriva il nuovo capo della polizia e tutto
cambia
venerdì 13 ottobre 2017
Fumetti - CRISTALL
CRISTALL
Nacque nei primi anni '70 all'interno de IL MONELLO, per
poi avere una collana dedicata.
CRISTALL direi che è il contraltare biondo di BILLY BIS.
È un detective sfigato sempre al verde che si caccia nei guai spesso e
volentieri. Lo tira fuori la sua fidanzata ufficiale BEBA, anche se spesso non
disdegna altre bellezze. Beve champagne, gioca ai cavalli, vive in una roulotte
trainata da un maggiolone.
mercoledì 11 ottobre 2017
James Patterson e Michael Ledwidge - IL PRIGIONIERO
James Patterson e Michael Ledwidge
IL PRIGIONIERO
Longanesi
Manuel Perrine è il capo del cartello della droga del Messico detto Re Sole. La polizia di NY scopre che verrà in visita in città. Lo scovano alla cerimonia di laurea della figlia dove muoiono diversi agenti tra cui un amico di Mike Bennett. Il detective riesce a catturare il cattivone che viene processato per aver ucciso un cameriere durante la sua fuga.
Al processo viene ucciso il giudice e il Re Sole riesce a fuggire con un elicottero dal tribunale. Ha però giurato vendetta nei confronti di Bennett.
La sua famiglia è in vacanza e i due figli maschi maggiori vengono feriti in una sparatoria ordita dal trafficante.
Tutta la famiglia Bennett viene messa sotto protezione.
martedì 10 ottobre 2017
TEX - IL VENDICATORE
E' arrivato il fumetto TEX IL VENDICATORE. Cartonato, pagine lucide, disegni e colori di valore.
Continuano queste belle uscite, son opere d'arte, per come sono disegnate e colorate. Le tavole sono un insieme di inquadrature di film.
Il soggetto della storia è sempre interessante.
Si racconta di Tex che vendica il padre ucciso da razziatori, invischiati con dei messicani.
Siamo agli albori di Tex quando ancora era considerato un bandito.
lunedì 9 ottobre 2017
ALDO BISCARDI/ Lo deridevano tutti, però lo guardavano in 20 milioni
http://www.ilsussidiario.net
ALDO BISCARDI/ Lo deridevano tutti, però lo guardavano in 20 milioni
ALDO BISCARDI. Ho una chicca da raccontare. Nel 2006 andai a vedere in centro a Milano, al cinema Odeon, il film Il grande silenzio, documentario sulla vita dei monaci certosini.
Eravamo in nove nella sala sfarzosa principale del cinema. Uno spettatore si alzò dopo venti minuti e se ne andò, io e gli altri resistemmo per 160 minuti. Quando si accesero le luci vidi che uno degli spettatori, probabilmente entrato a luci spente, era Aldo Biscardi con la sua signora. Lo salutai, non si ricordava che ci eravamo incrociati per lavoro diverse volte negli anni precedenti.
Quello però fu il suo peggior anno professionale. Scoppiò "Calciopoli" e vennero fuori delle intercettazioni tra lui e Moggi in cui Aldone e Baldas (ex arbitro), zerbinamente acconsentivano ad addomesticare il Moviolone (di cui parleremo dopo) a favore della Juve. La7, tv dove era in onda, non lo perdonò, chiuse il programma e Aldone emigrò in altri lidi.
Stiamo parlando de "Il processo di Biscardi", nato in Rai nel 1980 come Il processo del lunedì (da un'idea dello stesso giornalista) ed emigrato poi nel 1993 a Telepiù.
Nel 1980 in Italia c'erano 20 milioni di allenatori che al lunedì, con la rosea "Gazzetta" in mano, discutevano del calcio del giorno precedente.
Geniale fu ideare un programma che discuteva di calcio al lunedì, ancora più geniale fu il suo inventore che tre anni dopo decise di condurlo alla sua maniera. Un talk show da bar, dove confluivano e venivano rappresentate le voci di noi amanti del calcio attraverso giornalisti, politici, ex calciatori, opinionisti ed altro.
Aldone non trascurò il lato femminile, tenendosi a fianco sempre una bella valletta, alcune con capacità di parola, altre, la maggior parte, con capacità di presenza.
"Il processo" da allora non si è mai fermato, vagando da network a network.
Molte copie poi sono nate, ora in onda anche tutti i giorni, ma trattasi di brutte copie.
Il programma divenne, dopo gli esordi, un bel calderone in cui il linguaggio pacato dei programmi giornalistici sportivi Rai ben presto prese la piega di un talk vivace dai toni alti.
La tv di Stato istituzionale cedette alla tv dei tifosi da bar, un calcio perciò parlato e spesso urlato.
Il programma arrivò a degli ascolti notevoli, tanto che tutti volevano mettereci il faccione, politici in primis. Come non ricordare il collegamento da Selva di Val Gardena con il presidente Sandro Pertini, che dopo i 15 minuti concordati vi restò invece per due ore.
Man mano che gli anni passavano, Biscardi incentrava la trasmissione su di lui lanciando sgub (scoop) su cui gli ospiti si accapigliavano. Li incitava a parlare "non più di tre o quattro insieme". Sembravo un tonto, ma non lo era, era furbo ed attento e conduceva il discorso dove lui voleva.
Mediaset ebbe l'intuizione di proporre nel 1992 L'appello del martedì condotto da un altro istrionico e capacissimo giornalista, Maurizio Mosca. E anche questo programma, molto meglio organizzato, sfondò, segno che di calcio in Italia se ne può parlare sempre.
Quando nel 1997 Mosca fu cacciato da Mediaset, si accasò da Biscardi. Un programma con due genii, ma che pian piano divenne più cazzaro, o come iniziò a definirlo un altro Aldone (Grasso): un programma trash. Forse il capostipite.
Cosa dire ancora?
La formula del processo fu inventata dal conte Alberto Rognoni da Cesena, fondatore della squadra omonima, editore del Guerin Sportivo, e poi capo dei commissari della Lega Calcio che organizzò dal 1965 a Cesenatico "Il processo al calcio", dove tutti, da allenatori a giornalisti, partecipavano. Bene, Biscardone capì in maniera lungimirante che si poteva esportare quel prodotto in tv a beneficio di tutti i 20 milioni di allenatori da bar sport italiani.
Nel 1998 iniziò con Mosca una campagna per la moviola in campo e quest'anno, con l'avvento del Var, ne ha visto il compimento. Ideò "il moviolone", una sorta di elaborazione virtuale bidimensionale a partire dalle immagini calcistiche reali in cui l'opinionista entrava e dava il giudizio sul rigore o sul fattaccio calcistico.
Proprio su questo scivolò quando uscirono le intercettazioni con il grande vecchio, allora direttore della Juve, Lucianone Moggi. Diciamo che da qui in poi l'immagine di Aldone e del suo programma si offuscò.
Oggi tutti lo ricordano bene, dei morti non si deve parlar male, soprattutto tra giornalisti. Solo il povero ex moviolista di Mediaset Maurizio Pistocchi ha calato una sciabolata non carina ma vera, sui fatti del 2006, attraverso Twitter mentre il critico tv Aldo Grasso ha concluso la sua battaglia commiserandosi e scrivendo: "Ho perso, il Processo è più vivo che mai (nel frattempo è trasmigrato in altri programmi) e a me non resta che il privilegio del punto di vista dello sconfitto. Riconosco però che Biscardi è stato l'inventore del calcio parlato. Non importa se a spese della grammatica".
Ma siamo sicuri che gli strafalcioni come sgub (scoop) oppure denghiù (thank you) non fossero mirati? Ricordatevi che nello spot per un corso di inglese della De Agostini riceveva una laurea e ringraziava con il suo grazie in inglese storpiato.
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