giovedì 2 novembre 2017

La mia casa delle vacanze

La mia casa delle vacanze

martedì 31 ottobre 2017

Fumetti - GHIBLI

GHIBLI 




Ha il nome del vent'anni del Sahara, di un modello della Maserati, e lui è così, elegante, con portamento da gran signore, sportivo, con classe. Ma è un ladro di alto livello che ruba per sfida.

Uscito sulle tavole de IL MONELLO negli anni '70 è stato poi riproposto in una serie tutta sua a colori.


lunedì 30 ottobre 2017

Giorgio Faletti - IO UCCIDO









Giorgio Faletti
IO UCCIDO
Baldini&Castoldi


Frank Ottobre è un'agente dell'FBI in temporaneo congedo a Montecarlo ospite di un commissario monegasco amico. La moglie si è suicidata e lui vive nella colpa.
Vengono trovati un uomo e una donna uccisi e con il volto scorticato e con la scritta Io Uccido fatta con il sangue delle vittime. L'assassino si fa vivo in una trasmissione radiofonica fi Radio Montecarlo pronunciando l'orribile frase.
Le uccisioni si moltiplicano e Frank viene coinvolto nell'indagine, inizia una sfida tra lui e il serial killer.
Buon giallo in  stile americano. Colpi di scena e cose già viste, ma il romanzo tiene come suspance.

mercoledì 25 ottobre 2017

BLADE RUNNER 2049

BLADE RUNNER 2049



Se vi era piaciuto il film di Ridley Scott del 1982, partite dal fatto che dopo trentacinque anni molto sulla terra è cambiato veramente, le nazioni, la cultura, le idee, la tecnica, i dineros e,che trentacinque anni dopo, il sequel potrebbe riservare qualche delusione.
Se potete, andate a vedere BR2049 in formato 70 mm in versione 3D, perché il film è stato realizzato sfruttando tutta l'innovazione tecnologica a disposizione.
Il 3D esalterà la visione delle scene di lotta, in quelle delle riprese esterne delle finestre di casa di R. Gosling  con la pioggia, negli interni dell'hotel dove è nascosto H.Ford, nei cambi di focale.
Ottima fotografia: la notte, il chiaro scuro, il grigio, l'arancione, la nebbia, il bianco. C'è sicuramente un significato nel passaggio dei vari colori, si va dalla paura e violenza, al dubbio, alla speranza.
Se nel film del 1982 l'eugenetica e la clonazione sembravano un'idea del fulminato ma geniale scrittore P. K. Dick (che scrisse Il Cacciatore di Androidi che ispirò il film) formulata addirittura nel 1968, oggi la tematica non è più un romanzo fantascientifico, è realtà. 
L'uomo  e la cultura odierna vogliono essere i protagonisti e possessori della vita.
E nel film ciò è ben raffigurato.
Il bravo R. Gosling è un cacciatore di replicanti in missione e si imbatte e uccide uno di questi. Qui esce la prima parola che fa sussultare: MIRACOLO. 
Rachael, la bella replicante scappata con H.Ford, ha dato alla luce un bambino e poi è morta. Questa nascita sarebbe il Miracolo, il nuovo uomo che sconvolgerebbe il futuro del mondo.
Un po' come Gesù.
 Un'analogia molto azzardata, visto che il fautore di tutto ciò è lo scientismo dell'uomo: può la tecnica far dare alla luce da una replicante (e forse anche due) una vita umana?
Gosling pensa di essere lui il nascituro per alcuni ricordi che ha, ma poi si instaura in lui il dubbio di essere replicante. Va alla ricerca del vecchio detective H.Ford e lo porta dalla figlia che ha avuto da Rachael. E qui vince la fotografia bianca che racchiude tutti i colori, come segno di luce e di speranza. E finisce così.
Probabilmente avremo un altro episodio, i dineros contano più delle idee. Il soggetto e la storia sono veramente deboli ed il film ti avvince per i colori e la tecnica, ma delude per il suo poco spessore. E visto che i dineros contano bisognava per forza coinvolgere H.Ford e, visto i mezzi utilizzati, allungare il brodo della pellicola a due ore e quaranta.

Domanda: perché 2049 ?

P. K. Dick scrisse il romanzo nel 1968, il film è uscito nelle sale nel 2017, perciò 49 anni dopo il libro, un omaggio allo scrittore?

lunedì 23 ottobre 2017

Fumetti - BELLOCCHIO E LECCAMUFFO





BELLOCCHIO E LECCAMUFFO

Divennero famosi con Le Strane Historie di Bellocchio e  Leccamuffo su IL GIORNALINO a partire dal 1970.
Disegnate e colorate benissimo, con molti particolari, ma allo stesso tempo con un soggetto comico notevole.
Le storie sono ambientate tra l'alto e il basso medioevo, ed i due amici sono alla ricerca della pagnotta quotidiana che diventa poi sempre un piatto di rape. Scappano dagli armigeri comandanti dal cattivo Ventresca e ne combinano di tutti i colori.

Bellocchio è quello alto e dinoccolato, mentre Leccamuffo è quello piccoletto con un difetto di pronuncia, le esse diventano sempre delle effe. 

giovedì 19 ottobre 2017

L’ISPETTORE COLIANDRO/ Il poliziotto “sfigato” di Lucarelli che ha conquistato la tv

 




Domani andrà in onda su Rai Due la seconda puntata della fiction L’Ispettore Coliandro. Partita nel 2006 siamo alla sesta edizione; fermata dal 2010 al 2016 per una scelta alquanto discutibile dei vertici Rai, ma ritornata l’anno scorso a furor di popolo. Eh sì, i fans hanno inondato di richieste di proseguimento della serie la stessa emittente pubblica, internet e Facebook con un gruppo dedicato.
Facciamo un po’ di storia.
Carlo Lucarelli scrisse nel 1991 un racconto con il nostro eroe per un’antologia che raccoglieva vari racconti gialli. All’editore piacque il personaggio fetente e ironico in divisa e propose a Lucarelli di scrivere dei romanzi. Nacquero ”Falange armata” e “Il giorno del lupo”. Nel 1994 arrivò nelle edicole il fumetto “Coliandro” sceneggiato da Lucarelli e disegnato da Onofrio Catacchio, con cinque racconti.
1 - Poliziotti e Puttane. Coliandro controlla il territorio con dei colleghi che infangano la divisa.
2 - Il Tunisino. Boss dello spaccio viene venduto da una prostituta che chiede in cambio all’ispettore di uccidere il malvivente.
3 - Mariangela. Qui Coliandro deve scortare una detenuta in treno a Milano.
4 - Nikita. Insieme a una bella ragazza stile eroina di Besson, il nostro cerca gli assassini di un povero punk.
5 - Autogrill. Un uomo viene ucciso nel parcheggio di una stazione di servizio. Una nuova banda vuol prendere il comando dello spaccio della droga.
Nel settembre 2016 è uscita in edicola una riedizione del 1994, ormai introvabile. Anche questa stampa è andata esaurita.
Nel 2006 Coliandro approdò in tv con la sceneggiatura di Lucarelli, la regia dei Manetti Bros e Giampaolo Morelli nei panni dello scalcagnato ispettore. I registi sono gli stessi autori di Song’è Napule (2014), commedia-giallo dove Morelli è nei panni di Lollo Love, famoso cantante neomelodico napoletano che si esibisce a matrimoni, cresime, battesimi, compleanni. Di fatto Morelli è l’attore feticcio dei fratelli Bros, al Festival di Venezia 2017 hanno presentato in concorso Ammore e malavita, un giallo musicale in napoletano che ha ottenuto buoni successi di critica e di pubblico con protagonista sempre Morelli.
Ma torniamo alla tv. Quest’anno le puntate saranno sei, la prima si è attestata all’8% di share con 1,9 milioni di telespettatori, buon risultato confrontando con i dati del 2016 (media del 5% e 1,2 milioni di teste), nonostante la programmazione in una giornata, il venerdì, non certo facile. Ma perché la figura del nostro Ispettore piace?
Parto dai romanzi gialli. La stragrande maggioranza dei poliziotti e detective hanno storie particolari alle spalle, vedi ad esempio Rocco Schiavone, Harry Hole, il commissario Soneri. Spesso umorali, incazzosi, ubriaconi, depressi. Coliandro ha l’aria di essere un duro detective degli hard boiled americani, cresciuto con i film dell’ispettore Callaghan e con le citazioni famose dei suoi film, in fondo è un antieroe che vuol essere Serpico, ma combina guai. Pasticcione, goffo, politicamente scorretto che prenderebbe a calci gli immigrati. Non riesce a trovare l’anima gemella e spesso è solo a cenare guardando i vecchi film polizieschi e mangiando pizza surgelata.
È considerato una macchietta dai colleghi che lo prendono in giro spesso, mentre i superiori non lo sopportano proprio. Vorrebbe essere come Maigret, ma non riuscendo professionalmente a emergere spesso dice: Che vita di merda! Fa il duro quando ha la pistola in mano o quando guida la sua auto da gagà come un pilota di Formula 1, è chiaramente sopra le righe, ma in maniera ironica e tutta la sua apparente sicumera è solo un paravento, in fondo è sì un poliziotto, ma prima di tutto un uomo con le sue paure e fragilità
Grande la sceneggiatura di Lucarelli, ma anche buona la regia dei Manetti Bros, anticonformisti e fuori dai ruoli dei registi classici, sicuramente si rispecchiano in Coliandro. La location di Bologna poi è perfetta, così come le varie interpretazioni a lato dell’ispettore, molte delle quali non interpretate da attori professionisti.
Dulcis in fundo, un sindacato di polizia ha eletto Coliandro come poliziotto dell’anno.

mercoledì 18 ottobre 2017

James Patterson e Michael Ledwidge - LA CACCIA





James Patterson e Michael Ledwidge
LA CACCIA
Longanesi

Mike Bennet è sulle tracce di una banda di ex militari che hanno rubato in Iraq milioni di dollari e lingotti d'oro. Trova la loro base su un cucuzzolo di una montagna in mezzo a una foresta ed è aiutato da un vecchio e da una ragazzina del luogo.