FINALMENTE DELLE LUCI CRISTIANE SU UN BALCONE
lunedì 1 gennaio 2018
venerdì 29 dicembre 2017
MEDIASET/ Il doppio colpo per il 2018 coi Mondiali di calcio
MEDIASET/ Il doppio colpo per il 2018 coi Mondiali di calcio
http://www.ilsussidiario.netE mentre il Milan abbatte l'Inter con un Gattuso che ringhia e uno Spalletti che guaisce, le elezioni si avvicinano e Forza Italia vola nei sondaggi. Non volerà ai mondiali di Russia dopo la sVenturata campagna d'ottobre la nostra nazionale di calcio. Nella storia solo in tre non sono riusciti ad andare i Russia: Napoleone, Hitler e (s)Ventura.
Berlusconi
invece lì è di casa, con il suo amico Putin si vedono spesso, ma adesso anche
Mediaset sta preparando telecamere e bagagli avendo acquisito i diritti tv per
il Mondiale.
La
Rai ha fatto finta di essere scippata, non prendere i diritti con la
scusa che la nostra squadra nazionale non partecipa è da paraculi, perché
se è pur vero che il mercato è libero, all'emittente di Stato diamo dei gran
soldi tolti direttamente dalle nostre tasche con un prelievo forzato dalle
bollette della luce.
Direte
che non era obbligata ad acquistarli, ma allora perché dobbiamo sorbirci tanti
di quei programma insulsi in onda sulle reti Rai?
Invece
non pagheremo nessun ghello a Mediaset perché i Mondiali andranno in chiaro su
Canale 5 e Italia 1. E per come hanno trattato in passato lo sport a Cologno
(vedi F1, Giro d'Italia, Motomondiale), avremo sicuramente un prodotto
valorizzato al massimo, sia come evento sportivo che commercialmente.
La
Rai nel 2014 ebbe uno share medio del 23% nonostante la Nazionale sia uscita
dopo tre partite. Pagò un enormità i diritti (80/90 milioni?) e coprì in parte
le spese. Perdite vere? Boh... non ci è dato sapere, sicuramente poi programmò
nei palinsesti il film Profondo rosso.
Mediaset
ha comprato i diritti alla metà (40/45 milioni), ma li ha acquistati anche per
la spagnola TeleCinco. E questo è il botto vero. Se sulle reti italiane avesse
un ascolto medio del 20% già sarebbe un buon risultato, perché quando mai il
Biscione a giugno e luglio ha fatto ascolti simili? Deve però vendere la
pubblicità, sennò ghe ne minga, creare contorno e aspettative senza i soliti
bla bla stile Rai, ma il jolly è proprio TeleCinco, in quanto Mediaset Espana è
già più di un anno che è uscita dalla crisi e rimpingua i ricavi del gruppo.
Fantacalcio:
e se la Spagna dovesse essere espulsa dai mondiali per i maneggiamenti dei suoi
vertici calcistici? Beh, arriverebbe la nostra Italia e per Mediaset sarebbe un
grosso guadagno.
E
allora, Forza Italia !
Aggiungiamo
che questa mossa ha lucidato i pettorali di Pier Silvio in un momento in cui
Mediaset sta trattando con Vivendi un risarcimento a proprio favore con tanto
di vendita di contenuti a Tim.
E
Premium? La partita probabilmente si giocherà sempre con l'accordo con i
francesi, non penso che a Cologno vogliano spegnere gli svariati canali a
pagamento, sicuramente ridurli e renderli più competitivi, ma sarebbe folle e
improduttivo oscurare Emotion, P.Cinema, Energy, etc.
Mediaset
Premium per vivere oppure essere appetibile per la vendita dovrà comunque
acquistare i diritti della Serie A il cui bando è stato disertato. A capo di MP
ora c'è un certo Galliani che ormai con il Berlusca fuori dal Milan cercherà
ora con la sua influenza di far affari per la tv e non più per la squadra.
Tornando
ai Mondiali mi auguro dei telecronisti brillanti (e Premium ne ha), con spalle
tecniche meno caciarone e invadenti.
Un
altro consiglio a Premium Sport, programmi di contorno con pochi bla bla
giornalistici, una Gialappa's da utilizzare in qualche maniera, un Pierluigi
Pardo senza telecronache (logorrooooico), semmai il suo Tiki Taka in versione
comica e surreale.
giovedì 28 dicembre 2017
IO SONO CON TE/ Maria e il cammino di un regista iniziato da un film
IO SONO CON TE/ Maria e il cammino di un regista iniziato da un film
Guido Chiesa ha diretto un film dedicato alla figura di Maria. Una pellicola molto speciale per il regista. GIANNI FORESTI ne ha parlato proprio con lui
Pensando a un film da proporre per questo periodo natalizio mi è venuto in mente Io sono con te di Guido Chiesa uscito nelle sale nel 2010. Forse, allora, sono stato uno dei pochi a vederlo, non ha riscosso molto successo al botteghino, invece è un film semplice e interessante sulla figura della Beata Vergine Maria, dall’Annunciazione fino a Gesù dodicenne tra i dottori del tempio. Riguardando il film ho avuto la percezione che il regista fosse coinvolto personalmente, che ci fosse qualcosa che partiva direttamente da lui. Non mi sono sbagliato.
Sapevo che aveva girato Il partigiano Johnny, Lavorare con lentezza, Belli di papà (questi i più famosi) e cercando in internet qualche sua intervista ne ho trovata una in cui raccontava della sua conversione al cristianesimo. Da qui ho pensato a un’ intervista per capire come tutto questo è nato. Guido è stato molto cordiale, ma non solo, ho riconosciuto sin dal primo momento una persona che mi ha dato testimonianza di come il cuore dell’uomo, se è veramente desideroso della verità per la propria vita e dei propri bisogni, sente che tutto è Mistero e che solo Cristo incarnato ne è il significato. E più che una intervista è stato uno scambio di esperienza come due confratelli che non si conoscono ma che vivono sulla stesso percorso, con lo stesso santo fine. Da qui ci siamo detti delle cose anche personali con una semplicità inaspettata. Mi scuso perciò per le poche domande seguenti e le varie sintesi.
Vedendo il tuo film ho pensato a un tuo coinvolgimento non emotivo ma spirituale e ti chiedo come è avvenuto l’incontro per te con Cristo?
Il film è stato l’approdo di un percorso iniziato anni prima. Ero negli Stati Uniti e mia moglie Nicoletta Micheli, sceneggiatrice del film, mi chiama dall’Italia raccontandomi di aver incontrato all’uscita da scuola la mamma di una compagna di nostra figlia che gli aveva parlato della Madonna in una maniera che l’aveva molto colpita e da qui l’idea di scrivere un film. Io risposi negativamente, venivamo entrambi da ambienti della sinistra extraparlamentare, non atei, ma per nulla credenti. Ne parlai con degli amici produttori che invece mi convinsero: poteva essere una figura vista con occhi da laici e perciò interessante per essi. Mia moglie iniziò le ricerche mariologiche e sull’ebraismo. Io cominciai ad approcciare l’argomento ed entrai in crisi. Avevamo due figlie e mi sentivo in difficoltà con la paternità, mi ritrovavo più bisognoso d’affetto che capace di darne, più autoritario che autorevole, volevo stare con loro, ma quando vi ero volevo stare altrove. Un approfondimento anche della mia infanzia e del rapporto con mia moglie. Addentrarmi nel film poteva essere la possibilità di risolvere questo problema. Vado proprio in crisi, vado anche in terapia. E senza sapere come, mi ritrovo a pregare.
Tutto questo avveniva in un percorso quotidiano lungo cinque anni, fatto di vita, incontri, persone, lavoro, studio, parallelamente alla scrittura del film basata sui Vangeli di Luca e Matteo e con la nascita nel 2006 del terzo figlio.
Siamo arrivati nel 2009 a sposarci in chiesa e a battezzare i nostri figli. Il percorso è continuato e continua tuttora. Ogni passo della scrittura del film è stato per noi come un incremento di intelligenza evangelica, sono passato inizialmente da un discorso intellettuale a un’incarnazione di Gesù nella mia vita quotidiana.
Il film è stato girato in Tunisia perché Guido ha cercato i luoghi e le location più antropologicamente reali. Si coglie che i soldi per realizzare la pellicola erano pochi, ma ciò non toglie la vivacità che in essa sovviene. Le inquadrature sono pulite, forse scolastiche, ma colgono bene le espressioni dei volti di Maria e Giuseppe. Gli attori, a parte i Magi, non sono professionisti, Maria è veramente una pastorella capace di mungere le pecore.
Fotografia che esalta i colori diurni, ma ottima nei chiaro scuri e nei notturni. Forse qualcuno storcerà il naso vedendo la mancanza della cometa, dei pastori e gli ”strani” Magi. Forse qualcuno si scandalizzerà per il sangue della circoncisione, per una Maria poco da immaginetta. Tutto è molto umano e carnale. Come è la vita.
Maria afferma: il Signore chiede Misericordia, non sacrifici. Io rispetto la legge, ma cosa dice il tuo cuore? Io voglio fare solo quello che vuole il Signore. Maria non parla molto, ma emerge che serbava queste cose nel suo cuore e che Giuseppe è un bravo falegname e un uomo silenzioso e buono. L’Amore viene esaltato. E il preludio del dolore è forse in una scena banale, quando cade il martello da falegname sul piedino di Gesù che scoppia in lacrime. Marie esce dalla casa spaventata e lo prende tra le sue braccia.
Un aiuto che Guido mi ha dato è la genesi del film che trovate qui. Un grazie anche a Nicoletta Micheli, moglie di Guido, che spesso mi ha citato nel nostro parlare.
venerdì 22 dicembre 2017
GIANNI BIONDILLO - CON LA MORTE NEL CUORE
GIANNI BIONDILLO
CON LA MORTE NEL CUORE
Guanda -2005
Uno dei personaggi variopinti del romanzo è il barbone
milanese detto Baffo che vive in una baracca sotto un ponte. Ferraro e Mimmo lo salvano da un incendio provocato da
teppistelli in suv.
Si riaffaccia costantemente la figura della figlia Giulia
e dell'ex moglie Francesca, che ancora lui ama.
Un giovane del quartiere scompare, è partito per una
vacanza in Liguria ma non si hanno sue notizie. Risultano dei prelievi bancomat
a Rimini. Si è dato alla bella vita?
Un giovane malavitoso, figlio del capo cosca pugliese,
spaccia davanti alle scuole. Lanza insieme al nostro si recano da don Leo,
vecchio capo clan della 'ndrangheta, ora ormai fuori dal giro, ma ancora
rispettato dalle varie cosche.
Giorni dopo il giovane viene ucciso e la colpa ricade su
don Leo. Lanza viene sospeso e Ferraro, che si è riscritto all'università,
inizia un'indagine parallela.
Scioglierà la matassa ma rimarrà ferito in uno scontro a
fuoco.
mercoledì 20 dicembre 2017
GIANNI BIONDILLO - PER COSA SI UCCIDE
GIANNI BIONDILLO
PER COSA SI UCCIDE
Guanda - 2004
È il primo libro della saga.
Ferraro viene chiamato in un condominio dove al
terrazzino del piano è stato ucciso un grosso cagnone da guardia, lasciato alla
catena senza mangiare tra i suoi escrementi.
A breve viene trovato ucciso il proprietario
extracomunitario, squartato come il cane.
Il colpevole viene facilmente identificato.
Alcune rapine ai danni di supermercati si susseguono su
un'asse ben definita tra l'hinterland e Milano. In una di queste viene ucciso
un barbone amico dell'ispettore. Ferraro ha un'intuizione delle sue e scopre i
giovani inafferrabili e cinici malviventi.
Entra a questo punto nella vita di Michele una ricca
snob. Portati ad indagare sulla morte del padre industriale, viene ucciso il
fratello di lei ed il compagno finisce in carcere.
Il rapporto con la donna è saltuario e si ripropone
quando viene accusato d'omicidio il suo amico d'infanzia Mimmo O'Animalo.
Avrebbe strangolato una donna che gli faceva concorrenza
nel contrabbando di sigarette. Ferraro nasconde Mimmo in casa della donna ed
inizia un'indagine parallela.
lunedì 18 dicembre 2017
L'ISPETTORE FERRARO di Gianni Biondillo
L'ISPETTORE FERRARO
La saga dell'ispettore
Ferraro ha inizio nel 2004.
Questi i personaggi.
Michele Ferraro, ispettore; Francesca, moglie; Giulia,
figlia; Lanza commissario geniale e strano, sempre avanti, forse autistico;
Comaschi, ispettore che scherza sempre; De Matteis,scorbutico vice capo che non
sopporta Ferraro; Zeni capo del
commissariato, ponderato e istituzionale.
Il commissariato è quello di Quarto Oggiaro a Milano dove
Michele è nato e cresciuto insieme a
Francesca.
Altre figure si affacciano nei romanzi: Fusco, giovane e sveglia ispettrice, don Ciccio fruttivendolo del
quartiere, Kledy aiutante in negozio, Mimmo O'Animalo amico d'infanzia di
Ferraro.
Tutte le figure che attraversano i gialli di Biondillo
sono umane e concrete, fragili, intelligenti, povere e ricche, violente,
ignoranti, etc...
Tutto però è carico di una umanità disarmante, spesso
senza speranza di vittoria.
Michele odia il suo lavoro, ma per le sue intuizioni, è
tagliato solo per quello. Quando deve risolvere un caso, vi si appassiona
inconsciamente dimenticando tutto il resto. La famiglia in primis.
venerdì 15 dicembre 2017
ZORRO
ZORRO
Sulla scia delle puntate televisive di ZORRO, uscì anche
il fumetto. Siamo nel 1969. A differenza del telefilm dove Diego De La Vega
combatte contro i cattivi e contro l'impacciato Sgt. Garcia, nel fumetto Il
nostro eroe è ambientato nel Messico nell'epopea west. Una sceneggiatura sana e
timorata di Dio.
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