lunedì 8 gennaio 2018

SERAFINO/ Il film (e una canzone) con la semplicità di Adriano Celentano



SERAFINO/ Il film (e una canzone) con la semplicità di Adriano Celentano



Nell'estate del 1969 mio padre mi portò al cinema in un'arena all'aperto, il film proiettato era Serafino con Adriano Celentano, uscito nel 1968. Mio papà spesso canticchiava le canzoni del Molleggiato, era per lui un mito insieme al "comunista" Claudio Villa.
Il mito si tramandò di padre i figlio, tanto che ho qualche suo vinile d'epoca, molti cd ed ho visto tutti i suoi programmi televisivi. Discutibili ogni tanto, ma Cele è Cele e non si tocca. Anche ora che ha 80 anni per me è sempre un mito.
Mi pare fosse il 1979, concerto a San Siro, palco al centro del campo. Allora l'erba era sacra, solo i calciatori la potevano calpestare. Cele scende dal palco e si avvia verso gli spogliatoi e cosa vedo? 
Agostino, ragazzotto mio amico quindicenne, l'unico in campo oltre alla band e alla sicurity, che lo saluta con pacche sulle spalle.
Penso che da allora non si sia più lavato la mano.
Legato a questi ricordi vi parlo del film e della canzone La storia di Serafino, che spopolarono al cinema e alla radio.


E così la seconda storia 
che vi voglio raccontare, 
è quella del pastore Serafino! 
al mondo antico, chiuso nel suo cuore, 
la gente del duemila ormai non crede più! 
Con le pecore e un cane fedele, 
tre amici sempre pronti, nei pascoli sui monti, 
a una spanna dal “regno dei cieli” 
viveva felice così!

Serafino è un pastore abruzzese che vive con poco  tra il suo paesello e i pascoli montani. Ignorante, analfabeta, viene considerato insufficiente mentale dall'Esercito Italiano: alla domanda dell'ufficiale medico se ha dei sogni sessuali con la madre, Serafino gli mette le mai addosso. Torna tra i suoi monti, tra le donne che lo assalgono e a cui non si nega, e che per fortuna (dice Serafino) sono normali perché a loro piacciono gli uomini. Si divide tra la prostituta Asmara e la cugina Lidia, una giovanissima  e bella Ottavia Piccolo.
Ha una zia che lo sgrida perché odora di donna e gli fa recitare le preghiere prima di andare a letto.

Continua la canzone e il film
voce: 
quel giovane pastore 
piaceva alle ragazze 
perché negli occhi aveva avventura! 
E quando prese in pugno la fortuna 
e un gruzzolo di soldi per caso ereditò. 
coro: 
si fece una grande festa 
da fare girar la testa! 
scoppiarono i mortaretti, 
si fecero dei banchetti! 
Per tutti ci fu un sorriso, 
che giorni di paradiso 
per il pastore ricco Serafino! 
voce: 
regalò qualche cosa agli amici, 
che gioia nel paese 
per quelle pazza spese. 
Uno scialle, una radio, un coltello 
e una macchina rossa per se!
La cara zia muore e gli lascia casa e averi. Serafino si presenta con un auto americana decappottabile con regali, vino per tutti e fuochi artificiali. Asmara con i figli avuti da varie relazioni va a vivere nella casa della zia. Serafino spende e spande. Lo zio avaro, padre di Lidia, lo porta in tribunale per interdirlo e sottrargli l'eredità e poi combina il matrimonio con la figlia.
Continua la canzone
voce: 
dopo i giorni dell’allegria 
amaro resta il vino… 
si trova in tribunale Serafino! 
I suoi nemici per prendere i suoi soldi 
lo fan passar per matto 
e lui che fa! 
Si riprende le pecore e il cane, 
gli amici sempre pronti 
e torna là sui monti, 
nella casa più grande del mondo che soffitto e pareti non ha!
Al momento di dire il fatidico Sì con Lidia, Serafino si blocca e lo ritroviamo invece in chiesa con Asmara. Poi riparte pei monti.
La canzone termina e così anche il film:
voce: 
ti voglio bene pastore Serafino! 
Un uomo con il cuore da bambino! 

Note sparse 
Ecco, Cele anche se compie 80 anni me lo ricordo come dicono le ultime due righe della canzone. Un artista semplice, ironico, che si definiva il Re degli ignoranti, ma con una spontaneità disarmante.Spesso i sui sermoni scivolavano nel surreale, così come i suoi silenzi, ma ha sempre prevalso la sua umanità e la sua semplicità.
 Il film è una commedia leggera ma non priva di morale. Ma queste considerazioni le lascio a voi.   Il regista Pietro Germi fu bistrattato per questo film dall'ala critica comunista del momento che si era dimenticata in fretta del contenuto particolare dei suoi film e dell'Oscar del 1963 per la miglior sceneggiatura originale. Per approfondire il cinema e le tematiche di Germi (controverse o no) consiglio il libro Le donne, la famiglia, il lavoro nel cinema di Pietro Germi, consigliatomi da Elena Mosconi, docente di Storia della fotografia e del cinema presso l'Università di Pavia (musa ispiratrice che ringrazio)

Per i due concerti tenuti da Cele a Verona nel 2012 ringrazio il mio caro amico Ben che per tutte e due le serate mi aveva procurato una seduta invito con lui in prima fila. Peccato che me lo ha detto il giorno dopo i concerti. Infame, grazie di niente.

martedì 2 gennaio 2018

Bruce Springsteen - SPIRITI NELLA NOTTE



Bruce Springsteen 

SPIRITI NELLA NOTTE

Marco D'Angelo e Fabrizio di Nicola
NPE



Se siete fans de il Boss, questo fumetto non potete mancarlo. È la biografia con i momenti salienti del nostro, da piccolo con la prima chitarra, il primo concerto, la nascita della E Street band, l'America, i quartieri di New York. I disegni sono stupendi così come la sceneggiatura. Il tutto a capitoli accompagnati dai versi delle sue canzoni.



lunedì 1 gennaio 2018

FINALMENTE DELLE LUCI CRISTIANE SU UN BALCONE



FINALMENTE DELLE LUCI CRISTIANE SU UN BALCONE

venerdì 29 dicembre 2017

MEDIASET/ Il doppio colpo per il 2018 coi Mondiali di calcio


MEDIASET/ Il doppio colpo per il 2018 coi Mondiali di calcio

http://www.ilsussidiario.net

E mentre il Milan abbatte l'Inter con un Gattuso che ringhia e uno Spalletti che guaisce, le elezioni si avvicinano e Forza Italia vola nei sondaggi. Non volerà ai mondiali di Russia dopo la sVenturata campagna d'ottobre la nostra nazionale di calcio. Nella storia solo in tre non sono riusciti ad andare i Russia: Napoleone, Hitler e (s)Ventura.
Berlusconi invece lì è di casa, con il suo amico Putin si vedono spesso, ma adesso anche Mediaset sta preparando telecamere e bagagli avendo acquisito i diritti tv per il Mondiale.
La Rai ha fatto finta di essere scippata, non  prendere i diritti con la scusa che la nostra squadra nazionale non partecipa è  da paraculi, perché se è pur vero che il mercato è libero, all'emittente di Stato diamo dei gran soldi tolti direttamente dalle nostre tasche con un prelievo forzato dalle bollette della luce.
Direte che non era obbligata ad acquistarli, ma allora perché dobbiamo sorbirci tanti di quei programma insulsi in onda sulle reti Rai?
Invece non pagheremo nessun ghello a Mediaset perché i Mondiali andranno in chiaro su Canale 5 e Italia 1. E per come hanno trattato in passato lo sport a Cologno (vedi F1, Giro d'Italia, Motomondiale), avremo sicuramente un prodotto valorizzato al massimo, sia come evento sportivo che commercialmente.
La Rai nel 2014 ebbe uno share medio del 23% nonostante la Nazionale sia uscita dopo tre partite. Pagò un enormità i diritti (80/90 milioni?) e coprì in parte le spese. Perdite vere? Boh... non ci è dato sapere, sicuramente poi programmò nei  palinsesti il film Profondo rosso.
Mediaset ha comprato i diritti alla metà (40/45 milioni), ma li ha acquistati anche per la spagnola TeleCinco. E questo è il botto vero. Se sulle reti italiane avesse un ascolto medio del 20% già sarebbe un buon risultato, perché quando mai il Biscione a giugno e luglio ha fatto ascolti simili? Deve però vendere la pubblicità, sennò ghe ne minga, creare contorno e aspettative senza i soliti bla bla stile Rai, ma il jolly è proprio TeleCinco, in quanto Mediaset Espana è già più di un anno che è uscita dalla crisi e rimpingua i ricavi del gruppo.
Fantacalcio: e se la Spagna dovesse essere espulsa dai mondiali per i maneggiamenti dei suoi vertici calcistici? Beh, arriverebbe la nostra Italia e per Mediaset sarebbe un grosso guadagno.
E allora, Forza Italia !
Aggiungiamo che questa mossa ha lucidato i pettorali di Pier Silvio in un momento in cui Mediaset sta trattando con Vivendi un risarcimento a proprio favore con tanto di vendita di  contenuti a Tim.
E Premium? La partita probabilmente si giocherà sempre con l'accordo con i francesi, non penso che a Cologno vogliano spegnere gli svariati canali a pagamento, sicuramente ridurli e renderli più competitivi, ma sarebbe folle e improduttivo oscurare Emotion, P.Cinema, Energy, etc.
 Mediaset Premium per vivere oppure essere appetibile per la vendita dovrà comunque acquistare i diritti della Serie A il cui bando è stato disertato. A capo di MP ora c'è un certo Galliani che ormai con il Berlusca fuori dal Milan cercherà ora con la sua influenza di far affari per la tv e non più per la squadra.
Tornando ai Mondiali mi auguro dei telecronisti brillanti (e Premium ne ha), con spalle tecniche meno caciarone  e invadenti.

Un altro consiglio a Premium Sport, programmi di contorno con pochi bla bla giornalistici, una Gialappa's da utilizzare in qualche maniera, un Pierluigi Pardo senza telecronache (logorrooooico), semmai il suo Tiki Taka in versione comica e surreale.

giovedì 28 dicembre 2017

IO SONO CON TE/ Maria e il cammino di un regista iniziato da un film


IO SONO CON TE/ Maria e il cammino di un regista iniziato da un film
Guido Chiesa ha diretto un film dedicato alla figura di Maria. Una pellicola molto speciale per il regista. GIANNI FORESTI ne ha parlato proprio con lui
Pensando a un film da proporre per questo periodo natalizio mi è venuto in mente Io sono con te di Guido Chiesa uscito nelle sale nel 2010. Forse, allora, sono stato uno dei pochi a vederlo, non ha riscosso molto successo al botteghino, invece è un film semplice e interessante sulla figura della Beata Vergine Maria, dall’Annunciazione fino a Gesù dodicenne tra i dottori del tempio. Riguardando il film ho avuto la percezione che il regista fosse coinvolto personalmente, che ci fosse qualcosa che partiva direttamente da lui. Non mi sono sbagliato.
Sapevo che aveva girato Il partigiano JohnnyLavorare con lentezzaBelli di papà (questi i più famosi) e cercando in internet qualche sua intervista ne ho trovata una in cui raccontava della sua conversione al cristianesimo. Da qui ho pensato a un’ intervista per capire come tutto questo è nato. Guido è stato molto cordiale, ma non solo, ho riconosciuto sin dal primo momento una persona che mi ha dato testimonianza di come il cuore dell’uomo, se è veramente desideroso della verità per la propria vita e dei propri bisogni, sente che tutto è Mistero e che solo Cristo incarnato ne è il significato. E più che una intervista è stato uno scambio di esperienza come due confratelli che non si conoscono ma che vivono sulla stesso percorso, con lo stesso santo fine. Da qui ci siamo detti delle cose anche personali con una semplicità inaspettata. Mi scuso perciò per le poche domande seguenti e le varie sintesi.
Vedendo il tuo film ho pensato a un tuo coinvolgimento non emotivo ma spirituale e ti chiedo come è avvenuto l’incontro per te con Cristo?
Il film è stato l’approdo di un percorso iniziato anni prima. Ero negli Stati Uniti e mia moglie Nicoletta Micheli, sceneggiatrice del film, mi chiama dall’Italia raccontandomi di aver incontrato all’uscita da scuola la mamma di una compagna di nostra figlia che gli aveva parlato della Madonna in una maniera che l’aveva molto colpita e da qui l’idea di scrivere un film. Io risposi negativamente, venivamo entrambi da ambienti della sinistra extraparlamentare, non atei, ma per nulla credenti. Ne parlai con degli amici produttori che invece mi convinsero: poteva essere una figura vista con occhi da laici e perciò interessante per essi. Mia moglie iniziò le ricerche mariologiche e sull’ebraismo. Io cominciai ad approcciare l’argomento ed entrai in crisi. Avevamo due figlie e mi sentivo in difficoltà con la paternità, mi ritrovavo più bisognoso d’affetto che capace di darne, più autoritario che autorevole, volevo stare con loro, ma quando vi ero volevo stare altrove. Un approfondimento anche della mia infanzia e del rapporto con mia moglie. Addentrarmi nel film poteva essere la possibilità di risolvere questo problema. Vado proprio in crisi, vado anche in terapia. E senza sapere come, mi ritrovo a pregare. 
Tutto questo avveniva in un percorso quotidiano lungo cinque anni, fatto di vita, incontri, persone, lavoro, studio, parallelamente alla scrittura del film basata sui Vangeli di Luca e Matteo e con la nascita nel 2006 del terzo figlio.
Siamo arrivati nel 2009 a sposarci in chiesa e a battezzare i nostri figli. Il percorso è continuato e continua tuttora. Ogni passo della scrittura del film è stato per noi come un incremento di intelligenza evangelica, sono passato inizialmente da un discorso intellettuale a un’incarnazione di Gesù nella mia vita quotidiana.
Il film è stato girato in Tunisia perché Guido ha cercato i luoghi e le location più antropologicamente reali. Si coglie che i soldi per realizzare la pellicola erano pochi, ma ciò non toglie la vivacità che in essa sovviene. Le inquadrature sono pulite, forse scolastiche, ma colgono bene le espressioni dei volti di Maria e Giuseppe. Gli attori, a parte i Magi, non sono professionisti, Maria è veramente una pastorella capace di mungere le pecore.
Fotografia che esalta i colori diurni, ma ottima nei chiaro scuri e nei notturni. Forse qualcuno storcerà il naso vedendo la mancanza della cometa, dei pastori e gli ”strani” Magi. Forse qualcuno si scandalizzerà per il sangue della circoncisione, per una Maria poco da immaginetta. Tutto è molto umano e carnale. Come è la vita.
Maria afferma: il Signore chiede Misericordia, non sacrifici. Io rispetto la legge, ma cosa dice il tuo cuore? Io voglio fare solo quello che vuole il Signore. Maria non parla molto, ma emerge che serbava queste cose nel suo cuore e che Giuseppe è un bravo falegname e un uomo silenzioso e buono. L’Amore viene esaltato. E il preludio del dolore è forse in una scena banale, quando cade il martello da falegname sul piedino di Gesù che scoppia in lacrime. Marie esce dalla casa spaventata e lo prende tra le sue braccia.
Un aiuto che Guido mi ha dato è la genesi del film che trovate qui. Un grazie anche a Nicoletta Micheli, moglie di Guido, che spesso mi ha citato nel nostro parlare.

venerdì 22 dicembre 2017

GIANNI BIONDILLO - CON LA MORTE NEL CUORE

GIANNI BIONDILLO
CON LA MORTE NEL CUORE
Guanda -2005



Uno dei personaggi variopinti del romanzo è il barbone milanese detto Baffo che vive in una baracca sotto un ponte. Ferraro e  Mimmo lo salvano da un incendio provocato da teppistelli in suv.
Si riaffaccia costantemente la figura della figlia Giulia e dell'ex moglie Francesca, che ancora lui ama.
Un giovane del quartiere scompare, è partito per una vacanza in Liguria ma non si hanno sue notizie. Risultano dei prelievi bancomat a Rimini. Si è dato alla bella vita?
Un giovane malavitoso, figlio del capo cosca pugliese, spaccia davanti alle scuole. Lanza insieme al nostro si recano da don Leo, vecchio capo clan della 'ndrangheta, ora ormai fuori dal giro, ma ancora rispettato dalle varie cosche.
Giorni dopo il giovane viene ucciso e la colpa ricade su don Leo. Lanza viene sospeso e Ferraro, che si è riscritto all'università, inizia un'indagine parallela.

Scioglierà la matassa ma rimarrà ferito in uno scontro a fuoco.

mercoledì 20 dicembre 2017

GIANNI BIONDILLO - PER COSA SI UCCIDE

GIANNI BIONDILLO
PER COSA SI UCCIDE
Guanda - 2004



È il primo libro della saga.
Ferraro viene chiamato in un condominio dove al terrazzino del piano è stato ucciso un grosso cagnone da guardia, lasciato alla catena senza mangiare tra i suoi escrementi.
A breve viene trovato ucciso il proprietario extracomunitario, squartato come il cane.
Il colpevole viene facilmente identificato.

Alcune rapine ai danni di supermercati si susseguono su un'asse ben definita tra l'hinterland e Milano. In una di queste viene ucciso un barbone amico dell'ispettore. Ferraro ha un'intuizione delle sue e scopre i giovani inafferrabili e cinici malviventi.
Entra a questo punto nella vita di Michele una ricca snob. Portati ad indagare sulla morte del padre industriale, viene ucciso il fratello di lei ed il compagno finisce in carcere.
Il rapporto con la donna è saltuario e si ripropone quando viene accusato d'omicidio il suo amico d'infanzia Mimmo O'Animalo.

Avrebbe strangolato una donna che gli faceva concorrenza nel contrabbando di sigarette. Ferraro nasconde Mimmo in casa della donna ed inizia un'indagine parallela.