venerdì 19 gennaio 2018

Maxi TEX - NUECES VALLEY






Maxi TEX
NUECES VALLEY
Sergio Bonelli Editore

Strepitoso questo fumetto.
Si narra la storia della famiglia Willer quando ancora il nostro Tex era in grembo nella madre. Insieme ad altri pionieri si stabiliscono nella sperduta Nueces Valley infestata da indiani e comancheros. Tex nasce e cresce insieme al fratello, imparando a sparare come bere un bicchier d'acqua, allevando vacche e vivendo in un ranch. La storia si incrocia tra la famiglia Willer e degli scout famosi in tutto il West che vedono Tex diventare un uomo. Bellissima storia




mercoledì 17 gennaio 2018

QUANDO ERAVAMO RE/ Il film sulla grande imprese di Muhammad Ali



QUANDO ERAVAMO RE/ Il film sulla grande imprese di Muhammad Ali

Alle Olimpiadi del 1960 a Roma la medaglia d'oro nella boxe, categoria  pesi massimi, la vinse un certo Cassius Clay e da lì inizio l'avventura de il più grande (così venne soprannominato) boxeur della storia. Nacque il 17 gennaio del 1942 e lo vogliamo onorare proponendo il film documentario Quando eravamo re, sull'epico incontro tra Clay e George Foreman del 1974 a Kinshasa nello Zaire. La pellicola di Leon Gast ebbe una lunga gestazione, uscì nel 1996 e fu premiata con l'Oscar l'anno successivo. La statuetta fu consegnata al pugile che, già ammalato di Parkinson, fu accompagnato da Foreman.
Il film è da vedere perché riassume la vita, le idee e la figura di C. Clay. Diventato professionista nel 1964 a 22 anni, divenne campione del mondo battendo Sonny Liston. Aderì alla fede islamica cambiando il nome in Muhammad Ali ("C. Clay era il mio nome da schiavo") e divenne il simbolo per la lotta all'integrazione razziale e del riscatto dei neri. Nel 1967 si rifiutò di combattere in Vietnam: "Nessun vietcong mi ha fatto del male e mi ha chiamato negro". Gli venne tolta la corona dei massimi, la licenza per salire sul ring e fu arrestato. Questo sacrificio immortalò ed esaltò la figura di Ali. Combatté perciò fuori dal ring e divenne un leader senza essere un politico.
Non era solo, c'erano M. Luther King e Malcom X, ma che un povero negro attraverso lo sport potesse risollevare le sorti di un popolo lo rese una figura da adorare. Nel 1971 la condanna fu annullata e dopo anni di inattività si rimise i guantoni. Le prese da Joe Frazier ai punti, ma nella rivincita lo batté.
Siamo nel 1974 e il campione dei massimi era George Foreman, Big George, fortissimo, con un uppercut devastante.  L'incontro con Ali venne organizzato a Kinshasa con il benestare del dittatore Mobutu. Tutto aveva un significato sociale e politico, i due neri più forti del mondo che se le danno in uno dei paesi più poveri del mondo. Contentino per gli indigeni, ma scaltra mossa di Mobutu. Chi organizzò l'incontro? Un altro nero, Don King, che iniziò così la sua carriera di super manager. Ho avuto modo di incrociarlo con Tyson, ho ancora i brividi, non per il pugile ma per il patron.
L'evento doveva svolgersi a settembre e venne chiamato Rumble in the Jungle, con tanto di happening musicale e di feste. Suonarono e cantarono pezzi grossi della Black music, James Brown, B.B. King, Miriam Makeba e altri. Foreman in allenamento si ferì, il match si svolse il 30 ottobre, mentre il concerto fu celebrato a settembre con ingresso gratuito per gli zairesi. Per il fuso orario favorevole alla visione tv negli States, l'incontro ebbe inizio alle 4 del mattino.
Facciamo un passo indietro. Ali era dato perdente 3-1. Tecnicamente Foreman era una macchina da guerra con una potenza straordinaria: colpiva, colpiva e abbatteva. Ali soleva danzare intorno agli avversari con una velocità ed eleganza non comune, dicevano che si muoveva come una farfalla. Teneva le braccia distese non coprendosi il volto e danzando schivava i colpi. Tecnica particolare e strana. Ma contro Foreman utilizzò un'altra tecnica: si appoggiò alle corde coprendo busto e volto e incassò. Si era preparato al match così. George picchiava, Ali incassava, il primo continuava a sprecare energie, il secondo di fatto rintuzzava gli attacchi. E poi lo stuzzica e insultava. 
Tutto questo era però iniziato mesi prima con l'arrivo a Kinshasa, una fine guerra psicologica portata avanti in maniera anche violenta tanto che il grido di battaglia degli zairesi era  Ali bumayè - Ali uccidilo. Foreman, nonostante fosse nero, era considerato uno schiavo dei bianchi e subì pesantemente il contesto non certo a lui favorevole. Ali resistette a tutti gli attacchi di Big George sparando di volta in volta diretti al volto. All'ottava ripresa Foreman era stremato e colpito durissimo andò al tappeto.  The greatest tornò campione del mondo dei massimi contro tutti i pronostici. 
Un film per chi è appassionato di boxe sicuramente da vedere, ma anche un excursus storico sul l'integrazione razziale. Dulcis in fundo, Ali e Foreman in seguito divennero grandi amici.


lunedì 15 gennaio 2018

Jean Mercier - IL SIGNOR PARROCO HA DATO DI MATTO




Jean Mercier
IL SIGNOR PARROCO HA DATO DI MATTO
San paolo edizioni

Un fine libro umoristico ma che letto con attenzione ci riporta al l'essenza del Cristianesimo e della Fede.
Questo si esplicita nella la figura del parroco francese don Beniamino, che esausto del formalismo, delle beghe di zona pastorale, delle sue perpetue e di tutto ciò che circonda la sua chiesa, decide di andarsene lasciando chiavi, cellulare ma portandosi via le vesti, il messale e le particole.
Si è rifugiato e murato in una catapecchia del vasto giardino della parrocchia.
Tutti lo cercano, ma nessuno lo trova. TV e giornalisti invadono il piccolo paese.
Una vecchietta sente la sua voce dai muri esterni e scoppia il caso.
Persone, gente, uomini e donne, per la maggior parte non credenti, si riversano a confessarsi da una feritoia nel muro.
Avvengono conversioni e molti credenti ritornano all'origine della fede.
La municipalità cerca di liberare il sacerdote ma la catapecchia crolla su don Beniamino.
Rimane senza gambe e viene ospitato in una casa di cura per sacerdoti anziani e malati.
Chiede al vescovo che gli sia affidata la direzione della clinica per creare un punto di riferimento per le persone che vogliono ritornare a Gesù attraverso la confessione.
Alla fine viene nominato vescovo dal Papa in persona.
Divertente, bello, leggero ma profondo.

Gran libro.

sabato 13 gennaio 2018

Hethan Hawke - Greg Ruth: INDEH Una storia delle guerre Apache





Hethan  Hawke  - Greg Ruth
INDEH
Una storia delle guerre Apache
Mondadori

H.Hawke attore, sceneggiatore, regista, romanziere. Appassionato fin da piccolo, grazie al padre, degli Indiani d'America, dopo essersi immerso nella loro storia ed aver provato a scrivere una sceneggiatura per film, non vista bene dalle major americane, ha pensato di rivolgersi al disegnatore affermati di graphic novel G.Ruth per realizzare la sua storia. Ne è nato un gran bel fumetto che narra le battaglie per la sopravvivenza contro le giacche blu e i messicani degli Apache con a capo Geronimo.

Grande storia, vera, e disegni in b/n a matita spettacolari. 



giovedì 11 gennaio 2018

Angela e Luciana Giussani - Diabolik - Collezione storica a colori






Angela e Luciana Giussani
Diabolik
Collezione storica a colori


È da un po' che sono in edicola i Diabolik a colori. L'edizione non è piccola tascabile come l'originale, ma extralarge. C'è da dire che i colori son smaglianti e non sbiaditi come nella maggior parte dei fumetti rielaborati. Da collezionare.

martedì 9 gennaio 2018

TEX 70 anni di un mito - IL PATTO DI SANGUE




TEX
70 anni di un mito
IL PATTO DI SANGUE
Rcs Gazzetta dello Sport

In collaborazione con la Gazzetta dello Sport, Sergio Bonelli Editore manda in stampa i 70 anni di un mito, le avventure di Tex in con copertina in brossura con il fumetto a colori.
Partiamo con il primo numero appena uscito in edicola: ha una copertina rigida con il dorso che, quando sarà completata la raccolta, avrà un disegno di Tex a colori. La raccolta è forse un'operazione di marketing ma rappresenta a colori le  migliori avventure di Tex. Il primo numero è IL PATTO DI SANGUE, rievoca Tex catturato da i navajos di Nuvola Rossa  e l'innamoramento con Lilyth figlia del capo tribù. È qui nasce Aquila della Notte.

Le pubblicazioni saranno 50. Buona raccolta.



lunedì 8 gennaio 2018

SERAFINO/ Il film (e una canzone) con la semplicità di Adriano Celentano



SERAFINO/ Il film (e una canzone) con la semplicità di Adriano Celentano



Nell'estate del 1969 mio padre mi portò al cinema in un'arena all'aperto, il film proiettato era Serafino con Adriano Celentano, uscito nel 1968. Mio papà spesso canticchiava le canzoni del Molleggiato, era per lui un mito insieme al "comunista" Claudio Villa.
Il mito si tramandò di padre i figlio, tanto che ho qualche suo vinile d'epoca, molti cd ed ho visto tutti i suoi programmi televisivi. Discutibili ogni tanto, ma Cele è Cele e non si tocca. Anche ora che ha 80 anni per me è sempre un mito.
Mi pare fosse il 1979, concerto a San Siro, palco al centro del campo. Allora l'erba era sacra, solo i calciatori la potevano calpestare. Cele scende dal palco e si avvia verso gli spogliatoi e cosa vedo? 
Agostino, ragazzotto mio amico quindicenne, l'unico in campo oltre alla band e alla sicurity, che lo saluta con pacche sulle spalle.
Penso che da allora non si sia più lavato la mano.
Legato a questi ricordi vi parlo del film e della canzone La storia di Serafino, che spopolarono al cinema e alla radio.


E così la seconda storia 
che vi voglio raccontare, 
è quella del pastore Serafino! 
al mondo antico, chiuso nel suo cuore, 
la gente del duemila ormai non crede più! 
Con le pecore e un cane fedele, 
tre amici sempre pronti, nei pascoli sui monti, 
a una spanna dal “regno dei cieli” 
viveva felice così!

Serafino è un pastore abruzzese che vive con poco  tra il suo paesello e i pascoli montani. Ignorante, analfabeta, viene considerato insufficiente mentale dall'Esercito Italiano: alla domanda dell'ufficiale medico se ha dei sogni sessuali con la madre, Serafino gli mette le mai addosso. Torna tra i suoi monti, tra le donne che lo assalgono e a cui non si nega, e che per fortuna (dice Serafino) sono normali perché a loro piacciono gli uomini. Si divide tra la prostituta Asmara e la cugina Lidia, una giovanissima  e bella Ottavia Piccolo.
Ha una zia che lo sgrida perché odora di donna e gli fa recitare le preghiere prima di andare a letto.

Continua la canzone e il film
voce: 
quel giovane pastore 
piaceva alle ragazze 
perché negli occhi aveva avventura! 
E quando prese in pugno la fortuna 
e un gruzzolo di soldi per caso ereditò. 
coro: 
si fece una grande festa 
da fare girar la testa! 
scoppiarono i mortaretti, 
si fecero dei banchetti! 
Per tutti ci fu un sorriso, 
che giorni di paradiso 
per il pastore ricco Serafino! 
voce: 
regalò qualche cosa agli amici, 
che gioia nel paese 
per quelle pazza spese. 
Uno scialle, una radio, un coltello 
e una macchina rossa per se!
La cara zia muore e gli lascia casa e averi. Serafino si presenta con un auto americana decappottabile con regali, vino per tutti e fuochi artificiali. Asmara con i figli avuti da varie relazioni va a vivere nella casa della zia. Serafino spende e spande. Lo zio avaro, padre di Lidia, lo porta in tribunale per interdirlo e sottrargli l'eredità e poi combina il matrimonio con la figlia.
Continua la canzone
voce: 
dopo i giorni dell’allegria 
amaro resta il vino… 
si trova in tribunale Serafino! 
I suoi nemici per prendere i suoi soldi 
lo fan passar per matto 
e lui che fa! 
Si riprende le pecore e il cane, 
gli amici sempre pronti 
e torna là sui monti, 
nella casa più grande del mondo che soffitto e pareti non ha!
Al momento di dire il fatidico Sì con Lidia, Serafino si blocca e lo ritroviamo invece in chiesa con Asmara. Poi riparte pei monti.
La canzone termina e così anche il film:
voce: 
ti voglio bene pastore Serafino! 
Un uomo con il cuore da bambino! 

Note sparse 
Ecco, Cele anche se compie 80 anni me lo ricordo come dicono le ultime due righe della canzone. Un artista semplice, ironico, che si definiva il Re degli ignoranti, ma con una spontaneità disarmante.Spesso i sui sermoni scivolavano nel surreale, così come i suoi silenzi, ma ha sempre prevalso la sua umanità e la sua semplicità.
 Il film è una commedia leggera ma non priva di morale. Ma queste considerazioni le lascio a voi.   Il regista Pietro Germi fu bistrattato per questo film dall'ala critica comunista del momento che si era dimenticata in fretta del contenuto particolare dei suoi film e dell'Oscar del 1963 per la miglior sceneggiatura originale. Per approfondire il cinema e le tematiche di Germi (controverse o no) consiglio il libro Le donne, la famiglia, il lavoro nel cinema di Pietro Germi, consigliatomi da Elena Mosconi, docente di Storia della fotografia e del cinema presso l'Università di Pavia (musa ispiratrice che ringrazio)

Per i due concerti tenuti da Cele a Verona nel 2012 ringrazio il mio caro amico Ben che per tutte e due le serate mi aveva procurato una seduta invito con lui in prima fila. Peccato che me lo ha detto il giorno dopo i concerti. Infame, grazie di niente.