giovedì 8 febbraio 2018

SANREMO 2018/ La "perla" di Sting e le esagerazioni di Claudio Baglioni





SANREMO 2018/ La "perla" di Sting e le esagerazioni di Claudio Baglioni


Prima di entrare nella seconda serata del festival parliamo un attimo di Prima Festival, in onda probabilmente per scaricare fasce pubblicitarie. Inguardabili i conduttori ed anche il contenuto. Voto 2, al peggio non c'è mai fine.

La serata con Fiorello poteva solo andare super bene e i risultati si son visti.
Ieri invece era fisiologico scivolare un po' a valle.
La partenza mi è piaciuta con un Baglioni che si è messo in gioco, prendendosi in giro, con il duetto in falsetto con Michelle. Lei è bella, brava, spontanea ed è capace di tenere la diretta.

Le nuove proposte. Non sono in grado di dare giudizi musicali, ma il tipo del cane ha letto un tema, la ragazza rap (?) non l'ho capita, il Congiuntivo era puramente coreografico, Alice aveva un bel vestito, ma ricordava un motivo ed un modo di cantare già sentito, copiato.
Voto ai quattro giovani: 4, musicalmente non mi dicono nulla, ma forse è meglio che il giudice sia Vites.


Il vero Festival è iniziato alle 21.25, con la discesa dallo scalone di Baglioni, Michelle e Favino.
Una considerazione sulla scena. Sarà costata un pacco di euri, tra ledwall e luci che però durante le esibizioni canore disturbano e distraggono troppo. Lo scalone che scende in maniera meccanica è pacchiano e mi ricorda il film Star Trek (o gli spot dello sponsor) in perfetta sintonia però con le orecchie a punta di Favino. Voto a scena e luci: 5, caotica, sembra di essere in coda nel traffico di Bari.

Poi son partiti i big, altra storia e musica rispetto ai giovani, anche se alcuni cantanti mi han fatto venire il latte alle ginocchia. 
Le melodie delle Vibrazioni e di Nina Zilli non mi sono dispiaciute, così come la tromba di Roy Paci, ma non l'interpretazione di Diodato (voto 6,5 a tutti a parte l'ultimo). Inguardabili e patetici Elio e company (voto 1 per i trascorsi, sennò sarebbe stato zero) che han rovinato il famoso saluto di Stanlio e Ollio. La Vanoni (voto: 83, la sua età) la metterei insieme al Pippo Nazionale di cui parlerò dopo. L'ex Pooh, Red ha rispecchiato lo stile del gruppo con cui ha vinto Sanremo nel '90. (voto 6,5 orecchiabile). Qualcuno ha qui criticato la canzone inedita di Lucio Dalla cantata da Ron, invece non mi è dispiaciuta, anzi (voto 7, favorita). Renzo Rubino, bella la camicia alla Missoni e... basta. Annalisa: vedi la nuova proposta Alice, anche se di una spanna superiore (voto 6). Infine i grandi Decibel, anch'essi li metto tra i favoriti con lo stesso voto di Ron.

 Comunque per non saper né leggere e scrivere son andato a leggermi i testi su TV SORRISI e CANZONI ed ho concluso che amo le poesie in rima che insegnavano alle elementari negli anni '60. Rilancio a Vites un giudizio sui testi.

Sono critico però con la scaletta della serata, più che sui concorrenti si è basata sugli ospiti, tutti presentati dal dittatore artistico. Mancava Fabio Fazio e avremmo rivisto Anima mia. Gli interventi hanno spezzato il ritmo dell'evento musicale.
Il Volo con Vincerà ha scassato i cabbasisi  ma poi insieme a Baglioni (forse sottotono rispetto al trio) son stati eccezionali.
È arrivato il bisnonno Pippo Nazionale che nel '68 esordì al suo primo festival e ci ha propinato il suo pippotto di ricordi legati alla manifestazione. Adesso potrà riposare in pace (insieme alla Vanoni).
Il geometra di Rozzano, Biagio Antonacci, ha duettato con....  Baglioni (il troppo stroppia). Il bravo Favino ha avuto il suo angolo di gloria, sempre però con gli interventi del direttore.
Il pezzo forte è stato Sting, grande, grandissimo: ha cantato umilmente in italiano una hit di Zucchero. Poi è arrivato Bombastic Shaggy con Sting alla chitarra e se l'ex marine ha fatto scena coi suoi movimenti, il Police è stato di un po' di spanne superiore quando ha cantato la sua strofa. Peccato, avremmo preferito uno Sting con almeno un altro (se non due) suoi pezzi.
Non ho capito l'apparizione di Franca Leosini valletta di Baglioni che ha cantato un suo pezzo storico, Questo piccolo grande amore.
Poi a mezzanotte il Volo con un medley di e con l'onnipresente Baglioni (che balls...). Per non parlare di Vecchioni con Samarcanda ed il solito cantante, per fortuna c'era Lucio violino Fabbri.


Il dittatore artistico ha esagerato, è il festival della canzone italiana non un suo concerto.

mercoledì 7 febbraio 2018

Auto verde


 La mia nuova auto: emissioni zero 

lunedì 5 febbraio 2018

Mel Brooks con Rebecca Keegan - FRANKENSTEIN JUNIOR - Memorie dal set e altre quisquilie





Mel Brooks con Rebecca Keegan
FRANKENSTEIN JUNIOR
Memorie dal set e altre quisquilie
SAGOMA Editore




Nel 1974 uscì il film che da allora è nella storia del cinema. È un cult che non si può perdere. È uscito anche da noi questo bellissimo libro, impaginato alla grande, bellissime foto. M. Brooks racconta il set del film con battute e ricordi sui personaggi che sono diventati mitici: G. Wilder, M. Feldman, P. Boyle (il mostro), T. Garr (Inga).



venerdì 2 febbraio 2018

Don Camillo a fumetti 13 - La fanciulla dai capelli rossi



Don Camillo a fumetti
La fanciulla dai capelli rossi
ReNoir

E con questo siamo al tredicesimo volume.
Ormai non è una novità, ma è invece una certezza editoriale. Sempre precisi ed originali nei testi e con dei disegni che ci ricordano Fernandel e Cervi.




Storie pubblicate nel 1950 su Il Candido, qui ben rappresentate. Si va da una Quinta Colonna fiancheggiatrice dell'URSS, alla drammatica vicenda della Vecchia del Borghetto, alle surreali avventure di un cane ladro di carne e di uno sfaticato marito Esilarante l'ultima storia tratta dal Corrierino delle Famiglie dove Alberto e Carlotta si dividono l'eredità a forza di bollini verdi e rossi.









mercoledì 31 gennaio 2018

La Réclame - Masters of Pasta with Roger Federer & Davide Oldani




Nella settimana appena trascorsa è andato in onda a iosa uno spot della Barilla che era stato proposto a dicembre. Due star, uno della cucina, Davide Oldani e, uno dello sport, il tennista Roger Federer.
Federer stava dominando gli Australian Open e li ha vinti, perciò perché non proporre lo spot in versione short?
Il bello è rivedere lo spot lungo con l'atleta che arriva al circolo del tennis dove tutti lo ammirano, sale lo scalone come per entrare nell'arena tennistica, invece siamo in cucina con un truce Oldani.
Federer fa uscire dal borsone griffato un cappello da cuoco e la scatola degli spaghetti. Oldani lo guarda male e prende solo gli spaghi.
Federer mette il meglio che sa fare: pomodori come palline che saltano e girano sul palmo della mano, mentre il taglio dei pomodori è scarso. Poi prende una padella come se fosse una racchetta e impara a tagliare e saltare la verdura col fuoco. Man mano lo sguardo truce di Oldani si scioglie e tra i due  i due nasce un'intesa.
Bello questo spot nella versione lunga. Poche parole e molti fatti. Unico neo la colonna sonora, perché utilizzare il motivo del sirtaki greco e non una bella tarantella?

Probabilmente Barilla sta cercando di sfondare tra gli affamati della Grecia.

lunedì 29 gennaio 2018

GIANNI BIONDILLO - IL GIOVANE SBIRRO

GIANNI BIONDILLO
IL GIOVANE SBIRRO
Guanda - 2007



In questo romanzo assemblano vari racconti, dove. Il filo rosso della continuità sono le origin dello sbirror che, da ragazzo scapestrato diventa sbirro.
Si parte con Michele giovane universitario che suona  in una band con amici del quartiere. È obbligato a lasciare gli studi per aiutare la famiglia e entra in polizia.
Il libro alterna le vicende di Michele con quelle di Quarto Oggiaro.
Conosciamo il fruttivendolo siciliano detto don Ciccio ed il suo aiutante a cui poi lascerà il negozio, lestracomunitario Kledy. Questi per un gioco del destino si ritroverà rinchiuso nel centro i accoglienza di via Corelli, con tanto di disordini in corso.
La prima destinazione di Michele è un paesino in montagna dove viene trovato un ragazzo morto con vicino una Testa di maiale. Sembrerebbe un rito stanco, ma poi si scopre che il ragazzo aveva investigato su un omicidio di 30 anni prima in cui era coinvolto il facoltoso padre.
Accade anche che una nota scrittrice scompare nel nulla il giorno in cui deve presentare il suo nuovo libro. Trovata pubblicitaria?
Intanto si  sposato con Francesca ed è nata Giulia.
Michele chiede il trasferimento a Milano e prima di traslocare indaga sulla morte di una avvocatessa. Il tutto in un insieme di legami affettivi incrociati imbarazzanti.
Viene trasferito alla volante di Milano, dove inizia la crisi del rapporto con Francesca.
Chiamato per un caso di morte fortuita, una donna soffocata da una ciliegia, incontra lo strambo commissario Lanza che lo prende sotto la sua ala. Diviene ispettore è sempre più spesso lascia da parte la famiglia per il lavoro.
Mentre indaga per un caso d'omicidio di una prostituta che abitava nel quartiere, non va in ospedale dove la figlioletta viene ricoverata per un sospetto tumore.

È la goccia che fa traboccare il vaso: Francesca si separa da Michele.

venerdì 26 gennaio 2018

Jacovitti 2




Jacovitti 2


Posso dire di essere stato uno dei primi a mangiare il gelato biscotto con il disegno di Cocco Bill, poiché il mio babbo lavorava alla Eldorado. Già mi stava simpatico prima, ma dopo ancor di più: era come tifare per il mio papà. In più i fumetti western erano la mia passione, Tex e Capitan Miki erano tra i miei preferiti, perciò quando vidi per la prima volta Cocco Bill, pistolero duro e puro amante della giustizia e della camomilla me ne innamorai subito. Soprattutto perché c'era del gran umorismo nelle sue tavole.
Cocco Bill nacque sulle spiagge della Versilia quando il Sig. Lisca di Pesce sentì un uomo in spiaggia urlare: Coccobelliiii. E da lì l'idea del nome e poi visto che in quel momento andavano alla grande i fumetti western, il Ns. pensò  ad una pistolero molto particolare e surreale. Lo inventò per il Giorno dei Ragazzi con la prima uscita nel marzo del 1957, ma Jac era già famoso dal 1940 quando iniziò a pubblicare i primi suoi personaggi su Il Vittorioso.






A fine agosto è uscito in edicola il primo numero di il meglio di Jacovitti, 45 numeri  cartonati con il racconto dei fumetti del Ns. Lisca di Pesce, a cura dell'editore Hachette.
La copertina gialla con un bel Cocco Bill è di preludio alla seconda e terza di copertina che ha vignette spiritosissime in diagonale.
Abbiamo poi la prima storia del 1957 del pistolero con il suo cavallo innominato. 
Poi c'è una storia del 1969 dove CB è diventato più alto è il quadrupede sie chiama Trottalemme. In questa storia i riferimenti storici sono quanto mai appropriati  e prendono in giro i compagni cinesi.






Grande antologia, forse posson serbare tante le 45 uscite, ma il lavoro di Jac è stato enorme.