sabato 3 marzo 2018

OSCAR/ Hollywood cavalca gli eventi solo per i dollari, la prova nei premi del 1968



OSCAR/ Hollywood cavalca gli eventi solo per i dollari, la prova nei premi del 1968

Il 4 aprile del 1968 venne assassinato Martin Luther King. Il 10 aprile  del 1968 Hollywood diede le statuette a due film con a tema i diritti dei neri: La calda notte dell'ispettore Tibbs (5 premi) e Indovina chi viene a cena? (2 Oscar). In tutte e due le pellicole recitò alla grande l'attore nero Sidney Poitier, ma di fatto non venne premiato con nulla. Premi Oscar dati sull'onda dell'emozione suscitata per la morte di M.L. King oppure perché realmente stava iniziando un cambiamento nella società americana? Il percorso per l'integrazione razziale era appena iniziato, nel giugno del 1967, mentre i film venivano girati; in 17 stati americani venne abolita legge che vietava i matrimoni misti, ma Hollywood ha sempre cavalcato in termini di dollari e di profitto gli avvenimenti storici.
La calda notte dell'ispettore Tibbs. In un paese del profondo sud del Mississippi razzista viene trovato un uomo morto, un imprenditore che stava costruendo una fabbrica in cui avrebbero lavorato insieme bianchi e neri. Parte la caccia e subito viene arrestato un nero in giacca e cravatta fermato alla stazione. Peccato che sia l'ispettore Tibbs di Philadelphia esperto in omicidi e contro il suo volere viene coinvolto nell'indagine. I pulotti locali arrestano un disperato bianco che cercava di fuggire nello Stato vicino. Non è lui il colpevole, così come non lo è il secondo arrestato. Queste le tesi dell'ispettore nero. Tibbs non è amato da nessuno, neppure dal primo arrestato che lui scagiona. Un gruppo di bianchi razzisti cerca di cacciarlo con le cattive, ma qui interviene il panzuto capo della polizia, Rod Steiger, con tanto di raybanata dalle lenti gialle che sulle prime non accetta il nero ispettore, ma poi lo invita addirittura a casa sua. 
Tibbs è l'eroe dal vestito su misura che non si stropiccia, intelligente e desideroso della verità e della giustizia nonostante non sia accolto nel migliori dei modi. Capace di rivoltarsi contro il proprietario terriero razzista dove i neri raccolgono il cotone come ai tempi della schiavitù. I bianchi fanno una figuraccia, l'unico che si salva è il capo della polizia. Se la figura del nero viene esaltata, la statuetta dell'Oscar come attore protagonista va invece al bianco R.Steiger. Rimane impressa come un augurio di futura fratellanza e amicizia l'ultima scena con il saluto e il sorriso tra il bianco poliziotto e il nero ispettore.
Indovina chi viene a cena? Se il film precedente era un poliziesco che rappresentava comunque realmente la situazione razziale, in questo lo scenario è cambiato. Abbiamo sempre il bel S. Poitier in giacca e cravatta (sempre su misura e mai stropicciata), medico affermato che viene presentato ai genitori della ragazza, la madre, la bravissima Katharine Hepburn (premio Oscar) e il padre Spencer Tracy. Questi è contrario al matrimonio della figlia, mentre la  Hepburn è decisamente favorevole. Arrivano i genitori di Poitier che restano esterrefatti, si aspettavano che la fidanzata del figlio fosse di colore. I due padri si votano convinti contro il matrimonio. Ma...
L'happy end è in stile americano: grandi sentimenti, amore, il pigmento della pelle non è discriminante con tanto di pippotto finale sentimentale e moralistico. Il tutto su toni da commedia.
Chiaramente preferisco Tibbs alla cena. Ma tutto è relativo. Forse i due film scandalizzeranno i duri e puri odierni del politicamente corretto per il doppiaggio in italiano: allora si diceva  negro e negri. Oggi, per non essere denunciato da qualche pazzo, nel pezzo ho usato la parola nero o neri.
Se gli Oscar nel 1968 non fecero troppo riflettere il mondo, ci pensò invece lo sport. Olimpiadi del Messico, premiazione dei 200 mt. Gara vinta dall'americano Tommie Smith con tanto di record mondiale, primo uomo a scendere sotto i venti secondi. Secondo a sorpresa l'australiano Peter Norman e terzo un altro Usa, John Carlos.
Al momento della premiazione i due statunitensi si presentarono a piedi nudi sul podio. Partì l'inno americano e si alzarono i pugni guantati dei due atleti neri con il viso piegato e gli occhi che guardavano terra. Come dire: abbiamo vinto ma restiamo dei poveri negri. Il controsenso: a espellerli fu il capo del Comitato olimpico statunitense.
L'idea della scenetta che avrebbe destato il mondo l'avevano pensata e pianificata, ma Carlos aveva perso i suoi guanti. Ed entra in gioco l'australiano bianco Peter Norman, che consigliò ai due di mettersi un guanto ciascuno. Questo non era certo il simbolo pacifico della lotta non violenta voluta da M.L.King, ma quella del movimento delle Pantere Nere. Fu una trovata mediatica non indifferente anche se poi in patria i due neri furono messi ai margini dello sport. Il bianco Peter Norman, ritornato in Australia, fu contestato dai media come un appestato. Al suo funerale nel 2006 Carlos e Smith portarono il feretro dell'amico a spalla.

venerdì 2 marzo 2018

Giovanni Ricciardi - L'undicesima ora. Le indagini del commissario Ponzetti




Giovanni Ricciardi
L'undicesima ora. Le indagini del commissario Ponzetti
Fazi Editore

Continua la saga del commissario romano Ponzetti, con tanto di camminate per Roma. Questa volta verrà coinvolta nell’indagine quasi l’intera famiglia. Va a fuoco una villa, il padrone, un architetto, viene trovato morto di cause naturali in un appartamento in un quartiere vicino. Saltano fuori delle lettere di un’amata provenienti da Barcellona. Qui ci troviamo poi alla Sagrada Familia, con Antoni Gaudi come faro. La misteriosa donna amata vola a Roma e qui incrociamo la Venerabile Nennolina, bimba morta a sei anni e mezzo in odore di santità.

Amo Barcellona e Gaudi perciò mi è piaciuto molto il romanzo. L’aver incontrato la Venerabile Nennolina mi ha aperto altri file.

mercoledì 28 febbraio 2018

Gavino Zucca - IL MISTERO DI ABBACUADA Le indagini del tenente Roversi





Gavino Zucca
IL MISTERO DI ABBACUADA
Le indagini del tenente Roversi
Newton Compton Editore


Anno 1960, il tenente dei Carabinieri Giorgio Roversi viene trasferito da Bologna in Sardegna. Sappiamo solo che ciò avviene per motivi disciplinari, ma non sappiamo quali essi siano, essendo il primo romanzo della saga.
Diventa amico di Gualandi ex veterinario dell'Arma, proprietario dell'azienda agricola Villa Flora. Qui si delineano gli altri personaggi: il cane Argo, la giovane e bella governante Caterina, il fattore Michele, il maiale Giovannino. Con il loro aiuto il tenente Roversi risolverà il caso d'omicidio di un uomo, proprietario di una tenuta, trovato morto da un colpo di fucile al petto con un orecchio mozzato nella grotta di Abbacuada . E qui ci immergiamo nella storia e nella cultura sarda, dove l'orecchio mozzato rappresenta la vendetta per furto di bestiame.  Ma questo non è altro che un depistaggio.
La natura dell'isola è ben dipinta, come gli usi, i costumi e la sua cucina che ormai non manca mai in nessun romanzo giallo.

martedì 27 febbraio 2018

lunedì 26 febbraio 2018

Alessandra Carnevali - IL GIALLO DI VILLA RAVELLI





Alessandra Carnevali
IL GIALLO DI VILLA RAVELLI
Newton Compton Editori

Una donna viene trovata morta con un colpo al cuore nella sua villa. Era una scrittrice di gialli dedita al gioco delle slot machine. Ha lasciato una lettera in cui accusa la sorella di averla lasciata in braghe di tela dopo che, alla morte dello zio, questi non le aveva lasciato nulla d’eredità. Ci sono  strani  intrecci amorosi e usurai nell’ombra.

Il commissario Adalgisa Callegaris indaga attorniata dal medico legale e dal pm che la corteggiano.  Sul più bello viene trovata morta anche la sorella, uccisa da un pirata della strada. Adalgisa pazientemente incastra tutti i tasselli, riunisce in commissariato tutti i sospettati ed alla Poirot fa saltar fuori il colpevole

venerdì 23 febbraio 2018

AUTO PER FARE LA SPESA





AUTO  PER  FARE  LA  SPESA

mercoledì 21 febbraio 2018

Fumetti: CAPITAN ERIK





È stato pubblicato su IL GIORNALINO delle Edizioni S.Paolo all’inizio degli anni ’70. Il fumettista è Ruggero Giovannini con la sceneggiatura del grande Claudio Nizzi.
Capitan Erik è il comandante della Adventurer, una nave sui generis che  solca i mari dell’Asia. Ha uno strano equipaggio, quindici marinai provenienti da tutto il mondo, ciascuno con una sua peculiarità, facenti si che le storie si arricchiscono con queste particolari caratterizzazioni.



Le avventure di Capitan Erik sono ambientate in mare, nei porti e nelle città, dove il nostro combatte contro le ingiustizie e la malavita.
Dovrebbero ristamparlo