venerdì 18 maggio 2018

Fumetti - IL COMMISSARIO SPADA

È nel 1969 che nasce  sulle pagine de IL GIORNALINO il fumetto del Commissario Spada. Un noir ambientato a Milano con storie di malavita di quell’epoca. Quello che mi piace molto sono i disegni: spigolosi e geometrici, pensate ai volti, una tecnica diversa e particolare.

Il volto e la malinconia del commissario mi ricordano molto Dino Zoff


mercoledì 16 maggio 2018

Alicia Gimenez Bartlett - MORTI DI CARTA 3






Alicia Gimenez Bartlett
MORTI DI CARTA
Sellerio


In questo quarto romanzo con la coppia Petra e Firmin, ci troviamo in un doppio caso che si incrocia sulla rotta tra Barcellona e Madrid.
Una bella ragazza viene uccisa a Barcellona e  le indagini puntano alla politica nella capitale spagnola. Il caso è affidato a un ispettore che si incrocerà nelle indagini con i nostri originali pulotti. Questi indagano sull'omicidio di un noto conduttore della TV spazzatura/scandalistica giustiziato ad opera killer di un professionista.
Anche loro vengono portati a Madrid dal corso delle indagini, nella tv per cui realizzava il programma. Indaga che si indaga si scopre che aveva occultato ingenti capitali in Svizzera. Era divorziato ma aveva buon rapporti con l'ex moglie, anch'ella con investimenti nascosti.
Petra viaggia sulla rotta Bar/Madrid più volte: un confidente della polizia e la sua convivente sono stati assassinati con un colpo di pistola in fronte. L'arma è quella che ha ucciso il conduttore televisivo. Il confidente avrebbe dovuto svelare a Petra qualcosa sul killer del personaggio TV ma anche sulla ragazza uccisa a Madrid.
Qui intanto un ministro del governo si suicida lasciando una lettera in cui afferma di essere l'amante della ragazza morta a Madrid.
L'intreccio si completa con l'entrata in scena del direttore di un grosso giornale nazionale in combutta con il presentatore e la sua ex moglie.
Connubio tra scandali, pesetas, politica , sesso e potere.
A Barcellona viene trovata morta accoltellata la ex moglie del presentatore, nonché amante del direttore del giornale.
A voi lo sbroglio della matassa.
Aggrovigliato ma stupendo giallo.


lunedì 14 maggio 2018

DON CAMILLO a fumetti 15


DON CAMILLO a fumetti 15
Alla Fiera di Milano

E siamo giunti al quindicesimo fumetto sugli eroi di Guareschi. Sempre fedele ai racconti di Giovannino. vi segnalo tre racconti.
Il muraglione. Diverso dalla trasposizione cinematografica e forse più carino. Davanti alla cappelletta della Madonna i lavoratori si fermano, non vogliono distruggerla.


Il sogno del cappello verde e Ancora il fantasma del cappello verde. Anche questi li abbiamo visti nei film. Peppone entra di notte in chiesa a pregare ma si dimentica il cappello. Ritorna un'altra notte ed accende un cero gigante. Ringrazia il Signore di aver vinto le elezioni da sindaco. Nel segreto dell'urna, don Camillo lo ha votato.












venerdì 11 maggio 2018

Alicia Giménez Bartlett - Giorno da cani 2








Alicia Giménez Bartlett 
Giorno da cani
Sellerio

Questo è il secondo giallo con protagonista l’ispettrice Petra Delicado e il suo vice, Fermín Garzón editato in Spagna nel  1997.
Un vecchietto viene trovato morente, pestato a sangue. I due poliziotti si mettono sulle tracce del passato dell’uomo. Nella sua casa trovano un cagnolino che Petra poi si porterà a casa. le indagini arrivano agli allevatori di cani da difesa. Si scopre che il morto rubava e rivendeva cani in combutta con una società di ricerca che aveva come paravento una toelette ria per animali. Nel frattempo Garzón si innamora contemporaneamente di due donne, una istruttrice di cani e di una libraria, mentre Petra si attacca ad un veterinario.
Il mandante dei furti e dell’assasino del poveraccio viene scoperto, ma accade una tragedia che destabilizza il vice ispettore Garzón.

mercoledì 9 maggio 2018

La Réclame - La soluzione è semplice, passa a Kena!



A dire il vero Fedez non è proprio simpaticissimo, ma il vero must è Lino con le sue battute, forse vecchie, ma sempre simpatiche e attuali
Intramontabile

lunedì 7 maggio 2018

Alicia Giménez Bartlett - Riti di morte 1





Alicia Giménez Bartlett
Riti di morte
Sellerio

Questo è il primo romanzo della saga con protagonista l’ispettore della polizia spagnola  Petra Delicado. L’esordio è del 1996, in Italia è arrivato nel 2002 e ad oggi siamo a undici libri. È stata tratta anche una fiction tv, sempre in Spagna.

L’ambientazione è a Barcellona, con tanto di cucina catalana. La quarantenne Petra era avvocato di grido con studio legale insieme al marito. Lasciò la toga ed anche il coniuge e divenne poliziotta. Si risposò con un giovane ragazzotto, ma il ruolo era di madre e non di moglie e si separò anche dal secondo marito.

Il suo vice è Fermín Garzón, vice-ispettore cinquantenne vedovo con un figlio a New York, classificato da Petra come anziano (a 50 anni?) panzuto che vive in una camera di una pensioncina.

Una dopo l’altra, quattro giovani ragazze vengono violentate. Il bastardo lascia sul braccio delle vittime una firma a che sembra un disegno fatta con dei pungiglioni o aghi.

I due nostri eroi vagano a vuoto, finché la quarta vittima ricorda che il mezzo per lasciare la firma sia stato un orologio. Viene recuperata una delle aguzze punte, vengono censiti gli orologiai che possono aver fatto una simile lavorazione. Si arriva ad un giovane che però scappa e che verrà trovato giorni dopo. Il mistero s’infittisce.


giovedì 3 maggio 2018

GIRO D'ITALIA 2018/ L'occasione per riscoprire Bartali e l'apoteosi azzurra del beautiful '68

GIRO D'ITALIA 2018/ L'occasione per riscoprire Bartali e l'apoteosi azzurra del beautiful '68


Domani inizia (anche in tv) il Giro d'Italia 2018, edizione 101 della corsa. Parte da Gerusalemme e non termina a Milano come di consuetudine, ma a Roma. Dalla Terra Santa alla città Eterna dove c'è l'erede di San Pietro. Sembra il tragitto degli Apostoli. Sicuramente non è il significato esplicito né recondito di questo percorso, ma ha certamente in sé un messaggio di pace che va oltre l'evento sportivo. Banale questa espressione? Forse sì, certo che se le religioni dividono, lo sport spesso unisce.
È quanto accadde nel lontano 1948 dopo l'attentato a Togliatti, quando le piazze comuniste erano pronte a insorgere con le armi. De Gasperi telefonò in Francia a Gino Bartali scongiurandolo di vincere la tappa del giorno dopo al Tour de France. Ginettaccio, non solo la vinse  e rasserenò gli animi, ma trionfò sugli Champs Elysees vincendo dopo 10 anni (primo nella storia) la sua seconda Grand Boucle.
Certo che Bartali era un predestinato al bene, cattolico fervente, utilizzò la bicicletta nei suoi allenamenti durante l'occupazione nazista per portare di nascosto documenti falsi in aiuto dei fuggitivi ebrei. Per questo nel 2013  è stato eletto  "Giusto tra le nazioni"  dal memoriale ufficiale israeliano delle vittime dell'Olocausto, elezione che avviene per i non-ebrei che hanno aiutato i perseguitati dalle fauci naziste. Queste le motivazioni per Bartali: "Un cattolico devoto, nel corso dell'occupazione tedesca in Italia ha fatto parte di una rete di salvataggio i cui leader sono stati il rabbino di Firenze Nathan Cassuto e l'arcivescovo della città cardinale Elia Angelo Dalla Costa". Pare che gli ebrei aiutati siano stati un migliaio. Pochi settimane fa gli è stata conferita la cittadinanza israeliana. E poi, con la vittoria dopo l'attentato a Togliatti, possiamo affermare che salvò l'Italia da una situazione molto critica.


Se volete documentarvi è in libreria un bel libretto, A colpi di pedale - La straordinaria storia di Gino Bartali di Paolo Reinieri  con le illustrazioni di Valentino Villanova (Editrice Ave). La prima parte è un fumetto a colori ben disegnato che illustra l'aiuto di Bartali agli ebrei. Il libro continua con il racconto della vittoria del 1948 al Tour, con tanto di telefonata di A. De Gasperi. Prosegue poi con la rivisitazione della vita e della carriera di Ginettaccio: famiglia, passione per la bicicletta, amore per la sua Adriana, vittorie, sconfitte e dualismo con Fausto Coppi. Cattolico nel cuore e nella vita, soprannominato Gino il pio, si era messo alla Prima Comunione la spilletta dell'Azione Cattolica e non l'aveva più tolta. A Parigi nel '48 non alzò il braccio in onore del Duce e appena rientrato in Italia si recò in visita privata dal Papa. Forse tutti non sanno che era terziario carmelitano. Gianni Brera l'aveva soprannominato con acredine Frate Cipolla (quello del Boccaccio) per poi ricredersi con grande affetto verso il Gino.
Nel beautiful '68 il Giro d'Italia lo vinse il grande Eddy Merckx il cannibale,  che in  quell'edizione vinse quattro tappe,  la  classifica a punti e quella del Gran Premio della montagna. In classifica generale si classificò con 5' davanti a Vittorio Adorni, compagno di squadra del belga, terzo Felice Gimondi con 9' di distacco. Merckx nel 1968 trionfò anche al  Giro di Sardegna, alla Roubeaix, al Romandia, nella tre Valli Varesine e in Catalogna. 


L'Italia fu circumnavigata dal Giro da nord a sud, ma nel beautiful '68 forse nessuno se ne accorse. Al contrario del '48, le piazze erano incandescenti e non bastò una grandissima vittoria ciclistica azzurra al mondiale di settembre a Imola a raffreddare gli animi. Merckx aveva vinto la gara iridata in volata nel 1967, e dopo le vittorie nella stagione del '68 era il favorito insieme a Gimondi, ma tutto fu travolto dalla fuga di Vittorio Adorni che s'involò arrivando con quasi 10' (massimo distacco in un mondiale) davanti a Van Springel, Dancelli, Bitossi, Taccone e Gimondi, cinque italiani nei primi sei.
Un'apoteosi azzurra, mentre pochi giorni prima i russi avevano invaso la Cecoslovacchia e a Venezia il Festival del cinema era stato duramente contestato.