lunedì 5 novembre 2018

Cristina Cassar Scalia - SABBIA NERA








Cristina Cassar Scalia
SABBIA NERA
Einaudi

Siamo a Catania dove l’Etna erutta e sparge fuliggine e sabbia nera, da qui il titolo. La protagonista è il vicequestore Giovanna Guarrasi, palermitana, che volutamente si è fatta trasferire a Catania nela sezione omicidi. È come tutti i pulotti triste, fumatrice con angosciosi ricordi alle spalle: il padre ucciso e il compagno magistrato sotto scorta.
In una villa d’epoca chiusa viene scoperto il cadavere mummificato di una donna. Nella stessa villa 56 anni prima il proprietario era stato ammazzato. In galera c’era finito il suo amministratore che si era sempre dichiarato innocente.
L’anziana moglie vive a Catania e fa parte del salotto buono della città.                       La nostra pulotta coinvolge il commissario di allora, ormai 83enne, che mal aveva digerito la colpevolezza dell’incarcerato.
Un’altra morte (ma non dico chi) accade sotto forma di suicidio. S’intreccia tutto con il primo omicidio.
Gradevole, ben costruito che ha già, nelle pagini finali, annunciato il proseguo.

lunedì 29 ottobre 2018

Gianni Simoni - LA CHIAVE RUBATA e altre storie





Gianni Simoni 
LA CHIAVE RUBATA 
e altre storie
TEA



Racconti brevi sempre con protagonisti l'ex giudice Petri e il commissario Grazia Bruni.

Una vicina di Petri gli confida che le hanno rubato un quadro di Fattori. Lei accusa il portiere, ma niente è come appare, anzi. Un plagio è una truffa.

Un omicidio di un anziano, una moglie molto più giovane che ha una relazione con il garzone. Un fucile e delle cartucce. E poi un suicidio. Ma anche in questo racconto niente è come appare.

Un vicino di casa, un ragioniere di banca, scompare misteriosamente. La moglie denuncia il fatto, pensa che sia scappato con la giovane e bella governante. Ma la verità è nascosta in cantina.

La figlia di un imprenditore viene rapita. Le indagini portano al gabbio il guardiano della villa che anni prima aveva perso un braccio sotto una pressa nella ditta del padrone.

Un borsellino viene rubato, lo trovano delle zingarelle, viene buttato in un cassonetto, lo trova una barbona che lo lascia per strada per vedere la reazione della gente. Lo raccatta Petri e ci trova un foglietto, è una lettera d'amore che preannuncia un colpo.
Petri indaga e scopre un direttore di banca truffaldino, un geometra galeotto, una povera cameriera innamorata.

venerdì 26 ottobre 2018

GUARDA CHE LUNA..... A MILANO






GUARDA  CHE  LUNA..... A  MILANO

giovedì 25 ottobre 2018

mercoledì 24 ottobre 2018

San Luigi Guanella

San Luigi Guanella 




Questa estate sono passato in Val Chiavenna dal paese di Campodolcino, anzi in una sua frazione, dove ha avuto i natali San Luigi Guanella.
Un paese sperduto e piccolissimo, ma da dove è nato un carisma che ha investito il mondo intero



Casa natale 











martedì 23 ottobre 2018

Storie - Gli Eroi del Messico




http://www.ilsussidiario.net


Cattolici e "disertori": gli eroi di Riley contro l'eccidio dei messicani


È in edicola il fumetto Gli Eroi del Messico della serie Storie (Sergio Bonelli Editore) che ripercorre le imprese di John Riley, irlandese, emigrato in America nel 1842, arruolatosi nell'esercito US Army, ma poi passato con un battaglione intero con i messicani nella impari lotta che vide l'esproprio del 50% delle terre a favore dell'America (New Mexico, Texas, California).
Facciamo un excursus storico.
L'Irlanda era sotto il dominio inglese, l'economia era contadina, ma le terre erano dei latifondisti inglesi affittate a prezzi salatissimi ai poveri irlandesi. In più i raccolti venivano esportati completamente. La popolazione viveva di patate, il paese era trattato come una colonia da sfruttare e la popolazione vessata. Molti cominciarono ad emigrare. Nel 1845 un microbo assalì il tubero infestando e facendo marcire le coltivazioni. Questa situazione si protrasse dal 1845 al 1850, detta la Grande Carestia ed anche la Grande Fame. Morirono 1.500.000 persone ed altrettante si imbarcarono per l'America, l'Australia, il Canada su delle navi-bare, poiché le persone erano ammalate, debilitate, con scabbia e colera e nel viaggio morirono in duecentomila. L'Inghilterra di fatto non fece nulla per aiutare l'Irlanda e quando si mosse con ricoveri, ospizi e mense da campo, dove veniva consegnata una zuppa calda, ormai era troppo tardi, la mortalità era divenuta altissima.
Migliaia di ragazze senza famiglia tra i 15 e i 18 anni vennero trasferite di forza in Australia dove gli inglesi avevano creato una colonia penale per sfruttare le risorse della grande isola. Avrebbero fatto le schiave, le sguattere e le mogli degli inglesi del loco. Istruttiva è la lettura de La Riva Fatale di Robert Hughes in cui si racconta storicamente la drammatica creazione del nuovo mondo.
John Riley emigrò in America appena prima della Grande Carestia.
Qui la situazione per gli emigranti non era rosea, la maggior parte si arruolò nell'esercito con la promessa di un pezzo di terra da coltivare al termine della leva. Il governo USA aveva mire espansionistiche sui territori del Messico e provocò una guerra.
Siamo nel 1846 e le truppe americane attaccarono il Messico con il sostegno dei volontari dei ranger del Texas e con marmaglie di carcerati liberati appositamente. Saccheggi, uccisioni di civili e bambini, stupri di donne, villaggi rasi al suolo: questa fu la guerra contro i messicani.



J. Riley era diventato tenente d'artiglieria e comandava un battaglione formato perlopiù da stranieri, irlandesi in maggioranza, spagnoli, francesi, tedeschi e qualche italiano.
Gli irlandesi erano presi di mira dai commilitoni nativi in America, non potevano parlare nel loro dialetto gaelico e venivano puniti per ogni mancanza lieve. Il fatto che fossero cattolici era un aggravante per le gerarchie dell'esercito che non ammettevano neppure che i soldati frequentassero le funzioni religiose e fraternizzassero con i messicani.
 J.Riley era stimato dalle truppe e dai suoi comandanti, ma dopo l'ennesimo barbaro eccidio contro la popolazione messicana, disertò con una parte del suo battaglione unendosi alle truppe del Mexico. Pian piano si unirono anche i soldati stranieri di fede cattolica. Nacque il Battalion San Patricio che con la sua artiglieria e la sua organizzazione militare sferrò duri colpi all'esercito americano. Molti altri disertori si unirono al battaglione che al suo apice ebbe 700 soldati. Riley fu nominato capitano e poi maggiore e la sua fama crebbe in ambedue gli eserciti. Quello messicano però era male in arnese, sia sotto l'aspetto armi che organizzazione, con generali e comandanti che pensavano più alla loro gloria che al paese. Avanziamo anche il fatto che il generalissimo Santa Ana fece di tutto per perdere le varie battaglie per trattare lui una resa con il governo americano e restare al comando del governo messicano e il destino del Messico è bello che deciso.
Il Battalion San Patricio si combatté da leoni nelle varie battaglie respingendo sovente l'US Army.  Il 20 agosto 1847 si ritrovarono in duecento a Churubusco, ultimo baluardo difensivo prima di Città del Mexico, e lì si dovettero arrendere senza più munizioni. Furono quasi tutti impiccati come disertori, tranne J.Riley che fu marchiato a fuoco sulla guancia con la D di disertore.
Questa è la vera storia del nostro eroe e del Battalion San Patrizio considerato un eroe in Messico.
Il fumetto Gli Eroi del Messico è certamente romanzato, ma non tradisce la verità storica della vicenda. 
Il disegnatore è un grande maestro del fumetto italiano, Renzo Calegari, noto in campo internazionale e grande disegnatore di Tex Willer e Mister No, nonché precedentemente creatore dei 75 fumetti di Storia del West.




lunedì 22 ottobre 2018

Alessandra Carnevali - Il giallo di Palazzo Corsetti





Alessandra Carnevali                                                                                                      Il giallo di palazzo Corsetti                                                                                           Newton Compton Editori

A Rivarosso, in Umbria, nella villa Corsetti si gira un reality musicale per una nuova tv nazionale. Si arriva alla serata finale e mentre il vincitore si siede sul trono, un riflettore gli casca sulla testa e lo uccide. Tutto in diretta tv.                                           Il commissario Adalgisa Calligaris arriva con i suoi uomini. Troupe, maestranze, invitati, vengono fermati. Dalle indagini si scopre che è stato un omicidio. Entra in scena una scalcagnata blogger che aiuta il ns. commissario. Ma muoiono uno dopo l’altro anche altri quattro concorrenti: un suicidio e tre omicidi. Tutti i morti avevano un passato in cui avevano abbandonato o fatto del male a dei bimbi.
Alla fine Adalgisa, oltre che risolvere i casi, si sposerà il suo bel magistrato.