lunedì 11 gennaio 2010

LETTERA DALLA TERRA SANTA


Il racconto di Samar: "Il coraggio di Saiwa davanti al giudice"


Betania, 10 gennaio 2010



Cari amici del Sussidiario,



un saluto e un ringraziamento per il vostro sostegno a Lazarus Home, a Saiwa e alle sue figlie. Vi scrivo appena tornata da Ramallah (capoluogo dei territori palestinesi autonomi in Cisgiordania, ndr) dove oggi si è tenuta una nuova udienza del processo contro Saiwa. Da cinque lunghi anni Saiwa è detenuta senza motivo. E' stata gettata nell'angolo di una prigione e lasciata lì: senza garanzie, senza prospettive o esiti. Il suo avvocato non ha fatto assolutamente nulla per lei. In Palestina, se un uomo uccide una donna, riacquista la libertà il mese stesso. Ma Saiwa (che ha ucciso suo marito dopo una vita di abusi, ndr) è una donna e solo per questo motivo la sua vicenda giudiziaria sta consumandosi in un tempo che sembra non aver fine.



Oggi Saiwa - per la prima volta - non ha pianto, non aveva gli occhi rossi. Ha parlato a voce alta e il giudice l'ha rimbeccata, dicendole di starsene calma. Ma lei non s'è persa d'animo e ha alzato ancora la voce. Ha protestato: «Questo processo va avanti da cinque anni e non approda a nulla. E io ho bisogno di tornare dalle mie figlie che mi stanno aspettando. Stanno diventando grandi senza di me e io soffro per questo».



Ho chiesto come sempre di poter parlare a Saiwa. Ci siamo date un grande abbraccio e le ho detto degli amici italiani che ci sono vicini e che ci sostengono. E questo ci sta dando vera speranza.



In Cristo, Samar





sabato 9 gennaio 2010

La Bellezza salverà il mondo


www.marilenaferrari-fmr.it


Ormai da alcuni giorni sui quotidiani nazionali vi è una pagina che pubblicizza una casa d'arte. Non voglio parlare del soggetto promotore, ma del fatto che ci vuol coraggio oggigiorno a proporre e stampare come propri questa headline che sintetizza il tema della campagna:

-Il futuro è nella bellezza
-Fare della bellezza il principio del fare
-Chi salva la bellezza salva il mondo
-La bellezza è mostrare Dio dentro ogni cosa

giovedì 7 gennaio 2010

Alda Merini (2 parte)


" Nella storia di Maria vergine ho visto un po' la mia storia, perchè quando ero adolescente mi hanno messo in manoquella grossa rivelazione che è la Poesia, che io ragazzina non potevo gestire ma della quale ho compreso tutto l'impegno futuro.
Sono rimasta una ragazza attraverso gli anni, una ragazza che poteva essere anche lapidata perchè non hanno mai capito il segreto della maternità poetica. Infatti Maria è stata ripudiata, come io senza ragione sono andata via dal mondo in un luogo dove ho visto l'orrore della croce. Però in mezzo a tanto orrore c'è una certezza, credo io, molto felice: la scelta di Dio.
Anche perchè la Poesia è anche una divinità che sceglie chi ama e qualche volta ti ripudia. Quando un poeta viene ripudiato nei propri versi si sente una cosa misera e non può che piangere. Ma non piangerà certo il poeta per il ripudio di un uomo, perchè gli uomini son tanti, mentre Dio è uno solo."

Alda Merini, Maria
(Acquaviva)

mercoledì 6 gennaio 2010

Da un libricino regalatomi da un amico

..." E neanche la donna si rende conto delle grandi forze che abitano in lei, ma l'uomo segretamente la invidia o forse la vuole solamente amare e qualche volta lo fa con tanta malagrazia che la donna si spaventa.
Parliamo di Maria, io ne ho parlato spesso di questa vergine adolescente che si vede comparire un mostro che è l'Angelo. E dice Rilke a proposito dell'Angelo: "Il Bello è l'inizio del tremendo". E la parte di questa ragazzina ètremenda: sa che non sarà mai la padrona del figlio ma che dovrà prestare il proprio corpo per la nascita del Messia. Il segreto della verginità di Maria è proprio questo: portatrice del grosso evento del cristianesimo. sarà madre e fanciulla a un tempo e dovrà educare suo figlio non secondo la volontà sua ma secondo la volontà divina.".... (continua)

Alda Merini, Maria
(Acquaviva)

lunedì 4 gennaio 2010

Omaggio a Albert Camus

"Non è a forza di scrupoli che un uomo diventerà grande.
La grandezza arriva, a Dio piacendo, come una bella giornata." (Taccuini)

domenica 3 gennaio 2010

l'Angelus di Benedetto XVI : «Il futuro è nelle mani di Dio, non di maghi e economisti»

Domenica, 4 gennaio 2010

«La nostra speranza è in Dio, non solo creatore ma anche padre». «L'anno nuovo sarà "buono" nella misura in cui ciascuno permetterà liberamente al divino di compiersi»

ROMA - «La vera ragione di speranza dell'umanità» è fondata sul fatto che «la storia è "abitata" dalla Sapienza di Dio». Benedetto XVI lo ha ricordato questa mattina all'Angelus mettendo in guardia i fedeli dagli «improbabili pronostici» dei maghi e degli oroscopi ma invitandoli anche a non lasciarsi impressionare dalle «previsioni economiche, pur importanti».

«SPERANZA IN DIO, NON GENERICO FATALISMO» - «I problemi - ha detto - non mancano, nella Chiesa e nel mondo, come pure nella vita quotidiana delle famiglie. Ma, grazie a Dio, la nostra speranza è in Dio, non nel senso di una generica religiosità, o di un fatalismo ammantato di fede. Noi confidiamo nel Dio che in Gesù Cristo ha rivelato in modo compiuto e definitivo la sua volontà di stare con l'uomo, di condividere la sua storia, per guidarci tutti al suo Regno di amore e di vita. E questa grande speranza anima e talvolta corregge le nostre speranze umane».

«IL DIVINO SI COMPIE CON LA NOSTRA LIBERA COLLABORAZIONE» - Nella visione cristiana, basata sul Vangelo e sulla Sacra Scrittura, «Dio è non soltanto creatore dell'universo, aspetto comune anche ad altre religioni, ma Padre, che ci ha scelti prima della creazione del mondo predestinandoci ad essere per lui figli adottivi e così la Legge di Dio si è fatta testimonianza vivente, scritta nel cuore di un uomo in cui, per l'azione dello Spirito Santo, è presente corporalmente tutta la pienezza della divinità». «E tuttavia - per Papa Ratzinger - il disegno divino non si compie automaticamente, perchè è un progetto d'amore, e l'amore genera libertà e chiede libertà».

« SE L'ANNO SARÀ "BUONO" DIPENDE DA CIASCUNO DI NOI» - «Il Regno di Dio - ha spiegato - viene certamente, anzi, è già presente nella storia e, grazie alla venuta di Cristo, ha già vinto la forza negativa del maligno. Ma ogni uomo e donna è responsabile di accoglierlo nella propria vita, giorno per giorno. Perciò, anche il 2010 sarà più o meno "buono" nella misura in cui ciascuno, secondo le proprie responsabilità, saprà collaborare con la grazia di Dio». «Rivolgiamoci dunque - ha esortato i circa 50 mila fedeli presenti in piazza San Pietro - alla Vergine Maria, per imparare da Lei questo atteggiamento spirituale. Il Figlio di Dio ha preso carne da Lei non senza il suo consenso». «Ogni volta che il Signore vuole fare un passo avanti, insieme con noi, verso la 'terra promessa", bussa prima - ha concluso il Pontefice - al nostro cuore, attende, per così dire, il nostro »sì«, nelle piccole come nelle grandi scelte. Ci aiuti Maria ad accogliere sempre la volontà di Dio, con umiltà e coraggio, perchè anche le prove e le sofferenze della vita cooperino ad affrettare la venuta del suo Regno di giustizia e di pace».

da www.corriere.it

sabato 2 gennaio 2010

Libro - Il tailleur grigio. - di Andrea Camilleri (Mondadori)

Personalmente penso che Camilleri voglia essere il Simenon nostrano, un pò lo copia: Montalbano ha qualche similitudine di Maigret e l’autore siciliano sforna una mole poderosa di pubblicazioni annuali un pò come lo scrittore belga che terminava il suo commissario in tre giorni.
Questo romanzo ha preso qualcosa da Le Campane di Bicetreux, ha in comune la moglie, l’ospedale, la carriera ed i pensieri del protagonista.
Lui è un direttore centrale di banca che dopo quarantanni di lavoro si trova in pensione, lei, sua una moglie ha venticinque anni di meno e lo tradisce da tempo.
Lui lo sà, e si ritrova sulla scrivania tre lettere anonime che parlano di ciò.
É il momento di fare i conti con la propria vita.
Improvvisamente si ammala e viene operato. La moglie lo assiste fedelmente.
Si domanda se forse l’abbia sempre giudicata male. C’è poi il finale abbastanza scontato. E il tailleur grigio cosa c’entra? Era il vestito che la moglie indossava per la morte del primo marito.

Scritto in una maniera sublime, in dialetto siciliano capibile anche ai nordisti, mi ha però deluso per la visione pessimistica del protagonista. Lascia un amaro, una sfiducia e una non speranza.