giovedì 5 maggio 2011

Book da leggere


L’impiccato di Saint Pholien
di Georges Simenon
Adelphi

Maigret, sostituisce la valigia ad un personaggio apparentemente strano con una identica in cui c’è un vestito da uomo imbrattato di sangue. L’uomo quando apre la valigia e vede che c’è solo carta si suicida. A vedere il morto, nella camera ardente, arriva un facoltoso rappresentante di commercio. La stessa persona il commissario la ritrova a Brema in casa di un direttore di banca con cui il suicida aveva parlato nei giorni precedenti il suicidio. C’è anche un fotoincisore di Liegi. I tre fanno parte di un gruppo che dieci anni orsono studiava Liegi e che viveva gli stessi ideali politici e culturali.
Maigret scava nell’intimo degli uomini, nelle pieghe del male senza giudicare, conscio che tutti possono sbagliare.

lunedì 2 maggio 2011

Beatificazione Giovanni Paolo II




Beato Giovanni Paolo II


1 maggio 2011
Beatificazione di Papa Giovanni Paolo II.

Diverse cose mi hanno colpito a Roma. Le più importanti sono queste due:
1- La gioia del Papa dopo l’annuncio della beatificazione di GP II.
Aveva gli occhi ed il viso che gli brillavano mentre guardava il popolo in festa.
2- Il viso della suora miracolata che portava l’ampolla con la reliquia ed il sangue stesso del beato.

Aggiungo anche:
I polacchi in giro per la città con bandiere a non finire.
L’enormità di gente di tutte le razze.
Finalmente i preti con la veste lunga

martedì 26 aprile 2011

il Papa e le domande sulla vita. da SENZA COPIONE di M. Gramellini - La Stampa - (vai al sito)



Leggete questo scritto apparso su La Stampa nella rubrica quotidiana di Massimo Gramellini.
Finalmente un giornalista che parla delle domande ultime della via.


SENZA COPIONE
Chiunque preferisca gli umili agli infallibili sarà rimasto colpito dal dialogo televisivo fra il Papa e la bimba giapponese che gli chiedeva conto del terremoto. «Perché i bambini devono avere tanta tristezza?», domandava la piccola, dando fiato a un tarlo che non trova risposte nella ragione, ma solo in quella che le Chiese chiamano fede e gli psicanalisti junghiani intuizione. Il Papa avrebbe potuto rispondere come quel cattolico saputello e fanatico del Cnr, che a proposito dello tsunami aveva tirato in ballo il castigo di Dio. Invece se n’è uscito con un’ammissione di impotenza dotata di straordinaria potenza: «Non abbiamo le risposte.
Però un giorno potremo capire tutto». Per il niente che vale, la penso (anzi, la sento) come lui. Mi sono sempre immaginato la vita come un film di Woody Allen, dove gli attori recitano le scene senza che il regista mostri loro l’intero copione. Solo al termine delle riprese vengono ammessi in sala montaggio e finalmente comprendono il motivo per cui si erano baciati o presi a schiaffi.

Per tutta la vita ci sentiamo sballottare da eventi che non afferriamo e siamo pervasi da un senso di inadeguatezza, come se ogni cosa sfuggisse al nostro controllo e il cinismo rappresentasse l’unico antidoto allo smarrimento. Ma appena diamo tregua al cervello e inneschiamo il cuore, sentiamo che tutto ciò che d’incomprensibile ci succede contiene un significato. E il fatto di trovarci al buio non significa che la stanza sia vuota, ma solo che bisogna aspettare che si accenda la luce.

giovedì 21 aprile 2011

Book da leggere




Lettere sul dolore
Emmanuel Mounier
Bur


“…non resta che la sofferenza per riconciliarsi con le cose.”


“Occorre soffrire perché la verità non si cristallizzi in dottrina, ma nasca dalla carne.”

“L’angoscia, talvolta, si serve di noi: te l’ho detto. Ci son dei momenti in cui anche i santi, improvvisamente dubitano di tutto: del loro amore e di Dio. Nessuna luce ci può essere data senza questa notte. Il Cristo ha sperimentato in una notte di angosce e di dubbi (-Padre, Padre, perché mi hai abbandonato?-) tutte le nostre notti oscure”


Sono alcuni frammenti di queste bellissime lettere scritte da Mounier. Il tema è il dolore, il senso di esso. La sua primogenita Francoise, malata, è considerata da lui e sua moglie segno del dolore patito da Cristo per noi uomini e per la nostra salvezza, in cui il misterioso dolore umano trova una risposta, un senso.

domenica 17 aprile 2011

Book da leggere


Il cavallante della Providence
di Georges Simenon
Adelphi


Una donna elegante viene trovata strangolata nella stalla dei cavalli presso una chiusa vicino a Parigi. È la moglie di un colonnello inglese in pensione che con il suo yacht è in villeggiatura sui fiumi francesi. La donna era scomparsa la sera prima dopo una festa sulla barca.
Alcuni indizi portano Maigret ad investigare sulle persone e sulle chiatte che la notte prima erano ancorate vicine allo yacht.
La mattina seguente viene ripescato un cadavere, è il segretario del colonnello.
Maigret aveva scoperto che era l’amante segreto della donna strangolata e trova, vicino alla stalla dei cavalli, alcuni indizi che portano a lui e al marinaio russo dello yacht.
Il commissario non è convinto di nulla. Inforca una bici e …..

Chi sia il colpevole lo si immagina man mano che il libro scorre, anche se il movente viene svelato solo alla fine.
Questo è la seconda avventura scritta da Simenon con protagonista il commissario, già delineato nel suo carattere e personalità.

venerdì 15 aprile 2011

Teatro - Dante e le stelle (vai al sito)


Dante e le stelle
VERGINE MADRE
di e con Lucilla Giagnoni

Una sera a teatro per vedere la rappresentazione di alcune tappe di un pellegrinaggio nel mezzo del cammin di nostra vita: il Viaggio, l’Uomo (Ulisse), la Donna (Francesca), il Padre (Ugolino), la Bambina (Piccarda), la Madre (Maria).
L’autrice ed interprete ha alternato i canti della Divina Commedia a monologhi che sono il suo personale percorso nel cammino della vita.
L’opera di Dante, le era stata regalata in libricino quando l’attrice era piccina dalla nonna Bianca che, nonostante fosse una pastorella, lo aveva assimilato e recitava i versi a memoria tramandandolo ai nipoti.
È la parola Desiderio che tiene vivo il cuore dell’uomo e che trova riscontro nei canti della Divina Commedia.

Bellissima l’interpretazione e la voce di Lucilla che si esprime al massimo nel canto del Conte Ugolino.

Il culmine è stato poi la proclamazione del XXXIII canto del Paradiso.

Un consiglio di cuore, spassionato, se potete, andate a vedere lo spettacolo.