martedì 5 luglio 2011

Film per l'estate

Ecco una serie di film per rilassarsi, ma anche per pensare. Niente di pesante, solo qualche spunto.



In missione per conto di Dio.



Tutti i Don Camilllo e Peppone. Per adulti e piccini. Un insegnamento per vivere la vita nella società odierna.



Il sacrificio.



Il dolore nella vita.



Tutti i Bourne. Alla ricerca di sè stesso.



Diventar semplici come bambini.



Solo un imprevisto ci può cambiare la vita.




Un western mitico.

domenica 3 luglio 2011

Graffiti




La passione spesso diventa pericolosa. può far bruciare il cuore.

Il rimedio c'è, mettersi vicino ad un idrante come nella foto.

giovedì 30 giugno 2011

La Réclame

Finalmente uno spot di comicità vera per Aldo Giovanni e Giacomo. Il brand Wind è ormai straconosciuto, ma la comicità dei tre si era appannata negli spot precedenti. Aldo che raccatta il lingotto e poi butta via la Gioconda, Giovanni e Giacomo che arano la sabbia con un pettine gigante, la collana di perle che non è altro che la catena del tappo che tirata dai tre svuota il mare. comicità estiva, che si adatta a pennello al trio.


lunedì 27 giugno 2011

Book da leggere

Tex Willer
Il romanzo della mia vita
Mondadori

Non potevo di certo perdermelo. Guardate il servizio video che è sicuramente esauriente (tratto da TI RACCONTO UN LIBRO - Iris Mediaset)


Book da leggere


Georges Simenon
Il defunto signor Gallet
Adelphi

Alla periferia di Parigi viene trovato ucciso in una stanza d’albergo il sig. Gallet. Alcuni giorni dopo, Maigret si reca dalla moglie del defunto che è incredula: ha una cartolina spedita dal marito con una data successiva alla sua morte.
Il sig. Gallet era rappresentante di commercio e per circa tre settimane al mese era in viaggio. La moglie riconosce il corpo del marito.
Alcuni misteri avvolgono la morte del sig. Gallet: era in albergo sotto falso nome, aveva metà viso tumefatto da un colpo d’arma da fuoco ed una ferita mortale sul petto.
Mistero, mistero…. Ma chi era il defunto? E chi lo ha ucciso?
Da leggere, un giallo scorrevole con un Maigret molto attento ai ricontri.

giovedì 23 giugno 2011

TV/ Rai, Mediaset e Sky: chi sta vincendo la sfida del digitale terrestre? (leggi tutto l'articolo su www.ilsussidiario.net)


TV/ Rai, Mediaset e Sky: chi sta vincendo la sfida del digitale terrestre?

Aldous Huxley, nel libro “Il Mondo Nuovo” del 1932, profetizzava un futuro in cui la gente sarebbe stata felice di essere oppressa e avrebbe adorato la tecnologia che libera dalla fatica di pensare. E così tra web, tv e telefonini, la sua profezia si è avverata.

Ma veniamo alla tv. Un passo indietro e sembra di tornare nella preistoria. Nel 2006l’allora ministro delle comunicazioni Paolo Gentiloni (Margherita) varò una legge che prevedeva il passaggio di una rete Rai e di Rete 4 sul digitale (leggasi satellite). Emilio Fede già veniva dato per desaparecido, ma con il nuovo governo berlusconiano tutto cambiò. Tutti i canali pian piano sono finiti sul digitale, ma terrestre (Dtt).

L’offerta per il telespettatore si è allargata notevolmente, i canali tv ora sono un’infinità. Abbiamo sempre l’asse delle corazzate generaliste (Rai 1, Rai 2, Rai 3, Canale 5, Italia 1 e Rete 4), a cui hanno aggiunto i propri canali free (Rai 4, Rai 5, Rai Movie, Rai Premium, Rai YoYo, Rai Gulp, Mediaset Extra, Iris, Boing, La5), la pay-tv di Mediaset Premium e le tv locali.

Da qui in poi porremo a tema quattro parole: ascolti, pubblicità, contenuti, qualità. Le tv generaliste la fanno ancora da padrone per quanto riguarda gli ascolti: nella fascia prime time hanno in totale il 76% di share, le tv free un 8%, Premium e le locali il 7%, il satellitare Sky un totale dell’8%. Sono stato molto sintetico nei dati perché il punto per quanto riguarda i canali free del digitale terrestre (escludendo perciò le tv generaliste) è che il passaggio alla nuova tecnologia ha molto frammentato gli ascolti. Questo si sapeva in partenza, ma l’obbiettivo era ed è quello di trovare un pubblico di nicchia.

Diciamolo: la tv generalista ormai è logora, la Rai vince su Mediaset, ma entrambi perdono ascolti che si riversano non esclusivamente sulle nuove tv free. I giovani ormai usano internet come tv, guardando nel web i programmi o le porzioni che a loro interessano. Senza contare tutti i prodotti fotocopia dei due network. In più, la Rai ormai è scaduta nell’obbiettivo di essere servizio pubblico, e sicuramente sarebbe meglio privatizzarla (ma questo sarebbe un discorso lungo).

Perdendo ascolti si perde anche pubblicità che può essere recuperata allargando l’offerta con i canali tematici. Filosofia giusta, ma che per ora non ha dato i riscontri in soldoni: a Mediaset pare che la raccolta per i canali free e Premium sia molto faticosa.

Ho lasciato La7 a parte. La rete con Mentana è andata nel Tg sera al 10%. La qualità paga, “mitraglietta” è il migliore sia come capacità ed esperienza, ma anche nel formulare una scaletta del telegiornale fuori dagli schemi classici di Tg1 e Tg5. Arriverà SantOro? Probabile. Saviano? Pure. La Gabbanelli con Report? Fuori luogo. La rete crescerà? È un’incognita, ci vogliono euro pesanti. Potrebbe arrivare De Benedetti con i soldi del lodo Mondadori? Chissà chi lo sa…

Continua...

lunedì 20 giugno 2011

Book da leggere


Martin Cruz Smith
Le tre stazioni
Mondadori


Siamo giunti al settimo libro con protagonista l’ispettore Arkady Renko. Dopo trent’anni dal successo di Gorky Park, continua la vita disillusa e depressa del protagonista. Non c’è speranza in Renko, anche se ha ancora un desiderio di giustizia che si scontra contro il sistema di potere attuale. L’ispettore in questi sette libri è passato dal regime comunista sovietico, al crollo del muro di Berlino, da Cuba a Chernobyl agli oligarchi attuali.
A dirla tutta gli ultimi tre romanzi non reggono il confronto con i primi due, sia dal punto di vista narrativo che della storia.
Ne Le tre stazioni, ad una quindicenne viene rapita la figlia neonata, mentre viene ritrovata una ragazza uccisa. Le storie si intrecciano e Renko cerca la verità. Il finale è un po’ troppo sbrigativo ed approssimativo.
Il protagonista sembra avviato al declino.
Per chi vuole collezionare le storie dell’ispettore inviso alle gerarchie.