giovedì 2 febbraio 2012

TV/ Dal caso di Avetrana alla Concordia, quella ricerca ossessiva del dramma umano (www.ilsussidiario.net)



La notizia mediatica di gennaio 2012 è stato il dramma della Costa Concordia davanti all’isola del Giglio.
Quando il fatto è accaduto l’unica tv che ha interrotto i programmi per darne la notizia è stata La7. Complimenti.
La Rai ha dormito, il servizio pubblico è ormai un optional che si occupa solo di far sentire tutti i partiti (leggi par condicio) nei servizi dei telegiornali.
Mediaset non s’è posta il problema, già la pubblicità scarseggia e se poi interrompono i programmi e non la mandano, è finita.
Ma dopo la partenza dai box e non dalla pitlane, i due network sono andati alla riscossa con le loro armate.
Come si è visto in questi anni, le tragedie accrescono l’audience.
Mi sembra di essere tornato ai primi anni ‘70, quando in edicola il settimanale Cronaca Vera pian piano si impose ai lettori vendendo 550.000 copie. Un successone,una rivista che affrontava i casi di nera sin nei particolari più infinitesimali, privati, sessuali ad uso e consumo di un pubblico popolare.
Adesso la tv ha fatto suo e camuffato l’originale master cartaceo, portandolo anche alle masse più acculturate. Non che il livello culturale sia cresciuto dagli anni ’70 ad oggi, anzi, con la sua presenza e continua invadenza la tv ha condizionato in maniera massiccia l’imbarbarimento attuale.
Se il dramma di Vermicino nel 1981 è stato il punto di partenza che ci ha catapultati direttamente in maniera scioccante in una realtà drammatica, oggi questa realtà fatta di omicidi, morti, disastri è diventata la tv quotidiana che fa leva sui drammi umani, sulle emozioni, sui dolori, sugli sgomenti e i pianti.
Audience e null’altro: e gli ascolti ripagano questo ……
Novi Ligure, Cogne, Garlasco, Avetrana, Ascoli Piceno, i bambini uccisi, il terremoto a L’Aquila, l’alluvione a Genova, etc.
Drammi di uomini, donne, bimbi, famiglie, che la tv ha reso spettacolo. Con l’ultima cronista sfigata con telecamera annessa che cerca uno scoop intervistando al citofono i parenti delle vittime oppure pone domande aberranti al ragazzino che ha visto la madre morire nell’alluvione. Non c’è mai limite al peggio e allo show, basta pensare a Vespa con il suo primo modellino di Cogne e con l’ultimo della Concordia.
Basta ricordare il salotti di esperti che lautamente gettonati affollano Porta a Porta, Chi l’ha Visto?, Matrix, Quarto Grado, etc.
Psicologi, psichiatri, criminologi/e, esperti scientifici, ex RIS, giornalisti, editorialisti, politici. Tutti che chiacchierano e cercano le prove, le ragioni, i colpevoli.
Perché dove c’è una morte c’è un colpevole e ci vuole un giudice che scorpori, analizzi, dettagli e giudichi.
E questa è la tv.

Meglio leggere un’inchiesta del commissario Maigret, che alla domanda di cosa pensasse del caso, rispondeva: Non penso nulla (da leggersi: Non giudico niente).

domenica 29 gennaio 2012

TV/ Dal Grande Fratello 12 all’Isola, il reality è logoro. E mancano idee... (vai a www.ilsussidiario.net)



È un po’ che non scrivo di televisione, anche se a malincuore continuo a guardarla.
La crisi mondiale si fa sentire ovunque, sia negli ascolti che negli investimenti pubblicitari. Le previsioni dei primi tre mesi dell’anno parlano di un calo del 10% di pubblicità.
A dire il vero perché investire su programmi triti e ritriti oppure perdenti in partenza?
Perseverare è diabolico, basta vedere il macroscopico errore compiuto da Italia 1 con la scelta di mandare in onda il nuovo show di Chiambretti in prima serata. Un inaspettato 5%. Se peccare è umano, e lo si era visto con Signorini nel prime time di Canale 5, la collocazione di Muzik Show è stata incomprensibile.
Il Grande Fratello è logoro, e dopo la batosta avuta da Fiorello sta pian piano risalendo e l’ultima puntata è arrivata al 19,41% di share mentre la sua media è del 17,4%. Forse è l’ora di chiuderlo.
La Rai invece ha deciso di riproporre L’Isola dei famosi, anzi dei ripetenti, e ci punta moltissimo. La prima puntata ha realizzato il 13,44 % con 3.300.000, ma vi era Inter-Napoli su Rai 1 che ha superato il 22%, Chi l’ha Visto sopra il 13% e su Canale 5 Il Tredicesimo apostolo che ha strappato più del 16%. Tutto sommato ai naufraghi (che dopo il dramma dell’Isola del Giglio non verranno più chiamati così) non è poi andata male. Anche qui, secondo me, non si faranno ascolti straordinari, ma la Rai spera in risultati dignitosi per coprire gli investimenti fatti sulla riproposizione dei vip ribolliti. Questi reality ormai hanno fatto il loro tempo.
Stando sempre nel settore intrattenimento, Zelig dopo vent’anni fa sorridere ancora e supera il 21% di share. La contro programmazione di Rai Uno al venerdì ha in onda Attenti a quei due di Paola Perego e sempre con ospiti illustri, si attesta tra il 19/20 %. I telespettatori al venerdì, dopo una settimana di faticoso lavoro, si sdraiano sul divano per farsi due risate e dimenticare i problemi che li attanagliano.

Il Re Mida di Mediaset, Maria De Filippi, dopo aver spadroneggiato con C’è posta per Te nel 2011, sta vincendo la sfida del sabato sera: Italia’s Got Talent ha superato il 26% contro meno del 20% di Ballando con le Stelle della Carlucci. Dopo il venerdì c’è il sabato sera dove continuare a distrarsi.

Si conferma brillantemente Le Iene Show. La prima puntata ha quasi raggiunto il 15% con 3.400.000 teste. Brignano e Gassman non fanno rimpiangere Luca e Paolo.

A parte questi programmi (alcuni scarsi di sua), il mondo dell’intrattenimento leggero non offre più di tanto. Lo dico da tempo, mancano le idee, non si produce, indi non si raccolgono euri dalla pubblicità. Ed il pubblico si accontenta di quello che c’è.

La musica cambia un po’ per quanto riguarda l’informazione giornalistica.

La notizia del mese è stata il naufragio della Costa Concordia davanti all’isola del Giglio. Una manna per le tv e i giornali, anche se nessuna delle tv generaliste (tranne La7) ha interrotto le trasmissioni per darne la notizia. Il famoso servizio pubblico (per cui si paga il canone) ormai di fatto non esiste più. Dal giorno dopo però le tv si sono scatenate.
Porta a porta, Chi l’ha visto, Matrix, Quarto Grado, tutti i telegiornali e i canali tematici di news come Tgcom 24 e Sky tg24.
Vespa ci ha tratto anche una prima serata. I modellini e gli ospiti sono più o meno quelli di sempre. Il più sfortunato è stato il programma di Rete 4 arrivato a quasi una settimana dal fatto, ma che si è portato a casa un buon 12,03% con 3 milioni di teste. Il picciotto Salvo sottile si sta guadagnando la pagnotta.

Risulta lampante che le tv generaliste fanno dell’informazione catastrofista e di cronaca nera, esagerando anche, un arroccamento su cui contare e campare nei tempi di magra.

Ballarò non ha voluto parlare del dramma della Costa, ma invece dei problemi economici che attanagliano l’Italia realizzando quasi un buon 17% di share.
Anche Riccardo Iacona con le sue inchieste di Presa Diretta su Rai3, l’ultima con a tema l’immondizia, si è portato a casa 2 milioni e 500 teste con quasi il 10%. Direi che i due programmi sono ormai autorevoli e spezzo una lancia per loro.
Segnalo inoltre i reportage di Storie di Confine, Rete 4 al venerdì in seconda serata ed in replica alla domenica mattina. Sono a cura di Mimmo Lombezzi e della brava Stella Pende. Reportage in giro per il mondo dove non si cazzeggia ma si parla di situazioni difficili come la libertà dei cristiani.
A breve partirà il Festival di Sanremo e già sono partite le polemiche sulla partecipazione ed il cachet di Adriano Celentano. Ma questo fa parte dei giochi.

Mediaset nel periodo sanremese starà tranquilla per poi partire con Scherzi a Parte, una fiction sui casalesi ed a marzo con quattro serate con Panariello.

venerdì 27 gennaio 2012

Soldi e tv



Il governo Monti ci fa stringere la cinghia. Non voglio tediare nessuno sul momento di crisi che attraversiamo con analisi o piagnistei.
Mi faccio però una domanda sul mondo della televisione.
Come mai gli emolumenti degli artisti televisivi sono così alti?
Fiorello 300 mila euro a puntata come conduttore.
Celentano 300 mila a puntata come ospite a Sanremo..
Rivera 400 mila euro (meno dice lui) come concorrente a Ballando con le Stelle.
Bonolis 100 mila euro per una ospitata ad Attenti a quei due.
Per non palare del contratto che aveva Sant’Oro, e via dicendo.
Questo per quanto riguarda la Rai, che il popolo sovvenziona pagando l’iniqua tassa di proprietà del televisore. Presumo però che a Mediaset i vip non incassino meno, ma almeno lì l’azienda è privata.

Penso che anche gli artisti dovrebbero essere messi in condizione di dare una mano alla nostra misera economia. La Rai, essendo tra l’altro sevizio pubblico, dovrebbe dare l’esempio per prima, imponendo una riduzione degli ingaggi. Questo però vale anche per Mediaset, visto che il mercato televisivo è stato a suo tempo drogato dal Cavaliere.

lunedì 23 gennaio 2012

Book da leggere: PAURA di Stefan Zweig

Di un libro di Zweig, Momenti Fatali, ho parlato a settembre 2011. Un buon libro che ripercorre il corso della storia attraverso alcune miniature. Per via di fatti, persone e inezie, alcune importanti vicende storiche hanno preso una piega inimmaginabile.

Questo invece è un romanzo semplice che parla delle conseguenze di un tradimento. Ripercussioni psicologiche e umane, la paura in primis, che portano la protagonista a porsi domande sulla propria esistenza. La paura s’impone sempre per qualcosa che conosciamo e che non vogliamo perdere. Ma da soli non se ne esce. In questo romanzo solo il perdono può far riscattare tutto. Ma non ci si può perdonare da sé, bisogna avere il coraggio e la libertà di chiederlo a un altro, a chi ti ama. Solo quando si è accolti e perdonati dall’amato, si riesce poi ad avere pietà dei propri errori.





Stefan Zweig
Paura
Adelphi


Irene è una donna borghese che tradisce il marito, noto avvocato, con un giovane pianista.
Si concede all’amante per noia, non per desiderio.
Un giorno una donna si presenta come la fidanzata tradita del giovane ed inizia a ricattarla.
La sua vita diventa un incubo, ha paura di essere scoperta, ma gli si apre un altro mondo e pensa:

“ Era come se fino a quel momento lei avesse proceduto nella vita solo a tentoni, in uno stato d’animo crepuscolare, con gli occhi semichiusi, mentre ora all’improvviso ogni cosa brillava dall’interno, terribilmente bella in tanta chiarezza. Lì davanti a lei, a portata di mano, vi erano oggetti e realtà di cui non si era mai occupata e in merito dei quali capiva adesso che rappresentavano la sua vita vera; altri, invece, che prima le sembravano importanti, si volatilizzavano. ”

Ma quando Irene viene ancora ricattata altre volte, questa illuminazione non basta, la paura l’assale, l’insonnia diventa perenne, anche se le affiora una domanda:

“ E per quella unica sua colpa doveva andare distrutta l’intera grandezza e bellezza che ora, per la prima volta, lei si sentiva capace di comprendere? ”


Il marito sembra più cupo, lei non si sbottona, il tunnel della disperazione è senza fine e decide di togliersi la vita. Qui accade un colpo di scena che vale la pena di non svelare. Leggete quindi il libro.

giovedì 19 gennaio 2012

La Réclame




Un’altra bella avventura del trio Aldo, Giovanni e Giacomo.
Dopo i parrucchieri, gli estetisti, e l'estivo ed esilarante spot da spiaggia con relativo svuotamento del mare, eccoci in una improbabile lavanderia dove Aldo utilizza due ferri da stiro e Giovanni usa il badile per caricare la lavatrice. Entra uno sprovveduto Giacomo per smacchiare il piumino che indossa. Visto l’offerta All inclusive è costretto a restare in mutande. La giacca a vento lavata esplode con tanto di piume d’oca che si espandono per tuto il negozio.
Come per gli altri spot, il prodotto reclamizzato passa attraverso la gag del trio.
E questo è sicuramente un bene. Spot surreale ma comico con semplici e buone trovate, il badile oppure Giovanni che frusta Aldo per centrifugare la lavatrice. I loro volti e le loro buffe espressioni esprimono il meglio. Bravi AGG, gli ultimi spot sono una comicità da cinema muto, stile Stanlio e Ollio.

domenica 15 gennaio 2012

Book da leggere




Il giorno del giudizio
Lucio Brunelli – Alver Metalli
Fazi Editore


Un aereo precipita sulla Cappella Sistina durante il Conclave per eleggere il nuovo Papa.
Si adombra un nuovo 11 settembre.
L’unico sopravvissuto è il cardinale cinese. Al Conclave sono però assenti il cardinale della Colombia perché rapito dalle FARC e quello filippino in pessime condizioni di salute. Arriveranno comunque a Roma perché la cristianità non può restare senza Padre. Il cardinale filippino morirà prima che si possa svolgere l’elezione. La profezia di Malachia si sta per avverare? Ci sarà un colpetto di scena. Intanto la storia s’intreccia con la vita di Sandra, che con la madre ha una sartoria per gli alti prelati; con il suo ex fidanzato; con il dott. Romeo, capo della squadra antiterrorismo del Quirinale e con una guardia svizzera.
Un thriller che ha degli spunti buoni, qualche buon colpo di scena, ma sostanzialmente tutto resta in superficie, i personaggi non sono sviluppati, ed il finale …… l’ ho azzeccato appena avuto il quadro generale. Un libro estivo, da leggere sotto l’ombrellone.

giovedì 12 gennaio 2012

Book da leggere


Stefano Bartezzaghi
Non se ne può più
Il libro dei tormentoni
Mondadori


L’autore ha un’allergia alle espressioni e tormentoni che spesso intercalano il nostro parlare.
Bartezzaghi è La Settimana Enigmistica. Lui vive, si mantiene, campa e guadagna con le parole e le frasi.

Senza se e senza ma.
Numero uno!
Essere sotto pressione.
È uno tsunami.
Sei bello ma non sei trasparente.
Prossimamente su questi schermi.
Mi domando e dico.
Tu m’insegni….
Di più.
E vai.
Alzi la mano chi.
Niente.
Di qua e li là.
Domanda da un milione di dollari.


Quando sento mia moglie terminare le frasi con: …e niente…, mi stizzisco, ma poi poco dopo lo dico anch’io.
Possiamo sforzarci di lasciar fuori i modi comuni di dire, ma ciò lascia il tempo che trova. Siamo uomini, non computer, non abbiamo il controllo ortografico, siamo umani, parliamo come mangiamo.

E come dicono le Sacre Scritture: Verremo giudicati per le parole che abbiamo detto.

Non certo per i tormentoni.