Visitando la mostra OLTRE LO SGUARDO con le foto di STEVE McCURRY, mi ha colpito questa foto. Sembra un presepe.
martedì 3 marzo 2015
venerdì 27 febbraio 2015
Taken 3
Taken 3
Continua la saga scritta e prodotta da Luc Besson. Certo
che questo TAKEN 3 - L'Ora della Verità non ha molto di originale. Il
"buon" pensionato Liam Neeson viene accusato dell'uccisione della ex
moglie. Scappa per non farsi arrestare e per cercare i veri colpevoli. Sulle
sue tracce, FBI con il detective Whitaker e i cattivoni russi. La trama fa il
verso a IL FUGGITIVO e le azioni in autoscontro, con la giovane che deve
far pratica di guida, sono in stile
TAXXI, sempre di Besson.
Bang bang, pum pum, botte da orbi. Neeson le prende, le
dà, senza fare sconti a nessuno. Alla fine i malavitosi russi fanno la figura
degli idioti come in JOHN WICK e in EQUALIZER.
Probabilmente gli americani si stanno allenando in
patria per andare a combattere i russi in Ucraina.
martedì 24 febbraio 2015
THE EQUALIZER
THE EQUALIZER
Mai
aizzare il can che dorme. Il regista Antoine Fuqua dirige nuovamente
Denzel
Washington
|
La
ragazza viene massacrata dai papponi e va in coma.
E
così Denzel/Robert diventa il vendicatore che si mette contro la mafia russa.
Si scopre che un tempo era una macchina da guerra della CIA, abbandonata per
amore della moglie, morta poi di malattia. Ma il know how è rimasto e ad
uno a uno uccide tutti i cattivoni. Con le mani, pistole, coltelli, martelli, arnesi
vari del fai-da te e con una sparachiodi.
Per
chiudere in bellezza va a Mosca ad abbrustolire il capo supremo.
I
mafiosi russi, come in JHON WICK e TAKEN 3, anche in THE EQUALIZER ne escono
sconfitti facendo la figura dei baluba.
Certo
che questi tre film sono stati girati prima della crisi tra Ucraina e Russia,
ma non si spiega però tanta acredine nei confronti dei cosacchi. Che sia stato
Obama a voler influenzare Hollywood?
giovedì 19 febbraio 2015
Martin Cruz Smith - TATIANA
L’ispettore Arkady Renko è tornato, dopo il romanzo
del 2010, Le Tre Stazioni, è uscito Tatiana, storia di una giornalista
moscovita che si suicida. Il disincantato Renko non crede al suicidio ed inizia ad indagare. Per tre quarti del libro la
trama è un po’ loffia, ma poi accade un colpo di scena. Il finale lascia un po' a desiderare.
Martin Cruz Smith, dopo i fasti del 1981 con Gorky
Park ha scritto altre avventure
più o meno riuscite con protagonista Renko. Ha fatto vivere all’ispettore
la realtà della cortina di ferro e poi dei vari passaggi storici della Russia. Su questo è
stato realista e veritiero. quasi come uno storico.
La
figura di Renko è sempre più umana ma allo stesso tempo sfiduciata e depressa. Martin Cruz Smith ha detto solo oggi che è malato di Parkinson già dai tempi de
Le Tre Stazioni e che detta i libri alla cara moglia. Nessuno lo sapeva, gli
editori erano all’oscuro. Non si voleva far compatire.
domenica 15 febbraio 2015
UNBROKEN
Ai più non è piaciuto.
UNBROKEN di Angiolina Jolie non ha
convinto i critici, anzi, è un film da non considerare. Perché questo
accanimento? Regia e fotografia scolastica, sceneggiatura firmata anche dai
fratelli Coen per attirare pubblico, poco realista, etc.Ho visto il film due volte ed invece mi
è piaciuto. È un biopic su Louie Zamperini, italoamericano, teppistello,
olimpionico a Berlino 1936, aviatore, alla deriva su un canotto per 47 giorni,
catturato dai giap, sottoposto ad angherie e torture da un sadico sergente
nemico.Una storia vera con al centro un uomo
che non molla mai. Forza di volontà? Carattere? Non solo.Adesso vi elenco delle scene che sono il
filo conduttore del film e della vita stessa di LZ. Scena 1 il sacerdote predica:
Perdonate i peccati, amate i vostri nemici.
Scena 2 Notte stellata sul gommone alla deriva, Louie chiede a Phil: Tu credi che le abbia fatte Dio le stelle? P. Sì, io sì. LZ. Quindi credi che ci sia una sorta di grande disegno perché noi siamo sopravvissuti, perché siamo qui adesso?
Scena 2 Notte stellata sul gommone alla deriva, Louie chiede a Phil: Tu credi che le abbia fatte Dio le stelle? P. Sì, io sì. LZ. Quindi credi che ci sia una sorta di grande disegno perché noi siamo sopravvissuti, perché siamo qui adesso?
Scena 3. In una notte di mare
in tempesta, sempre alla deriva, mentre l’amico Phil recita il
Padrenostro, Louie invoca Dio: Se
mi fai superare tutto questo, se rispondi alle mie preghiere, giurò che ti
dedicherò tutta la mia vita. Farò tutto quello che vuoi. Ti prego Al termine del film
appaiono queste scritte: Dopo anni di
grave stress post-traumatico, Louie ha mantenuto la sua promessa di servire
Dio, una decisione per il merito di avergli salvato la vita.
Motivato dalla sua fede, Louie ha constatato che la strada da seguire non è la vendetta, ma il perdono.
I titoli di coda sono sulla canzone MIRACLES, eseguita dai Coldplay:
"Da lassù ho sentito Gli angeli cantare per me queste parole. E a volte, nei tuoi occhi Vedo la bellezza nel mondo Oh, ora sto galleggiando così in altoIo sboccio e muoioInvia la tua tempesta e il tuo fulmine a colpire Proprio in mezzo agli occhi A volte le stelle decidonoPer riflettere in petali nella sporcizia Quando guardo nei tuoi occhi Ho dimenticato tutto su ciò che fa male Oh, ora sto galleggiando così in altoIo sboccio e muoioInvia la tua tempesta e il tuo fulmine a colpire Proprio in mezzo agli occhi Credete nei miracoliMiracoli Oh, ora sto galleggiando in alto e sopra il mondo Oh, ora sto galleggiando in alto e sopra il mondo" Non aggiungo altro, spero che andiate a vederlo e che non lo consideriate un film di serie B.
giovedì 12 febbraio 2015
FESTIVAL DI SANREMO - serata 2
FESTIVAL DI SANREMO 2015/ Conti batte Fazio (ma che strazio le "esche" da auditel)
Carletto, il Moro di Sanremo, sta surclassando negli
ascolti il compagno Fabio Fazio. Ma anche nella simpatia.
Ma se finora i media aleggiavano un festival
democristiano, per par condicio, è arrivato il rifondarolo Claudio Amendola con
la sua retorica a presentare il suo ultimo film (leggi marketta) e la tanto
attesa Conchita Wurst, vincitrice ad hoc e non per caso del Festival europeo. A
Sanremo in veste "solamente" di artista, ma vestito e truccato da
donna. Però ha cantato dopo la mezzanotte e il Carletto ha fatto solo domande
di circostanza, liquidandolo velocemente.
Alcuni accorgimenti tecnici per gustare il festival. Non
fatevi distrarre dalla scenografia
multimediale, ravvivata in maniera sgargiante dalle luci colorate. Anche la
regia, troppo da videoclip, ci allontana dall'ascolto delle canzoni. Ci voleva
più di sobrietà.
Passiamo alla corte di Carletto il Moro.
Arisa, è meglio che canti, troppo finta per presentare.
Emma ha la presenza fisica, ma legge il gobbo come una scolaretta in una recita
delle classi elementari. Per la bella Rocio un grande applauso, regge il palco
in maniera naturale, recita anche lei, ma lo sa fare.
A che servono i super ospiti in una rassegna canora? A
parte il Biagio da Rozzano che ha cantato e parlato di speranza (ma le calze le
ha dimenticate in spiaggia?) gli altri sono marketing tv, specchietti per le
allodole e gli ascolti.
Joe
Bastianich, è come il prezzemolo
utilizzato nei suoi ristoranti.
L'Oscar Charlize è
sempre meglio vederla al cinema. Non è colpa sua, l'intervista sembrava
un Letterman show dei poveri, ma almeno non ha parlato del suo attivismo pro
gay.
Angelo Pintus è il comico del momento, dicono che sarà
l'erede di Fiorello, .... Deve farne di strada, anzi di piazze (leggi Karaoke).
Poi un pizzico di sport che non fa mai male, ed ecco
Vincenzo Nibali e poi il mio capitano, Xavier Zanetti.
Se non volete farvi influenzare dalla cornice televisiva,
meglio seguire il festival alla radio.
Parliamo delle canzoni, il clou della serata.
La serata è partita subito (meglio così) con le Nuove proposte. Atmosfera e schede personaggi
da talent televisivo per non farci mancare nulla. Brevi, per fortuna.
Kutso. Testo da 50 sfumature di grigio, copia avariata di
Alberto Fortis.
Kaligola. Rap melodico alla Caparezza, niente di nuovo.
"Stilla il sangue delle rose sulla neve del giardino". Poetica
banale.
Enrico Nigiotti. Non male, potrebbe fare strada.
Chanty. Interpretazione particolare, testo leggero, ma
bel vestito, bella presenza e bella pettinatura.
Poi i big.
Nina Zilli. Sarà che il blues mi piace, sarà che sono un
estimatore di Mauro Pagani, la sua canzone mi è piaciuta.
Anche quella di Marco Masini non male.
La Tatangelo è diventata donna, fa più la sua immagine
che il motivo scritto da Kekko dei Modà I tre mini tenori, il Volo, hanno una
gran voce, ma potevano continuare a maturare all'estero.
Irene Grandi non è mai esplosa e a maggior ragione con
questo brano resterà al palo.
La melodia di Raf mi ha appisolato.
Fragola maturerà sull'Isola dei Famosi come Scanu?
Biggio e Mandelli, deludenti, lasciamoli perdere, finti
Cochi e Renato.
Moreno, rimandiamolo ad Amici, mentre Bianca Atzei a
parte gli zigomi alla Ferilli, è da invitare a cena.
Pensiero della notte fonda. Le serate del festival in TV
dovrebbe essere più corte: meno super ospiti, soprattutto quelli del momento e
quelli inutili per attirare il pubblico, indi share. Ma questa è la tv.
martedì 10 febbraio 2015
Polaroid 1
Non voglio parlare dell’agenzia
Magnum o dei più grandi fotografi del
mondo che l’hanno fondata, e della mostra di Cremona, ma semplicemente voglio mettere in evidenza uno scatto fatto da Henri Cartier Bresson in Kashmir tra
il 1947-48
Preghiera
al sole di Donne Musulmane
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