LOUIS DE WOHL
Giovanna la fanciulla guerriera
BUR
Ecco un bel romanzo, scritto bene ed in maniera semplice, che narra la vita della Pulzella d'Orleans.
De Wohl ha scritto molti romanzi riguardanti le biografie dei Santi.
Questo, come L'Ultimo Crociato, è avvincente. La figura di Santa Giovanna d'Arco è descritta magistralmente, il lettore è portato a immedesimarsi con la Pulzella e ne coglie l'esuberanza ma soprattutto la fede. San Michele Arcangelo, Santa Caterina e Santa Margherita le parlano, sono le Voci che le hanno affidato la missine di liberazione della Francia.
Giovane diciassettenne arriverà a guidare e sconfiggere le armate inglesi.
Catturata sarà bruciata sul rogo.
De Wohl descrive nelle pagine finali la figura della madre Isabelle che andrà dal Papa a piedi pur di avere la riabilitazione postuma della figlia.
mercoledì 17 giugno 2015
lunedì 15 giugno 2015
UMORISMO 8
da “Bertoldo” a “Candido”
inventario della Collezione Minardi
Fondazione Mondadori
Alessandro Minardi è stato giornalista di varie testate e
direttore del Candido dal 1957.
Grande amico di Cesare Zavattini e di Giovannino Guareschi.
Raccolse disegni del Bertoldo
e del Candido, di Guareschi, Carlo Manzoni, Giovanni Mosca , Ferdinando
Palermo.
La Fondazione Mondadori li ha catalogati ed ha creato questo
libro che è un catalogo senza immagini stampate perché vi è un interessante cd-rom con tutte le
vignette e i disegni catalogati.
Questo è il pezzo forte della pubblicazione.
Da non perdere.
venerdì 12 giugno 2015
UMORISMO 7
Carlo Manzoni
Gli anni verdi del Bertoldo
Rizzoli – 1961
Un po’ diario, un po’ antologia dei sette anni del Bertoldo.
Carlo Manzoni fruga tra i ricordi personali cercando di ricostruire l’atmosfera
di quei tempi.
“Ho in mente di raccontarvi la storia di una vecchia cara
famiglia, i cui membri si sono trovati a vivere insieme in un palazzo di pazza
Carlo erba, legati da un unico senso comune. Quello dell’umorismo delle cose,
delle persone e dei fatti.
Il piacere di ridere di tutto e di tutti, compresi noi stessi,
senza scrupolo e senza vergogna.”
Il titolo del giornale doveva essere Valà che va ben. Ma per fortuna, divenne
Bertoldo. Il primo numero esce il 14 luglio 1936. L’artefice è Cesare Zavattini
che strappa al Marc’Aurelio Mosca e Metz. Ce ne sono d’ogni: Marchesi, Molino,
Mondaini, Bazzi, Marotta, Frattini , Falconi. Con essi si trova molto bene il
giovane Andrea Rizzoli, che li coccola e si diverte. Essendo creativi, nulla
avevano a che spartire con il resto dei giornalisti Rizzoli. Erano spesso al bar, facevano un
gran rumore, il caos imperversava. Il Commenda Rizzoli non sopportava
l’anarchia del Bertoldo, ma dovette cedere. Il giornale ben presto arrivò a una
tiratura di 450.000 copie. Arrivò, appena congedato, anche Giovannino Guareschi
che già collaborava. Fu nominato redattore capo, forse per mettere ordine, ma
il risultato fu inverso.
In questo libro troviamo i disegni e gli articoli più
incisivi del Bertoldo
mercoledì 10 giugno 2015
IL BATTAGLIONE SAN PATRIZIO
Nel 2010 il grande chitarrista Ry Cooder ha inciso con gli
irlandesi The Chieftains un cd con annesso dvd con ballate e musiche
riguardanti il Battaglione San Patrizio.
Questa la
storia. Nel 1846 le truppe americane trovarono la scusa per
invadere il Messico. La guerra durò fino al 1848 ed al termine di essa gli
stati del New Mexico, California, Utah, Kansas, Texas Wyoming, Nevada,
Oklahoma, vennero annessi agli Stati Uniti.
Mexican war non fu
una guerra, ma un genocidio, truppe fresche, armate e preparate rasero al suolo
varie città messicane sconfiggendo l’inadeguato esercito del gen. Santa Anna.
Alle truppe americane si erano unite varie milizie che
stupravano, saccheggiavano e uccidevano a mano libera.
Nei battaglioni dell' US Army vi erano molti stranieri che si erano
arruolati per scappare dalla fame e miseria.
Uno dei contingenti maggiori era composto da irlandesi.
Non potevano parlare in gaelico, venivano puniti spesso.
Alcuni irlandesi furono frustati per aver assistito ad una S. Messa in una
chiesa messicana.
Vi fu una diserzione di una cinquantina di soldati con a
capo John Riley, che confluirono nell’esercito messicano dando vita ad una
compagine di artiglieri con il nome di Battaglione S. Patricio in onore del
santo irlandese. Vi erano alcuni tedeschi, due polacchi ed un italiano.
È appena uscito un romanzo dal titolo Quelli del San
Patricio, di Pino Cacucci, (Feltrinelli) che ripercorre in maniera
romanzata la storia di questi uomini che diedero la vita per la libertà
messicana contro l’invasore e sterminatore americano. Nella nazione sud
americana sono considerati degli eroi. Difesero le varie città attaccate ma
capitolarono a Churubusco. Su 200 appartenenti al battaglione, ne restarono in
vita una sessantina, che furono impiccati
dal gen. Scott.
Il maggiore John Riley fu lasciato in vita ma marchiato a
fuoco sulle guance con la D di
disertore.
Da notare la copertina del cd e del libro hanno la stessa
rappresentazione: la Vergine di Guadalupe con in braccio un soldato irlandese
lunedì 8 giugno 2015
UMORISMO 6
Bertoldo 1936
Rizzoli
Questo che presento adesso è la riproduzione fotolitografica
dell’annata 1936 del Bertoldo.
Sarebbe bello avere le annate originali, ma se le trovate in
giro avranno prezzi inaccessibili.
Questa raccolta è ormai fuori catalogo, ma se siete
appassionati di umorismo, cercatela, la si trova ancora spendendo in maniera
ragionevole.
Ha un libretto di presentazione con prefazione di Oreste del
Buono.
Il primo numero del Bertoldo uscì in edicola il 14 luglio
1936 sotto la direzione di Giovanni Mosca e Vittorio Metz. I due dopo essere
stati gli animatori del famoso Marc’Aurelio, era stati portati da Roma a Milano
dal Commenda Angelone Rizzoli. L’idea era stata del vulcanico cesare Zavattini
che per dissidi con il magnate emigrò alla Mondadori. Il bisettimanale partì
senza Zavattini, ma i due romani, insieme a Mondaini, Marchesi, Marotta,
Molino, Bazzi, Manzoni patirono con il bisettimanale.
La svolta ci fu quando arrivò come caporedattore (di sé
stesso, usava dire) Giovannino Guareschi.
venerdì 5 giugno 2015
PRIMA VISIONE: Run All Night - Una notte per sopravvivere
Dopo La
Preda Perfetta e Taken
3, Liam Neeson interpreta un altro film d’azione, Run All Night - Una notte per sopravvivere del regista Jaume Collet-Serra che già l’aveva diretto in Unkdown - Senza Identità.
Sicuramente questo film è
meglio del trittico di Taken, non c’è paragone.
Lui è un ex killer semi
alcolizzato, con sensi di colpa che, per salvare il proprio figlio prima
scappa, poi va alla caccia del suo ex boss
interpretato da Ed Harris. Questi è un boss cinico e spietato, amico di Neeson.
I due, in nome della loro amicizia si erano detti: Dovunque andremo passeremo il confine insieme.
Ma quando Neeson gli uccide
il figlio combina-guai (per difendere il suo), Harris scatena la sua banda ed
un killer per vendicarsi.
Leam da braccato si mette a
cacciare.
C’è il rapporto tra lui e suo
figlio, che non lo vuole vedere
nemmeno dipinto, ma Neeson vuole redimersi e darà la vita per salvarlo.
È un western in piena regola
con attacco all’OK Corral finale con tanto di winchester.
Ed Harris sempre sopra di una
spanna. C’è anche Vincent D’Onofrio sempre nella sua parte di sbirro. Ormai ha
la divisa ad honorem.
Chiaramente, come si desume
dal titolo, il film è girato di notte. L’alba arriva come purificazione.
mercoledì 3 giugno 2015
UMORISMO 5
È chiaro che essendo
appassionati di satira e umorismo il massimo è avere gli originali delle
pubblicazioni. Al tempo stesso gli euri son sempre meno e i giornali d’epoca
costano.
Consiglio perciò questa
raccolta:
Il meglio del MARC’AURELIO –
1931/1954
1988 – Napoleone editore
Questo librone chiaramente è
fuori catalogo, ma lo si può trovare facilmente.
Con esso potete avere l’idea
di com’era la satira vera, di un giornale editato a Roma che vendeva dalle 300
alle 350 mila copie. E faceva ridere.
Il M’A usciva nelle edicole
il mercoledì e il sabato. L’idea era stata di Oberdan Cotone che chiamò Vito De
Bellis. Questi fu il fulcro del giornale dove fece esordire Fellini, Marchesi, Maccari,
Metz, Mosca, Zavattini, Scarpelli, Scola, Steno, Molino insieme ai vecchi
Attalo, De Seta, Ruoco, Verdini etc.
All’inizio la redazione era
formata dal ex gruppo del Becco Giallo con Galantera e Alberto Giannini, che
era stato chiuso dal regime fascista. Poi venne per forza di cosa ampliata per
non rischiare la chiusura, ma nonostante tutto, a Mussolini i non piaceva
ugualmente.
Non fu un giornale né
fascista, ma neppure antifascista, si barcamenò alla meglio.
Il primo ad essere preso di
mira fu Petrolini che sfasciò la redazione del giornale, per poi
riappacificarsi. Seguì poi Trilussa. Fu
un giornale rivolto a tutti, soprattutto al ceto popolare, con le sue campagne,
vignette e scritti, ma non dimenticò le espansioni coloniali del Duce e le critiche
alla Francia, Inghilterra, Usa e Russia. Il tutto fatto con ironia fino a far
sembrare ai detrattori che la satira fosse solo d’evasione.
Angelo Rizzoli, cercò di
acquistarlo, non riuscendovi, portò via Metz e Mosca, e creò a Milano il
Bertoldo. Nel 1938 il Commenda riuscì a rilevarlo e continuò le pubblicazioni
fino al 1954 con lo stop causa la guerra dal 1943 al ’46.
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