venerdì 24 luglio 2015
La Réclame: Voglio Vivere così ..... beatamente.
Molto belo e creativo lo spot per la rete 4G Vodafone con Bruce Willis.
A dire il vero il protagonista è il rozzo contadino che ha però lo smartphone 4G. Le sue poche battute e la sua mimica facciale sono esilaranti. Bruce fa giustamente il pesce lesso con il suo fisico da duro, ma ne esce alla grande, è la star che aspettano. Geniale l'idea dell'apecar che fa da contraltare alla limousene e bello lo scorcio del pesino rustico. Buona la fotografia della strada vista mare al tramonto. Azzeccata la canzone VOGLIO VIVERE COSI'. Due chicche finali segno di creatività: il farfallino lo ha messo il contadino che fa il selfie e che dice a Bruce di dargli la email che poi gli spedirà la foto.
mercoledì 22 luglio 2015
UMORISMO 13: PAOLO CEVOLI
UMORISMO 13: PAOLO CEVOLI
LA PENULTIMA CENA
Paolo Cevoli lo chiama
monologo storico-comico-gastronomico,
1 ora e 50 minuti ininterrotti, mica paglia.
Questo non è Zelig dove il comico si è affermato con
la caricatura dell’assessore romagnolo. Qui è tutt’altra cosa, i tempi comici
sono diversi. Nel programma televisivo tutto è concentrato in 7/8 minuti, qui
invece c’è da tenere il palco a lungo e le dinamiche cambiano.
Se la rappresentazione non
regge, non regge.
La penultima cena, tiene incollato alla poltrona il pubblico. Un buon lavoro di
scrittura. Incalzante senza attimi di tregua che lo slang romagnolo aiuta sin
dall’inizio.
La scenografia è minima, un
muretto di mattoni e una porzione di colonna che richiamano antiche rovine
romane, su cui il comico si issa alcune volte.
Le luci sono su di lui, poche
ma essenziali. La musica e i rumori di fondo sono pochi a tratti, ma non messi
a caso.
La penultima cena racconta la vita dello chef dell’antica Roma, Paulus Simplicius Marone
che dopo vari travagli scappa in Palestina ed incontra Gesù. Incontra il suo sguardo.
Pensa che sarebbe un affare mettersi in società con Lui. Lo incontra alle nozze
di Cana, apre un chiosco di pane e pesci ma il miracolo della
moltiplicazione fatta da Gesù lo lascia
senza parole. Organizza l’ultima cena, apparecchiando per una moltitudine di
commensali. Verrà arrestato per i suoi trascorsi e tornerà a Roma dove sarà lo
chef dei leoni del Colosseo.
Qui, dopo tanti anni
incontrerà i cristiani messi a morte che aveva conosciuto con Gesù. E lo sguardo che lo aveva colpito in
Palestina gli ritorna familiare. Colpo di scena finale.
Umorismo vivace, semplice,
pulito. Qualche parolaccia ed accenno sessuale, che però sfiorano la centralità
della sua comicità. Godibile e divertente.
Un’opera in cui Cevoli mette
qualcosa di suo, un incontro con l’avvenimento cristiano che ha determinato la
sua vita.
Un’insegnante di religione ha
usato il testo per un corso in un Itis di Lugo di Romagna. Ha poi invitato il
comico che, tra lo stupore di un centinaio di alunni si è presentato come un
uomo qualunque, non come un vip della tv. Dibattito aperto e divertente, in cui
tra una battuta e l’altra ha parlato di Dio e di educazione.
Oltre che in tv e in teatro,
adesso fa lo sborone anche con gli adolescenti e dice contento: Io mi diverto, sono cristiano.
lunedì 20 luglio 2015
IL SANGUE di LEPANTO
IL SANGUE di LEPANTO
Maria Grazia Siliato
Rizzoli
Un libro dettagliato e preciso, l'autrice non ha solo romanzato l'evento, ha ricostruito la vicenda spulciando tutto il materiale possibile ancora esistente e visitando i luoghi.
Un bel lavoro che ritrae nella loro umanità i personaggi che fecero grande la battaglia di Lepanto.
I primi due terzi del libro raccontano l'assedio turco alla città di Famagosta sull'isola di Cipro.
Il generale Marcantonio Bragadin resistette un anno con i suoi 7.0000 uomini contro 240.000 turchi. Di questi ne morirono 80.000. Una vittoria a caro prezzo. Bragadin fu costretto ad arrendersi con i restanti 700 uomini stremati ed alla fame dopo aver atteso invano rinforzi dalla Lega Santa.
Il Generale fu scorticato vivo ed il suo corpo impagliato.
Si racconta poi della Lega Santa con a capo Don Juan d'Austria e le sue difficoltà nel riunire le varie repubbliche marinare aderenti all'impresa. Lo scontro decisivo con il sultano Alì Pascià si compì il 7 ottobre 1571, L'arma segreta della Lega Santa furono le Galazze, grosse navi con cannoni sui vari lati, che scombinarono la flotta turca ed inaugurarono un nuovo modo di guerreggiare in mare
Maria Grazia Siliato
Rizzoli
Un libro dettagliato e preciso, l'autrice non ha solo romanzato l'evento, ha ricostruito la vicenda spulciando tutto il materiale possibile ancora esistente e visitando i luoghi.
Un bel lavoro che ritrae nella loro umanità i personaggi che fecero grande la battaglia di Lepanto.
I primi due terzi del libro raccontano l'assedio turco alla città di Famagosta sull'isola di Cipro.
Il generale Marcantonio Bragadin resistette un anno con i suoi 7.0000 uomini contro 240.000 turchi. Di questi ne morirono 80.000. Una vittoria a caro prezzo. Bragadin fu costretto ad arrendersi con i restanti 700 uomini stremati ed alla fame dopo aver atteso invano rinforzi dalla Lega Santa.
Il Generale fu scorticato vivo ed il suo corpo impagliato.
Si racconta poi della Lega Santa con a capo Don Juan d'Austria e le sue difficoltà nel riunire le varie repubbliche marinare aderenti all'impresa. Lo scontro decisivo con il sultano Alì Pascià si compì il 7 ottobre 1571, L'arma segreta della Lega Santa furono le Galazze, grosse navi con cannoni sui vari lati, che scombinarono la flotta turca ed inaugurarono un nuovo modo di guerreggiare in mare
venerdì 17 luglio 2015
UMORISMO 12: UMBERTO DOMINA
UMORISMO 12: UMBERTO DOMINA
Umberto Domina
Siamo tutti umoristi
Superhumor Bietti - 1971
L’autore lo definisce umorismo involontario. È una raccolta di ritagli, foto, manifesti,
annunci, volantini, biglietti da visita, titoli di giornale che messi insieme fanno un libro divertente.
Il comune denominatore è l’umorismo.
Biglietto
spettacolo: Veglione Avis con i Vampiri
Avviso:
Chiuso per malattia di tutto il personale
Titolo:
Lascia di mancia un’auto e una cassa di vini
Pubblicità:
Fratelli Rutto – Fabbrica bibite gassate
Inserzioni:
ACUISTO occasione tomba famiglia anche in parte occupata. Tel. XXXX. Corriere 116-W
Biglietto
da visita: Angelo Del Vivo – Onoranze funebri
...e via dicendo.
Se ci soffermiamo con attenzione anche oggi si
potrebbe creare un libro simile, anzi in stile moderno, un e-book dell’umorismo
dei giorni nostri, oppure del web.
Umberto Domina ha pubblicato questo divertente
collage nel 1971.
mercoledì 15 luglio 2015
Armenia: I QUARANTA GIORNI DEL MUSSA DANGH
FRANZ WERFEL
I QUARANTA GIORNI DEL MUSSA DAGH
CORBACCIO
Dopo aver studiato storia alle superiori scoprii di
essere ignorante.
Sul libro di testo in uso allora, il Camera-Fabietti, non
si parlava delle Foibe, del triangolo rosso della morte in Emilia Romagna,
dell'arroganza piemontese che piallò il sud Italia, Cefalonia, gli alpini in
Russia, Togliatti al soldo di Stalin.
Queste vicende storiche
le scoprii dopo il 1980. Per non parlare di quelle straniere, Russia e gulag,
Pol Pot, America e pellerossa, Messico e
persecuzioni cristiane, etc.
Una delle ultime mie scoperte storiche è stato il
genocidio degli Armeni. Me ne parlò anni fa una mia amica, la cui nonna armena
si era salvata dalle purghe turche.
Nel 2015 se ne è parlato molto poiché sono trascorsi 100
anni esatti.
Ancor oggi lo stato turco non riconosce il genocidio, non
è mai accaduto che un milione e mezzo di armeni fossero sterminati.
Certo, il primo ministro Erdogan cammina su un filo di
ragnatela, afferma che non ci furono le camere a gas come con gli ebrei, perciò
non ci fu genocidio, ma al tempo stesso gli armeni furono trasferiti con lunghe
marce forzate in luoghi inospitali, derubati degli averi e lasciati morire di
stenti e di fame.
In Francia è reato negare il genocidio armeno.
Ho appena letto un tomo di 800 pagine, un bellissimo
romanzo di Franz Werfel, I QUARANTA GIORNI DEL MUSSA DAGH.
L'autore è lo stesso che scrisse nel 1941, BERNADETTE.
Lui, ebreo rifugiatosi a Lourdes per sfuggire ai nazisti, fece voto di scrivere
un libro su Bernadette e le apparizioni della Madonna se si fosse salvato. È
così fu.
Dal libro è stato poi tratto il veritiero ed
indimenticabile film del 1943.
Torniamo agli Armeni.
Il libro è il racconto romanzato, scritto nel 1929, ma
molto circostanziato, di un fatto realmente accaduto. I turchi il 24 aprile
1915 avevano iniziato la politica di stermino del popolo armeno con arresti e
confisca dei beni a Istanbul. In poche settimane in tutta la Turchia, le comunità armene
dovettero abbandonare in maniera forzata le proprie case, lavori, attività e
proprietà con marce verso luoghi
inospitali.
Non con treni come gli ebrei, ma a piedi.
Il risultato fu identico: uno sterminio.
Nella valle che guardava l'altopiano del Mussa Dagh gli
abitanti dei tre paesi si rifugiarono invece sulla montagna. Erano in
cinquemila. Accerchiati dall'esercito turco resistettero per 40 giorni. Allo
stremo delle forze e ormai alla fame, furono salvati provvidenzialmente da una
nave da guerra francese. Erano rimasti in 4.500. Storia vera, romanzata con
l'innesto della figura di un comandante armeno che organizzò le truppe di
difesa.
Vale la pena di leggerlo.
lunedì 13 luglio 2015
UMORISMO SANTO
UMORISMO SANTO
«Perché devo soffrire tanto Signore?» domandava Santa Teresa d’Avila a Gesù in un momento di
grande sofferenza.
Ed il
Signore rispose: «Perché ti amo molto Teresa».
Santa Teresa
d’Avila La Santa, che non ha perso mai l’ironia neanche nei momenti più
drammatici della sua vita, gli rispose con estrema sincerità: «Oh Gesù mio,
allora preferirei che Tu mi amassi un po’ di meno».
venerdì 10 luglio 2015
TV/ Il Segreto, Una vita e Il Principe: cosa c'è dietro il successo di soap e fiction spagnole?
La Grecia divenne campione d'Europa di calcio battendo in
finale la squadra di casa, il Portogallo.
E l'Italia? Dopo aver subito il gol del pareggio con la
mossa dello scorpione da parte dello zingaro-svedese Ibra, dovette soccombere
al biscotto tra Danimarca e Svezia, e tornò a casa.
La Grecia di Euro 2004 fu una meteora.
Nel 2008 e 2012 il Campionato Europeo fu vinto dalla
Spagna.
Cosa c'entra tutto ciò con la tv italiana?
Ve lo spiegherò alla fine dell'articolo.
Mentre il solleone ci attanaglia, abbiamo visto il buon
risultato degli ascolti della Copa America sul canale 59 di Gazzetta TV.
Ma in giugno e in questa prima settimana di luglio,
abbiamo visto due programmi riscuotere un buon successo.
Il Commissario Montalbano, nonostante l'ennesima replica,
ha fermato davanti allo schermo una media di 5.300.00 teste con uno share del
22%. La fiction è lenta, ma piace e Zingaretti pure. Nel 2014 era andata ancora
meglio con il 25% di share, ma era stata programmata tra agosto e settembre.
Buono anche il risultato di Retequattro che ci fatto
rivedere la serie dei cinque Peppone e Don Camillo tra giugno e luglio.
Il primo film, Don Camillo è stato messo addirittura
contro la finale di Champions League, Barca-Juve, ed ha totalizzato un
insperato 4%, mentre gli altri film, posizionati invece di domenica, si sono
attestati con la media del 7% con 1.400.000 spettatori.
Non male, complimenti all'audacia dei programmatori, ma
resta il fatto che il duo di Giovannino Guareschi resta immortale e forse
varrebbe la pena di mettere nei programmi scolastici i suoi libri.
Vi ricordate i primi anni '90? A parte l'imperversare di
Emilione Fede, fecero la comparsa su Retequattro le telenovelas sudamericane:
Topazio, Manuela, La Donna del Mistero, Milagros, Cuore Selvaggio e Renzo e
Lucia.
Un trionfo per la rete di Cologno che si tinse di rosa.
Bene, in TV non si inventa più nulla, male che vada si
copia e, dopo più di vent'anni, la storia si ripete, tra il 2014 e 2015 la
rete rosa pare sia diventata Canale 5.
Questo perché sull'ammiraglia del Biscione sono
andate e vanno tutt'ora in onda le soap
il Segreto, il Sospetto, Senza Identità, Una Vita, il Principe.
Postare nel palinsesto telenovelas e soap a gogo' tra
pomeriggio e sera, significa che gli ascolti sul canale free di punta son
soddisfacenti e si vuol privilegiare
invece i primi passaggi dei filmissimi sulle reti a pagamento di Mediaset
Premium. Al contempo Retequattro è
diventata sempre più una rete di news (Quarto Grado, La Strada dei Miracoli,
Dalla Vostra Parte, Quinta Colonna, etc.) con qualche (pochi) film d'essai. Ma,
anche questo ai telespettatori va bene e perciò anche alla dirigenza Mediaset.
Torniamo alla Spagna di cui ho parlato in apertura. È
stata la prima nazione europea ad andare in crisi economicamente e anche la
prima a riprendersi. Il Barca ha demolito la Juve in Champions e vedremo cosa
faranno i toreri ad Euro 2016.
Bene, tutte le soap e telenovelas di Canale 5 elencate in
precedenza, sono prodotti spagnoli, pare che costino poco e rendano in termini
d'ascolto e pubblicitari.
Da ricordare che i film di Sergio Leone e molti altri
spaghetti western furono girati un Spagna. Altra cosa rispetto a queste soap
sia sotto l'aspetto recitazione che fotografia.
Che dire, la storia si ripete.
Speriamo che Euro 2016 lo vinca la Grecia e che si vada
lì a produrre le telenovelas, soap e perché no, anche le più qualificate
fiction, così i produttori
risparmieranno e gli ellenici respireranno.
Alla Germania e alla Merkel piacendo.
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