mercoledì 23 marzo 2016

UMORISMO CALCIO

Marco Fusi con Alfio Leotta e Biagio Panzani
IL CALCIO 
versione  2.0                                                                                                                                              Quello che avreste sempre voluto sapere e che nessuno vi ha mai spiegato                                                         
FESTINA LENTE EDIZIONI




Siamo tutti allenatori, il calcio in Italia è l’oppio dei popoli. E ci si prende troppo sul serio.
Questo libricino è veramente umoristico e simpatico, oltre alle vignette, un glossario calcistico.

Affondo – Grido di dolore del mister dopo l’ennesima sconfitta che spedisce la squadra in zona retrocessione.                                                                                                                                                                                        
Erba  - La sua presenza su certi campi da calcio è dimostrata solo al momento del doping.                       

Papera – Si ha quando il portiere esce dalla porta come un’oca giuliva.
E via dicendo. Poi ci sono i proverbi .                                                                                                       Cross di sera portiere si dispera.                                                                                                              Chi tardi arriva dal bagarino va.




Schede di  LO SAPEVI?  su calciatori o fatti storici.
Le LEGGI SEGRETE del Calcio:
                                                                                                                                                      Articolo 1 Se giocate  a calcio non accettate caramelle dai medici sportivi, il perché ve lo spiego dopo.


Un umorismo godibile, da bara, fa fumettari, da gente che ama il calcio che lo smitizza.

lunedì 21 marzo 2016

UMORISMO POLITICO

Marco Fusi
POLITICAMENTE..FUSI
Giacomo Morandi Editore


La politica è il soggetto che storicamente si addice alla satira e all'umorismo. già all'inizio del '900 erano stati pubblicati fogli con soggetti di vario tipo, dalla Chiesa alla guerra, etc. I più famosi dono stati senz'altro il Marc'Aurelio e il Candido.
qui oltre alle vignette ci sono i proverbi, i post-it, il DEDICATO A, I dubbi lavorativi e poi 163 VAFFA.. in stile grillino





Piacevole e godibile con disegni dai tratti puliti e semplici.



giovedì 17 marzo 2016

Vivian Maier - 2

Vivian Maier - 2 





Per approfondire Vivian Maier andate a vedere il sito a lei dedicato:


Un sito completo ed esauriente che ha in mostra le foto denominate street, la maggior parte in bianco/nero ma anche  una sezione a colori.








Foto di strada, persone, oggetti, volti, situazioni, dettagli, bambini.
Osservava e fotografava.
C’è la sua storia, come sono state scoperte i 150.000 negativi, i libri scritti su di lei.
C’è poi una sezione dei selfie sia in b/n che a colori. Ha precorso i tempi, alcuni selfie sono grandiosi, come quello mentre degli operai scaricano uno specchio, oppure l’ombra su un palazzo.







Una bella sezione è quella delle domande e risposte: che macchina fotografica utilizzava Vivian Maier?


lunedì 14 marzo 2016

Vivian Maier - 1

Vivian Maier - 1








In centro a Milano è un bailamme di persone in movimento, tante, troppe per i miei gusti.
Tanti turisti. Tante luci e lucette e tante mani con smartphone tese a fotografare di tutto e di più. Selfie obbligatori.
E poi direttamente su Instagram, Facebook così il mondo intero vede ciò che hai fotografato di lì a pochi secondi.
Un anno orsono ho visto la mostra di McCurry a Monza. A parte il brutto l'allestimento, belle foto, volti intensi, sguardi profondi. Sono il suo forte, con questi ha raggiunto il successo.
Reso famoso dalla foto della giovane dagli occhi verdi, ha girato il mondo in lungo e in largo, scattando a più non posso.
Oggi raccoglie oro e argento con reportage pubblicitari.
Sempre un anno fa ho visto la mostra di Salgado, Genesi. Grandi e bellissime fotografie scattate nei vari continenti e poi è bastato dare un ordine, un titolo (Genesi) e il più è stato fatto.


Diversa è la consistenza della mostra delle foto di Vivian Maier. Non ha girato il mondo, non ha fatto i soldi, anzi non ha neppure visto le sue foto stampate. Eppure è la fotografa Number One.
Ha vissuto facendo la babysitter per 40 anni morendo indigente, non potendo sviluppare i suoi scatti.


Foto semplici quelle in mostra a Milano ma estremamente capaci di esprimere un'attenzione per le minuzie, le sfumature e l'umano.
Volti di persone incontrate in strada, situazioni in cui si è imbattuta, particolari non banali come la macchia sul polpaccio del ragazzino, le ombre, i chiaroscuro e i ....selfie.
Ce ne sono alcuni di una creatività esagerata.
Ha anticipato i tempi alla grande in maniera inconsapevole, ma realizzando ciò che aveva nella mente, nel cuore e ciò che vedeva con gli occhi.





venerdì 11 marzo 2016

DON MATTEO e MONTALBANO,la fiction che batte la "morbosità" di QUARTO GRADO e co.

DON MATTEO E MONTALBANO, LA FICTION CHE BATTE LA "MORBOSITA'" DI QUARTO GRADO E CO.




La seconda puntata inedita de Il Commissario Montalbano ha realizzato un ascolto record: 41% di share con 10.300.000 telespettatori. La prima puntata era arrivata al 39% con più teste, 10.700.000.   Ascolti da tv unica della Corea del Nord. C’è anche un’altra fiction targata Rai giunta alla sua decima edizione che non ha gli stessi numeri ma si assesta ad una media del 30% con 7.500.000 spettatori, Don Matteo.
Ergo, le due fiction piacciono al pubblico. Perché questo enorme successo?
Hanno due stili completamente diversi. Montalbano è girato in Sicilia, mare, silenzio, immagini da cartolina, cielo sempre azzurro. Inquadrature fisse, movimenti lenti così come lo sono le scene. Una regia pulita e ferma. La scrittura è tratta da Camilleri ma sicuramente Zingaretti è un fenomeno, ed è entrato nell’immaginario dei telespettatori così come l’inesistente Vigata.
 Aldo Grasso ha scritto che la prima puntata della nuova serie ritraeva un commissario buonista, ma questo non ha allontanato nessuno, anzi, visto gli ascolti della seconda puntata. Così come hanno spopolano nei periodi estivi le repliche.
Don Matteo, ha meno share di Montalbano, ma è arrivato alla sua decima edizione e … non è paglia!    
Anche qui siamo in luogo a misura d’uomo molto ridente e accogliente, la regia è più movimentata ma non asfissiante. Terence Hill, famoso con Bud Spencer, impersona il prete investigatore ricordandoci il Renato Rascel di chestertoniana memoria.  Anche Terence è insuperabile tanto che ha già fatto tre edizioni di Un passo dal cielo, una versione senza tonaca  con ambientazione in Alto Adige che però non ha avuto i fasti del sacerdote umbro.
Sono due fiction semplici ma ben definite: c’è il cattivo, il buono, la legge.
Due parole sui personaggi non protagonisti di entrambe le serie. Sono tutti azzeccati, il casting è stato fatto in maniera oculata, precisa ed attenta ai dettagli. Le caratterizzazioni sono ben definite ma non mettono in ombra le due star, sono di contorno ma non sono un di meno. Anche se la Belen di Don Matteo potevano pure lasciarla a casa. Poi gli attori in questione sanno recitare, non come Garko e compagnia nelle serie targate Mediaset.
Veniamo al tema. Sono due programmi che raccontano storie di  crimini. Ormai siamo subissati dalla tv del dolore e del sangue: Pomeriggio 5, Domenica Live, Quarto Grado, Chi l’ha visto? Storie maledette, i telegiornali, etc. , tutti affrontati, chi più chi meno, in maniera morbosa.
In Montalbano e Don Matteo tutto è più lieve, sfumato, ci sono anche qui i morti ammazzati, però mai fatti vedere in maniera truculenta ed horror.
L’italiano medio arriva a casa dopo una giornata di lavoro, subissato da far quadrare il bilancio familiare, stanco della politica e degli orrori della cronaca nera dei tg, si mette in poltrona e vuole rilassarsi. C’è un prete e un commissario entrambi vecchio stile, che ci riportano a una tradizione passata, ma che ci danno sicurezza senza esasperarci con interpretazioni sopra le righe.   Con una regia discreta e non nevrotica, in luoghi ameni e rilassanti. Direte che la realtà è tutt’altra cosa, vero, ma cosa desideriamo che ci propinino?                                        
Se guardare la tv deve essere uno svago ed un rilassamento, le fiction in questione ne danno una gran prova. Aggiungiamo che si esce rasserenati e anche divertiti tra una battuta di Catarella e di Nino Frassica.

Il profilo di questo italiano medio è collocato con punte al centro e al sud Italia, le donne prevalgono, come gli over 65. Dato da non sottovalutare, Montalbano ha una percentuale alta di telespettatori laureati.

lunedì 7 marzo 2016

Yellow Book - URLA NEL SILENZIO

URLA NEL SILENZIO
Angela Marson
Newton Compton Editori




Ma perché i detective o ispettori risolvi-rebus sono sempre odiosi, con un passato da fango, mezzi depressi o con problemi?
In questo romanzo, che pare sia considerato un evento letterario, l'eroe è una donna, Kim, a capo di una squadra che da una parte la venera ma dall'altra la sopporta.
Ha un passato scopiazzato da Bosch di Michael Connolly, con una madre che le ha ucciso il fratello gemello in tenera età.
Ha la passione per la moto che la utilizza nella piovosa Inghilterra come se fossimo nella solare Barcellona o caotica Roma.

Una donna viene trovata uccisa nella vasca da bagno, un uomo alcolizzato con la testa quasi staccata dal collo ed un'anziana morta di vecchiaia al ricovero. Tutti i deceduti ruotavano trent'anni prima attorno a un   orfanotrofio. Nei suoi pressi vengono scoperti i resti di un cadavere, poi un secondo ed un terzo. Ossa di giovani ragazze.
Chiaro che il colpevole di allora sia lo stesso di oggi. Altre morti violente si succedono ma la nostra scorbutica eroina, affiancata dal suo fido Sancho Panza arriverà a scoprire il mistero che si cela sotto questa sanguinolenta storia.
Sicuramente è l'inizio di una serie di avventure. Speriamo in meglio.

venerdì 4 marzo 2016

Point Break






Point Break
di Ericson Core

2015


Ha resistito per quasi 25, ma poi anche di Point Break è stato fatto il remake.

Il film originale è un cult indistruttibile girato in un'epoca in cui gli effetti speciali erano là da venire. 
La regista, la bella K. Bigelow, ha poi portato la cruda ripresa della realtà in The Hurt Locker, vincendo l'Oscar.


Se il primo film era più un action movie poliziesco, il suo remake ci porta in un mondo in cui l'imperialismo americano è sovrano e lo sfruttamento del pianeta terra è ai livelli massimi. La banda dalle imprese impossibili vuol ridare le risorse della terra agli indigenti, distribuisce dal cielo milioni di dollari in banconote e in diamanti. Di fondo c'è una filosofia di ricerca dell'assoluto, del nirvana.



Un film un po' spirituale, un po' verde.
E poi arriva l'action movie con imprese pazze da Red Bull. Scene vere e scene finte si incrociano.
Pensavo peggio, me lo son gustato comunque.
L'agente Utah/Bracey e  Bodhi/Ramirez hanno una caratura minore di Reeves e Swayze, anche se l'interpretazione è la mimica facciale del new Bodhi non sono da sottovalutare.
Comunque andate a rivedere o a vedere l'originale.