lunedì 23 maggio 2016

Yellow book - LA STRATEGIA DI BOSCH di Michael Connelly

Michael Connelly
LA STRATEGIA DI BOSCH

Piemme 2016 

Il nuovo romanzo di Michel Connelly uscito negli Usa nel 2014, ha sempre come protagonista il detective Bosch affiancato dalla giovane new entry Lucy. Si occupano di casi irrisolti, cold case. Dopo 10 anni di sedia a rotelle muore un mariachi, era stato ferito accidentalmente in una sparatoria per strada. La pallottola gli si era conficcata nella spina dorsale ed era rimasto paralizzato. Da morto gli hanno potuto estrarre la pallottola scoprendo che era stata sparata da un fucile di precisione. Ripartono le indagini per scoprire il killer. La trama si incrocia con la vita personale di Lucy che da bambina sopravvisse ad un incendio mentre altre sue compagne perirono intossicate. L’incendio era doloso ma non era mai stato scoperto il movente e l’autore. Le indagini sui due casi continuano in parallelo, una ufficialmente e l’altra nel tempo libero. Si arriverà alla risoluzione  di entrambi, ma Bosch, non amato dai superiori verrà sospeso. Ricerca della verità, il male e il bene si contrappongono. Inaspettatamente, come anche nella serie tv, si inserisce un elemento di redenzione per una delle persone coinvolte. Da ladra a suora missionaria.
La saga continuerà 

venerdì 20 maggio 2016

FOTO dal CIELO



Il Signore dà sempre un segno

mercoledì 18 maggio 2016

FOTO FAMIGLIA


COME NON DETTO, ESISTONO ANCORA FAMIGLIE CON BIMBI

lunedì 16 maggio 2016

Charles Péguy

Non mi piace chi non dorme, dice Dio.
Il sonno è l'amico dell'uomo.
Il sonno è l'amico di Dio.
Beta chi spera. E che dorme.
Disgraziato colui che veglia e non si fida di me.
Perché da qui a domani, io, Dio, sarò forse passato.


Charles Péguy

mercoledì 11 maggio 2016

JO NESBO - SOLE DI MEZZANOTTE




Se JO NESBO ci aveva fatto assopire con l’ultimo libro della saga di HARRY HOLE, ci ha risvegliato con questo con SOLE DI MEZZANOTTE.  Un bel libro, scritto bene, sano. Se H.HOLE è cupo e disperato, questo romanzo fa invece trapelare una speranza.
Il protagonista è ULF che scappa in un paese desolato vicino al Polo Nord. Fugge dal PESCATORE  che lo pagava per i suoi servigi, riscuotere dinero. Ad un certo punto gli  aveva affidato una missione, liquidare un infame. Non lo fece, non aveva mai ammazzato nessuno,  si divise i soldi con l’infame  e poi scappò.
ULF aveva sempre e solo spacciato hashish per procacciarsi i soldi per curare la figlia Anna malata di leucemia. Lei era però morta e a nulla erano erano valsi i servigi per il PESCATORE.
Disperato, ricercato, trova in questo paesino di poche anime il suo rifugio. Lì conosce una donna, Lea, sacrestana e figlia del pastore,  a cui è appena morto il marito in mare.

ULF. Invece sono stato soltanto un padre che ha aspettato che fosse troppo tardi per fare qualcosa per mia figlia.
LEA. Ma era comunque troppo tardi, lo avevano detto anche i medici, no?
U. Lo dissero ma non lo sapevano. Nessuno sa. Né io né tu né il prete né l’ateo. Perciò crediamo. Crediamo perché  è meglio che ammettere che ci aspetta una cosa sola in fondo all’abisso, e cioè il buio, il freddo. La morte.(pag. 114)

C’è un però, la piccola comunità è di religione luterana e pensa solo in maniera formale a non peccare contro Dio. Lea ha subito lo stupro da parte di un uomo in giovane età, è rimasta incinta ed ha dovuto sposare lo stupratore che in dieci anni di matrimonio ha dovuto subirne di tutti i colori.
Nonostante questo LEA  dice a ULF :
LEA. Mi hai chiesto in cosa credo…
ULF. Si?
L. Ecco credo in questo. Nella tendenza al bene delle persone. (pag. 140)

ULF si innamora di Lea. Ma lei intrisa di perbenismo luterano lo rifiuta. I Killer del PESCATORE arrivano nel villaggio. ULF sente suonare le campane ma capisce che non c’è nessuna funzione, è LEA che lo avvisa del pericolo. Squarta una renna morta, la sviscera e si nasconde dentro la carcassa. E lì avviene il miracolo:

CaroDio…                                                                                                                                                                                    Non lo avevo detto, però lo avevo pensato dentro la carcassa, lo avevo pensato ad alta voce come se lo avessi gridato in piedi a un angolo della strada. E i mostri erano andati via, come facevano quando erano piccolo e stavano sotto il mio letto o nella cassa dei giocattoli, oppure in agguato o nell’armadio.                                                                                                                                                                     Possibile che fosse tanto semplice? Che bastasse pregare? (pag. 180)

Si salva e corre da LEA. Qui c’è un colpo di scena che non svelo.  I due  poi decidono di partire insieme al figlioletto per un luogo lontano in cui il Pescatore non lo avrebbe mai trovato. Mentre l’aspetta entra in chiesa.

Mi fermai a guardare il crocefisso.                                                                                                                                       Mio nonno parlava sul serio quando aveva affermato  di non potere dire di no a una cosa che era gratis, che quello era l’unico motivo per cui aveva ceduto alla superstizione? Oppure le mie preghiere erano state ascoltate, e il tizio sulla croce mi aveva salvato sul serio? Gli dovevo qualcosa?                                                                                                                                             Feci un respiro.                                                                                                                                                                  Lui? Non era che una misera statua di legno. Giù sulla piana di Transtein , adoravano delle pietre che dovevano funzionare altrettanto bene.                                                                                                                                Eppure.                                                                                                                                                                                  Cazzo.                                                                                                                                                                                  Mi sedetti sulla prima panca. Riflettei. E non esagero se dico che riflettei sulla vita e sulla morte.
(pag. 193/194)


lunedì 9 maggio 2016

FOTO




Una volta c'erano gli adesivi con i bambini a bordo, poi i cani ed ora ......

giovedì 5 maggio 2016

VESCOVO di ALEPPO


Guarda i filmati

http://www.centroculturaledimilano.it 

                            Georges Abou Khazen, Vicario apostolico di Aleppo dei Latini