Georges Simenon
L'UOMO NUDO e altri racconti
Adelphi
Simenon scrive, probabilmente, per puro divertimento questi racconti nel 1938 e poi pubblicati su una rivista francese nel 1941.
I protagonisti fanno parte dell'Agenzia O, famosa agenzia di investigazione. Ne fanno parte Torrence che si è dato all'attività privata dopo essere stato con Maigret, Èmile e Bourbet.
Torrence incarna la figura fisica di Maigret, fuma la pipa, si abbuffa e beve.
L'acume investigativo è del giovane Èmile, è in lui che traspare l'essenza del commissario.
Ha un aspetto completamente diverso, alto, magro con vestiti lisi, capelli lunghi di colore rosso, al collo sempre una macchina fotografica, si fa passare per fotografo o fattorino, mentre è lui la vera mente dell'Agenzia O.
Ha i modi bruschi e l'intelligenza di Maigret.
Poi c'è Bourbet, ex ladro alle dipendenze dell'agenzia, fa il lavoro di intelligence e di pedinamento.
Tre racconti brevi in cui i protagonisti cercano il bando della matassa, ma è solo la capacità di ragionamento e l'arguzia di Emile che determinerà le soluzioni dei casi.
Da leggere sotto l'ombrellone.
lunedì 13 giugno 2016
giovedì 9 giugno 2016
Uomini e Donne , Tronisti LGBT sdoganati.
Qualche settimana orsono ho scritto in maniera lusinghiera
del programma AMICI di Maria De Filippi. Non mi rimangio le parole, è l’unico
talent che mette al centro le capacità dei partecipanti escludendo le risse
mediatiche dei giurati che ormai la fanno da padroni in altre trasmissioni
simili.
Parliamo oggi di UOMINI & DONNE sempre prodotta dal Re
Mida degli ascolti: senza i due citati programmi e C’È POSTA PER TE, la rete del Berlusca non
sarebbe competitiva nell’audience. Maria straccia tutti e ciò che tocca è oro.
U&D è un pomeridiano definito utrapop e trash che
nessuno dice di veder ma il cui share arriva alla media del 22%. Ha inventato i
tronisti, diventati una consuetudine nel panorama televisivo italiano. Come non
ricordarsi del prode Costantino?
Venerdi scorso è andato in onda in prime time una un U&D
Speciale, con a tema la controversa storia d’amore tra Giorgio e Gemma
ricostruita come una docufiction, con tanto di canovaccio e dialoghi dettati
dagli autori del programma. Non aveva concorrenza sulle altre reti e si
assestato con un 17,70% di share con 3.700.000 teste. Numeri non eccezionali.
Che sia la prova per poi proporsi a settembre con continuità in prima
serata? Vedremo.
Intanto sui social e sui blog U&D la fa da padrone, e
questo la furba e intelligente Maria già l’aveva previsto. Sul sito web
ufficiale del programma sono apparsi gli annunci dei casting per i tronisti.
Uno di questi dice: SEI SINGLE E SEI ATTRATTO DA PERSONE DEL TUO STESSO
SESSO? Cicca per candidarti al casting.
Con tanto di disegnini stile decalcomanie delle toilette con
coppie di due uomini, due donne, un uomo e una donna che si tengono a per mano. In soldoni, viene
annunciato che i prossimi tronisti potranno essere anche omosessuali. Grande gioia nelle fazioni gay e LGBT
italiane che hanno salutato alla grande la scelta di Maria. Lei da anni ormai
in C’È POSTA PER TE ha portato storie di
amori omosessuali, così come non ha censurato partecipazioni simili in
AMICI. Senza volerlo (o volendolo?) è diventata un’icona benvoluta
dalle associazioni gay. Ha precorso i
tempi in quanto prima ancora che la Cirinnà diventasse legge , Maria a marzo,
aveva manifestato tale apertura per il suo U&D.
Farà sicuramente bene
alla causa LGBT un programma televisivo affermato in cui il tronista sarà gay, sembrerà una
situazione normale e non occasionale.
Sarà dunque la forza persuasiva della tv a sdoganare la Cirinnà da legge a
consuetudine di vita.
E guai a chi obbietterà o scriverà una critica televisiva in
cui si apostroferà le unioni gay come fine della famiglia naturale. Sarò
tacciato come omofobo? L’Ordine dei giornalisti lo radierà per questo? Il
solerte magistrato gli intimerà di smetterla sennò sarà pronto il gabbio con
tanto di compagni gay per espiare la colpa?
Il
re dei critici tv, Aldone Grasso, è avvisato.
Premessa fondamentale e umana, non sono omofobo e non ce
l’ho coi gay o lesbo. Mi fa paura questo clima intimidatorio di caccia alle
streghe su chi ha delle obiezioni sulla legge Cirinnà e sul fatto che una certa
cultura ci vuol far passare attraverso i giornali, film, libri e programmi tv
un’idea di conquista di libertà che in fondo non rispetta la realtà naturale
della vita e per di più non si può essere civilmente contestata sennò si è
tacciatti alla stregua di chi fa apologia fascista.
Deciderà il pubblico? Forse sì e forse no, vedremo, anche se
ormai i telespettatori ingoiano di tutto.
lunedì 6 giugno 2016
TEX - Fiumi di china italiana in deserti americani
Raffaele De Falco
TEX - Fiumi di china italiana in deserti americani
NPE
TEX - Fiumi di china italiana in deserti americani
NPE
Lo propongo in ritardo ma ne vale la pena, è sempre attuale
ed ora andrebbe aggiornato in quanto è uscito alla fine del 2013. L’autore
ripercorre tutta la storia editoriale di Tex Willer, la nascita , i suoi
creatori, le uscite, i personaggi, gli amici e i nemici di Tex, i disegnatori,
le storie, le edizioni straniere, quelle italiane, le varie collane. Precisione
e amore per Raffaele De Falco detto il
doctor in quanto è un medico con una passione innata per il personaggio
bonelliano. Tante foto storiche e tanti disegni.
Da leccarsi i baffi…di Kit Carson
sabato 4 giugno 2016
Erdogan e Armenia
Dopo aver studiato storia alle superiori scoprii di essere ignorante.
Sul libro di testo in uso allora, il Camera-Fabietti, non si parlava delle
Foibe, del triangolo rosso della morte in Emilia Romagna, dell'arroganza
piemontese che piallò il sud Italia, Cefalonia, gli alpini in Russia, Togliatti
al soldo di Stalin.
Queste vicende storiche le scoprii dopo il 1980. Per non parlare di
quelle straniere, Russia e gulag, Pol Pot, America e pellerossa, Messico
e persecuzioni cristiane, etc.
Una delle ultime mie scoperte storiche è stato il genocidio degli Armeni.
Me ne parlò anni fa una mia amica, la cui nonna armena si era salvata dalle
purghe turche.
Nel 2015 se ne è parlato molto poiché sono trascorsi 100 anni esatti.
Ancor oggi lo stato turco non riconosce il genocidio, non è mai accaduto
che un milione e mezzo di armeni fossero sterminati.
Certo, il primo ministro Erdogan cammina su un filo di ragnatela, afferma
che non ci furono le camere a gas come con gli ebrei, perciò non ci fu
genocidio, ma al tempo stesso gli armeni furono trasferiti con lunghe marce
forzate in luoghi inospitali, derubati degli averi e lasciati morire di stenti
e di fame.
In Francia è reato negare il genocidio armeno.
La Germania della Merkel ha riconosciuto pochi giorni fa lo sterminio,
Erdogan si è comportato da sultano protestando per le ingerenze e ritirando
l’ambasciatore in terra tedesca,
Un pensiero ci sovviene: a marzo la UE ha elargito 6 miliardi di euro alla
Turchia per far fronte al problema dell’immigrazione. Un regalo bello e buono
ad un paese che dalle sue frontiere fa entrare armi e contrabbanda petrolio con
l’Isis. Forse, come sostiene Mons. Angelo Scola non è meglio sostenere l’Italia
come fulcro d’aiuto per l’immigrazione?
La Turchia è in crisi con la Russia
di Putin ed ha una situazione non certo
tranquilla con gli Usa.
Perché ora la Merkel compie uno sfregio così importante dopo essere stata
in prima linea per sovvenzionare i turchi? C’è dietro lo zampino americano?
Mentre il sultano Erdogan paventa una crisi internazionale, bombarda i
curdi. Che sia questo il motivo scatenante della scelta del governo tedesco?
Mha…. Ai posteri ed alla storia
l’ardua sentenza.
Forse tra cent’anni saremo qui a discutere dello sterminio dei curdi.
Ho appena letto un tomo di 800 pagine, un bellissimo romanzo di Franz
Werfel, I QUARANTA GIORNI DEL MUSSA DAGH.
L'autore è lo stesso che scrisse nel 1941, BERNADETTE. Lui, ebreo
rifugiatosi a Lourdes per sfuggire ai nazisti, fece voto di scrivere un libro
su Bernadette e le apparizioni della Madonna se si fosse salvato. È così fu.
Dal libro è stato poi tratto il veritiero ed indimenticabile film del 1943.
Torniamo agli Armeni.
Il libro è il racconto romanzato, scritto nel 1929, ma molto
circostanziato, di un fatto realmente accaduto. I turchi il 24 aprile 1915
avevano iniziato la politica di stermino del popolo armeno con arresti e
confisca dei beni a Istanbul. In poche settimane in tutta la Turchia, le
comunità armene dovettero abbandonare in maniera forzata le proprie case,
lavori, attività e proprietà con marce verso luoghi inospitali.
Non con treni come gli ebrei, ma a piedi.
Il risultato fu identico: uno sterminio.
Nella valle che guardava l'altopiano del Mussa Dagh gli abitanti dei tre
paesi si rifugiarono invece sulla montagna. Erano in cinquemila. Accerchiati
dall'esercito turco resistettero per 40 giorni. Allo stremo delle forze e ormai
alla fame, furono salvati provvidenzialmente da una nave da guerra francese. Erano
rimasti in 4.500. Storia vera, romanzata con l'innesto della figura di un
comandante armeno che organizzò le truppe di difesa.
Vale la pena leggerlo.
venerdì 3 giugno 2016
mercoledì 1 giugno 2016
lunedì 30 maggio 2016
AMICI, l'eccezione dei talente show arrivati al capolinea.
http://www.ilsussidiario.net
Quando si parla di talenti mi vien in mente la
parabola del Vangelo in cui il servo che ne ricevette uno dal suo padrone lo
andò a nascondere in una buca e non lo fece fruttare.
Ora partiamo dal fatto che la televisione è
considerata un mezzo per poter emergere, dove, se va bene, si fanno euri a
palate. Pensate solo alle veline di Striscia
la Notizia: tv, pubblicità, foto, calendari, programmi televisivi,
calciatori, etc…
La storica Corrida con Corrado era un programma
nazional-popolare in cui svariati personaggi si presentavano per cantare,
imitare, suonare. Un programma al limite
del surreale e della comicità, una sagra paesana. Dilettanti allo sbaraglio,
puro divertimento-
In questi anni le cose son cambiate, si è passati a
format televisivi in cui si scoprono i talenti, appunto i Talent show. Ne abbiamo visti e continuiamo a vederne una
valangata.
Quello che continua a sbancare è Amici di Maria De Filippi, la sua finale
ha superato il 26% di share mantenendo per tutte le puntate una media del 25%.
Premesso che Maria azzecca tutti i programmi che conduce e produce , con Amici ha lanciato artisti come Marco
Carta, The Kolors, Emma ed Alessandra Amoroso, e perciò bisogna riconoscere che
il suo è un talent serio, con al centro i partecipanti e con l’esaltazione
delle loro capacità. E siamo arrivati alla 15^ edizione.
Di seguito vi elenco altri talent in onda su Sky, Rai e Mediaset: Italia's Got
Talent, Tú sí que vales, Pequeños gigantes, Ballando
con le stelle, The Voice of Italy- La
maggior parte con risultati abbastanza
deludenti.
Sono tutti format stranieri, mentre Amici
è una creatura ispirata a Saranno Famosi ma adattata e studiata per i
nostri ragazzi ed il nostro pubblico. Per resistere a 15 edizioni i passi e le
correzioni sono stati tanti, ma i frutti si vedono.
L’altra cosa da dire e che spesso nei talent
chi la fa da padrone non sono i concorrenti che vogliono emergere con le loro
potenzialità, ma gli ospiti ed i giurati celebri. Non a caso questi ultimi sono
spesso big, e son quasi sempre sopra le righe. I giornali parlano di Belen,
Elio, J-Ax , etc, più che dei partecipanti al programma. Vengono risaltate le
dispute dialettiche (leggi scazzi o litigate) più che le performance dei
concorrenti.
La tv genera un cortocircuito mediatico in cui
alcuni big (o mostri), diventano sempre più mostri.
Una voce direi diversa è X-Factor,
questo talent lo collocherei come un vero e proprio concorso per voci nuove,
con tanto di partecipazione delle case discografiche. Da qui sono usciti
Mengoni, Giusy Ferreri e la Michelin che ha strabiliato a Sanremo 2016. Qui
siamo già sul business musicale. Non a caso nelle audizione per la prossima
edizione, in Lombardia, si son presentati in ventimila. Esagerati, pensan tutti
di essere dei Lucio Battisti? Chiaro è che in questo momento di crisi
lavorativa renziana più che avere talento si cerca la fortuna. Il traguardo è
la grana, se azzecchi una canzone che fa milioni di copie, solo di diritti Siae
sei a posto per generazioni.
Non ho citato di proposito i talent culinari,
ce ne sono ormai una marea sui vari canali. Non mi piacciono, non sopporto
vedere poveri aspiranti cuochi messi alla berlina dai vari Cracco, Barbieri,
Oldani, La Mantia, che vanno in tv, scrivono libri, ma domanda: quando cucinano
nel loro ristorante?
Se considero i reality ormai esauriti sia
nella vena creativa che in novità (quella è un ricordo passato), allo stesso
mondo considero i talent show. L’aggravante per entrambi è un alimentare una tv
trash e una cultura di non educazione
tra il pubblico.
Comunque non c’è solo la tv per esprimere il
proprio talento. Pensate a internet, anzi a Youtube e a tutte quelle persone
che postano i propri video e diventano virali. E a suon di click si esce dai
confini e dagli schermi italiani.
Iscriviti a:
Post (Atom)







