Dario Crapanzano
ARRIGONI E IL DELITTO DI VIA BRERA
Mondadori.
In un caldissimo luglio milanese del 1952 viene trovato morto un noto pubblicitario milanese. Sembra una rapina, ma alcune stranezze portano il commissario Arrigoni a pensare a una messinscena. Dalle indagini si scopre che il morto aveva una tresca con la segretaria, che scommetteva forte somme alla pelota basca di via Palermo e al casinò di Sanremo. Perdendo quasi sempre. L'agenzia pubblicitaria era in cattive acque da due anni, ma il morto spendeva e spandeva tra giochi d'azzardo e donne facili.
Dove prendeva i soldi? Chi l'ha ucciso e qual è stato il movente?
domenica 9 ottobre 2016
mercoledì 5 ottobre 2016
Dario Crapanzano - ARRIGONI E IL CASO DI PIAZZALE LORETO - 4
ARRIGONI E IL CASO DI PIAZZALE LORETO
Mondadori
In una mattina nebbiosa viene trovata morta una bella giovane in una Topolino.
Partono le indagini con il commissario Arrigoni, il suo agente preferito De Pasquale e l'ispettore Giovine.
La donna ha una sorella gemella e sono proprietarie di un bar in piazzale Loreto, hanno vari immobili ereditati dai genitori.
Gli inquirenti scoprono che la morte è stata causata dal cianuro. Scoprono anche una che la ragazza era molto disinibita, civettuola, andava a feste in cui si esibiva in balli sexy, spogliandosi, dedica alla cocaina e ai liquori. Un ragazzo, un amante, uno zio che la corteggiava. La gemella è tutto l'opposto, seria, studiosa, insegnante. Una matassa ingarbugliata.
lunedì 3 ottobre 2016
Dario Crapanzano - ARRIGONI E LA BELLA DI CHIARAVALLE - 3
Dario Crapanzano
ARRIGONI E LA BELLA DI CHIARAVALLE
Mondadori
ARRIGONI E LA BELLA DI CHIARAVALLE
Mondadori
Questo giallo di Crapanzano mi è piaciuto un sacco. Perché?
L’autore riesce a trasportare e a far trasparire sul commissario Arrigoni tutta
l’umanità che un uomo può avere verso se stesso e gli altri. Sia che siano
assassini, peccatori, falliti, poveracci. Meglio di Maigret.
Questa la storia.
Viene ritrovata assassinata con forbiciate all’addome una bellissima giovane,
la Lina. Siamo nella prima metà degli anni ’50 a Milano, si prendeva il tram,
si andava a piedi, l’atmosfera era di una città che stava ricostruendosi dopo
la guerra.
Si era a qualche anno dalla legge Merlin che avrebbe chiuso tutti i casini (le case chiuse).
La Lina era una bellissima prostituta che si alternava tra Milano, Torino, Genova e Trieste con tanto di facoltosi amanti extra lavoro.
Nata povera, poi mondina, sveglia e consapevole della propria bellezza aveva
capito che il suo corpo l’avrebbe potuta rendere ricca e indipendente. Arrigoni
da buon servo dello Stato non giudica il
suo lavoro, le case chiuse erano legali, e neppure la povera Lina. Si trova a
tu per tu con una disinvolta e provocante collega/amica della Lina, Veronica,
che lo turba ma non lo fa deviare dalle sue certezze, la famiglia e il lavoro.
Le indagini e gli interrogatori si alternano senza frutto,
finché un’intuizione del ns. genera un concatenarsi di rivelazioni che portano
alla risoluzione del caso. Osservazione, ragionamento, intuizione, niente Dna e
Csi ed il caso viene risolto.
Dulcis in fundo, il suo spocchioso vice, alla
veneranda età di 54 anni, trova l’anima gemella. Non è mai troppo tardi… di
rivalutare l’umanità che è negli altri uomini, anche i più apparentemente
cinici.
giovedì 29 settembre 2016
Dario Crapanzano - IL GIALLO DI VIA TADINO - 2
Dario Crapanzano
IL GIALLO DI VIA TADINO
Mondadori
Case di ringhiera con bagno in comune, gente che si alza alle 6,00 per andare a lavorare in bici, in tram oppure, in pochi, in motoretta, portandosi appresso la schiscieta per il pranzo.
Una donna ancora piacente si butta dal quarto piano. Suicidio per tutti, ma non per il commissario Arrigoni, che la donna buttandosi dalla balconata abbia gridato "Noooo", lo lascia perplesso.
Comincia perciò le indagini nel segno dell'omicidio.
La donna morta era disinvolta, andava a ballare e spesso portava i compagni di serata a casa e dava lezioni di chitarra a un bel giovane universitario. Il marito sembra un po' molle, la figlia ventenne detesta la madre, mentre la piccola di 10 anni non fa testo.
Aveva coinvolto anche una giovane vicina.
Arrigoni vuole conoscere vita, morte e miracoli della morta per arrivare a definire delle ipotesi. Interroga perciò gli abitanti della palazzina di via Tadino. Non approda a nulla, ma un'intuizione lo sveglia dalle sabbie mobili in cui il commissariato di Porta Venezia si è arenato.
Alla fine il caso sarà risolto ma Arrigoni sarà oltre che un pulotto, un esempio di umanità.
IL GIALLO DI VIA TADINO
Mondadori
Case di ringhiera con bagno in comune, gente che si alza alle 6,00 per andare a lavorare in bici, in tram oppure, in pochi, in motoretta, portandosi appresso la schiscieta per il pranzo.
Una donna ancora piacente si butta dal quarto piano. Suicidio per tutti, ma non per il commissario Arrigoni, che la donna buttandosi dalla balconata abbia gridato "Noooo", lo lascia perplesso.
Comincia perciò le indagini nel segno dell'omicidio.
La donna morta era disinvolta, andava a ballare e spesso portava i compagni di serata a casa e dava lezioni di chitarra a un bel giovane universitario. Il marito sembra un po' molle, la figlia ventenne detesta la madre, mentre la piccola di 10 anni non fa testo.
Aveva coinvolto anche una giovane vicina.
Arrigoni vuole conoscere vita, morte e miracoli della morta per arrivare a definire delle ipotesi. Interroga perciò gli abitanti della palazzina di via Tadino. Non approda a nulla, ma un'intuizione lo sveglia dalle sabbie mobili in cui il commissariato di Porta Venezia si è arenato.
Alla fine il caso sarà risolto ma Arrigoni sarà oltre che un pulotto, un esempio di umanità.
martedì 27 settembre 2016
Il commissario ARRIGONI di Dario Crapanzano - 1
Il commissario ARRIGONI
di Dario Crapanzano
Leggendo i romanzi di Dario Crapanzano con protagonista il commissario Mario Arrigoni, milano sembra di immergermi in Maigret di Simenon trasportato in una Milano dei primi anni '50. Anche lui fuma, non la pipa ma il sigaro toscano; è amante della buona cucina e del buon bere, tra cui aperitivi e marsala per il dopo pranzo. È soprannominato Orso dai suoi sottoposti anche se in verità ha un fine senso dell'umorismo che esplica con il suo agente preferito, il napoletano De Pasquale e con un altro napoletano, l'ispettore Giovine.
Il questore lo punzecchia ma in fondo lo ama per le capacità di risolvere i casi.
Ha una bella moglie, ex modella che lo accudisce ed una figlia adolescente che spesso lo rimbecca. Si definisce bigotto, soprattutto per i giudizi morali anche se come Maigret ha una capacità di umanità che sovrasta le colpe dei delinquenti.
Le caratterizzazioni dei personaggi sono molto forti e non banali. Come nei Maigret ci sono dei personaggi ben definiti che ruotano intorno all'omicidio di turno, e solo alla fine il colpevole sarà scoperto con le intuizioni di Arrigoni e dei suoi collaboratori e con pressanti interrogatori. Siamo lontani da CSI americani o nostrani, ma i casi vengono comunque tutti risolti.
di Dario Crapanzano
Leggendo i romanzi di Dario Crapanzano con protagonista il commissario Mario Arrigoni, milano sembra di immergermi in Maigret di Simenon trasportato in una Milano dei primi anni '50. Anche lui fuma, non la pipa ma il sigaro toscano; è amante della buona cucina e del buon bere, tra cui aperitivi e marsala per il dopo pranzo. È soprannominato Orso dai suoi sottoposti anche se in verità ha un fine senso dell'umorismo che esplica con il suo agente preferito, il napoletano De Pasquale e con un altro napoletano, l'ispettore Giovine.
Il questore lo punzecchia ma in fondo lo ama per le capacità di risolvere i casi.
Ha una bella moglie, ex modella che lo accudisce ed una figlia adolescente che spesso lo rimbecca. Si definisce bigotto, soprattutto per i giudizi morali anche se come Maigret ha una capacità di umanità che sovrasta le colpe dei delinquenti.
Le caratterizzazioni dei personaggi sono molto forti e non banali. Come nei Maigret ci sono dei personaggi ben definiti che ruotano intorno all'omicidio di turno, e solo alla fine il colpevole sarà scoperto con le intuizioni di Arrigoni e dei suoi collaboratori e con pressanti interrogatori. Siamo lontani da CSI americani o nostrani, ma i casi vengono comunque tutti risolti.
lunedì 26 settembre 2016
Il Paradiso non esiste
Se
ultimamente si parla di Paradiso si pensa alla orecchiabile canzone Il
Paradiso non esiste di Emma divenuto ormai un successo discografico. Mi
hanno passato un libro dal titolo Il Paradiso esiste per davvero di Tod
Burpo. È una storia vera, un ragazzino di quattro anni del Nebraska entra in
sala operatoria con un un’appendicite andata in peritonite. Le condizioni son
gravi, ad un certo punto dell’operazione c’è il rischio che il bambino muoia,
ma poi tutto si risolve in bene. I genitori hanno pregato e fatto pregare
Dio dagli amici.
Fin
qui, una situazione che si rispecchia con altri casi, ma….
Dopo
qualche mese, con la semplicità e naturalezza che solo i bambini hanno, il
piccolo dice di aver visto la mamma che telefonava agli amici ed il padre che
pregava nella cappella dell’’ospedale, mentre lui veniva aggiustato
(cosi dice il bimbo) dai medici. Sempre con la spontaneità che un bimbo di 4
anni può avere racconta a spizzichi e bocconi che ha visto gli angeli cantare
per lui, è stato preso in braccio da Gesù, ha conosciuto il nonno, ha
incontrato la sorellina (un aborto spontaneo della madre). Lo racconta al papà
e alla mamma, mentre gioca, poi dopo qualche settimana mentre è in auto,
etc… , nella più assoluta tranquillità.
È
stato in Paradiso e butta lì particolari come se fosse una cosa normale.
Il
padre, pastore metodista, che parla di Dio e dei Santi nelle sue prediche
domenicali rimane sconcertato, e si pone la domanda: Ma io, che parlo
sempre di Dio, ci credo veramente? Credo veramente al Paradiso?
Non
è una domanda banale, anzi mi è sembrata essenziale per quanto mi
riguarda, spesso io per primo blatero, ma poi nella vita concreta,
spesso, non son certo della Resurrezione di Gesù.
Oltre
al libro uscito nel 2004, la storia è passata sul grande schermo, il titolo è
identico e la trama non è diversa dalla realtà. Il regista non è un pivello,
sceneggiatore di Braveheart, Pearl Harbor, Hacksaw Ridge e regista con La Maschera di
ferro e We Were Soldier, molti di questi con Mel Gibson di mezzo.
venerdì 23 settembre 2016
Giovanni Ricciardi - Racconto inedito - IL Messaggero
Giovanni Ricciardi - Racconto inedito - IL Messaggero
È un giallo ambientato in Italia nel '43 con protagonista un sacerdote e un ufficiale tedesco. Un soldato germanico è stato ucciso e vengono portati davanti al plotone d' esecuzione dieci italiani. Si presenta il prete affermando che è stato lui ad uccidere il soldato.
Un giallo che è un viaggio dentro l'animo umano. Bellissimo.
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