venerdì 14 ottobre 2016

Jason Bourne

JASON  BOURNE 




Se siete appassionati della saga di Jason Bourne, è uscito il quarto capitolo con Matt Damon.
Mi piace da morire MD che impersona JB, il primo film era non male, ma il secondo e il terzo con la regia di Paul Greengrass sono stati degli action movie spettacolari : gli inseguimenti e le azioni di combattimento sono state girate e soprattutto montate con la giusta frenesia, forse sopra le righe, ma realistiche ed efficaci. Il valore aggiunto è stato anche girare in varie location da un capo all’altro del mondo.
Anche l’ultimo episodio è girato da Greengrass ed ha come protagonisti Vincent Cassel e Tommy Lee Jones, il primo impersona in maniera egregia il killer che deve uccidere JB, mentre TLJ sembra reduce dal sequel de IL FUGGITIVO.
Questo quarto episodio è un po’ moscio, non paragonabile ai precedenti, non tanto come riprese e montaggio, ma come sceneggiatura.

giovedì 13 ottobre 2016

Andrzej Wajda

Incontro con Wajda al Festival di Venezia del 2014





Andrzej Wajda arriva al Festival di  Venezia con il film Walesa Man of Hope. Il cineasta 88enne non si risparmia in conferenza stampa. Il film doveva raccontare   Walesa visto dagli occhi della moglie Danuta che si sacrifica per il marito, ma poi il soggetto è stato stravolto. Il film parte con l'intervista-scontro fatta al leader polacco da Oriana Fallaci.
" E' la prima giornalista che chiede a Walesa cosa succederà, se arriveranno i carri armati russi. Ma Lech certo e sicuro risponde che questo non succederà, non arriveranno mai. Da qui si capisce l'acume politico dell'elettricista dei cantieri di Danzica che in tre giorni è diventato l'eroe della Polonia.
L'intervista con la Fallaci è un vero e proprio duello tra due persone molto intelligenti e rivedendola mi è sembrata  un vero e proprio dramma teatrale.
Walesa è l'eroe del suo tempo, adesso non può essere paragonabile con nessuno. Gli scioperi erano iniziati per protesta contro le basse retribuzioni degli operai, poi è nata Solidarność. Lech, un uomo umile e semplice, ne è diventato il leader carismatico con 10 milioni di iscritti."

Incontro poi casualmente A. Wajda, sorretto da un bastone e dalla traduttrice. Ha 88 anni ma un viso gioioso e due occhi azzurri che si stupiscono ancora. Mi complimento per il film su Walesa e poi estraggo dal portafoglio l'immagine della Madonna di Częstochowa che ho in tasca come protezione dal 1984. I suoi occhi si illuminano e sorride, si emoziona come un bambino, mi ringrazio e se ne va contento.

martedì 11 ottobre 2016

Dario Crapanzano - ARRIGONI E L'OMICIDIO DI VIA VITRUVIO - 6

Dario Crapanzano
ARRIGONI E L'OMICIDIO DI VIA VITRUVIO
Mondadori





1953. In un appartamento di via Vitruvio a Milano, viene trovato morto il patron di un teatro milanese. Il commissario Arrigoni indaga sul morto. Si scopre che ha fatto il grano ai tempi del fascismo, rubando e denunciando gli ebrei. Adesso non ne perde nemmeno una, di donne, s'intende. Faceva il galante con le attrici e cercava di portarsele a letto tutte, con tanto di fotografie osè.
Il sesso era per lui una fissazione.
Chi può averlo ucciso? La ex moglie? Una delle attrici sedotta e abbandonata? Qualcuno che si vendica del suo passato fascista?
Arrigoni con i suoi collaboratori indaga. La verità è a portata di mano e si svela ai lettori nelle ultime pagine del libro.

domenica 9 ottobre 2016

Dario Crapanzano - ARRIGONI E IL DELITTO DI VIA BRERA - 5

Dario Crapanzano
ARRIGONI E IL DELITTO DI VIA BRERA
Mondadori.




In un caldissimo luglio milanese del 1952 viene trovato morto un noto pubblicitario milanese. Sembra una rapina, ma alcune stranezze portano il commissario Arrigoni a pensare a una messinscena. Dalle indagini si scopre che il morto aveva una tresca con la segretaria, che scommetteva forte somme alla pelota basca di via Palermo e al casinò di Sanremo. Perdendo quasi sempre. L'agenzia pubblicitaria era in cattive acque da due anni, ma il morto spendeva e spandeva tra giochi d'azzardo e donne facili. 
Dove prendeva i soldi? Chi l'ha ucciso e qual è stato il movente?

mercoledì 5 ottobre 2016

Dario Crapanzano - ARRIGONI E IL CASO DI PIAZZALE LORETO - 4

Dario Crapanzano
ARRIGONI E IL CASO DI PIAZZALE LORETO
Mondadori




In una mattina nebbiosa viene trovata morta una bella giovane in una Topolino.
Partono le indagini con il commissario Arrigoni, il suo agente preferito De Pasquale e l'ispettore Giovine.
La donna ha una sorella gemella e sono proprietarie di un bar in piazzale Loreto, hanno vari immobili ereditati dai genitori.
Gli inquirenti scoprono che la morte è stata causata dal cianuro. Scoprono anche una che la ragazza era molto disinibita, civettuola, andava a feste in cui si esibiva in balli sexy, spogliandosi, dedica alla cocaina e ai liquori. Un ragazzo, un amante, uno zio che la corteggiava. La gemella è tutto l'opposto, seria, studiosa, insegnante. Una matassa ingarbugliata.

lunedì 3 ottobre 2016

Dario Crapanzano - ARRIGONI E LA BELLA DI CHIARAVALLE - 3

Dario Crapanzano
ARRIGONI E LA BELLA DI CHIARAVALLE
Mondadori




Questo giallo di Crapanzano mi è piaciuto un sacco. Perché? L’autore riesce a trasportare e a far trasparire sul commissario Arrigoni tutta l’umanità che un uomo può avere verso se stesso e gli altri. Sia che siano assassini, peccatori, falliti, poveracci. Meglio di Maigret. 

Questa la storia. Viene ritrovata assassinata con forbiciate all’addome una bellissima giovane, la Lina. Siamo nella prima metà degli anni ’50 a Milano, si prendeva il tram, si andava a piedi, l’atmosfera era di una città che stava ricostruendosi dopo la guerra. 
Si era a qualche anno dalla legge Merlin che avrebbe chiuso tutti i casini (le case chiuse).
La Lina era una bellissima prostituta che si alternava  tra Milano, Torino, Genova e Trieste  con tanto di facoltosi amanti extra lavoro. Nata povera, poi mondina, sveglia e consapevole della propria bellezza aveva capito che il suo corpo l’avrebbe potuta rendere ricca e indipendente. Arrigoni da buon servo dello Stato non  giudica il suo lavoro, le case chiuse erano legali, e neppure la povera Lina. Si trova a tu per tu con una disinvolta e provocante collega/amica della Lina, Veronica, che lo turba ma non lo fa deviare dalle sue certezze, la famiglia e il lavoro.
Le indagini e gli interrogatori si alternano senza frutto, finché un’intuizione del ns. genera un concatenarsi di rivelazioni che portano alla risoluzione del caso. Osservazione, ragionamento, intuizione, niente Dna e Csi ed il caso viene risolto.
 Dulcis in fundo, il suo spocchioso vice, alla veneranda età di 54 anni, trova l’anima gemella. Non è mai troppo tardi… di rivalutare l’umanità che è negli altri uomini, anche i più apparentemente cinici.


giovedì 29 settembre 2016

Dario Crapanzano - IL GIALLO DI VIA TADINO - 2

Dario Crapanzano
IL GIALLO DI VIA TADINO
Mondadori




Case di ringhiera con bagno in comune, gente che si alza alle 6,00 per andare a lavorare in bici, in tram oppure, in pochi, in motoretta, portandosi appresso la schiscieta per il pranzo.
Una donna ancora piacente si butta dal quarto piano. Suicidio per tutti, ma non per il commissario Arrigoni, che la donna buttandosi dalla balconata abbia gridato "Noooo", lo lascia perplesso.
Comincia perciò le indagini nel segno dell'omicidio.
La donna morta era disinvolta, andava a ballare e spesso portava i compagni di serata a casa e dava lezioni di chitarra a un bel giovane universitario. Il marito sembra un po' molle, la figlia ventenne detesta la madre, mentre la piccola di 10 anni non fa testo.
Aveva coinvolto anche una giovane vicina.
Arrigoni vuole conoscere vita, morte e miracoli della morta per arrivare a definire delle ipotesi. Interroga perciò gli abitanti della palazzina di via Tadino. Non approda a nulla, ma un'intuizione lo sveglia dalle sabbie mobili in cui il commissariato di Porta Venezia si è arenato.
Alla fine il caso sarà risolto ma Arrigoni sarà oltre che un pulotto, un esempio di umanità.