giovedì 20 ottobre 2016

José Sánchez del Río e Rolando Rivi




Domenica 16 ottobre il Santo Padre ha proclamato santo José Sánchez del Río, ragazzo messicano portabandiera dei Cristeros, che fu ucciso a 14 anni nel 1928.
Martire della fede, beato e ora santo.
Ha la stessa età, 14 anni, il seminarista Rolando Rivi ucciso nel 1945 nel triangolo della morte emiliano da parte dei partigiani comunisti.
Ora è beato, ma già è stato presentato un suo miracolo.

Un parallelismo non casuale il martirio in odium  fidei dei due giovani.
Josè è stato fucilato mentre apriva le braccia a croce e urla VIVA CRISTO RE, mentre il motto di Rolando era  IO SONO DI GESU'

Ho letto recentemente il libretto DIO SCEGLIE I PICCOLI - ROLANDO RIVI, scritto da Emilio Bonicelli  che ripercorre la vita di Rolando con alcuni interventi di Massimo Camisasca, vescovo di Reggio Emilia.


Il titolo mi ha fatto riflettere, sono infatti i più piccoli che ci stupiscono per lo loro spontaneità, freschezza, ingenuità, e che ci fanno commuovere  per la loro incapacità di difendersi.
Incontrare Josè e Rolando, è la testimonianza che Dio sceglie gli innocenti e i semplici per testimoniarLo.

mercoledì 19 ottobre 2016

ICARDI, ZANETTI, FACCHETTI






" C'è solo un capitano" questo si cantava al Meazza in onore di X. Zanetti.
C'è differenza tra chi porta la fascia al braccio per caso e chi invece è un leader.
 Mauro Icardi a 23 anni e già capitano dell'Inter, ma non è certo un leader.
Ha frignato per un lucroso rinnovo di contratto e poi come tanti, troppi, calciatori ha mandato in stampa la sua autobiografia.
A 23 anni? Con la vita davanti?
Ormai i calciatori sfruttano l'attimo per monetizzare, e poi, essendo un lavoro, si spostano dove l'euro tira di più sconfessando spesso con mali parole i presidenti precedenti, vedi Ibra e Higuain.
Veri e propri zingari.
Ma torniamo all'Inter.
La stampa ora accusa la società di aver lasciato in pasto il calciatore ai tifosi che fanno il bello ed il cattivo tempo. Peccato che sono stati proprio i giornali a tirare in ballo i poemi scritti da Icardi.
Bella morale.
In più il destino avverso gli ha fatto sbagliare un rigore e poi sappiamo come è andata a finire la partita.
Penso che i media dovrebbero attizzare meno incendi, i calciatori pensare a giocare e non a fare i provetti Manzoni e le società a bacchettare i tifosi facinorosi e i calciatori in fuorigioco.
I giocatori non mi pare prendano du lire, anzi, è dovrebbero dare il buon esempio verso i tifosi ed i ragazzini.
Ormai pare che oltre a scrivere poesie i calciatori frequentino assiduamente i barbieri e i saloni di Tattoo. Per non parlare dei saloni automobilistici e delle discoteche.

Altro calcio e altra dedizione quella del capitano X. Zanetti, grande calciatore e grande uomo anche fuori dal campo.
C'è un altro capitano che ha fatto la storia dell'Inter e della nazionale italiana, Giacinto Facchetti. Un gigante ed un'eleganza fuori dal comune, non un picchiatore o uno stracciamaglie, sempre corretto e pulito negli interventi, una sola squalifica nella sua carriera per aver protestato per un' ammonizione inflittagli battendo le mani all'arbitro.
Un signore anche da dirigente contro lo strapotere dei gobbi juventini.






A Facchetti è stato dedicato un fumetto dal titolo GIACINTO FACCHETTI -IL RUMORE NON FA IL GOL.  Gli autori, tra cui Davide Barzi famoso per la trasposizione in fumetti di Peppone e Don Camillo, hanno ripercorso la vita è la carriera del terzino interista attraverso gli occhi di un giornalista-tifoso.
Bei disegni in bianco e nero con le eccezioni  delle maglie colorate dell'Inter e della Nazionale.


GIACINTO FACCHETTI
IL RUMORE NON FA IL GOL
Paolo Maggioni - Davide Barzi - Davide Castelluccio
Ed. Becco Giallo

martedì 18 ottobre 2016

Dario Crapanzano - IL MISTERO DELLA GIOVANE INFERMIERA - 8



DARIO CRAPANZANO
IL MISTERO DELLA GIOVANE INFERMIERA
MONDADORI


Una giovane e bella infermiera viene trovata morta uccisa con delle martellate sulla testa, le hanno rubato la collana di perle e i soldi
Il commissario Arrigoni si butta a capofitto nell'indagine interrogando il fidanzato, il primario donnaiolo e sua moglie, la caposala, le amiche. Arriva ad un punto morto e viene redarguito dal questore. Lucia, moglie del commissario ha una illuminazione che porterà Arrigoni a risolvere il caso.

lunedì 17 ottobre 2016

Dario Crapanzano - Arrigoni e l'assassinio del prete bello - 7

Dario Crapanzano
Arrigoni e l'assassinio del prete bello
Oscar Gialli Mondadori



Il protagonista è il commissario Arrigoni della stazione di Polizia di Porta Venezia a Milano.
L'ambientazione  è quella del dopoguerra.
Viene trovato un giovane prete ucciso da un pugnale nel petto. Con i suoi collaboratori Arrigoni inizia ad indagare e scopre che il sacerdote era definito il prete bello, molto piacente alle donne. Molto attivo con i giovani, con i poveri, aveva creato una compagnia teatrale. Era molto criticato dai parrocchiani per i suoi rapporti con le donne.
Ucciso da qualche marito geloso? O da una donna anch'essa gelosa ?
Vengono interrogate tutte le persone che erano su una rubrica telefonica del prete, ma senza esito.
Un ispettore di Arrigoni, molto attento ai particolari, risolverà il giallo.

venerdì 14 ottobre 2016

Jason Bourne

JASON  BOURNE 




Se siete appassionati della saga di Jason Bourne, è uscito il quarto capitolo con Matt Damon.
Mi piace da morire MD che impersona JB, il primo film era non male, ma il secondo e il terzo con la regia di Paul Greengrass sono stati degli action movie spettacolari : gli inseguimenti e le azioni di combattimento sono state girate e soprattutto montate con la giusta frenesia, forse sopra le righe, ma realistiche ed efficaci. Il valore aggiunto è stato anche girare in varie location da un capo all’altro del mondo.
Anche l’ultimo episodio è girato da Greengrass ed ha come protagonisti Vincent Cassel e Tommy Lee Jones, il primo impersona in maniera egregia il killer che deve uccidere JB, mentre TLJ sembra reduce dal sequel de IL FUGGITIVO.
Questo quarto episodio è un po’ moscio, non paragonabile ai precedenti, non tanto come riprese e montaggio, ma come sceneggiatura.

giovedì 13 ottobre 2016

Andrzej Wajda

Incontro con Wajda al Festival di Venezia del 2014





Andrzej Wajda arriva al Festival di  Venezia con il film Walesa Man of Hope. Il cineasta 88enne non si risparmia in conferenza stampa. Il film doveva raccontare   Walesa visto dagli occhi della moglie Danuta che si sacrifica per il marito, ma poi il soggetto è stato stravolto. Il film parte con l'intervista-scontro fatta al leader polacco da Oriana Fallaci.
" E' la prima giornalista che chiede a Walesa cosa succederà, se arriveranno i carri armati russi. Ma Lech certo e sicuro risponde che questo non succederà, non arriveranno mai. Da qui si capisce l'acume politico dell'elettricista dei cantieri di Danzica che in tre giorni è diventato l'eroe della Polonia.
L'intervista con la Fallaci è un vero e proprio duello tra due persone molto intelligenti e rivedendola mi è sembrata  un vero e proprio dramma teatrale.
Walesa è l'eroe del suo tempo, adesso non può essere paragonabile con nessuno. Gli scioperi erano iniziati per protesta contro le basse retribuzioni degli operai, poi è nata Solidarność. Lech, un uomo umile e semplice, ne è diventato il leader carismatico con 10 milioni di iscritti."

Incontro poi casualmente A. Wajda, sorretto da un bastone e dalla traduttrice. Ha 88 anni ma un viso gioioso e due occhi azzurri che si stupiscono ancora. Mi complimento per il film su Walesa e poi estraggo dal portafoglio l'immagine della Madonna di Częstochowa che ho in tasca come protezione dal 1984. I suoi occhi si illuminano e sorride, si emoziona come un bambino, mi ringrazio e se ne va contento.

martedì 11 ottobre 2016

Dario Crapanzano - ARRIGONI E L'OMICIDIO DI VIA VITRUVIO - 6

Dario Crapanzano
ARRIGONI E L'OMICIDIO DI VIA VITRUVIO
Mondadori





1953. In un appartamento di via Vitruvio a Milano, viene trovato morto il patron di un teatro milanese. Il commissario Arrigoni indaga sul morto. Si scopre che ha fatto il grano ai tempi del fascismo, rubando e denunciando gli ebrei. Adesso non ne perde nemmeno una, di donne, s'intende. Faceva il galante con le attrici e cercava di portarsele a letto tutte, con tanto di fotografie osè.
Il sesso era per lui una fissazione.
Chi può averlo ucciso? La ex moglie? Una delle attrici sedotta e abbandonata? Qualcuno che si vendica del suo passato fascista?
Arrigoni con i suoi collaboratori indaga. La verità è a portata di mano e si svela ai lettori nelle ultime pagine del libro.