giovedì 12 gennaio 2017

SANREMO 2017 - MARIA DE FILIPPI E CARLO CONTI




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Il 67^ Festival della Canzone Italiana, detto alla buona Festival di Sanremo, è già partito scoppiettante e con fuochi d'artificio molto in anticipo. Non ieri con la conferenza stampa di presentazione, ma una settimana fa quando la rivista CHI aveva annunciato la partecipazione di Maria De Filippi.
Detto, fatto. Maria Oro De Filippi, affiancherà il Moro Carlo Conti nella conduzione. Non ci saranno vallette o fotomodelle, e la signora di Mediaset avrà un ruolo alla pari del conduttore, che è però il direttore artistico. La querelle con CHI era nata perché il settimanale sosteneva che tra i due conduttori c'era già un accordo nato da un approccio estivo a Follonica. E Pier Silvio pare si sia dovuto adeguare.
Maria Oro con i suoi programmi, prodotti dalla sua Fascino, tiene in piedi gli ascolti di Canale 5. La prima puntata di sabato scorso di C'è Posta per Te ha rasentato il 25% di share. Per non parlare di Amici e di Uomini e Donne. In altri articoli ho sempre scritto che tutto quello che lei tocca diventa oro e il Biscione le ha rinnovato ad occhi chiusi il contratto a giugno. Non scritto, ma detto, ha perciò avuto la forza di aiutare suo marito-mentore che ha un programma, L'Intervista su C5, Maurizio Racconta su Iris e M.Costanzo Show su Retequattro ma che si sposterà, guarda un po', su C5.
Su Maria Oro e sulla sua professionalità nulla da dire, rumors di vecchia data mi dicevano di una grande lavoratrice, attenta a tutto ciò che le accade intorno, pronta a cogliere ciò che può essere importante per i suoi prodotti, consigli esterni compresi. 
I suoi programmi forse sono criticabili e opinabili, anche se Amici è    orami un Saranno Famosi all'ennesimo potenza, che sforna poi personaggi  che sbancano le classifiche, vincendo anche Sanremo, e quest'anno usciti dalla sua scuola ci saranno Elodie, Sergio Sylvestre e Alessio Bernabei.
Mediaset, da anni non contro programma il Festival, cioè non si mette di traverso, perciò aldilà delle polemiche conCHI, nessun problema a cedere in prestito la De Filippi a Raiuno, diciamo forse che è una specie di joint venture.
Il Moro è il corrispettivo di Maria per la Rai. Anche i suoi programmi vanno bene ed il suo Festival ha lasciato il segno.
Per dirla tutta, sono l'eccellenza dei conduttori nazional popolari italiani.
Insieme dovrebbero fare sfracelli negli ascolti, questo lo verificheremo, certo che Maria potrebbe portare in dote a Raiuno il suo pubblico più giovane.
Presumo che Maria, come ha detto scherzando in conferenza stampa, farà qualche balletto con il Moro, ma non sarà solo la bella statuina che annuncia solo le canzoni.
Il Moro nelle vesti di direttore artistico ha confermato (e come non poteva!) che il fulcro del Festival sono la musica e le canzoni.
I big in gara saranno 22, due serate per loro, con eliminazioni provvisorie e ripescaggi con le cover e poi in 16 per la finale.
Alcuni nomi eccellenti: Al Bano, Paola Turci, Fiorella Mannoia, Fabrizio Moro, Giusy Ferrari, Gigi D'Alessio, Michele Zarrillo , Clementino, Marco Masini, etc.
Forse ho un po'  troppo sparolato sul duo Oro - Moro, ma sulle canzoni, non potendole per regolamento ascoltare prima, ne parleremo a tempo debito.

Anche gli ospiti saranno nazional popolari, con uno sguardo forse un po' troppo di... tendenza, con Tiziano Ferro, Ricky Martin, Mika, Giorgia e il tormentone Rag'n Bone Man, anche se il Moro pare stia trattando il grande Steve Wonder.

Veniamo poi al comico Crozza che sembra in pole-position per i suoi collegamenti. Ha lasciato La7 al 31 dicembre, anche se l'emittente continua a mandare in onda il suo folto magazzino ed approderà a Nove-Discovery Channell.
Non nego che mi piaccia e che Crozza nel Paese delle Meraviglie con le sue con le sue imitazioni, balletti, canzoni e gags sia stato un programma esilarante. Spero però che i suoi collegamenti per il Festival non siano esclusivamente simili a quelli del programma Di Martedì con Floris.
Due piccole postille.
1- Maria Oro, non percepirà un ghello. Ed anche questo non è paglia....

2- Visto che la musica va, e forse con un pizzico d'invidia, Bonolis ieri sera ha anticipato Sanremo con un "suo" programma, Music, una specie di festival della canzone della vita con dei big tipo J.Travolta, S.Le Bon, Ezio Bosso, Nek, Venditti, Fedez, Pelù, etc. Come dire, una nazionale cantanti internazionale che esegue la canzone preferita. Ma di questo ci aggiorniamo alla settimana prossima per la seconda serata.

lunedì 9 gennaio 2017

Bud Spencer e Terence Hill - TRINITA' . SPERANZA e CARITA'


Per chi è un fan di Bud Spencer e Terence Hill, consiglio questi 12 giornalini in bianco e nero del 1972 dell'editrice DUEGI con le avventure western di Speranza e Carità, i due cloni nella versione a fumetti degli eroi di Trinità.
Le tavole sono  di Cirap (Aldo Rapetti) e le sceneggiature di Tristano Torelli
Ne vale la pena.





















sabato 7 gennaio 2017

Anno Santo 1950


Anno Santo 1950

Settimana scorsa sono entrato in una libreria che vendeva anche libri usati e ad un tratto per terra ho visto questo ritaglio, probabilmente uscito da quale vecchio volume.
Sorpresa, è la preghiera per l'Anno Santo del 1950 composta da Papa Pio XII.



giovedì 5 gennaio 2017

The FAMILY MAN - il film per riflettere sul destino



The Family Man è un film del 2000 con Tea Leoni e Nicolas Cage.  La regia è di Brett  Ratner, conosciuto più come direttore di videoclip musicali e produttore, suo Revenant – Redivivo. Premesso che non è un gran film, è una commedia con happy end americana e le interpretazioni non sono da premio, ma comunque la storia fa riflettere.
Nicolas Cage è uno squalo di Wall Street, ricco, con Ferrari, senza peli sullo stomaco e single. Convoca una riunione per il giorno di Natale per una fusione da 100 milioni di dollari.
Tredici anni prima aveva preso la via di Londra per inseguire il suo sogno professionale, lasciando la bella fidanzata Tea. S’imbatte in un grillo parlante (Don Cheadle) che lo catapulta nella vita che avrebbe intrapreso se non fosse andato a Londra.
È chiaro che con i “SE “ la vita non esiste e la realtà è un’altra cosa.  
Ma continuiamo con il film. Il nostro si risveglia nel letto con Tea, con due figli e un cagnone. Lavora nel cambio gomme del suocero, vive in una modesta villetta con una marea di cambiali e la moglie è un avvocato no-profit che non si fa pagare le parcelle.
Sbigottito torna nel suo lussuoso attico, ma nessuno lo riconosce, incontra nuovamente Don Cheadle che guida la sua Ferrari e gli dice che questa è la vita che avrebbe dovuto vivere se avesse fatto in passato altre scelte. Il nostro appare frastornato, vuole ripudiare questa situazione paradossale, ma intanto il tempo passa.
Scopre di amare Tea e i due figli. L’amore guarisce e annulla la sua vita passata. Ma sul più bello riappare Don Chealde che lo fa ritornare alla vita da yuppie rampante.
E qui il nostro uomo cerca Tea che è un avvocato di successo e si sta trasferendo a Parigi, la ferma all’imbarco raccontandole della vita che avrebbe vissuto insieme a lei e ai figli. Tea non prende l’aereo e si ferma a bere una tazza di caffè con Nicolas.
Un’americanata con un finale da sogno, anzi possiamo dire che è una favola.                  

 Come dicevo pocanzi con i “SE” non si fa la storia, anzi con questo avverbio normalmente si parte per rammaricarci per qualcosa. Di grande insegnamento potrebbe essere la lettura di Momenti Fatali di Stefan Zweig, dove vengono narrati 14 episodi che hanno inciso sull’andamento della storia, uno su tutti, “SE” una porta della roccaforte di Bisanzio non  fosse stata lasciata inavvertitamente chiusa, i turchi sarebbero ancora lì fuori dalle mura.
Certo The Family Man ricorda molto le due vite parallele di Sliding Doors del 1998, dove anche lì il destino di G.Paltrow cambiava “SE” prendeva o meno la metropolitana.
La parola chiave è destino. Certo è che non lo creiamo noi, anche se le nostre scelte lo condizionano, ma comunque è tutto in un disegno già scritto e non casuale. Io almeno la penso così, compresi i dolori e le difficoltà che si incontrano nella vita. Opinabile perciò il fatto di poter scegliere la vita parallela, ma nel film Nicolas Cage ha un’alternativa alla sua aridità e ai suoi soldi che lo smuove dalla sua posizione: una moglie e due figli che gli vogliono bene e che gli han fatto capire quali siano i valori giusti e buoni per la sua vita.
Essere abbracciati e lasciarsi abbracciare (ci vuole anche questo) cambia la vita.

Come scrivevo inizialmente il film non è un granchè, è una commedia divertente, sempre meglio però della violenza alla Tarantino,  e visto con questo sguardo ci dà  un barlume di apertura e positività che trascende il film stesso.

martedì 3 gennaio 2017

FUMETTO: Carlo Lucarelli - Onofrio Catacchio - L'ISPETTORE COLIANDRO a fumetti

Carlo Lucarelli - Onofrio Catacchio


L'ISPETTORE COLIANDRO

   Coliandro indaga
   Editoriale Cosmo






A settembre è uscito in edicola il fumetto in bianco e nero con 5 avventure complete dell'ispettore Coliandro.  Molti hanno pensato che dopo il successo della fiction tv, ora il poliziotto è arrivato anche in edicola.
Non è così, facciamo un po' di passi indietro.
Carlo Lucarelli scrisse nel 1991 un racconto con il nostro eroe per un'antologia che raccoglieva vari racconti gialli. All'editore piacque il personaggio fetente ed ironico in divisa che propose a Lucarelli di scrivere dei romanzi. Nacquero FALANGE ARMATA e IL GIORNO DEL LUPO. Nel 2006 Coliandro approdò in tv.
Nel 1994 arrivò nelle edicole COLIANDRO,  sceneggiato da Lucarelli e disegnato da Onofrio Catacchio,  con cinque racconti.



1 - Poliziotti e Puttane, dove C controlla il territorio con dei colleghi che infangano la divisa.
2 - Il Tunisino. Boss dello spaccio viene venduto da una prostituta che chiede in cambio a C di ucciderlo.
3 - Mariangela. Qui C deve scortare una detenuta in treno a Milano.
4 - Nikita. Insieme a una bella ragazza stile eroina di L.Besson, il nostro cerca gli assassini di un povero punk.
5 - Autogrill. Un uomo viene ucciso nel parcheggio di una stazione di servizio. Una nuova banda vuol prendere il comando dello spaccio della droga.




Il fumetto uscito a settembre è una riedizione di quello uscito nel 1994, ormai introvabile. Anche questa stampa è andata esaurita.
La differenza sta nella copertina, infatti nell'ultima uscita abbiamo ammanettati insieme due Coliandro, a sinistra quello del fumetto e a destra quello televisivo impersonato da G.Morelli.
Buon fumetto, ben disegnato. Coliandro ha l'aria di essere un duro detective degli hard boiled americani.






lunedì 2 gennaio 2017

PRESEPE VIVENTE di AGLIATE


PRESEPE  VIVENTE
AGLIATE




Da 41 anni ad Agliate (Carate B.za) il 26 dicembre si svolge il presepe vivente.
Migliaia i visitatori.













venerdì 30 dicembre 2016

Film: IL GENIO DELLA TRUFFA di Ridley Scott






IL GENIO DELLA TRUFFA (2003)
regia di Ridley Scott

È un film non certo recente, 2003, e che non ha entusiasmato i critici. Non mi è dispiaciuto e non è per nulla banale. Parlo de IL GENIO DELLA TRUFFA di Ridley Scott con Nicolas Cage.  Il regista quasi ottantenne, insieme a Spielberg e Eastwood è uno dei più grandi director, ma  ormai vincerà l’Oscar, se va bene, alla carriera, visto che in Usa è stato spesso bistrattato.  Il protagonista , NC, non è considerato un fenomeno, già da tempo ha sempre le stesse espressioni qualunque film interpreti. Qui però mi è piaciuto.
Sarò un po’ schematico ma divido il film in scene.
Scena 1. Cage è il genio delle truffe che pian piano ha messo via una milionata di dollari. Insieme al suo giovane compare, Frank, campa circuendo telefonicamente casalinghe perlopiù vecchiette.
È un personaggio particolare: introverso, vive in una casa che pulisce in continuazione, ha tic a iosa, si lava le mani continuamente, ansia a mille, mangia solo cibi in scatola tanto da attirare l’attenzione di una cassiera del market.                   Sul lavoro però è una mente (criminale).
Scena 2. Irrompe sconquassando tutto una bella ragazzina di 14 anni, Angela: afferma di essere la figlia di NC, nata dalla ex moglie e abbandonata alla notizia del concepimento. Il genio si sente di aver mancato in responsabilità per troppi anni e l’accoglie in casa propria scombinando la sua routine fatta di perfezioni e di maniacalità. Essendo stato assente, se ne fa una colpa ma al tempo stesso cerca di recuperare il tempo perduto.
Scena 3. Chiaramente il nostro genio va in tilt ed il suo compare di truffe lo manda da un terapeuta amico che gli somministra pastiglie. Al tempo stesso il giovin socio gli propone il colpo del secolo, one million dollar, ai danni di uno sprovveduto riccone.
Scena 4. Angela si affeziona al padre e decide di essere come lui, una grande truffatrice. Cage fa muro ma poi cede coinvolgendola nella truffa al riccone. Ma il tutto  finisce male, con l’uccisione da parte di Angela del truffato.
Scena 5.  Succede il patatrac: non tutto è come appare. NC scopre che il terapeuta si è dileguato, le medicine erano solo pasticche innocue,  tutti si sono scomparsi e lui è rimasto povero in canna. Dulcis in fundo, Angela non era sua figlia, la ex moglie aveva perso la creatura dopo poco mesi il concepimento.
Il genio della truffa è stato gabbato alla grande.
Giallo e thriller forse  non eccezionale, anche se non scontato, ma girato molto bene da Ridley Scott. E non finisce qua.
Dalla sconfitta il ns. genio ha un moto di cambiamento.
Penultima scena. NC ora si guadagna da vivere vendendo moquette e nel negozio entra Angela con il suo ragazzo. Gelo. Si scopre che anche lei alla fine è stata truffata, ma che ha un buon ricordo del “padre”.
Ultima scena. NC esce dal lavoro, compra un po’ di spesa e va a casa. Non è più la lussuosa villetta con piscina e moquette bianca alta cinque centimetri, lui non balbetta più, non ha più tic, è una persona normale. E chi c’è ad aspettarlo? La cassiera del supermercato, quella che era stata attirata dal suo comprare cibo in scatola. Nicolas la bacia e le accarezza il pancione, lei aspetta un bimbo.
L’amore ha il potere di operare cambiamenti. Anche nei banditi.

Di più non scrivo. Il giudizio è dentro di voi.