lunedì 16 gennaio 2017

Canale 5 - MUSIC con Paolo Bonolis



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Di solito mi lamento in silenzio, perlomeno tra me e me, anche se di una serie di programmi televisivi proprio ne ho la nausea, parlo di tutte quelle trasmissioni, e sono tante, che si occupano di cucina. Ormai si ingrassa solo guardando il piccolo schermo e spesso mi chiedo: ma perché i cuochi sono così antipatici?  Sopporto un po’ Cannavacciuolo, anche se oltre che sovrappeso, sta diventando sovraesposto.             E poi scopro che, nonostante questo sovraffollamento mediatico culinario, le donne che mi invitano a cena non è che abbiano raffinato l’arte del cucinar meglio, anzi…. Non se ne può più, ci vorrebbe un po’ di digiuno… televisivo.
Dopo questa digressione oggi voglio parlare di musica e tv, visto che ho scritto settimana scorsa sulla conferenza stampa- lancio del Festival di Sanremo, anticipando Music la serata di Canale 5 di Bonolis.                                                                               Una breve premessa. Oltre ai programmi di cucina, il piccolo schermo è ricco di trasmissioni ed eventi musicali. Ci sono i veri e propri talent come Amici, The Voice, X Factor, di cui si parla spesso a sproposito. A parte il programma di Maria Oro De Filippi, negli altri vengono messi in evidenza dai media soprattutto le liti e gli scazzi dei vari giurati famosi.                                                                                                  Nel 2016, a memoria non c’è stata sfida tra Rai e Mediaset con ragazzini-cantanti, e questo è un bene, io sono ancora per lo Zecchino d’Oro (anche senza il Mago Zurlì), esasperare le competizioni con i bambini non è educativo, soprattutto utilizzando il mostro televisivo.
Buona l’idea di proporre grandi concerti live, e qui parliamo di Italia1 e Canale 5, con Gianna Nannini, Pooh, Modà, Emma, Alessandra Amoroso, Laura Pausini.               Gli ascolti su Canale 5 si sono attestati tra il 9 e il 13% di share, mentre sulla rete cugina non si è andati oltre il 5% .
Prima di parlare di Music e Bonolis, facciamo un salto a RaiUno dove al venerdì in prima serata Amedeus presenta Music Quiz, due squadre con personaggi famosi che gareggiano con giochi e quiz in cui la musica è la padrona. Non male anche se dopo quattro puntati si attesta ad una media del 15% di share.

Ora passiamo a Canale 5 dove il bravo Bonolis si è creato due serate musicali, Music, molto semplici ed efficaci, grandi cantanti e musicisti che propongono la loro canzone del cuore. Il risultato della prima serata è stato buono, 21% di share con 4.700.000 teste, vedremo questa settimana cosa riuscirà a fare. Certo direte voi, con ospiti come Fedez e J-Ax, Simon Le Bon, J.Travolta, Cuccarini, Renga, Avitabile, J.Miles, Elisa,  non si poteva fare di meno. Una serata da gustare e da cantare, e qui viene la nota dolente e maligna. È chiaro come il sole che il bravo Bonolis si è creato una serata a suo uso e consumo, da one man show, e questo non è un peccato, ma in troppi momenti si è rasentato il Senso della vita, programma non banale in cui spiccava però l’egocentrismo di Paolino con domande inutili e pallose agli ospiti.  Siamo d’accordo che non poteva solo presentare i cantanti e le cover, però poteva evitare almeno un po’ i suoi sermoni che hanno fatto terminare il programma dopo le ore 24.00. E di questo anche Aldone Grasso se n’è giustamente lamentato. Veniamo ora alla furbata. Di fatto è stata una serata alla Sanremo, ma in anticipo. Scenografia stellare di Castelli e figlia, ledwall a valanga, un’orchestra di 65 elementi, luci motorizzate a raffica, ospitoni. Presumo che una serata di prime-time del genere non possa costare meno di un milione e trecentomila euro. Poi le fasce pubblicitarie sono arrivate ogni quaranta minuti, di breve durata a parte la telepromozione con Paolino chiaramente protagonista. Non si saprà mai se Mediaset ci ha perso o guadagnato. Poi il cazzeggio già visto e rivisto con Laurenti… che invece è un ottimo musicista.  Da non dimenticare che la forza di Paolino è nella squadra, Cenci come regista e della casa di produzione, Arcobaleno. Tutto sotto controllo della famiglia Presta, agente di Bonolis, Cenci, etc., di forte peso nei palinsesti di Rai e come si è visto anche in Mediaset. 

sabato 14 gennaio 2017

Film - SONG'E NAPULE

SONG'E NAPULE
regia Manetti Bros. (2014)






Se volete vedere un film senza pretese ma divertente ed al tempo stesso godere di un poliziesco non succulento e spruzzasangue, vi propongo questo film con Giampiero Morelli, il trucido ispettore Coliandro, qui non protagonista principale e neppure pulotto, ma nei panni di Lollo Love, famoso cantante neomelodico napoletano che si esibisce a matrimoni, cresime, battesimi, compleanni, etc.
La star è invece Paco Stillo ( Alessandro Roja), pianista raccomandato che viene arruolato in Polizia.
Quando il commissario Cammarota (Paolo Sassanelli, già sodale antipatico di Coliandro) scopre il suo estro lo fa infiltrare nella band di Lollo Love che canterà al matrimonio della figlia di un noto boss, dove sarà  invitato uno spietato killer, (Peppe Servillo), che nessuno ha mai catturato .
Come finirà? Guardatelo.

I registi, Manetti Bros, si sono spostati da Bologna a Napoli, ma hanno lo stesso stile e tecnica che utilizzano per le fiction di Coliandro. Questi nelle vesti di cantante non è poi male, si diverte ma non fa la star. Sua  l'idea di questo film.

giovedì 12 gennaio 2017

SANREMO 2017 - MARIA DE FILIPPI E CARLO CONTI




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Il 67^ Festival della Canzone Italiana, detto alla buona Festival di Sanremo, è già partito scoppiettante e con fuochi d'artificio molto in anticipo. Non ieri con la conferenza stampa di presentazione, ma una settimana fa quando la rivista CHI aveva annunciato la partecipazione di Maria De Filippi.
Detto, fatto. Maria Oro De Filippi, affiancherà il Moro Carlo Conti nella conduzione. Non ci saranno vallette o fotomodelle, e la signora di Mediaset avrà un ruolo alla pari del conduttore, che è però il direttore artistico. La querelle con CHI era nata perché il settimanale sosteneva che tra i due conduttori c'era già un accordo nato da un approccio estivo a Follonica. E Pier Silvio pare si sia dovuto adeguare.
Maria Oro con i suoi programmi, prodotti dalla sua Fascino, tiene in piedi gli ascolti di Canale 5. La prima puntata di sabato scorso di C'è Posta per Te ha rasentato il 25% di share. Per non parlare di Amici e di Uomini e Donne. In altri articoli ho sempre scritto che tutto quello che lei tocca diventa oro e il Biscione le ha rinnovato ad occhi chiusi il contratto a giugno. Non scritto, ma detto, ha perciò avuto la forza di aiutare suo marito-mentore che ha un programma, L'Intervista su C5, Maurizio Racconta su Iris e M.Costanzo Show su Retequattro ma che si sposterà, guarda un po', su C5.
Su Maria Oro e sulla sua professionalità nulla da dire, rumors di vecchia data mi dicevano di una grande lavoratrice, attenta a tutto ciò che le accade intorno, pronta a cogliere ciò che può essere importante per i suoi prodotti, consigli esterni compresi. 
I suoi programmi forse sono criticabili e opinabili, anche se Amici è    orami un Saranno Famosi all'ennesimo potenza, che sforna poi personaggi  che sbancano le classifiche, vincendo anche Sanremo, e quest'anno usciti dalla sua scuola ci saranno Elodie, Sergio Sylvestre e Alessio Bernabei.
Mediaset, da anni non contro programma il Festival, cioè non si mette di traverso, perciò aldilà delle polemiche conCHI, nessun problema a cedere in prestito la De Filippi a Raiuno, diciamo forse che è una specie di joint venture.
Il Moro è il corrispettivo di Maria per la Rai. Anche i suoi programmi vanno bene ed il suo Festival ha lasciato il segno.
Per dirla tutta, sono l'eccellenza dei conduttori nazional popolari italiani.
Insieme dovrebbero fare sfracelli negli ascolti, questo lo verificheremo, certo che Maria potrebbe portare in dote a Raiuno il suo pubblico più giovane.
Presumo che Maria, come ha detto scherzando in conferenza stampa, farà qualche balletto con il Moro, ma non sarà solo la bella statuina che annuncia solo le canzoni.
Il Moro nelle vesti di direttore artistico ha confermato (e come non poteva!) che il fulcro del Festival sono la musica e le canzoni.
I big in gara saranno 22, due serate per loro, con eliminazioni provvisorie e ripescaggi con le cover e poi in 16 per la finale.
Alcuni nomi eccellenti: Al Bano, Paola Turci, Fiorella Mannoia, Fabrizio Moro, Giusy Ferrari, Gigi D'Alessio, Michele Zarrillo , Clementino, Marco Masini, etc.
Forse ho un po'  troppo sparolato sul duo Oro - Moro, ma sulle canzoni, non potendole per regolamento ascoltare prima, ne parleremo a tempo debito.

Anche gli ospiti saranno nazional popolari, con uno sguardo forse un po' troppo di... tendenza, con Tiziano Ferro, Ricky Martin, Mika, Giorgia e il tormentone Rag'n Bone Man, anche se il Moro pare stia trattando il grande Steve Wonder.

Veniamo poi al comico Crozza che sembra in pole-position per i suoi collegamenti. Ha lasciato La7 al 31 dicembre, anche se l'emittente continua a mandare in onda il suo folto magazzino ed approderà a Nove-Discovery Channell.
Non nego che mi piaccia e che Crozza nel Paese delle Meraviglie con le sue con le sue imitazioni, balletti, canzoni e gags sia stato un programma esilarante. Spero però che i suoi collegamenti per il Festival non siano esclusivamente simili a quelli del programma Di Martedì con Floris.
Due piccole postille.
1- Maria Oro, non percepirà un ghello. Ed anche questo non è paglia....

2- Visto che la musica va, e forse con un pizzico d'invidia, Bonolis ieri sera ha anticipato Sanremo con un "suo" programma, Music, una specie di festival della canzone della vita con dei big tipo J.Travolta, S.Le Bon, Ezio Bosso, Nek, Venditti, Fedez, Pelù, etc. Come dire, una nazionale cantanti internazionale che esegue la canzone preferita. Ma di questo ci aggiorniamo alla settimana prossima per la seconda serata.

lunedì 9 gennaio 2017

Bud Spencer e Terence Hill - TRINITA' . SPERANZA e CARITA'


Per chi è un fan di Bud Spencer e Terence Hill, consiglio questi 12 giornalini in bianco e nero del 1972 dell'editrice DUEGI con le avventure western di Speranza e Carità, i due cloni nella versione a fumetti degli eroi di Trinità.
Le tavole sono  di Cirap (Aldo Rapetti) e le sceneggiature di Tristano Torelli
Ne vale la pena.





















sabato 7 gennaio 2017

Anno Santo 1950


Anno Santo 1950

Settimana scorsa sono entrato in una libreria che vendeva anche libri usati e ad un tratto per terra ho visto questo ritaglio, probabilmente uscito da quale vecchio volume.
Sorpresa, è la preghiera per l'Anno Santo del 1950 composta da Papa Pio XII.



giovedì 5 gennaio 2017

The FAMILY MAN - il film per riflettere sul destino



The Family Man è un film del 2000 con Tea Leoni e Nicolas Cage.  La regia è di Brett  Ratner, conosciuto più come direttore di videoclip musicali e produttore, suo Revenant – Redivivo. Premesso che non è un gran film, è una commedia con happy end americana e le interpretazioni non sono da premio, ma comunque la storia fa riflettere.
Nicolas Cage è uno squalo di Wall Street, ricco, con Ferrari, senza peli sullo stomaco e single. Convoca una riunione per il giorno di Natale per una fusione da 100 milioni di dollari.
Tredici anni prima aveva preso la via di Londra per inseguire il suo sogno professionale, lasciando la bella fidanzata Tea. S’imbatte in un grillo parlante (Don Cheadle) che lo catapulta nella vita che avrebbe intrapreso se non fosse andato a Londra.
È chiaro che con i “SE “ la vita non esiste e la realtà è un’altra cosa.  
Ma continuiamo con il film. Il nostro si risveglia nel letto con Tea, con due figli e un cagnone. Lavora nel cambio gomme del suocero, vive in una modesta villetta con una marea di cambiali e la moglie è un avvocato no-profit che non si fa pagare le parcelle.
Sbigottito torna nel suo lussuoso attico, ma nessuno lo riconosce, incontra nuovamente Don Cheadle che guida la sua Ferrari e gli dice che questa è la vita che avrebbe dovuto vivere se avesse fatto in passato altre scelte. Il nostro appare frastornato, vuole ripudiare questa situazione paradossale, ma intanto il tempo passa.
Scopre di amare Tea e i due figli. L’amore guarisce e annulla la sua vita passata. Ma sul più bello riappare Don Chealde che lo fa ritornare alla vita da yuppie rampante.
E qui il nostro uomo cerca Tea che è un avvocato di successo e si sta trasferendo a Parigi, la ferma all’imbarco raccontandole della vita che avrebbe vissuto insieme a lei e ai figli. Tea non prende l’aereo e si ferma a bere una tazza di caffè con Nicolas.
Un’americanata con un finale da sogno, anzi possiamo dire che è una favola.                  

 Come dicevo pocanzi con i “SE” non si fa la storia, anzi con questo avverbio normalmente si parte per rammaricarci per qualcosa. Di grande insegnamento potrebbe essere la lettura di Momenti Fatali di Stefan Zweig, dove vengono narrati 14 episodi che hanno inciso sull’andamento della storia, uno su tutti, “SE” una porta della roccaforte di Bisanzio non  fosse stata lasciata inavvertitamente chiusa, i turchi sarebbero ancora lì fuori dalle mura.
Certo The Family Man ricorda molto le due vite parallele di Sliding Doors del 1998, dove anche lì il destino di G.Paltrow cambiava “SE” prendeva o meno la metropolitana.
La parola chiave è destino. Certo è che non lo creiamo noi, anche se le nostre scelte lo condizionano, ma comunque è tutto in un disegno già scritto e non casuale. Io almeno la penso così, compresi i dolori e le difficoltà che si incontrano nella vita. Opinabile perciò il fatto di poter scegliere la vita parallela, ma nel film Nicolas Cage ha un’alternativa alla sua aridità e ai suoi soldi che lo smuove dalla sua posizione: una moglie e due figli che gli vogliono bene e che gli han fatto capire quali siano i valori giusti e buoni per la sua vita.
Essere abbracciati e lasciarsi abbracciare (ci vuole anche questo) cambia la vita.

Come scrivevo inizialmente il film non è un granchè, è una commedia divertente, sempre meglio però della violenza alla Tarantino,  e visto con questo sguardo ci dà  un barlume di apertura e positività che trascende il film stesso.

martedì 3 gennaio 2017

FUMETTO: Carlo Lucarelli - Onofrio Catacchio - L'ISPETTORE COLIANDRO a fumetti

Carlo Lucarelli - Onofrio Catacchio


L'ISPETTORE COLIANDRO

   Coliandro indaga
   Editoriale Cosmo






A settembre è uscito in edicola il fumetto in bianco e nero con 5 avventure complete dell'ispettore Coliandro.  Molti hanno pensato che dopo il successo della fiction tv, ora il poliziotto è arrivato anche in edicola.
Non è così, facciamo un po' di passi indietro.
Carlo Lucarelli scrisse nel 1991 un racconto con il nostro eroe per un'antologia che raccoglieva vari racconti gialli. All'editore piacque il personaggio fetente ed ironico in divisa che propose a Lucarelli di scrivere dei romanzi. Nacquero FALANGE ARMATA e IL GIORNO DEL LUPO. Nel 2006 Coliandro approdò in tv.
Nel 1994 arrivò nelle edicole COLIANDRO,  sceneggiato da Lucarelli e disegnato da Onofrio Catacchio,  con cinque racconti.



1 - Poliziotti e Puttane, dove C controlla il territorio con dei colleghi che infangano la divisa.
2 - Il Tunisino. Boss dello spaccio viene venduto da una prostituta che chiede in cambio a C di ucciderlo.
3 - Mariangela. Qui C deve scortare una detenuta in treno a Milano.
4 - Nikita. Insieme a una bella ragazza stile eroina di L.Besson, il nostro cerca gli assassini di un povero punk.
5 - Autogrill. Un uomo viene ucciso nel parcheggio di una stazione di servizio. Una nuova banda vuol prendere il comando dello spaccio della droga.




Il fumetto uscito a settembre è una riedizione di quello uscito nel 1994, ormai introvabile. Anche questa stampa è andata esaurita.
La differenza sta nella copertina, infatti nell'ultima uscita abbiamo ammanettati insieme due Coliandro, a sinistra quello del fumetto e a destra quello televisivo impersonato da G.Morelli.
Buon fumetto, ben disegnato. Coliandro ha l'aria di essere un duro detective degli hard boiled americani.