Maurizio De Giovanni
PANE - Per i bastardi di Pizzofalcone
Einaudi
Continua la saga de I BASTARDI DI PIZZOFALCONE, il commissariato di Napoli dove sono confluiti dei poliziotti per varie ragioni emarginati ma che dando il loro massimo contributo e facendo squadra ottengono dei buoni risultati.
Omicidi e malavita che si incrociano con l'umanità dei poliziotti del commissariato.
Favoloso il primo capitolo in cui viene introdotto il pensiero del fornaio sul senso del lavoro e significato del pane. Verrà ucciso e mentre una parte della procura pensa ad un omicidio ordito dalla camorra, i nostri vagliano un'altra pista.
Poi c'è un improbabile stalking ad una coppia sgangherata e continua da parte di uno dei poliziotti l'inchiesta su dei suicidi sospetti.
In tutto questo emergono le figure del geniale Cinese con la sua storia di cuore controversa con il magistrato; del poliziotto simil-Coliandro in coppia con Alex, lesbica con il suo amore incerto ma passionale con la dottoressa della scientifica; con Romano che tenta il ricongiungimento con la moglie. Bello il capitolo in cui i due sono a cena insieme.
Scontato forse il thriller, ma molto umano il libro in generale.
domenica 22 gennaio 2017
venerdì 20 gennaio 2017
Fiction: I Bastardi di Pizzofalcone
http://www.ilsussidiario.net
La tv del buonismo dà i suoi frutti, Raiuno con le fiction di un prete, di una suora e di un ecologico forestale sbanca gli ascolti da anni, mentre la concorrenza Mediaset con la sua Antimafia, Infiltrato e Solo arranca paurosamente nei bassifondi dello share.
Per non parlare dell'ultima bizzarra trovata di Canale 5, il Bello delle Donne ... Alcuni Anni Dopo, che venerdì si è fermato ad un misero 12% di share. Non ci vuole uno scienziato della tv per capire che da tempo il settore fiction di Mediaset dovrebbe cambiare rotta.
La Rai, però, anche quando punta sul poliziesco, spacca.
Ha aperto le danze Rocco Schiavone su Raidue ed ora con i Bastardi di Pizzofalcone ci sono stati fuochi d'artificio stile capodanno napoletano, data la location.
Le prime due puntate su Raiuno sono arrivate entrambe al 25% di share con quasi 7.000.000 di teste, un risultato forse inaspettato ma da cui si arguisce che dietro le quinte c'è stato un buon lavoro.
Se le fiction di Taodue per Mediaset sono ferme allo stile de la Piovra (senza offesa per Cattani), si assomigliano tutte e con interpretazioni spesso imbarazzanti, RaiFiction attinge dove il poliziesco e il crime sbanca nell'editoria con De Giovanni con iBastardi e Manzini con Schiavone. Dopo Aosta e Napoli resterebbero ancora Milano con Biondillo ed il suo ispettore Ferraro, Roma con Ricciardi e il commissario Ponzetti e Bari con Carofiglio e il maresciallo Fenoglio.
A dirla tutta Mediaset nel 2007 aveva portato sullo schermo un personaggio di Carofiglio, un legal-thriller con l'avvocato Guido Guerrieri, interpretato dal bravo Emilio Solfrizzi, ma nonostante la regia di Sironi (Montalbano) e la sceneggiatura di Francesco Piccolo, il risultato non era stato eclatante e dopo due puntate la serie si è fermata.
Parliamo ora di Pizzofalcone, anzi partiamo dal suo autore, De Giovanni, che è un affermato scrittore di romanzi sportivi e vari, della serie del commissario Ricciardi ambientata negli anni '30 e poi del commissariato napoletano.
La storia in sintesi. A Pizzofalcone, dopo un repulisti di agenti infedeli (i Bastardi), sono arrivati un po' di poliziotti sfigati. L'intenzione è che il commissariato venga chiuso. Ma inaspettatamente si crea un amalgama che ottiene successi inaspettati nella risoluzione dei crimini.
I sei romanzi di De Giovanni sono ambientati a Napoli, facile direte voi, difficile dico io non cadere nella scontatezza. E l'autore ci riesce, affrontando casi di criminalità ma allo stesso tempo valorizzando e caratterizzando gli aspetti umani dei protagonisti e le loro storie personali. Abbiamo il vicequestore Palma tutto d'un pezzo, la bella lesbica Alex tiratrice da olimpiadi, il silenzioso Pisanelli, Ottavia topo d'archivio, Aragona la macchietta gagà stile Coliandro, Romano il collerico e il cinese Lojacono. Questi trasferito dalla Sicilia per sospetti inciuci mafiosi è il protagonista.
I romanzi sono scritti bene, coinvolgenti, non truculenti di sangue, incentrati sulle vicende personali dei poliziotti che si intersecano con i vari omicidi.
La fiction rispecchia in buona parte la serie dello scrittore.
Il regista, Carlo Carlei, ha voluto dare un tocco stilistico che lascia il segno utilizzando molta steadycam e molto l'ottica grandangolare. Questa non solo per riprendere la bellezza di Napoli ma anche gli interni facendo risaltare le location dei palazzi napoletani. Non perciò cartoline ferme e pulite come Sironi per Montalbano.
Forse il montaggio, con campi, primi piani e controcampi è un po' troppo frenetico.
Azzeccate e convincenti le scelte degli attori e le loro interpretazioni. Gassmann ottimo per il cinese Lojacono, aldilà della somiglianza; bravo il silenzioso Pisanello che da par suo indaga su strani suicidi e parla in casa con lo spirito della moglie defunta; simpatico ma non eccessivo il bulletto Aragona che vive in un hotel di lusso pagato dai genitori e convincente il drammatico e iroso Romano.
Molto buone le caratterizzazioni femminili con Ottavia che vive la difficoltà di crescere un figlio autistico; Alex Di Nardo con l'esasperante genitore e la sua nascosta omosessualità; la Crescentini nelle vesti del duro pm Piras che si scioglierà con Lojacono e della marginale ristoratrice innamorata persa dell'ispettore.
Come dicevo, le storie personali si incrociano con il lavoro. Così è nella vita di ciascuno di noi e nella realtà. L'uomo è tutt'uno e si porta appresso (anche quando lavora) le proprie vicende personali e questo è il realismo del romanzo e della fiction.
La location, l'atmosfera della napolanità nella gestualità e nella verbosità aggiungono un tocco che poteva essere macchiettistico, ma che invece è stato dosato bene e aiuta sicuramente il racconto e la sceneggiatura.
Omicidi e crimini ci sono, ma il sangue non scorre come sulle paginate dei giornali o nel programma della D'Urso.
Buona sceneggiatura, ottime interpretazioni ed un costante mix di vicende umane senza tralasciare il crime che sembra di contorno, ma non lo è.
Per concludere, non l'ho dimenticata ma la cito per ultima essendo la mia preferita, un'altra fiction di successo andata in onda a furor di popolo su Raidue è l'Ispettore Coliandro con il bravissimo Giampaolo Morelli, sceneggiata da Carlo Lucarelli, girata e montata benissimo dai Manetti Bros.
Meditate gente di Mediaset, meditate....
mercoledì 18 gennaio 2017
Bill Browder - RED NOTICE. SCACCO AL CREMLINO
Bill Browder
RED NOTICE. SCACCO AL CREMLINO
Baldini e Castoldi
Alla luce di quello che sta succedendo tra la Russia di Putin e gli ultimi colpi di coda di Obama, sicuramente ne verrà tratto un film.
È la storia autobiografica di Bill Browder, americano, con il pallino degli investimenti e dei fondi, che per primo intravede la possibilità di investire nel mercato economico russo.
Arriverà ad avere un portfolio con un miliardo di dollari di investimenti. Crollerà, recupererà tutto. Incontrerà sulla sua strada gli oligarchi.
Farà la guerra con alcuni di loro, finché non sarà respinto alla frontiera russa come ospite sgradito. Una macchinazione contro lui e le sue società cercherà di confiscargli tutto. Per Btower c'è lo zampino di Putin. Si rifugerà a Londra portando alcuni suoi fidati collaboratori russi e famiglie. Solo uno, un innocuo fiscalista, Sergei Magnitsky resterà a Mosca e verrà imprigionato, torturato e ucciso a manganellate.
Bill Browder riuscirà a far approvare una legge negli Stati Uniti, Magnitsky Act, che confisca i beni e arresta i colpevoli di violazione dei diritti umani.
lunedì 16 gennaio 2017
Canale 5 - MUSIC con Paolo Bonolis
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Di solito mi lamento in silenzio, perlomeno tra me e
me, anche se di una serie di programmi televisivi proprio ne ho la nausea,
parlo di tutte quelle trasmissioni, e sono tante, che si occupano di cucina.
Ormai si ingrassa solo guardando il piccolo schermo e spesso mi chiedo: ma
perché i cuochi sono così antipatici? Sopporto
un po’ Cannavacciuolo, anche se oltre che sovrappeso, sta diventando
sovraesposto. E poi scopro
che, nonostante questo sovraffollamento mediatico culinario, le donne che mi
invitano a cena non è che abbiano raffinato l’arte del cucinar meglio, anzi….
Non se ne può più, ci vorrebbe un po’ di digiuno… televisivo.
Dopo questa digressione oggi voglio parlare di
musica e tv, visto che ho scritto settimana scorsa sulla conferenza stampa-
lancio del Festival di Sanremo,
anticipando Music la serata di Canale
5 di Bonolis.
Una breve premessa. Oltre ai programmi di cucina, il piccolo schermo è
ricco di trasmissioni ed eventi musicali. Ci sono i veri e propri talent come Amici, The Voice, X Factor, di cui si
parla spesso a sproposito. A parte il programma di Maria Oro De Filippi, negli altri vengono messi in evidenza dai media
soprattutto le liti e gli scazzi dei vari giurati famosi. Nel 2016, a memoria non c’è stata sfida tra
Rai e Mediaset con ragazzini-cantanti, e questo è un bene, io sono ancora per
lo Zecchino d’Oro (anche senza il
Mago Zurlì), esasperare le competizioni con i bambini non è educativo,
soprattutto utilizzando il mostro televisivo.
Buona l’idea di proporre grandi concerti live, e qui
parliamo di Italia1 e Canale 5, con Gianna Nannini, Pooh, Modà, Emma,
Alessandra Amoroso, Laura Pausini. Gli ascolti su Canale 5 si
sono attestati tra il 9 e il 13% di share, mentre sulla rete cugina non si è
andati oltre il 5% .
Prima di parlare di Music e Bonolis, facciamo un salto a RaiUno dove al venerdì in
prima serata Amedeus presenta Music Quiz,
due squadre con personaggi famosi che gareggiano con giochi e quiz in cui
la musica è la padrona. Non male anche se dopo quattro puntati si attesta ad
una media del 15% di share.
Ora passiamo a Canale 5 dove il bravo Bonolis si è
creato due serate musicali, Music,
molto semplici ed efficaci, grandi cantanti e musicisti che propongono la loro
canzone del cuore. Il risultato della prima serata è stato buono, 21% di share
con 4.700.000 teste, vedremo questa settimana cosa riuscirà a fare. Certo
direte voi, con ospiti come Fedez e J-Ax, Simon Le Bon, J.Travolta, Cuccarini,
Renga, Avitabile, J.Miles, Elisa, non si
poteva fare di meno. Una serata da gustare e da cantare, e qui viene la nota
dolente e maligna. È chiaro come il sole che il bravo Bonolis si è creato una
serata a suo uso e consumo, da one man show, e questo non è un peccato, ma in
troppi momenti si è rasentato il Senso
della vita, programma non banale in cui spiccava però l’egocentrismo di
Paolino con domande inutili e pallose agli ospiti. Siamo d’accordo che non poteva solo
presentare i cantanti e le cover, però poteva evitare almeno un po’ i suoi
sermoni che hanno fatto terminare il programma dopo le ore 24.00. E di questo
anche Aldone Grasso se n’è giustamente lamentato. Veniamo ora alla furbata. Di
fatto è stata una serata alla Sanremo, ma in anticipo. Scenografia stellare di
Castelli e figlia, ledwall a valanga, un’orchestra di 65 elementi, luci
motorizzate a raffica, ospitoni. Presumo che una serata di prime-time del
genere non possa costare meno di un milione e trecentomila euro. Poi le fasce
pubblicitarie sono arrivate ogni quaranta minuti, di breve durata a parte la
telepromozione con Paolino chiaramente protagonista. Non si saprà mai se
Mediaset ci ha perso o guadagnato. Poi il cazzeggio già visto e rivisto con
Laurenti… che invece è un ottimo musicista. Da non dimenticare che la forza di Paolino è
nella squadra, Cenci come regista e della casa di produzione, Arcobaleno. Tutto
sotto controllo della famiglia Presta, agente di Bonolis, Cenci, etc., di forte
peso nei palinsesti di Rai e come si è visto anche in Mediaset.
sabato 14 gennaio 2017
Film - SONG'E NAPULE
SONG'E NAPULE
regia Manetti Bros. (2014)
Se volete vedere un film senza pretese ma divertente ed al tempo stesso godere di un poliziesco non succulento e spruzzasangue, vi propongo questo film con Giampiero Morelli, il trucido ispettore Coliandro, qui non protagonista principale e neppure pulotto, ma nei panni di Lollo Love, famoso cantante neomelodico napoletano che si esibisce a matrimoni, cresime, battesimi, compleanni, etc.
La star è invece Paco Stillo ( Alessandro Roja), pianista raccomandato che viene arruolato in Polizia.
Quando il commissario Cammarota (Paolo Sassanelli, già sodale antipatico di Coliandro) scopre il suo estro lo fa infiltrare nella band di Lollo Love che canterà al matrimonio della figlia di un noto boss, dove sarà invitato uno spietato killer, (Peppe Servillo), che nessuno ha mai catturato .
Come finirà? Guardatelo.
I registi, Manetti Bros, si sono spostati da Bologna a Napoli, ma hanno lo stesso stile e tecnica che utilizzano per le fiction di Coliandro. Questi nelle vesti di cantante non è poi male, si diverte ma non fa la star. Sua l'idea di questo film.
regia Manetti Bros. (2014)
Se volete vedere un film senza pretese ma divertente ed al tempo stesso godere di un poliziesco non succulento e spruzzasangue, vi propongo questo film con Giampiero Morelli, il trucido ispettore Coliandro, qui non protagonista principale e neppure pulotto, ma nei panni di Lollo Love, famoso cantante neomelodico napoletano che si esibisce a matrimoni, cresime, battesimi, compleanni, etc.
La star è invece Paco Stillo ( Alessandro Roja), pianista raccomandato che viene arruolato in Polizia.
Quando il commissario Cammarota (Paolo Sassanelli, già sodale antipatico di Coliandro) scopre il suo estro lo fa infiltrare nella band di Lollo Love che canterà al matrimonio della figlia di un noto boss, dove sarà invitato uno spietato killer, (Peppe Servillo), che nessuno ha mai catturato .
Come finirà? Guardatelo.
I registi, Manetti Bros, si sono spostati da Bologna a Napoli, ma hanno lo stesso stile e tecnica che utilizzano per le fiction di Coliandro. Questi nelle vesti di cantante non è poi male, si diverte ma non fa la star. Sua l'idea di questo film.
giovedì 12 gennaio 2017
SANREMO 2017 - MARIA DE FILIPPI E CARLO CONTI
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Il 67^ Festival della Canzone Italiana, detto alla buona Festival di Sanremo, è già partito scoppiettante e con fuochi d'artificio molto in anticipo. Non ieri con la conferenza stampa di presentazione, ma una settimana fa quando la rivista CHI aveva annunciato la partecipazione di Maria De Filippi.
Detto, fatto. Maria Oro De Filippi, affiancherà il Moro Carlo Conti nella conduzione. Non ci saranno vallette o fotomodelle, e la signora di Mediaset avrà un ruolo alla pari del conduttore, che è però il direttore artistico. La querelle con CHI era nata perché il settimanale sosteneva che tra i due conduttori c'era già un accordo nato da un approccio estivo a Follonica. E Pier Silvio pare si sia dovuto adeguare.
Maria Oro con i suoi programmi, prodotti dalla sua Fascino, tiene in piedi gli ascolti di Canale 5. La prima puntata di sabato scorso di C'è Posta per Te ha rasentato il 25% di share. Per non parlare di Amici e di Uomini e Donne. In altri articoli ho sempre scritto che tutto quello che lei tocca diventa oro e il Biscione le ha rinnovato ad occhi chiusi il contratto a giugno. Non scritto, ma detto, ha perciò avuto la forza di aiutare suo marito-mentore che ha un programma, L'Intervista su C5, Maurizio Racconta su Iris e M.Costanzo Show su Retequattro ma che si sposterà, guarda un po', su C5.
Su Maria Oro e sulla sua professionalità nulla da dire, rumors di vecchia data mi dicevano di una grande lavoratrice, attenta a tutto ciò che le accade intorno, pronta a cogliere ciò che può essere importante per i suoi prodotti, consigli esterni compresi.
I suoi programmi forse sono criticabili e opinabili, anche se Amici è orami un Saranno Famosi all'ennesimo potenza, che sforna poi personaggi che sbancano le classifiche, vincendo anche Sanremo, e quest'anno usciti dalla sua scuola ci saranno Elodie, Sergio Sylvestre e Alessio Bernabei.
Mediaset, da anni non contro programma il Festival, cioè non si mette di traverso, perciò aldilà delle polemiche conCHI, nessun problema a cedere in prestito la De Filippi a Raiuno, diciamo forse che è una specie di joint venture.
Il Moro è il corrispettivo di Maria per la Rai. Anche i suoi programmi vanno bene ed il suo Festival ha lasciato il segno.
Per dirla tutta, sono l'eccellenza dei conduttori nazional popolari italiani.
Insieme dovrebbero fare sfracelli negli ascolti, questo lo verificheremo, certo che Maria potrebbe portare in dote a Raiuno il suo pubblico più giovane.
Presumo che Maria, come ha detto scherzando in conferenza stampa, farà qualche balletto con il Moro, ma non sarà solo la bella statuina che annuncia solo le canzoni.
Il Moro nelle vesti di direttore artistico ha confermato (e come non poteva!) che il fulcro del Festival sono la musica e le canzoni.
I big in gara saranno 22, due serate per loro, con eliminazioni provvisorie e ripescaggi con le cover e poi in 16 per la finale.
Alcuni nomi eccellenti: Al Bano, Paola Turci, Fiorella Mannoia, Fabrizio Moro, Giusy Ferrari, Gigi D'Alessio, Michele Zarrillo , Clementino, Marco Masini, etc.
Forse ho un po' troppo sparolato sul duo Oro - Moro, ma sulle canzoni, non potendole per regolamento ascoltare prima, ne parleremo a tempo debito.
Anche gli ospiti saranno nazional popolari, con uno sguardo forse un po' troppo di... tendenza, con Tiziano Ferro, Ricky Martin, Mika, Giorgia e il tormentone Rag'n Bone Man, anche se il Moro pare stia trattando il grande Steve Wonder.
Veniamo poi al comico Crozza che sembra in pole-position per i suoi collegamenti. Ha lasciato La7 al 31 dicembre, anche se l'emittente continua a mandare in onda il suo folto magazzino ed approderà a Nove-Discovery Channell.
Non nego che mi piaccia e che Crozza nel Paese delle Meraviglie con le sue con le sue imitazioni, balletti, canzoni e gags sia stato un programma esilarante. Spero però che i suoi collegamenti per il Festival non siano esclusivamente simili a quelli del programma Di Martedì con Floris.
Due piccole postille.
1- Maria Oro, non percepirà un ghello. Ed anche questo non è paglia....
2- Visto che la musica va, e forse con un pizzico d'invidia, Bonolis ieri sera ha anticipato Sanremo con un "suo" programma, Music, una specie di festival della canzone della vita con dei big tipo J.Travolta, S.Le Bon, Ezio Bosso, Nek, Venditti, Fedez, Pelù, etc. Come dire, una nazionale cantanti internazionale che esegue la canzone preferita. Ma di questo ci aggiorniamo alla settimana prossima per la seconda serata.
lunedì 9 gennaio 2017
Bud Spencer e Terence Hill - TRINITA' . SPERANZA e CARITA'
Per chi è un fan di Bud Spencer e Terence Hill, consiglio questi 12 giornalini in bianco e nero del 1972 dell'editrice DUEGI con le avventure western di Speranza e Carità, i due cloni nella versione a fumetti degli eroi di Trinità.
Le tavole sono di Cirap (Aldo Rapetti) e le sceneggiature di Tristano Torelli
Ne vale la pena.



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