venerdì 27 gennaio 2017

FILM - UN PERFETTO CRIMINALE







UN PERFETTO CRIMINALE 


Propongo questo film perché mi è piaciuto per la sua ironia, è un action non estremo e spesso si confondono i buoni con i cattivi e viceversa.
È uscito nelle sale nel 2000 per la regia di T. O'Sullivan e con protagonista Kevin Spacey, già attore affermato con in tasca due Oscar per I SOLITI SOSPETTI e AMERICAN BEAUTY.
Girato a Dublino con la luce, il tempo e i colori dell'Irlanda con l'utilizzo sovente di immagini girate con grandangolo, racconta di una banda con a capo KS che compie rapine incredibili. Spacey è il capo vanitoso e narciso sposato con Linda Fiorentino con prole ma con una relazione allargata alla sorella della moglie, questa  consenziente.
In più per vivere fa il ladro.
Vita perciò peccaminosa che contrasta con il clima della cattolica Irlanda, con i vari crocefissi e segni della cristianità che si vedono nel film, come la Santa Comunione di una delle figlie.
Imprendibile dalla polizia, sempre con casco e sottocasco, compie rapine ma non viene mai incastrato.
Gli dà  una caccia ossessiva il tenente Noel, Stephen Dillone che impersonerà nel film successivo il tenace supervisore della CIA che tenterà di incastrare Robert Redford in SPAY GAME.
Il film si sviluppa tra rapine, scene familiari, violenza della banda, inseguimenti, tutto in maniera molto ironica.
Si parla del piano della rapina e subito in flashback si alternano le azioni criminose.
Il nostro vuole lasciare un segno nella storia e ruba il quadro di Caravaggio, LA CATTURA 
DI CRISTO.


Ho scelto questo film anche perché mi piacciono le pellicole in cui l'arte partecipa o ne è protagonista.
L'azione di come la banda ruba il quadro è tutta da vedere ed anche da ridere, ricorda un po' alcuni film di Totò.
Le indagini di Noel si concentrano su KS, al tempo stesso l'IRA si intromette per impossessarsi del quadro.
Braccato e tradito da alcuni componenti della banda KS gioca la sua ultima carta con finale scoppiettante che non rivelo per non togliere la sorpresa.
Il poliziotto Noel resterà alla fine con nulla in mano ma al tempo stesso gli resterà un'ammirazione per il bandito mascherato.
In tutto questo, come dicevo, si confondono i buoni e i cattivi e viene da parteggiare per KS.
È un ladro, un bandito, un peccatore che in due scene del film si trasforma nella figura di Gesù del quadro, come se fosse lui il Salvatore e non invece il traditore Giuda o l'uomo che tiene la lanterna in mano alla ricerca della fede. Di fatto si autoassolve.
Ho avuto l'occasione di rimirare LA CATTURA DI CRISTO anni orsono: è di una bellezza straordinaria come molti altre opere del Caravaggio. Questo quadro ha una storia particolare, che viene tratteggiata anche nel film. Scoperto per caso in un refettorio di un convento religioso venne restaurato e presentato al mondo.
Nel film, KS ad insaputa della banda, sostituirà l'eccellente copia posta nell'istituto religioso con il quadro vero rubato.
Quando Noel cercherà di recuperare l'opera succede un patratac, i suoi poliziotti sparano a due della banda che si erano fatti scudo con il quadro, sforacchiandolo con i mitragliette e pistole.

Il quadro vero continuerà a vivere all'insaputa di tutti nel refettorio dove era rimasto per centinaia di anni.

mercoledì 25 gennaio 2017

Louis de Wohl - LA LANCIA DI LONGINO





Louis de Wohl 
LA LANCIA DI LONGINO
Bur Rizzoli

De  Wohl ha scritto una marea di romanzi, questo mi è piaciuto, come anche L'ULTIMO CROCIATO, sulla battaglia di Lepanto.
È  la storia romanzata di Longino, il soldato romano che colpì con la lancia Gesù in croce.
Tornato dalla campagna germanica Cassio Longino incontra e s'innamora della bellissima Claudia che però diventerà moglie di Ponzio Pilato. 
Longino baratterà la sua libertà per riscattare i debiti del padre e da schiavo riuscirà nel circo dei gladiatori a riscattarsi continuando la sua carriera militare.
Lo troviamo a Gerusalemme dove arriva il procuratore Ponzio Pilato con Claudia
Qui si innamora di Naomi, giovanissima moglie di un vecchio commerciante ebreo che la ripudia e la manda in giudizio al tempio.       
È l'adultera che Gesù assolve con la frase: Chi è senza peccato scagli la prima pietra.
Gesù è ormai considerato una minaccia da Caifa e dai farisei e la sua vita s'intreccia con quella di Longino. Sarà la sua lancia che trafiggerà il cuore di Gesù e ai piedi della croce vedrà Maria, Maddalena e l'amata Naomi.
Longino si ritirerà  dall'esercito per rifugiarsi in una grotta nel deserto. Un discepolo di Gesù lo salverà  dalla morte e gli dirà che ha vissuto con Gesù risorto per una settimana.
Longino va a Gerusalemme dove incontra dei suoi commilitoni che si sono convertiti. Anche lui si converte al Cristianesimo e rincontra  l'amata Naomi.

domenica 22 gennaio 2017

PANE - Per i bastardi di Pizzofalcone di Maurizio De Giovanni

Maurizio De Giovanni
PANE - Per i bastardi di Pizzofalcone

Einaudi






Continua la saga de I BASTARDI DI PIZZOFALCONE, il commissariato di Napoli dove sono confluiti dei poliziotti per varie ragioni emarginati ma che dando il loro massimo contributo e facendo squadra ottengono dei buoni risultati.
Omicidi e malavita che si incrociano con l'umanità dei poliziotti del commissariato.
Favoloso il primo capitolo in cui viene introdotto il pensiero del fornaio sul senso del lavoro e significato del pane. Verrà ucciso e mentre una parte della procura pensa ad un omicidio ordito dalla camorra, i nostri vagliano un'altra pista.
Poi c'è un improbabile stalking ad una coppia sgangherata e continua da parte di uno dei poliziotti l'inchiesta su dei suicidi sospetti.
In tutto questo emergono le figure del geniale Cinese con la sua storia di cuore controversa con il magistrato; del poliziotto simil-Coliandro in coppia con Alex, lesbica con il suo amore incerto ma passionale con la dottoressa della scientifica; con Romano che tenta il ricongiungimento con la moglie. Bello il capitolo in cui i due sono a cena insieme.
Scontato forse il thriller, ma molto umano il libro in generale.

venerdì 20 gennaio 2017

Fiction: I Bastardi di Pizzofalcone


http://www.ilsussidiario.net
La tv del buonismo dà i suoi frutti, Raiuno con le fiction di un prete, di una suora e  di un ecologico forestale sbanca gli ascolti da anni, mentre la concorrenza Mediaset con la sua Antimafia, Infiltrato e Solo arranca paurosamente nei bassifondi dello share. 
Per non parlare dell'ultima bizzarra trovata di Canale 5, il Bello delle Donne ... Alcuni Anni Dopo, che venerdì si è fermato ad un misero 12% di share. Non ci vuole uno scienziato della tv per capire che da tempo il settore fiction di Mediaset dovrebbe cambiare rotta.
La Rai, però, anche quando punta sul poliziesco, spacca. 
Ha aperto le danze Rocco Schiavone su Raidue ed ora con i Bastardi di Pizzofalcone ci sono stati fuochi d'artificio stile capodanno napoletano, data la location.
Le prime due puntate su Raiuno sono arrivate entrambe al 25% di share con quasi 7.000.000 di teste, un risultato forse inaspettato ma da cui si arguisce che dietro le quinte c'è stato un buon lavoro.
Se le fiction di Taodue per Mediaset sono ferme allo stile de la Piovra (senza offesa per Cattani), si assomigliano tutte e con interpretazioni spesso imbarazzanti, RaiFiction attinge dove il poliziesco e il crime sbanca nell'editoria con De Giovanni con iBastardi e Manzini con Schiavone. Dopo Aosta e Napoli resterebbero ancora Milano con Biondillo ed il suo ispettore Ferraro, Roma con Ricciardi e il commissario Ponzetti  e Bari con Carofiglio e il maresciallo Fenoglio.
A dirla tutta Mediaset nel 2007 aveva portato sullo schermo un personaggio di Carofiglio, un legal-thriller con l'avvocato Guido Guerrieri, interpretato dal bravo Emilio Solfrizzi, ma nonostante la regia di Sironi (Montalbano) e la sceneggiatura di Francesco  Piccolo, il risultato non era stato eclatante e dopo due puntate la serie si è fermata.
Parliamo ora di Pizzofalcone, anzi partiamo dal suo autore, De Giovanni, che è un affermato scrittore di romanzi sportivi e vari, della serie del commissario Ricciardi ambientata negli anni '30 e poi del commissariato napoletano.
La storia in sintesi. A Pizzofalcone, dopo un repulisti di agenti infedeli (i Bastardi), sono arrivati un po' di poliziotti sfigati. L'intenzione è che il commissariato venga chiuso. Ma inaspettatamente si crea un amalgama che ottiene successi inaspettati nella risoluzione dei crimini.
I sei romanzi di De Giovanni sono ambientati a Napoli, facile direte voi, difficile dico io non cadere nella scontatezza. E l'autore ci riesce, affrontando casi di criminalità ma allo stesso tempo valorizzando e caratterizzando gli aspetti umani dei protagonisti e le loro storie personali. Abbiamo il vicequestore Palma tutto d'un pezzo, la bella lesbica Alex tiratrice da olimpiadi, il silenzioso Pisanelli, Ottavia topo d'archivio, Aragona la macchietta gagà stile Coliandro, Romano il collerico e il cinese Lojacono. Questi trasferito dalla Sicilia per sospetti  inciuci mafiosi è il protagonista.
I romanzi sono scritti bene, coinvolgenti, non truculenti di sangue, incentrati sulle vicende personali dei poliziotti che si intersecano con i vari omicidi.
La fiction rispecchia in buona parte la serie dello scrittore.
Il regista, Carlo Carlei, ha voluto dare un tocco stilistico che lascia il segno utilizzando molta steadycam e molto l'ottica grandangolare. Questa non solo per riprendere la bellezza di Napoli ma anche gli interni facendo risaltare le location dei palazzi napoletani. Non perciò cartoline ferme e pulite come Sironi per Montalbano.
Forse il montaggio, con campi, primi piani e controcampi è un po' troppo frenetico.
Azzeccate e convincenti le scelte degli attori e le loro interpretazioni.  Gassmann ottimo per il cinese Lojacono, aldilà della somiglianza; bravo il silenzioso Pisanello che da par suo indaga su strani suicidi e parla in casa con lo spirito della moglie defunta; simpatico ma non eccessivo il bulletto Aragona che vive in un hotel di lusso pagato dai genitori e convincente il drammatico e iroso Romano.
Molto buone le caratterizzazioni femminili con Ottavia che vive la difficoltà di crescere un figlio autistico; Alex Di Nardo con l'esasperante genitore e la sua nascosta omosessualità; la Crescentini nelle vesti del duro pm Piras che si scioglierà con Lojacono e della marginale ristoratrice innamorata persa dell'ispettore.
Come dicevo, le storie personali si incrociano con il lavoro. Così è nella vita di ciascuno di noi e nella realtà. L'uomo è tutt'uno e si porta appresso (anche quando lavora) le proprie vicende personali e questo è il realismo del romanzo e della fiction. 
La location, l'atmosfera della napolanità nella gestualità e nella verbosità aggiungono un tocco che poteva essere macchiettistico, ma che invece è stato dosato bene e aiuta sicuramente il racconto e la sceneggiatura.
Omicidi e crimini ci sono, ma il sangue non scorre come sulle paginate dei giornali o nel programma della D'Urso.
Buona sceneggiatura, ottime interpretazioni ed un costante mix di vicende umane senza tralasciare il crime che sembra di contorno, ma non lo è.

Per concludere, non l'ho  dimenticata ma la cito per ultima essendo la mia preferita, un'altra fiction di successo andata in onda a furor di popolo su Raidue è l'Ispettore Coliandro con il bravissimo Giampaolo Morelli, sceneggiata da Carlo Lucarelli, girata e montata benissimo dai Manetti Bros.

Meditate gente di Mediaset, meditate....

mercoledì 18 gennaio 2017

Bill Browder - RED NOTICE. SCACCO AL CREMLINO







Bill Browder

RED NOTICE. SCACCO AL CREMLINO
Baldini e Castoldi

Alla luce di quello che sta succedendo tra la Russia di Putin e  gli ultimi colpi di coda di Obama, sicuramente ne verrà tratto un film.
È la storia autobiografica di Bill Browder, americano, con il pallino degli investimenti e dei fondi, che per primo intravede la possibilità di investire nel mercato economico russo.
Arriverà ad avere un portfolio con un miliardo di dollari di investimenti. Crollerà, recupererà tutto. Incontrerà sulla sua strada gli oligarchi.
Farà la guerra con alcuni di loro, finché non sarà respinto alla frontiera russa come ospite sgradito. Una macchinazione contro lui e le sue società cercherà di confiscargli tutto. Per Btower c'è lo zampino di Putin.  Si rifugerà a Londra portando alcuni suoi fidati collaboratori russi e famiglie. Solo uno, un innocuo fiscalista, Sergei Magnitsky resterà a Mosca e verrà imprigionato, torturato e ucciso a manganellate.
Bill Browder riuscirà a far approvare una legge negli Stati Uniti, Magnitsky Act, che confisca i beni e arresta i colpevoli di violazione dei diritti umani.

lunedì 16 gennaio 2017

Canale 5 - MUSIC con Paolo Bonolis



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Di solito mi lamento in silenzio, perlomeno tra me e me, anche se di una serie di programmi televisivi proprio ne ho la nausea, parlo di tutte quelle trasmissioni, e sono tante, che si occupano di cucina. Ormai si ingrassa solo guardando il piccolo schermo e spesso mi chiedo: ma perché i cuochi sono così antipatici?  Sopporto un po’ Cannavacciuolo, anche se oltre che sovrappeso, sta diventando sovraesposto.             E poi scopro che, nonostante questo sovraffollamento mediatico culinario, le donne che mi invitano a cena non è che abbiano raffinato l’arte del cucinar meglio, anzi…. Non se ne può più, ci vorrebbe un po’ di digiuno… televisivo.
Dopo questa digressione oggi voglio parlare di musica e tv, visto che ho scritto settimana scorsa sulla conferenza stampa- lancio del Festival di Sanremo, anticipando Music la serata di Canale 5 di Bonolis.                                                                               Una breve premessa. Oltre ai programmi di cucina, il piccolo schermo è ricco di trasmissioni ed eventi musicali. Ci sono i veri e propri talent come Amici, The Voice, X Factor, di cui si parla spesso a sproposito. A parte il programma di Maria Oro De Filippi, negli altri vengono messi in evidenza dai media soprattutto le liti e gli scazzi dei vari giurati famosi.                                                                                                  Nel 2016, a memoria non c’è stata sfida tra Rai e Mediaset con ragazzini-cantanti, e questo è un bene, io sono ancora per lo Zecchino d’Oro (anche senza il Mago Zurlì), esasperare le competizioni con i bambini non è educativo, soprattutto utilizzando il mostro televisivo.
Buona l’idea di proporre grandi concerti live, e qui parliamo di Italia1 e Canale 5, con Gianna Nannini, Pooh, Modà, Emma, Alessandra Amoroso, Laura Pausini.               Gli ascolti su Canale 5 si sono attestati tra il 9 e il 13% di share, mentre sulla rete cugina non si è andati oltre il 5% .
Prima di parlare di Music e Bonolis, facciamo un salto a RaiUno dove al venerdì in prima serata Amedeus presenta Music Quiz, due squadre con personaggi famosi che gareggiano con giochi e quiz in cui la musica è la padrona. Non male anche se dopo quattro puntati si attesta ad una media del 15% di share.

Ora passiamo a Canale 5 dove il bravo Bonolis si è creato due serate musicali, Music, molto semplici ed efficaci, grandi cantanti e musicisti che propongono la loro canzone del cuore. Il risultato della prima serata è stato buono, 21% di share con 4.700.000 teste, vedremo questa settimana cosa riuscirà a fare. Certo direte voi, con ospiti come Fedez e J-Ax, Simon Le Bon, J.Travolta, Cuccarini, Renga, Avitabile, J.Miles, Elisa,  non si poteva fare di meno. Una serata da gustare e da cantare, e qui viene la nota dolente e maligna. È chiaro come il sole che il bravo Bonolis si è creato una serata a suo uso e consumo, da one man show, e questo non è un peccato, ma in troppi momenti si è rasentato il Senso della vita, programma non banale in cui spiccava però l’egocentrismo di Paolino con domande inutili e pallose agli ospiti.  Siamo d’accordo che non poteva solo presentare i cantanti e le cover, però poteva evitare almeno un po’ i suoi sermoni che hanno fatto terminare il programma dopo le ore 24.00. E di questo anche Aldone Grasso se n’è giustamente lamentato. Veniamo ora alla furbata. Di fatto è stata una serata alla Sanremo, ma in anticipo. Scenografia stellare di Castelli e figlia, ledwall a valanga, un’orchestra di 65 elementi, luci motorizzate a raffica, ospitoni. Presumo che una serata di prime-time del genere non possa costare meno di un milione e trecentomila euro. Poi le fasce pubblicitarie sono arrivate ogni quaranta minuti, di breve durata a parte la telepromozione con Paolino chiaramente protagonista. Non si saprà mai se Mediaset ci ha perso o guadagnato. Poi il cazzeggio già visto e rivisto con Laurenti… che invece è un ottimo musicista.  Da non dimenticare che la forza di Paolino è nella squadra, Cenci come regista e della casa di produzione, Arcobaleno. Tutto sotto controllo della famiglia Presta, agente di Bonolis, Cenci, etc., di forte peso nei palinsesti di Rai e come si è visto anche in Mediaset. 

sabato 14 gennaio 2017

Film - SONG'E NAPULE

SONG'E NAPULE
regia Manetti Bros. (2014)






Se volete vedere un film senza pretese ma divertente ed al tempo stesso godere di un poliziesco non succulento e spruzzasangue, vi propongo questo film con Giampiero Morelli, il trucido ispettore Coliandro, qui non protagonista principale e neppure pulotto, ma nei panni di Lollo Love, famoso cantante neomelodico napoletano che si esibisce a matrimoni, cresime, battesimi, compleanni, etc.
La star è invece Paco Stillo ( Alessandro Roja), pianista raccomandato che viene arruolato in Polizia.
Quando il commissario Cammarota (Paolo Sassanelli, già sodale antipatico di Coliandro) scopre il suo estro lo fa infiltrare nella band di Lollo Love che canterà al matrimonio della figlia di un noto boss, dove sarà  invitato uno spietato killer, (Peppe Servillo), che nessuno ha mai catturato .
Come finirà? Guardatelo.

I registi, Manetti Bros, si sono spostati da Bologna a Napoli, ma hanno lo stesso stile e tecnica che utilizzano per le fiction di Coliandro. Questi nelle vesti di cantante non è poi male, si diverte ma non fa la star. Sua  l'idea di questo film.