mercoledì 12 luglio 2017
lunedì 10 luglio 2017
Un uomo per tutte le stagioni
Un uomo per tutte le stagioni/ Quell'Oscar al martirio impossibile nel mondo di oggi
Cominciamo a constatare come va il mondo oggi, il contesto culturale in cui siamo, l'egemonia della finanza, Isis e terrorismo, la scristianizzazione dilagante, e, tirando le somme, mai e più mai verrà assegnato un Oscar a un film con una tematica del genere. Già, perché girare un film sulla vita di un santo è possibile, ma premiarlo con la statuetta d'oro non potrà più accadere.
La storia raccontata in Un uomo per tutte le stagioni (A Man for All Seasons, 1966) è abbastanza risaputa, Thomas More, cancelliere di re Enrico VIII d'Inghilterra, avvocato, scrittore, filosofo e giurista stimatissimo, pur di non cedere alle richieste del re arrivò fino al martirio. Semplicemente non aveva aderito al fatto che Enrico VIII volesse risposarsi con l'amante Anna Bolena, mettendosi di fatto fuori dalla Chiesa di Roma. Il re si proclamò capo supremo della Chiesa d'Inghilterra chiedendo il giuramento ai suoi cortigiani.
Thomas aveva rinunciato al cancellierato, ma non si era mai espresso in pubblico contro il matrimonio del sovrano e questo in un primo momento lo aveva salvato, ma quando dovette giurare per il re capo della Chiesa inglese si rifiutò di farlo. È qui entra in gioco un Giuda, che affermando il falso lo fa condannare a morte.
Thomas More è un uomo di legge, ubbidiente al re, ma dipendente da Dio: Questa è una guerra contro la Chiesa, contro il Papa successore di Pietro che ci ricollega a Cristo. Un uomo di fede, convinto, certo: Non è un'opinione, io lo credo. Oggi verrebbe definito un cattolico integralista, anzi a vedere alcune posizioni progressiste all'interno della Chiesa la sua intransigenza potrebbe essere fuori luogo. È un uomo invece certo della sua vocazione cristiana e che afferma l'appartenenza a Cristo fino alla morte. Ma è un uomo, trema, ha paura, ama la sua famiglia e nella prigione poco prima del processo farsa risponde all'amata figlia: Non è questione di ragionare, in definitiva è questione di amare. Amava Dio, amava Cristo, ma si sentiva amato e perciò disposto al sacrificio.
Dice Peguy: "Ora io sono il loro padre, dice Dio, e conosco la condizione dell'uomo. / Sono io che l'ho fatta. / Non chiedo loro troppo. Non chiedo che il loro cuore. / Quando ho il cuore, trovo che va bene. Non sono difficile. // Tutte le sottomissioni da schiavo del mondo non valgono un bello sguardo da uomo libero. / O piuttosto tutte le sottomissioni da schiavo del mondo mi ripugnano e io darei tutto / Per un bello sguardo da uomo libero."
Un uomo innamorato di Cristo, un uomo libero. Thomas More/Tommaso Moro è stato proclamato santo nel 1931 ed è protettore degli statisti e politici e viene festeggiato il 22 giugno.
Un uomo per tutte le stagioni, oltre che come miglior film, ha vinto (nel 1967) l'Oscar per la fotografia, i costumi, la sceneggiatura non originale, l'attore protagonista e la regia. Il regista, Fred Zinnemann aveva già vinto la statuetta con Giungla d'asfalto nel 1954, ma altri suoi film sono rimasti nella storia del cinema: Mezzogiorno di fuoco, Il giorno dello sciacallo, solo per citarne alcuni.
Bravissimo Leo McKarne nei panni di Thomas Cromwell, spietato accusatore di More. Oscar per l'interpretazione maschile a Paul Scofield nelle vesti del santo. Attore di teatro con un grande repertorio shakespeariano è convincente sia nell'interpretazione che nella mimica facciale.
mercoledì 5 luglio 2017
Emilio De Marchi - IL CAPPELLO DEL PRETE - 1888 (prima edizione)
Emilio De Marchi
IL CAPPELLO DEL PRETE
1888 (prima edizione)
Il romanzo, uno dei primi noir italiani è ambientato a
Napoli e il protagonista è il Barone Carlo Coriolano di Santafusca che aveva dilapidato tutti i suoi
averi pur continuando a vivere alla grande da libertino.
" U barone", così era soprannominato, si era
intascato dei soldi di un circolo e entro una settimana avrebbe dovuto ridare
il maltolto altrimenti sarebbe andato al gabbio.
La scalcina villa
di proprietà in quel di Santafusca era in completo decadimento, ma soprattutto
era ipotecata.
Faceva però gola a prete Cirillo detto " U
prevete" avido sacerdote che con usura e traffici vari aveva messo da
parte un buon gruzzolo. Aveva la nomea di dare i numeri del lotto. A prete
Cirillo interessava la villa, perché l'arcivescovo voleva utilizzarla come
seminario. "U prevete" l'avrebbe acquistata per 40 mila è data al
prelato per 100 mila. Una bella cresta.
Ma U barone al momento della vendita uccide U prevete e
lo sotterra in un punto nascosto della villa. Coi 40 mila di Uprevete
risarcisce il circolo e ricomincia la vita alla grande.
Non si era accorto che era rimasto nel giardino il
cappello nuovo di U prevete, che viene ritrovato, ma essendo questi dato per
scomparso, iniziano le indagini.
lunedì 3 luglio 2017
Tex - Il magnifico fuorilegge
Tex
Il
magnifico fuorilegge
Sergio
Bonelli Editore
E
con questo Texone siamo giunti al n.32.
Tex
assieme a Kit e a Carson ricorda quando ancora giovane era ricercato come
fuorilegge a cui venivano attribuite rapine anche non compiute da lui. Alla
ricerca dei veri banditi incontra sulla sua strada un giovane damerino dell'est
che vuole diventare un pistolero. Salva due donne indiane diventando fratello
di sangue di Cochise.
I
cattivi verranno sconfitti.
Bellissimi
disegni con un Tex giovane, bello anche il soggetto è la storia.
Da
rieditare a colori.
venerdì 30 giugno 2017
mercoledì 28 giugno 2017
lunedì 26 giugno 2017
Autori vari - GIALLO DI RIGORE
Autori vari
GIALLO DI RIGORE
Mondadori
I
racconti sono nove e scritti a più mani da dodici giallisti, alcuni meno
noti ed alcuni affermati.
Ci
son sempre dei morti, ma il comune denominatore è il calcio.
Si
parte da una truffa tentata ai tempi del Milan di Rocco vincitrice della prima
Coppa dei Campioni e si passa allo spareggio tra Latina e Ternana per andare in
serie A.
Il
terzo racconto ha come protagonista il Pepin Meazza e delle lettere anonime
colorate di neroazzurro arrivate dal carcere di San Vittore. Si arriva poi a
Trigoria con Totti e De Rossi per la morte di un magazziniere.
Si
approda a Firenze con la disfida tra la Viola e la Dinamo Mosca con tanto di
bolscevichi, comunisti nostrani e La Pira.
Non
poteva mancare Napoli con la camorra e i suoi killer.
Finale
playoff tra Bologna e Pescara, sulle gradinate, avvolto da un bandierine
rossoblù viene trovato un uomo sgozzato.
Poi
c'è Nando tifoso della Lazio che per aver fatto l'infame è in un paese lontano
da Roma sotto copertura. Sarà assente al derby romano dopo vent'anni per la
prima volta.
Ad
un festino tra giocatori ed escort, uno viene trovato morto con un coltello
conficcato nel cuore. Che dia stato un suo compagno di squadra? Tutto sembra
portare a ciò, ma la realtà è diversa.
Iscriviti a:
Post (Atom)







