venerdì 29 settembre 2017

mercoledì 27 settembre 2017

James Patterson e Michael Ledwidge - CONTO ALLA ROVESCIA







James Patterson e Michael Ledwidge
CONTO ALLA ROVESCIA
Longanesi


Mike Bennet inizia le vacanze e si sposta nella casa di famiglia con i dieci figli, la tata e il nonno. Dopo una settimana di pace viene richiamato a New York, un computer è stato lasciato in biblioteca con dell'esplosivo non innescato ed un messaggio che dice che le prossime bombe esploderanno. Di fatti esplode in stazione con diversi morti. Si succedono altre uccisioni ed altre bombe.
Bennet indaga a vuoto, nel frattempo inizia un filarino con la tata Mary Chateryn.
Aiutato da un'agente dell'Fbi, Emily, scopre che gli omicidi sono una copia dì assassinii compiuti in America diversi anni prima. Scoprono anche che le vittime hanno studiato nella stessa scuola. Comincia così la caccia al killer.

martedì 26 settembre 2017

LA Réclame: Spot TIM - Bello ripartire con un sorriso!



Eccezionale, mettere Stanlio e Ollio a tempo di musica è una genialata.
E la chicca è la voce di Mina sul codino.

giovedì 21 settembre 2017

James Patterson e Michael Ledwidge - IL RAPITORE







James Patterson e Michael Ledwidge
IL RAPITORE
Longanesi 


Uno strano personaggio rapisce due giovani studenti di famiglia super ricca che vengono trovati morti.  Mike Bennett indaga insieme a un'agente FBI, che gli scombussola i sentimenti. Scompare un altro giovane, questi disabile. L'assassino rapisce in una scuola altri due studenti ed entra con essi in Borsa a Wall Street pieno di esplosivo.

martedì 19 settembre 2017

Fumetti: BILLY BIS



Questo fumetto è apparso per la prima volta nel 1986 sulle pagine de L’INTREPIDO e poi anche sul IL MONELLO. Un buon successo che ha permesso di fare una pubblicazione a sé con BILLY BIS SUPER.  Il protagonista è un agente segreto dell’ONU (chissà perché proprio ONU e non CIA ), bello aitante che seduce more e bionde, chiaramente sempre belle.
Italianità: è proprietario e guida una Isotta Fraschini.


lunedì 18 settembre 2017

GRANDE FRATELLO VIP 2017/ Dalla Sciarelli a Belen, ci resta solo il buco della serratura (ma non per Mps)



GRANDE FRATELLO VIP 2017/ Dalla Sciarelli a Belen, ci resta solo il buco della serratura (ma non per Mps)



GRANDE FRATELLO VIP 2017. Una volta all'anno mi riguardo quel film capolavoro di Alfred Hitchcock che è La finestra sul cortile dove James Stewart, immobilizzato con la gamba ingessata, spia le vite delle persone che vivono nelle case circostanti.
Oggigiorno siamo schedati e controllati dal gps dell'auto, dalla connessione del cellulare, dai satelliti, da internet.
Provate a digitare su Google la parola riguardante un bene di consumo e, poco dopo, nelle pagine in cui navigherete ne usciranno le pubblicità. Navigazione in incognito? Spesso i siti non si caricano.
Un Grande Fratello ci guarda e ci spia. Ma non è l'unico.
Salto un attimo, apparentemente, di palo in frasca. Stasera andrà in onda la seconda puntata del Grande fratello Vip 2017. La prima è andata bene, 4.500.000 teste con uno share del 25%. Non chiedetemi se i valori sono reali, dico però che solo un pubblico sfigato e decerebrato può ancora continuare ad appassionarsi a questo programma. Perché?
Il cast del GF Vip fa ridere, anzi l'unico è Malgioglio per la sua irriverenza e finta naturalezza, mentre gli altri fan proprio piangere: il figlio di Moser (chi?), il fratello e sorella di Belen (se non c'è Corona non c'è regina), Simona Izzo (deve pagare il mutuo ai nipotini), Serena Grandi (Monella), Predolin (molti pensavano fosse defunto), Lorenzo Flaherty (i Ris italiani non sono come i Csi americani), Aida Yespica (non ho parole...) e Daniele Bossari (pensa di essere l'inviato nella casa) ed un po' di sconosciuti/e.
Direte: Nonostante questo cast di disperati il risultato auditel è buono, c'è il valore aggiunto della Gialappa's (a prendere per il fondelli son dei maestri), della bellissima Ilary e del prezzemolino Signorini (se la sta tirando un po' troppo).
Aldone Grasso ha scritto che questo Grande Fratello Vip è un programma triste, altri che le imbeccate autorali sono ai minimi termini e che i partecipanti si esprimono meglio quando sono sé stessi.
Secondo me il programma il Gf Vip è inguardabile, oltre che essere pruriginoso, è volgare e andrà sulla via del trash. Ma capisco che non c'è di meglio nel parco televisivo italiano. 
C'è di peggio. Se in testa ho citato il film di Hitch, ora ne cito un altro: Senza vergogna (1986). La trama è tutto uno spiare dal buco della serratura con un finale da fa accapponare la pelle.
Il titolo dice tutto ed è un appellativo che spernacchio al Grande Fratello Vip ma anche a "Chi l'ha visto?" di Rai3 dove, nel caso dell'assassinio di Noemi, è stato buttato in diretta tv in faccia ai genitori del fidanzato della ragazza morta che il loro figlio aveva confessato il delitto.
La Sciarelli aveva già un cartellino giallo per un caso analogo, quello di Sarah Scazzi. Due gialli e nel calcio vai fuori.
La conduttrice è stata apostrofata di "pornografia del male" e di "pornografia televisiva". Io opto per la seconda. È vero, pur di avere scoop, share e ascolti in tv tutti son disposti a fare di tutto. Al Grande Fratello Vip son dilettanti allo sbaraglio, ci pare un sollazzo paragonarlo alla violenza inaudita e gratuita del programma della Sciarelli. 
Ma… C'è qualcosa che non quaglia. 
Chi ha coniato l'epiteto la "pornografia del male", son gli stessi candidi che dai tempi di Tangentopoli pubblicano illegalmente le intercessioni telefoniche di tutti. E qui della deontologia professionale, nonché della legge, se ne fregano. Anche questa è violenza, anche questa è "pornografia del male". Pensiamo a quanti sono stati messi alla berlina con le trascrizioni delle intercettazioni!
Domanda (inutile): come fanno i candidi ad avere le trascrizioni? 
Altra domanda (inutile): come mai per l'affaire Monte dei Paschi di Siena non abbiamo letto sui giornali dei candidi nessuna riga di intercettazioni?
Un amico di Siena mesi or sono l'ha chiesto a un magistrato senese. Risposta: "Noi si lavora seriamente!"

venerdì 15 settembre 2017

LE VITE DEGLI ALTRI/ Amore e cambiamento nel film di sfida al regime



http://www.ilsussidiario.net

LE VITE DEGLI ALTRI/ Amore e cambiamento nel film di sfida al regime


Gli Oscar 2007 sono stati i migliori dell'ultimo decennio, in gara c'erano due giganti, Martin Scorsese e Clint Eastwood, con la vittoria del primo con The Departed, mica Il Paziente Inglese del 1997; Forest Whitaker premiato come attore protagonista per L'ultimo re di Scozia; Hellen Mirren per The Queen e poi l'originale Little Miss Sunshine. Come miglior film straniero ha vinto la statuetta Le vite degli altri, un film semplice, oggettivo, umano e con un giudizio storico. La pellicola aveva già riscosso un notevole successo con tanto di premi in Europa nel 2006 e il riconoscimento hollywoodiano ne è stato l'apice.
Con un budget risicato di due milioni di dollari il neo regista Florian Henckel von Donnersmarck (poi ha girato The Tourist) ha costruito una storia vera e significativa. Siamo a Berlino Est nel 1984 con il comunismo che regna imperterrito in tutti i paesi filorussi. La storia ha svelato i crimini e il clima di terrore che l'ideologia comunista ha instaurato. Di questo narra il film attraversando la vita di alcuni uomini. Eccezionale l'interpretazione dell'attore Ulrich Mühe, nei panni del protagonista, l'agente della Stasi KW/XX7.
Il fulcro del film è l'amore e, lui, l'agente della Stasi. Un uomo cinico dedito al suo lavoro di controllore per conto della tirannide marxista, ma pur sempre un uomo che pian piano viene scalfito nel suo cuore, nel suo desiderio umano sopito. La sua espressione facciale, il suo volto, da duro e inespressivo diventa pian piano carico di emozione, cambia completamente. Bellissimo. Mi ha colpito che nel luglio del 2007, pochi mesi dopo l'Oscar, Mühe sia morto per un tumore allo stomaco. Come se il suo compito d'attore e di uomo fosse arrivato alla conclusione finale.
Torniamo al film. Agente grigio, imperturbabile, che ha giurato per il compimento del socialismo reale e in missione h24 per esso. Non guarda negli occhi nessuno, va avanti per la sua strada. Integerrimo e solo. Si scandalizza quando vede che il potere in cui crede è corrotto. Spia un regista teatrale, Georg, incline al dissenso e scopre che la sua compagna, Christa-Maria, è costretta a subire i ricatti sessuali del compagno ministro. Rimane colpito da una poesia di Brecht tratta da un libro sottratto nella casa spiata e rimane incantato dalla musica suonata al piano dal regista. Qualcosa in lui si muove.
Alcune scene a cui fare attenzione.
- Lo spettacolo teatrale del regista è intitolato Le Facce dell'Amore.
- Il giubbetto grigio e chiuso sino al collo di Mühe e la sua camminata meccanica con le braccia e mani rigide.
- L'incontro con la prostituta e il desiderio che lei resti.
- Il bambino che sale in ascensore affermando nella sua semplicità che tutti gli uomini della Stasi sono cattivi.
- Mühe dice alla compagna del regista che lei non è più se stessa. A quel punto lei non va dal ministro, ma torna dall'amato compagno.
Da questa ultima scena si coglie che nell'uomo robot-spia c'è stato il cambiamento. Il desiderio nascosto in lui di amore e verità esce e si esprime come riverbero d'aiuto per la coppia spiata. E da qui in poi il fedele agente comunista diventa un colluso (direbbero all'Antimafia) con il dissenso. Anzi, lo sostiene.
Il film continua con dei colpi di scena, che non oso svelare, in cui l'agente KW/XX7 compie una svolta nella sua vita e, al tempo stesso, emerge la debolezza di Christa-Maria in tutta la sua drammaticità. Godetevi questo bel film.
Ultima cosa. Ulrich Mühe è stato nella vita reale un sostenitore del dissenso, il 4 novembre 1989, cinque giorni prima della caduta del muro, aveva tenuto un comizio in Alexanderplatz contro il comunismo. Ha avuto tre mogli e la seconda, pare inconsapevolmente (o forse no) ha dato informazioni su di lui alla Stasi. Un film che l'attore ha vissuto fino in fondo in prima persona.