venerdì 2 febbraio 2018

Don Camillo a fumetti 13 - La fanciulla dai capelli rossi



Don Camillo a fumetti
La fanciulla dai capelli rossi
ReNoir

E con questo siamo al tredicesimo volume.
Ormai non è una novità, ma è invece una certezza editoriale. Sempre precisi ed originali nei testi e con dei disegni che ci ricordano Fernandel e Cervi.




Storie pubblicate nel 1950 su Il Candido, qui ben rappresentate. Si va da una Quinta Colonna fiancheggiatrice dell'URSS, alla drammatica vicenda della Vecchia del Borghetto, alle surreali avventure di un cane ladro di carne e di uno sfaticato marito Esilarante l'ultima storia tratta dal Corrierino delle Famiglie dove Alberto e Carlotta si dividono l'eredità a forza di bollini verdi e rossi.









mercoledì 31 gennaio 2018

La Réclame - Masters of Pasta with Roger Federer & Davide Oldani




Nella settimana appena trascorsa è andato in onda a iosa uno spot della Barilla che era stato proposto a dicembre. Due star, uno della cucina, Davide Oldani e, uno dello sport, il tennista Roger Federer.
Federer stava dominando gli Australian Open e li ha vinti, perciò perché non proporre lo spot in versione short?
Il bello è rivedere lo spot lungo con l'atleta che arriva al circolo del tennis dove tutti lo ammirano, sale lo scalone come per entrare nell'arena tennistica, invece siamo in cucina con un truce Oldani.
Federer fa uscire dal borsone griffato un cappello da cuoco e la scatola degli spaghetti. Oldani lo guarda male e prende solo gli spaghi.
Federer mette il meglio che sa fare: pomodori come palline che saltano e girano sul palmo della mano, mentre il taglio dei pomodori è scarso. Poi prende una padella come se fosse una racchetta e impara a tagliare e saltare la verdura col fuoco. Man mano lo sguardo truce di Oldani si scioglie e tra i due  i due nasce un'intesa.
Bello questo spot nella versione lunga. Poche parole e molti fatti. Unico neo la colonna sonora, perché utilizzare il motivo del sirtaki greco e non una bella tarantella?

Probabilmente Barilla sta cercando di sfondare tra gli affamati della Grecia.

lunedì 29 gennaio 2018

GIANNI BIONDILLO - IL GIOVANE SBIRRO

GIANNI BIONDILLO
IL GIOVANE SBIRRO
Guanda - 2007



In questo romanzo assemblano vari racconti, dove. Il filo rosso della continuità sono le origin dello sbirror che, da ragazzo scapestrato diventa sbirro.
Si parte con Michele giovane universitario che suona  in una band con amici del quartiere. È obbligato a lasciare gli studi per aiutare la famiglia e entra in polizia.
Il libro alterna le vicende di Michele con quelle di Quarto Oggiaro.
Conosciamo il fruttivendolo siciliano detto don Ciccio ed il suo aiutante a cui poi lascerà il negozio, lestracomunitario Kledy. Questi per un gioco del destino si ritroverà rinchiuso nel centro i accoglienza di via Corelli, con tanto di disordini in corso.
La prima destinazione di Michele è un paesino in montagna dove viene trovato un ragazzo morto con vicino una Testa di maiale. Sembrerebbe un rito stanco, ma poi si scopre che il ragazzo aveva investigato su un omicidio di 30 anni prima in cui era coinvolto il facoltoso padre.
Accade anche che una nota scrittrice scompare nel nulla il giorno in cui deve presentare il suo nuovo libro. Trovata pubblicitaria?
Intanto si  sposato con Francesca ed è nata Giulia.
Michele chiede il trasferimento a Milano e prima di traslocare indaga sulla morte di una avvocatessa. Il tutto in un insieme di legami affettivi incrociati imbarazzanti.
Viene trasferito alla volante di Milano, dove inizia la crisi del rapporto con Francesca.
Chiamato per un caso di morte fortuita, una donna soffocata da una ciliegia, incontra lo strambo commissario Lanza che lo prende sotto la sua ala. Diviene ispettore è sempre più spesso lascia da parte la famiglia per il lavoro.
Mentre indaga per un caso d'omicidio di una prostituta che abitava nel quartiere, non va in ospedale dove la figlioletta viene ricoverata per un sospetto tumore.

È la goccia che fa traboccare il vaso: Francesca si separa da Michele.

venerdì 26 gennaio 2018

Jacovitti 2




Jacovitti 2


Posso dire di essere stato uno dei primi a mangiare il gelato biscotto con il disegno di Cocco Bill, poiché il mio babbo lavorava alla Eldorado. Già mi stava simpatico prima, ma dopo ancor di più: era come tifare per il mio papà. In più i fumetti western erano la mia passione, Tex e Capitan Miki erano tra i miei preferiti, perciò quando vidi per la prima volta Cocco Bill, pistolero duro e puro amante della giustizia e della camomilla me ne innamorai subito. Soprattutto perché c'era del gran umorismo nelle sue tavole.
Cocco Bill nacque sulle spiagge della Versilia quando il Sig. Lisca di Pesce sentì un uomo in spiaggia urlare: Coccobelliiii. E da lì l'idea del nome e poi visto che in quel momento andavano alla grande i fumetti western, il Ns. pensò  ad una pistolero molto particolare e surreale. Lo inventò per il Giorno dei Ragazzi con la prima uscita nel marzo del 1957, ma Jac era già famoso dal 1940 quando iniziò a pubblicare i primi suoi personaggi su Il Vittorioso.






A fine agosto è uscito in edicola il primo numero di il meglio di Jacovitti, 45 numeri  cartonati con il racconto dei fumetti del Ns. Lisca di Pesce, a cura dell'editore Hachette.
La copertina gialla con un bel Cocco Bill è di preludio alla seconda e terza di copertina che ha vignette spiritosissime in diagonale.
Abbiamo poi la prima storia del 1957 del pistolero con il suo cavallo innominato. 
Poi c'è una storia del 1969 dove CB è diventato più alto è il quadrupede sie chiama Trottalemme. In questa storia i riferimenti storici sono quanto mai appropriati  e prendono in giro i compagni cinesi.






Grande antologia, forse posson serbare tante le 45 uscite, ma il lavoro di Jac è stato enorme.

mercoledì 24 gennaio 2018

Gianni Biondillo - CRONACA DI UN SUICIDIO






Gianni Biondillo
CRONACA DI UN SUICIDIO
Guanda

Ferraro e la figlia Silvia sono in vacanza al mare al lido di Ostia. Al largo trovano una barchetta alla deriva. Non c'è nessuno, solo i vestiti ben piegati, l'orologio, il portafoglio e un biglietto di commiato.
L'ispettore avvisa i colleghi di Roma. Tornato a Milano viene chiamato da un ispettore della capitale, è stato ritrovato in mare un corpo, la ex moglie abita nel capoluogo meneghino e a Ferraro tocca l'arduo compito di avvisare la donna. A tratti continui c'è la vita sfigata del suicida. Ma.....

Bello, la conclusione è inaspettata.

martedì 23 gennaio 2018

Emilio Giannelli - IL PRANZO È SERVITO






Emilio Giannelli
IL PRANZO È SERVITO
Marsilio


Non ha un disegno armonico, anzi è molto squadrato e rigido, però ci vuole anche la battuta, e spesso e volentieri la sua satira ci acchiappa.
Questo volume riassume l'anno trascorso attraverso le vignette in prima pagina del Corriere della Sera.

Eccone alcune








lunedì 22 gennaio 2018

Jacovitti 1 - Cremona


Jacovitti 1

È stato il più grande di tutti, non solo in Italia.
Sto parlando del geniale Jacovitti, strepitoso sia nei disegni che nelle storie.
A Cremona si è svolta una piccola mostra in suo onore durante la sagra del salame, non solo perché in vita disegnò la pubblicità dei salumi Negroni, che è un'industria sella città, ma soprattutto per rendere omaggio ad un fumettista/umorista eccezionale, fuori dagli schemi, non schierato, anche se molti, sbagliando, gli davano del fascista.




La mostra è di pochi ma significativi pannelli, con il suoi personaggi e strisce principali.
C'è anche una pubblicazione Omaggio a Jacovitti - lische, salami e altre frattaglie.
Mostra e libro curati da Luca Taglietti e Nedeljko Bajalica. Quest'ultimo ha frequentato professionalmente Jac per un buon periodo, imparando da lui quello che poteva. 


                                          
                            






Certo non è da tutti disegnare direttamente con il pennino, ma Jac aveva questo dono. E poi le sue idee e i suoi personaggi erano bizzarre e geniali.
Surreali i suoi disegni costellati da serpentelli, salami, dadi, frattaglie. E con una lisca di pesce bidimensionale come firma. Questo perché da giovane era magrissimo.





Ha inventato personaggi a raffica.

Il più famoso è Cocco Bill, ma gli altri certo non sfigurano. Meglio di me, parlano le sue strisce.