venerdì 11 maggio 2018

Alicia Giménez Bartlett - Giorno da cani 2








Alicia Giménez Bartlett 
Giorno da cani
Sellerio

Questo è il secondo giallo con protagonista l’ispettrice Petra Delicado e il suo vice, Fermín Garzón editato in Spagna nel  1997.
Un vecchietto viene trovato morente, pestato a sangue. I due poliziotti si mettono sulle tracce del passato dell’uomo. Nella sua casa trovano un cagnolino che Petra poi si porterà a casa. le indagini arrivano agli allevatori di cani da difesa. Si scopre che il morto rubava e rivendeva cani in combutta con una società di ricerca che aveva come paravento una toelette ria per animali. Nel frattempo Garzón si innamora contemporaneamente di due donne, una istruttrice di cani e di una libraria, mentre Petra si attacca ad un veterinario.
Il mandante dei furti e dell’assasino del poveraccio viene scoperto, ma accade una tragedia che destabilizza il vice ispettore Garzón.

mercoledì 9 maggio 2018

La Réclame - La soluzione è semplice, passa a Kena!



A dire il vero Fedez non è proprio simpaticissimo, ma il vero must è Lino con le sue battute, forse vecchie, ma sempre simpatiche e attuali
Intramontabile

lunedì 7 maggio 2018

Alicia Giménez Bartlett - Riti di morte 1





Alicia Giménez Bartlett
Riti di morte
Sellerio

Questo è il primo romanzo della saga con protagonista l’ispettore della polizia spagnola  Petra Delicado. L’esordio è del 1996, in Italia è arrivato nel 2002 e ad oggi siamo a undici libri. È stata tratta anche una fiction tv, sempre in Spagna.

L’ambientazione è a Barcellona, con tanto di cucina catalana. La quarantenne Petra era avvocato di grido con studio legale insieme al marito. Lasciò la toga ed anche il coniuge e divenne poliziotta. Si risposò con un giovane ragazzotto, ma il ruolo era di madre e non di moglie e si separò anche dal secondo marito.

Il suo vice è Fermín Garzón, vice-ispettore cinquantenne vedovo con un figlio a New York, classificato da Petra come anziano (a 50 anni?) panzuto che vive in una camera di una pensioncina.

Una dopo l’altra, quattro giovani ragazze vengono violentate. Il bastardo lascia sul braccio delle vittime una firma a che sembra un disegno fatta con dei pungiglioni o aghi.

I due nostri eroi vagano a vuoto, finché la quarta vittima ricorda che il mezzo per lasciare la firma sia stato un orologio. Viene recuperata una delle aguzze punte, vengono censiti gli orologiai che possono aver fatto una simile lavorazione. Si arriva ad un giovane che però scappa e che verrà trovato giorni dopo. Il mistero s’infittisce.


giovedì 3 maggio 2018

GIRO D'ITALIA 2018/ L'occasione per riscoprire Bartali e l'apoteosi azzurra del beautiful '68

GIRO D'ITALIA 2018/ L'occasione per riscoprire Bartali e l'apoteosi azzurra del beautiful '68


Domani inizia (anche in tv) il Giro d'Italia 2018, edizione 101 della corsa. Parte da Gerusalemme e non termina a Milano come di consuetudine, ma a Roma. Dalla Terra Santa alla città Eterna dove c'è l'erede di San Pietro. Sembra il tragitto degli Apostoli. Sicuramente non è il significato esplicito né recondito di questo percorso, ma ha certamente in sé un messaggio di pace che va oltre l'evento sportivo. Banale questa espressione? Forse sì, certo che se le religioni dividono, lo sport spesso unisce.
È quanto accadde nel lontano 1948 dopo l'attentato a Togliatti, quando le piazze comuniste erano pronte a insorgere con le armi. De Gasperi telefonò in Francia a Gino Bartali scongiurandolo di vincere la tappa del giorno dopo al Tour de France. Ginettaccio, non solo la vinse  e rasserenò gli animi, ma trionfò sugli Champs Elysees vincendo dopo 10 anni (primo nella storia) la sua seconda Grand Boucle.
Certo che Bartali era un predestinato al bene, cattolico fervente, utilizzò la bicicletta nei suoi allenamenti durante l'occupazione nazista per portare di nascosto documenti falsi in aiuto dei fuggitivi ebrei. Per questo nel 2013  è stato eletto  "Giusto tra le nazioni"  dal memoriale ufficiale israeliano delle vittime dell'Olocausto, elezione che avviene per i non-ebrei che hanno aiutato i perseguitati dalle fauci naziste. Queste le motivazioni per Bartali: "Un cattolico devoto, nel corso dell'occupazione tedesca in Italia ha fatto parte di una rete di salvataggio i cui leader sono stati il rabbino di Firenze Nathan Cassuto e l'arcivescovo della città cardinale Elia Angelo Dalla Costa". Pare che gli ebrei aiutati siano stati un migliaio. Pochi settimane fa gli è stata conferita la cittadinanza israeliana. E poi, con la vittoria dopo l'attentato a Togliatti, possiamo affermare che salvò l'Italia da una situazione molto critica.


Se volete documentarvi è in libreria un bel libretto, A colpi di pedale - La straordinaria storia di Gino Bartali di Paolo Reinieri  con le illustrazioni di Valentino Villanova (Editrice Ave). La prima parte è un fumetto a colori ben disegnato che illustra l'aiuto di Bartali agli ebrei. Il libro continua con il racconto della vittoria del 1948 al Tour, con tanto di telefonata di A. De Gasperi. Prosegue poi con la rivisitazione della vita e della carriera di Ginettaccio: famiglia, passione per la bicicletta, amore per la sua Adriana, vittorie, sconfitte e dualismo con Fausto Coppi. Cattolico nel cuore e nella vita, soprannominato Gino il pio, si era messo alla Prima Comunione la spilletta dell'Azione Cattolica e non l'aveva più tolta. A Parigi nel '48 non alzò il braccio in onore del Duce e appena rientrato in Italia si recò in visita privata dal Papa. Forse tutti non sanno che era terziario carmelitano. Gianni Brera l'aveva soprannominato con acredine Frate Cipolla (quello del Boccaccio) per poi ricredersi con grande affetto verso il Gino.
Nel beautiful '68 il Giro d'Italia lo vinse il grande Eddy Merckx il cannibale,  che in  quell'edizione vinse quattro tappe,  la  classifica a punti e quella del Gran Premio della montagna. In classifica generale si classificò con 5' davanti a Vittorio Adorni, compagno di squadra del belga, terzo Felice Gimondi con 9' di distacco. Merckx nel 1968 trionfò anche al  Giro di Sardegna, alla Roubeaix, al Romandia, nella tre Valli Varesine e in Catalogna. 


L'Italia fu circumnavigata dal Giro da nord a sud, ma nel beautiful '68 forse nessuno se ne accorse. Al contrario del '48, le piazze erano incandescenti e non bastò una grandissima vittoria ciclistica azzurra al mondiale di settembre a Imola a raffreddare gli animi. Merckx aveva vinto la gara iridata in volata nel 1967, e dopo le vittorie nella stagione del '68 era il favorito insieme a Gimondi, ma tutto fu travolto dalla fuga di Vittorio Adorni che s'involò arrivando con quasi 10' (massimo distacco in un mondiale) davanti a Van Springel, Dancelli, Bitossi, Taccone e Gimondi, cinque italiani nei primi sei.
Un'apoteosi azzurra, mentre pochi giorni prima i russi avevano invaso la Cecoslovacchia e a Venezia il Festival del cinema era stato duramente contestato.

mercoledì 2 maggio 2018

ALFIE - Il racconto - 2






ALFIE -  2

La partita intanto è ricominciata e l'egiziano Salah ha fornito due delicati assist conclusi con due gol all'11' e 16' del secondo tempo.
I romanisti sembran sfiniti, i Reds e i loro tifosi sono in tripudio.
L'elicottero vola verso il mare. Tom e KATE si guardano tremanti, Alfie è in una culla termica con tanto di respiratore e di flebo.
Monitor colorati che indicano pulsazioni cardiache, pressione sanguigna, temperatura corporea, respirazione.
Quattro uomini controllano i dati e lo stato di Alfie. Un quinto indica ai genitori di mettersi le cinture e le cuffie.
- Vi stiamo portando in un luogo sicuro dove provare a curare Alfie.Tom e KATE si guardano e iniziano a piangere.
All'Anfield Road esiste solo una squadra che torna in rete al 24'. E sono cinque: Liverpool 5 - Roma 0. I tifosi inglesi sono tutti in piedi ed applaudono.
Ma nel settore ospiti, dove ci sono tremila romanisti, pian piano viene srotolato uno striscione alto tre metri e lungo dieci con scritto a caratteri cubitali ALFIE FREE.E lo stadio si zittisce di colpo.
All'ospedale il capo pattuglia della polizia inglese non avendo risposte via radio dagli uomini in rianimazione ha dato l'allarme.
Ma al centro base delle forze dell'ordine stanno tutti guardando la partita e quando capiscono la portata del messaggio il panico subentra. Cosa fare? Gli uomini sono perlopiù allo stadio ma ancora non si è a conoscenza della reale situazione.
Il capitano John Wood arriva di corsa in rianimazione e libera poliziotti ed infermieri che spaventati raccontano del blitz.
Wood conferma l'allarme attivando l'aviazione militare e le pattuglie motorizzate presenti allo stadio.
Ma non ci sono avvistamenti di elicotteri e neppure di ambulanze.
Il capo di Scotland Yard e del MI 6, entrambi allo stadio, vengono ragguagliati ed increduli cercano di formare un'unità di crisi sul posto.
Il Liverpool di colpo si ferma e la Roma, segna due gol con gli inglesi imbambolati.
La polizia e gli steward dello stadio ricevono l'ordine di requisire lo striscione, ma quando arrivano tra i tifosi ormai lo trovano a terra sotto i piedi dei supporter romanisti.
Kate e Tom si stringono le mani, piangono, guardano increduli il piccolo Alfie accudito da mani esperte. Nella cuffia parte un lieve ronzio, e sentono recitare:
Ave o Maria...Tutti i componenti dell'elicottero recitano la preghiera. Kate e Tom rispondono da:
Santa Maria...Alfie sussulta e distende le braccine.
Ore 23.00. Lo stadio si è svuotato dei tifosi inglesi, mentre i romanisti vengono tenuti nel loro settore. Sono stranamente silenziosi e tranquilli.
L'unità di crisi delle forze dell'ordine è riunita in una sala dello stadio con i rappresentanti del governo inglese. L'aria è pesante, i volti tesi e stizziti. Non si hanno notizie dei fuggiaschi, sembrano spariti nel nulla. Tutta l'Inghilterra è bloccata, strade, aeroporti, navi, il tunnel con la Francia. I cieli e i mari fino al limite dei confini internazionali sono monitorati. Ma non c'è traccia dei rapitori. Il ministro degli interni propone di bloccare e schedare i tremila tifosi italiani. Entrano di peso nella stanza l'ambasciatore italiano a Londra con
degli agenti in borghese. Ė incazzato nero e annuncia una crisi diplomatica che ha già proclamato davanti alle tv presenti alla partita.
Queste sono rimaste in diretta dallo stadio raccontando ciò che ormai è diventato di dominio pubblico mondiale.
Il capo di Scotland Yard resta interdetto, gli comunicano che nella zona intorno all'ospedale non vi sono state telefonate satellitari, chiamate da cellulari non assegnati o usa e getta, sms, messaggi sui social, etc. Professionisti sicuramente, con un'azione preparata nei dettagli. Non vi è traccia nei radar degli spostamenti dell'elicottero, probabilmente era schermato.
Mentre sugli spalti i tifosi italiani...
continua - 2

martedì 1 maggio 2018

1 MAGGIO 1908 - Nasce GIOVANNINO GUARESCHI

1  MAGGIO 1908 






 Nasce 
GIOVANNINO  GUARESCHI

lunedì 30 aprile 2018

ALFIE - Il racconto - 1

ALFIE 1


La scorsa notte ho fatto un sogno.

Tardo pomeriggio di martedì 24 aprile, semifinale di Champions League, Liverpool - Roma. Una giornata fredda, grigia e piovosa.

I tifosi dei Reds e dei giallorossi con bandiere, magliette, cappellini si portano davanti ai cancelli dell'Anfield Road.

Di fronte all'ospedale pediatrico Alder Hey un centinaio di dimostranti con candele, foto e manifesti chiedono che Alfie Evans viva, mentre i medici hanno staccato il respiratore al bambino.

Sia allo stadio che all'ospedale le forze dell'ordine sono massicce.

Le ore passano ed alle 20,30 lo stadio è sold out, mentre davanti all'ospedale non c'è più nessun tifoso di Alfie, anche i dimostranti tengono famiglia, debbono cenare e vogliono vedere il Liverpool in tv.
I tifosi inglesi fan venire la pelle d'oca cantando l'inno dei Reds,You'll never walk alone.
Tom è vicino al lettino di Alfie, lo tiene per mano e guarda su uno schermo tv senza audio appeso alla parete la manifestazione. Anche lui è un tifoso del Liverpool e si immedesima con le parole dell'inno dei Reds, con il pensiero al piccolo Alfie senza respiratore è destinato alla morte:
When you walk through a storm (Quando cammini nel bel mezzo di una tempesta)
Hold your head up high (Tieni bene la testa in alto)
And don't be afraid of the dark (E non aver paura del buio)
At the end of a storm (Alla fine della tempesta)
There's a golden sky (C'è un cielo dorato)
And the sweet silver song of a lark (E la dolce canzone d'argento cantata dall'allodola)
Walk on through the wind (Cammina nel vento)
Walk on through the rain (Cammina nella pioggia)
Though your dreams be tossed and blown (Anche se i tuoi sogni saranno sconvolti e scrollati)
Walk on, walk on (Va avanti, va avanti)
With hope in your heart (Con la speranza nel tuo cuore)
And you'll never walk alone (E non camminerai mai da sola)
You'll never walk alone (Non camminerai mai da sola)
Walk on, walk on (Va avanti, va avanti)
With hope in your heart (Con la speranza nel tuo cuore)
And you'll never walk alone (E non camminerai mai da sola)
You'll never walk alone (Non camminerai mai da sola)

Ore 20.45, calcio d'inizio e la partita comincia.
Si gioca subito a grandi ritmi ad Anfield con cambi di campo veloci da ambo le parti con Strootman e Salah che scaldano le mai ai portieri avversari. Al 18' missile di Kolarov che il portiere devia sulla traversa.

Tom pensa: Sicuramente Alfie è un tifoso dei Reds e sta anche lui esultando.

Mané grazia la Roma due volte, Allisson la salva da Salah, ma al 35'

 l'ex romanista insacca con un eurogol a rientrare sotto l'incrocio dei 

pali. Roma in bambola e i rossi prendono una traversa su colpo di 

testa.

Assedio del Liverpool e al 45' ancora Salah con fuga e scavetto segna il secondo goal.
E l 'Anfield esulta. 
Anche Tom esulta silenziosamente ed Anche Alfie alza le sue braccine. 

Le forze dell'ordine davanti all'ospedale presidiano ora con pochi poliziotti, perlopiù arrabbiati perché non possono vedere la partita ma ascoltano la radiocronaca dal telefonino.
Nel reparto di rianimazione gli infermieri si son fermati ed insieme ai due poliziotti guardano il successo della loro squadra. Le infermiere chiacchierano tranquille.
Allo stadio si va al riposo tra l'esultanza dei tifosi.

Kate entra nella cameretta, bacia il suo angioletto sulla fronte e stringe la mano a Tom.

Al pronto soccorso dell'ospedale scatta un avviso di allarme, stanno arrivando due lettighe ed un elisoccorso, tre bambini sono caduti da un'impalcatura giocando ad una festa della scuola.

Arrivano le due ambulanze e l'auto dei medici, scendono dai veicoli una decina di persone di soccorritori in tenuta arancione catarifrangente. Vengono scaricate le barelle con i ragazzi coperti da lenzuoli con mascherine dell'ossigeno che ne coprono i volti. 
Anche l'elicottero atterra sulla piazzola, scendono quattro paramedici con un'altra barella ed entrano nel pronto soccorso.

La comitiva arriva in prossimità della rianimazione e i tre infermieri dell'ospedale che li avevano accolti alzano di colpo le braccia.
Spuntano mitragliette e pistole nelle mani dei soccorritori che intimano il silenzio e con la rapidità del fulmine immobilizzano infermieri e poliziotti.
Entrano nella cameretta di Alfie, riattaccano il respiratore e una flebo, lo caricano su una piccola lettiga ed escono di corsa con i genitori. Salgono sullelicotterro che riparte. Anche le ambulanze partono a sirene spiegate.

1 - continua