mercoledì 30 maggio 2018

Alicia Gimenez Bartlett - Un bastimento carico di riso - 5

Alicia Gimenez Bartlett

Un bastimento carico di riso

Sellerio


Un barbone viene trovato ucciso. Un testimone ha visto dei nazi rapati colpirlo con una mazza. Ma non è la dinamica vera dell'omicidio, in più è uno strano barbone in quanto non è vestito male. È un barbone amico che spianerà la strada per l'indagine, ma anche lui verrà ucciso. Si arriva ad un industriale e alla sua fondazione.

martedì 29 maggio 2018

IL FAZZZIOSO - ITALIA vs ARABIA SAUDITA






Il Mancio ha preso in mano l'Italia rivoluzionandola. Ha riportato titolare il mohicano Balotelli e immesso una marea di giovani promesse. È solo l'inizio, facciamolo lavorare.
Certo che fa ridere che sia l'Arabia Saudita a scegliere come sparring partner gli azzurri.
Il tasso tecnico degli arabi è bassissimo, si è visto nel gol di Balo, nonostante l'esultanza dei telecronisti Rai.
D'altronde i calciatori sauditi avevano i tacchetti d'oro sotto gli scarpini e non volevano certo rovinarli.
Se Balo ha segnato un gol, dato passaggi smarcanti, anche TopoGigio Donnarumma si è comportato da campione: non ha toccato un pallone nel primo tempo, per fortuna.
Il Mancio ha fatto correre molto le fasce, poco pressing però e non abbiamo un centrocampista che crei gioco, Jorginho dovrebbe essere posizionato più avanti.
La partita è stata giocata a San Gallo, in Svizzera e non poteva mancare il gallo Belotti, visto che si trovava nel pollaio ha segnato un gol di testa su calcio d'angolo.
Poi la pirlata di Zappacosta e l'improbabile corsa  di TGigio, che se fosse rimasto in porta avrebbe rischiato una delle sue saponettate.
Poi un'altra vaccata in disimpegno di Criscito che TGigio ha sventato da campione con un piede, non con le mani chiaramente.
Un secondo tempo pieno di distrazioni e con un calo fisico notevole da parte degli azzurri.
Immotivato l'entusiasmo del telecronista Rai e poi saranno stati veri i nomi dei calciatori arabi che pronunciava in diretta appena toccavano il pallone?

lunedì 28 maggio 2018

ASPETTANDO IL MONDIALE/ Fuga per la vittoria, un film da salvare per la partita di calcio



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ASPETTANDO IL MONDIALE/ Fuga per la vittoria, un film da salvare per la partita di calcio

Fuga per la vittoria non è un film eccezionale, ma per gli appassionati di calcio è imperdibile. È del 1981, diretto dal blasonato regista John Huston un po' forse , visto che si tratta di calcio, con il piede sinistro. L'idea non è male, ma direi che il fine è commerciale. C'è un panzutello Michael Caine nelle vesti di allenatore, ci sono vecchi campioni come Pelé, Bobby Moore, Osvaldo Ardiles, Paul Van Himst, Kazimierz Deyna e questi valgono il costo del biglietto dello stadio (cinema).
Il soggetto del film è liberamente tratto dalla storica Partita della Morte del 9 agosto 1942 a Kiev tra una nazionale militare tedesca e una compagine Ucraina formata da giocatori della Dynamo Kiev e del Lokomotiv. Vinsero questi, ma poi morirono tutti nei campi di concentramento nazisti. In Fuga per la vittoria siamo in una specie di villaggio vacanza per prigionieri, e questo fa un po' ridere. I prigionieri sono Alleati: inglesi, francesi, statunitensi, americani, irlandesi e gallesi.
Arriva il gerarca Max Von Sydow (sempre impeccabile) e organizza una partita tra nazi e Alleati. Caine pretende di avere in rosa giocatori polacchi, cechi che sono detenuti in altri campi di prigionia. La richiesta è esaudita, hanno tute rosse, scarpini, palloni e pranzi energetici. E qui ridiamo per la seconda volta: è proprio un villaggio vacanze. Manca solo Fiorello.
Nella compagine vuole giocare a tutti i costi Sylvester Stallone, già famoso per Rocky IRocky II. Chiaro perciò l'intento commerciale del film. Ottiene il posto di portiere, ma sembra Walter Chiari ne L'Inafferrabile 12, o forse si sta allenando per interpretare il futuro Rambo. Si narra che volendo fare il fenomeno, allontanò dalle prove del film il portiere inglese Banks che gli insegnava il mestiere. Risultato: frattura di un dito della mano e rottura di due costole. Mettiamoci poi una fuga del portierone a Parigi per avvisare la Resistenza francese con ritorno al campo di concentramento (ma quando mai?) e la partita può cominciare.
La partita si svolge a Parigi come evento mediatico e di propaganda. I tedeschi segnano a ripetizione, 4-0. L'arbitro ha spesso gli occhi chiusi, la Var non esiste, ma gli Alleati riescono a rimontare con un grande Pelé che gioca con un braccio aderente al corpo come Beckenbauer contro l'Italia nella mitica semifinale di Mexico '70. Rambo-Stallone aveva la pretesa di segnare un gol, ma J. Huston lo esalta facendogli salvare la partita parando un rigore al 90°.
Favolosa la rovesciata in gol di Pelé vista da tutte le angolazioni possibili: lui era capace di farlo veramente. E poi....invasione di campo e tutti scappano. La partita di calcio è sicuramente la parte migliore del film, il resto è surreale.

sabato 26 maggio 2018

giovedì 24 maggio 2018

Verso Real Madrid-Liverpool/ Quell'Italia in vetta all'Europa nel Beautiful '68



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Verso Real Madrid-Liverpool/ Quell'Italia in vetta all'Europa nel Beautiful '68

Si avvicina il calcio di inizio della finale di Champions League tra Real Madrid e Liverpool, evento clou stagionale dello sport più seguito in tv. Proprio 50 anni, nel Beautiful '68, tra barricate, ciottoli divelti, capanne bruciate e viali intasati da manifestanti, l'Italia calcistica era ai vertici dell'Europa. Il Milan, dopo aver vinto lo scudetto, il 23 maggio vinse la Coppa delle Coppe contro l'Amburgo con due gol dello svedese Kurt Hamrin, il secondo preceduto da due tunnel favolosi da antologia. Con a capo il Paron Nereo Rocco vinse l'anno dopo la Coppa Campioni e l'Intercontinentale. Non era il Milan dei cinesi...
Pochi giorni dopo in Italia partirono gli Europei di calcio, alla faccia delle soste (calcistiche) nostrane odierne. La faccio breve, il 5 giugno si giocò a Napoli la semifinale europea tra la nostra Nazionale e la Russia. La partita finì 0-0. Allora non c'erano il goldel gol (grazie a Dio),  i rigori (a parte il 2006 sempre funesti) e la (il) Var, ma solo una misera monetina che qualificò per sorteggio la nostra squadra. Il cul de Sac (Sacchi) non esisteva ancora, ma la leggenda narra che negli spogliatoi la lira fu tirata in aria due volte, la prima restò in bilico in una fessura, ma per la ripetizione ci mise lo zampino San Gennaro. Lo sapremo da Facchetti se andremo in Paradiso.
Prima finale  a Roma contro la Jugoslavia. Era l'8 giugno, gli slavi giocarono la partita della vita, segnarono un gol, ma a dieci minuti dalla fine Domenghini su punizione riagguantò il risultato. Il pallone passò tra le gambe della barriera.  Ciò vuol dire che il destino era segnato. Gianni Brera definì il tiro una ciabattata, vero, ma fu il preludio della vittoria.
Il regolamento non prevedeva i supplementari e dopo 48 ore si rigiocò. Gli Slavi erano spompi, il c.t. Valcareggi cambiò cinque giocatori e vincemmo 2-0 con un gol di Rombo di Tuono e un bellissimo eurogol  di un ventenne in forza al Varese, Pietro Anastasi. Nota a margine: guardate l'esultanza dei due attaccanti e paragonatela con quelle odierne. Fan tenerezza.
Il calcio risollevò l'animo dei contestatori? Io non lo so, allora godevo solo di pallone, forse bisognerebbe chiederlo ai leader degli studenti d'allora, Capanna e Viale. L'ho fatta semplice? Il titolo Europeo rimane negli annali ma ai barricaderi cosa resta? Pulvis et umbra.

mercoledì 23 maggio 2018

Fumetti - ALTAI & JONSON


L'Editrice COSMO ha appena ristampato in tre uscite le avventure di ALTAI & JONSON pubblicate dal 1975 soprattutto sul  Corriere dei Ragazzi.
Che dire? Lo sceneggiatore è nientemeno che TIZIANO SCLAVI che non ha bisogno di presentazioni, mentre il disegnatore è GIORGIO CAVAZZANO. Questi è un grande fumettista, forse il più grande, tanto che disegna anche per Disney.
I disegni sono strepitosi, pieni di particolari, che uniti alla fantasia e penna di Sclavi ne fanno un fumetto direi eccezionale e da non perdere.
E? un gangster fumetto molto ironico ambientato a San Francisco con due scalcinati detective privati

Jonson è il cowboy con tanto di Stenson e di fondina e si atteggia a capo, mentre Altai è il piccoletto dall'aria sulle nuvole. Abbiamo anche un tenente della polizia che vorrebbe sempre mettere al gabbio i due soci. Nella San Francisco fatta di saliscendi, tram alla milanese e berline americane, i due vanno in giro con uno scassato Maggiolone alla caccia dei banditi. Alla fine i buoni vincono, ma i nostri restano sempre al verde

















lunedì 21 maggio 2018

Alicia Giménez Bartlett - Serpenti nel Paradiso 4







Alicia Giménez Bartlett
Serpenti nel Paradiso
Sellerio

Il quartiere residenziale si chiama Paradise, ma avviene l'omicidio di un avvocato di grido.
Tre coppie di amici con relativi pargoli in un luogo incantato, ma nulla è come appare.
Tresche familiari, adulterio e .... serpenti, amicizie finte che portano al disastro umano.
Parallelamente i nostri pulotti sono impegnati come forze dell'ordine per l'arrivo del Papa a Barcellona, con i rapporti interpersonali e nuove amicizie.