mercoledì 6 giugno 2018
martedì 5 giugno 2018
ASPETTANDO IL MONDIALE/ Pelè, il film su O Rey e il suo segreto a base di ginga.
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ASPETTANDO IL MONDIALE/ Pelè, il film su O Rey e il suo segreto a base di ginga.
Il gioco più bello del mondo è il calcio. Qual è il calciatore più forte della storia? Stiliamo una classifica: Pelé, Maradona, Messi e Ronaldo. Nel mio personalissimo cartellino aggiungerei Van Basten se non si fosse ritirato a 30 anni e Ibrahimovic. Se O Rey e il Pibe si contendono il primo posto in assoluto, in questo momento però abbiamo due grandissimi campioni la Pulce e CR7, non ultimo il suo grandissimo gol in rovesciata contro la Juventus dove tutto lo stadio si è alzato ad applaudire.
Il film che vi propongo, Pelé, è del 2016, racconta la vita del ragazzino povero che arriva a vincere con la nazionale brasiliana a 17 anni la Coppa Rimet (del Mondo). Il film si ferma qui, ma Pelé con il Brasile vinse anche le edizioni del 1962 e 1970. Un film favola che celebra solo una parte di carriera. Sui titoli di coda appare la scritta che segnò 1283 goal, alcuni hanno dei dubbi, ma lui e i tifosi del bel calcio non ne hanno.
Ai tempi suoi non c'erano i mezzi video odierni e questo è un peccato. Noi italiani c'è lo ricordiamo nella finale di Mexico '70, quando con i suoi assist e il gol di testa non sovrastò solamente Burgnich, ma un'intera squadra. Vinse tutto quello che poteva vincere, scudetti, coppe, mondiali, classifiche goleador.
Il film non è un'opera d'arte, ma per gli amanti del calcio è sicuramente un documento da avere nella propria videoteca. C'è anche il cameo dello stesso Pelé: i calciatori del Brasile si divertono a passarsi il pallone dalla cucina, alla sala da pranzo, alla hall dell'albergo che li ospitava in Svezia, il giovane attore Pelé urta la zuccheriera che il vero Pelé ha sul tavolino. Queste scene ricordano le pubblicità Nike di alcuni anni or sono con la compagine verde-oro che si divertiva in aeroporto. Il suo gol più bello è stato ricostruito al computer, lo ha segnato alla Juventus di San Paolo, scartando quattro avversari con tre sombreri
I telecronisti hanno sempre esaltato il gioco dei verde-oro dicendo che ballavano la samba, ma Pelé, quando il film fu presentato in Italia affermò: "La ginga è il fattore decisivo per giocare a calcio, un atteggiamento in cui il talento prevale sulla tecnica, il piacere del gesto è dominante, dovendo scegliere solo un calciatore con queste caratteristiche dico Messi". La ginga è la radice, il modo di essere brasiliano. È il passo base della capoeira, ciò che unisce i colpi di attacco, le schivate difensive e le acrobazie. Riportata nel calcio, è tutto quanto si può fare con il pallone, utilizzando il proprio talento. Ricordiamoci però che a Pelé il talento lo ha dato sicuramente Dio.
Tre brevi annotazioni. Ho invidia di un amico che possiede una foto più unica che rara, lui insieme a Pelé e Maradona. Io mi accontento della sua dedica personale con autografo che mi ha regalato alla presentazione del film in Italia. Essendo mio nonno paterno nato a Sau Paolo in Brasile, ho un po' di ginga nella mia anima, ma ho solo quella, il talento del calcio invece è sempre stato sottoterra.
venerdì 1 giugno 2018
Alicia Gimenez Bartlett - IL CASO DEL LITUANO - 6
Alicia Gimenez Bartlett
IL CASO DEL LITUANO
Un libro con tre racconti scritti per un quotidiano spagnolo.
IL CASO DEL LITUANO
Un bel lituano viene trovato morto ucciso da un colpo di pistola vicino a un parcheggio. La pista passionale sarà la verità
MORTE IN PALESTRA
Viene trovato morto nella sauna chiusa dall'esterno un bullo di periferia.
LA VOCE DEL SANGUE
Quattro donne morte nella stessa stanza con un colpo di pistola. Una casa d'appuntamenti. Una ventenne con un passato particolare
giovedì 31 maggio 2018
IL FAZZZIOSO - LIVERPOOL vs REAL MADRID
Dopo una cerimonia d'apertura barocca, con Duna Lipa, cosciona dai muscoli da slalomista, plasticata non solo negli short, inizia la partita. E per fortuna c'è il duo Piccinini-Serena, mica il caciarone Pardo.
Singolare che nella capitale ucraina che ospita la finale, uno degli sponsor della manifestazione sia la nemica russa Gazprom.
Ho tifato Reds una sola volta in vita mia, quando sotto di tre gol contro il Milan capovolsero il risultato e vinsero la coppa.
Ma allora c'era un certo Steve Gerrard, oggi i non pervenuti Firmino, l'infortunato Salah e in negretto e vispo Manè, l'unico in palla.
Notte nerissima per il portiere Karius in versione Donnarumma, due euro-papere che non vedevo dai tempi dei campionati CSI dei miei figli.
La vera star è Zinedine Zidane che continua a mietere successi e coppe europee ed allena i suoi giocatori a colpire in rovesciata.
Se Ronaldo sonnecchia e gioca per la squadra ma resta a secco di gol, ci pensa Bale con un gol capolavoro uguale a quello di CR7 contro la Juve.
L'allenatore più perdente d'Europa, andrà a lavarsi la macchina, dopo lo spot pubblicitario che ha imperversato su tutti i canali tv la settimana scorsa.
Men of the match: Sergio Ramos, un vero killer.
mercoledì 30 maggio 2018
Alicia Gimenez Bartlett - Un bastimento carico di riso - 5
Alicia Gimenez Bartlett
Un bastimento carico di riso
Un barbone viene trovato ucciso. Un testimone ha visto dei nazi rapati colpirlo con una mazza. Ma non è la dinamica vera dell'omicidio, in più è uno strano barbone in quanto non è vestito male. È un barbone amico che spianerà la strada per l'indagine, ma anche lui verrà ucciso. Si arriva ad un industriale e alla sua fondazione.
martedì 29 maggio 2018
IL FAZZZIOSO - ITALIA vs ARABIA SAUDITA
Il Mancio ha preso in mano l'Italia rivoluzionandola. Ha
riportato titolare il mohicano Balotelli e immesso una marea di giovani
promesse. È solo l'inizio, facciamolo lavorare.
Certo che fa ridere che sia l'Arabia Saudita a scegliere
come sparring partner gli azzurri.
Il tasso tecnico degli arabi è bassissimo, si è visto nel
gol di Balo, nonostante l'esultanza dei telecronisti Rai.
D'altronde i calciatori sauditi avevano i tacchetti d'oro
sotto gli scarpini e non volevano certo rovinarli.
Se Balo ha segnato un gol, dato passaggi smarcanti, anche
TopoGigio Donnarumma si è comportato da campione: non ha toccato un pallone nel
primo tempo, per fortuna.
Il Mancio ha fatto correre molto le fasce, poco pressing
però e non abbiamo un centrocampista che crei gioco, Jorginho dovrebbe essere
posizionato più avanti.
La partita è stata giocata a San Gallo, in Svizzera e non
poteva mancare il gallo Belotti, visto che si trovava nel pollaio ha segnato un
gol di testa su calcio d'angolo.
Poi la pirlata di Zappacosta e l'improbabile corsa di TGigio, che se fosse rimasto in porta
avrebbe rischiato una delle sue saponettate.
Poi un'altra vaccata in disimpegno di Criscito che TGigio
ha sventato da campione con un piede, non con le mani chiaramente.
Un secondo tempo pieno di distrazioni e con un calo
fisico notevole da parte degli azzurri.
Immotivato l'entusiasmo del telecronista Rai e poi
saranno stati veri i nomi dei calciatori arabi che pronunciava in diretta
appena toccavano il pallone?
lunedì 28 maggio 2018
ASPETTANDO IL MONDIALE/ Fuga per la vittoria, un film da salvare per la partita di calcio
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ASPETTANDO IL MONDIALE/ Fuga per la vittoria, un film da salvare per la partita di calcio
Fuga per la vittoria non è un film eccezionale, ma per gli appassionati di calcio è imperdibile. È del 1981, diretto dal blasonato regista John Huston un po' forse , visto che si tratta di calcio, con il piede sinistro. L'idea non è male, ma direi che il fine è commerciale. C'è un panzutello Michael Caine nelle vesti di allenatore, ci sono vecchi campioni come Pelé, Bobby Moore, Osvaldo Ardiles, Paul Van Himst, Kazimierz Deyna e questi valgono il costo del biglietto dello stadio (cinema).
Il soggetto del film è liberamente tratto dalla storica Partita della Morte del 9 agosto 1942 a Kiev tra una nazionale militare tedesca e una compagine Ucraina formata da giocatori della Dynamo Kiev e del Lokomotiv. Vinsero questi, ma poi morirono tutti nei campi di concentramento nazisti. In Fuga per la vittoria siamo in una specie di villaggio vacanza per prigionieri, e questo fa un po' ridere. I prigionieri sono Alleati: inglesi, francesi, statunitensi, americani, irlandesi e gallesi.
Arriva il gerarca Max Von Sydow (sempre impeccabile) e organizza una partita tra nazi e Alleati. Caine pretende di avere in rosa giocatori polacchi, cechi che sono detenuti in altri campi di prigionia. La richiesta è esaudita, hanno tute rosse, scarpini, palloni e pranzi energetici. E qui ridiamo per la seconda volta: è proprio un villaggio vacanze. Manca solo Fiorello.
Nella compagine vuole giocare a tutti i costi Sylvester Stallone, già famoso per Rocky Ie Rocky II. Chiaro perciò l'intento commerciale del film. Ottiene il posto di portiere, ma sembra Walter Chiari ne L'Inafferrabile 12, o forse si sta allenando per interpretare il futuro Rambo. Si narra che volendo fare il fenomeno, allontanò dalle prove del film il portiere inglese Banks che gli insegnava il mestiere. Risultato: frattura di un dito della mano e rottura di due costole. Mettiamoci poi una fuga del portierone a Parigi per avvisare la Resistenza francese con ritorno al campo di concentramento (ma quando mai?) e la partita può cominciare.
La partita si svolge a Parigi come evento mediatico e di propaganda. I tedeschi segnano a ripetizione, 4-0. L'arbitro ha spesso gli occhi chiusi, la Var non esiste, ma gli Alleati riescono a rimontare con un grande Pelé che gioca con un braccio aderente al corpo come Beckenbauer contro l'Italia nella mitica semifinale di Mexico '70. Rambo-Stallone aveva la pretesa di segnare un gol, ma J. Huston lo esalta facendogli salvare la partita parando un rigore al 90°.
Favolosa la rovesciata in gol di Pelé vista da tutte le angolazioni possibili: lui era capace di farlo veramente. E poi....invasione di campo e tutti scappano. La partita di calcio è sicuramente la parte migliore del film, il resto è surreale.
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