giovedì 17 maggio 2012
Cristiani
In una via di Milano ho fotografato questa pizzeria che ha come insegna e nome la Madonnina.
E' gestito da egiziani, cristiani copti, ma vendono anche kebab per gli arabi.
visitando il Libano sono rimasto stupito che le case dei cristiani avevano sulla parete d'ingresso esterna un crocefisso oppure un quadro della Beata vergine.
Nelle palazzine più moderne ho visto nell'androne la statua di 1,5 mt della Madonna.
Tutto questo per affermare la propria fede in paese in cui i cristiani soffrono e sono in minoranza.
Qui in Italia ed in Europa abbiamo paura ad esplicitare le nostre radici cristiane.
lunedì 14 maggio 2012
Grande schermo
Unknown - Senza identità
Regia di Jaume Collet-Serra
2011
Un film avvincente, un bel thriller che non lascia
spazio alla noia e al già visto. Un cast importante, Liam Neeson, Diane Kruger (la cantante di Joyeux Noël e interprete
di Bastardi senza Gloria).
È la storia di un
americano che con la moglie arriva a Berlino per un convegno. Ha un incidente,
viene salvato dalla bella tassista, ma ha delle amnesie. Cercano di ucciderlo,
la moglie non lo riconosce ed al suo posto c’è un altro uomo che si qualifica
come marito. Non ha passaporto, è senza identità, non sa più chi è.
Chi sono io? urla. È l’urlo di un uomo che ha ricordi sfumati ma non certezze. Solo l’aiuto della bella tassista lo salverà. Colpo di scena finale che non svelo.
Un uomo rinato che
riscopre il suo passato e che sceglie per la verità e il bene.
Da vedere.
venerdì 11 maggio 2012
Monumento
In un'aiuola, all'ingresso di una tangenziale di Milano è stato lasciato questo ...... coso...
Pezzo di gru?
Monumento?
Decidete voi.
mercoledì 9 maggio 2012
Le stelle sono tante....
E la Juventus ha vinto il
campionato. Ha vinto perché è la squadra più completa, dove ha brillato la
forza, la continuità e l’unità del gruppo. Se nel Milan Ibra ha segnato 28 goal
e Nocerino 10 nella Juve, Matri ha colpito 10 volte, Marchisio e Vucinic 9,
Vidal 7, Pepe 6 e poi altri a scendere. C’è stato un Pirlo grandissimo, che non
si è mai infortunato ed un blocco
difensivo che ha subito solo 19 goal. Speriamo vengano portato agli Europei.
Che dire di Conte? Ha avuto il pregio di rendere coesa una squadra affamata di
vittoria, convincendola psicologicamente dei propri mezzi.
Onore alla Juventus campione
del 28° scudetto.
E qui casca l’asino!
Se alla squadra e
all’allenatore vanno riconosciuti i meriti, vanno anche considerati i demeriti.
Il vincitore in negativo è il
presidente Andrea Agnelli.
Ha alimentato in estate e poi
ha continuato il livore per i due scudetti tolti alla squadra che, come
provocazione, ha fatto appendere nel nuovo stadio di Torino. Si è rivolto alla
magistratura ordinaria dopo che quella calcistica ha squalificato a vita i due
più alti dirigenti (Giraudo e Moggi).
Ha affermato che uno è stato
per lui come un padre e l’altro il n.1 nel panorama calcistico italiano. Niente
da eccepire sul piano strettamente personale ma molte cose ci sarebbero da dire
su quello sportivo.
La stampa gli è andata dietro
docile, docile, nessuno lo ha mai contraddetto.
È poi scivolato su una buccia
di banana. Ad inizio campionato è intervenuto affermando che a fine
campionato Del Piero se ne sarebbe andato. Il campione, come è nel suo
stile, non ha fatto una piega ed ha giocato quando ha potuto dando sempre il
massimo.
Vinto il campionato
l’Arrogante ha urlato ai quattro venti (leggi media) che sulla prossima maglia
ci saranno tre stelle, l’equivalente di 30 scudetti.
Se l’Avvocato parlava per
parabole e Boniperti aveva uno stile signorile, Arrogance in un anno ne ha
dette più di Bertoldo.
Che abbia preso una pallonata
e abbia visto …le stelle?
domenica 6 maggio 2012
Aprile mediatico
Se il mese d’aprile dovrebbe
essere un dolce dormire, quest’anno invece ha costretto molti a restar svegli,
anzi taluni li ha proprio buttati giù dal letto.
In due giorni la Lega Nord
di Umberto Bossi è stata messa alla
berlina.
I media non vedevano l’ora di
massacrarla e hanno cavalcato l’onda lunga per una ventina di giorni.
Veniamo al nocciolo della
questione. Un partito che attacca Roma ladrona, ma che si comporta alla stessa
maniera. Un tesoriere made sotto il Po che al solo guardarlo in faccia fa venire
i brividi, ha contatti con la malavita, investe in Tanzania, a Cipro, in diamanti e lingotti d’oro i soldi del
finanziamento pubblico.
Si scopre il Cerchio magico
leghista, con gestione amministrativa degna di una cosca. In salsa verde però. Una
dinasty familiare che copre di ridicolo l’Umbert. Che ne esce asfaltato.
Soldi al Trota a valanga per
godersela, pagare le sue multe, la sua laurea in Albania, diploma e laurea per
Belsito e per il capo scorta di Rosy la Nera. Finanziamenti per la moglie del
capo. Una gestione allegrissima in un’unica direzione: la famiglia, the Family.
Milioni e mijoni (finalmente rinfacciano i romani).
Prime, seconde, terze, etc.
pagine, trascrizione delle telefonate, video-bancomaTrota, Aperture dei tg, i
soliti programmi di approfondimento,etc.
L’Umbert, il Padrino, si è
presentato alla base (in diretta tv), ha esaltato Maroni come il risolutore, si
è cosparso il capo di cenere, ha sacrificato (scaricato) il Trota, anello
debole della catena. In tempo reale c’è stata pulizia etnica con l’espulsione dal
partito dei sudisti Nera e Belsito.
Il tutto per recuperare
credibilità con i lumbard, e voti per le prossime elezioni.
Ma i duri e puri ormai non
esistono più.
Una storia comica che mi
ispira una gustosa sit-com.
Come dicevo in apertura, in
due giorni il partito della Lega Nord è stato messo in piazza con i suoi
peccati. Giudicato e condannato.
A pensar male si fa peccato,
ma ogni tanto ci si azzecca. È ormai attività consolidata e prassi normale che
i giornali scrivano oggi, già sapendo cosa succederà nei giorni a venire. Ci sono ormai giornalisti-segugi di varie
testate che per settimane scrivono come se stessero seguendo un filo, chiamiamola
inchiesta o scoop (??), in realtà hanno già in mano il gomitolo. Chi li aiuti ed
ispiri non si sa…
Così è stato con la Lega
Nord.
Beninteso, nulla da eccepire
sulla ricerca della verità, sia chiaro che l’accertamento dei reati non è però
lavoro dei giornalisti, ma dei loro amici magistrati.
Mentre si parlava solo di the
Family green a tambur battente, i provvedimenti del governo Monti continuavano:
veniva varata l’imposta sulla casa, gli esodati finivano a Chi l’ha visto? (non
si capisce ancora di che morte moriranno), il prezzo della benzina continuava a
salire, così come quello di luce e gas.
Pochi media hanno azzardato una
critica o un giudizio negativo, anche perché quando qualcuno ci prova, subito
scende in campo il Presidente della Repubblica.
Meglio ghigliottinare Bossi e
la Lega che criticare l’operato iniquo di Monti.
Con lo stesso metodo usato
con quel pirla del Trota lesso, viene tirato in campo Formigoni. Si accusa la sanità lombarda e il
suo presidente che al contrario di Vendola (Puglia) ed Errani (Emilia) non è inquisito.
Il movimento ecclesiale di CL
è diventato per i media un partito di potere da screditare.
Gli articoli erano partiti
mesi fa su Corsera, la Repubblica, l’Espresso (puntuale come la d…...a stile
anni ‘70 arriva la copertina fotomontaggio del Pellizza da Volpedo). Firmati a più mani, come per dire: Occhio
siamo in diversi sulle vostre tracce, vi stiamo curando, ed il gomitolo è nelle
nostre mani.
mercoledì 2 maggio 2012
Book da leggere: La città di Dio – Storia di san Benedetto di Louis de Wohl
Louis de Wohl
La città di Dio –
Storia di san Benedetto
BUR – Rizzoli
Due parole
sull’autore nato nel 1903 in
Germania, a Berlino. Emigrò nel 1935
in Inghilterra in contrasto con le idee naziste dove
lavorò per l’Intelligence britannica che creò una sezione speciale, il
Dipartimento di Guerra psicologica. Gli inglesi erano convinti che
interpretando gli astri si poteva battere Hitler nei momenti in cui il Furer
era sfiduciato da essi.
De Wohl esperto di
astrologia fu sostenuto da Churchill e arrivò a ricoprire il ruolo di capitano.
Dopo la guerra si
trasferì in Svizzera dove iniziò la sua carriera di scrittore su spinta del
Cardinal Ildefonso Schuster.
Affascinato dalle
vite dei santi, decise di scriverne la vita di alcuni sotto forma di romanzi
storici.
In Italia, in questi
anni, la Bur ne ha ristampati diversi:
L’albero della vita
(su Sant’Elena), La liberazione del gigante (Tommaso d’Aquino), La mia natura è
il fuoco (Santa Caterina da Siena), L’ultimo crociato (su Giovanni d’Austria
comandante nella battaglia di Lepanto).
In questo libro si
narra di San Benedetto da Norcia nel contesto storico romano, sotto
l’imperatore re dei Goti, Teodorico, e
delle guerre che seguirono. Ruotano personaggi significativi, convertiti dallo
sguardo benevolo del santo.
Mi ha colpito la
fine del libro, quando San Benedetto prima di morire intona un canto a Dio.
Azzardo: come un
sacerdote milanese morto pochi anni orsono, che nei giorni prima di morire
chiese a chi lo assisteva di intonare un canto al Signore.
mercoledì 25 aprile 2012
Bacellona - Chelsea
Barcellona - Chelsea.
La squadra più forte del mondo che non fa mai un cross alto se non sui calci d'angolo per dare la possibilità ai suoi difensori di colpire di testa. La squadra con il giocatore più forte del mondo, Messi, nato con la palla ai piedi. La squadra con il gioco fatto di tocchi di prima, di triangolazioni in fazzoletti d'erba che lasciano impalati, di marmo, gli avversari. La squadra che tutti applaudono, ha perso.
Una gara particolare: si fa male un centrale inglese, poi un difensore spagnolo. Il Barca pareggia le sorti dell'andata. Il Chelsea resta in dieci per una ginocchiata assurda di un giocatore dell'esperienza di Terry.
Subito dopo il Barça raddoppia. Partita ormai conclusa per il pubblico e per i telecronisti.
Ma in una delle rarissime azioni dei blues, la difesa dei blaugrana resta ferma e con un pallonetto capolavoro il Chelsea accorcia le distanze. Partita di nuovo aperta.
Secondo tempo ed al 3' rigore per gli spagnoli. Va a tirarlo Messi che non ha mai segnato agli inglesi.
Traversa. Partita strana, stregata?
I londinesi si incatenano in aerea. Xavi, il miglior regista al mondo non fa magie e Messi gioca forse una delle più brutte partite della vita. Nel recupero la statua di legno di Fernando Torres, panchinaro perpetuo, dribbla il portiere e segna il pareggio.
Il possesso palla della squadra iberica è stato dell'82%, ma se la palla non entra in rete e l'arbitro non fischia la palla a centrocampo tutto è inutile.
Il verdetto era già stato scritto sui giornali, ma la realtà ha superato la fantasia.
Una partita rocambolesca, colpi di scena, gol mancati, infortuni, traversa, etc.
Il Chelsea va in finale con quattro titolari squalificati e vari infortunati.
Guardiola e il Barça, dopo aver perso con il Real, escono anche dalla Champions.
Nonostante i nostri sforzi la realtà non la facciamo noi.
Il calcio è come la vita, non sai mai dove la palla ti può capitare (nonostante Messi).
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