lunedì 21 maggio 2012

TV/ Tra Clerici e Parodi uno "zapping" di ricette che fa bene anche all'auditel.


TV/www.ilsussidiario.net


Il calo degli ascolti ormai assodato c’è e continuerà. La tv generalista ormai non offre molto, mentre il proliferare dei canali del digitale terrestre per ora non ha dato grandi risultati. In tutto questo panorama, sono nate e prolificano alcune trasmissioni con a tema la cucina. È dal 2000 che Rai Uno ha ne La Prova del Cuoco uno dei suo cardini nel daytime. Antonellona Clerici è la star indiscussa e deve il suo successo proprio alla trasmissione che ha una media di 2.600.000 telespettatori con il 19% di share.
L’exploit più sensazionale è stato però quello di Benedetta Parodi che in coda e incorporato a Studio Apertoconduceva dal 2008 Cotto e Mangiato per Italia 1. Ricette veloci e semplici preparate nella cucina di casa. Un primo libro che arriva a un milione di copie e un secondo a 800 mila. In Mediaset non le hanno dato spazio e risorse (pare che non pagassero neppure la corrente di casa Caressa/Parodi) e così la sorella di Cristina è passata armi e bagagli a La7 con un programma tutto suo, I Menù di Benedetta. La tv di Telecom (forse ancora per poco) non è Rai o Mediaset e gli ascolti sono sofferti: 2,60% con 350.000 teste.
Al suo posto è stata cooptata Tessa Gelisio che già in Pianeta Mare (Rete4) si dilettava in cambusa. Ma chiaramente è durissima ripetere gli sfarzi precedenti. Andando indietro nel tempo come dimenticare il simpatico e prezzemolone Gianfranco Vissani che dal ’97 in Uno Mattina, poi in Linea Verde ci ha allietato con le sue prelibatezze? Ricordo anche le breve strisce come Gusto, al termine di TG5 ore 13.00, e Eat Parade del TG2.
Perché tanto successo? Semplicità è la parola che esalta queste trasmissioni. Semplicità delle ricette, dei prodotti e dell’esecuzione dei manicaretti. I conduttori diventano parte delle famiglie dei telespettatori.
Tornando indietro negli anni, come allora non ricordare la mitica cantante Wilma De Angelis che nel 1979 esordi su l’allora Tele Montecarlo (Tmc) e che per 18 anni ha continuato la sua carriera di casalinga di Voghera con Sale, pepe e fantasiaLa spesa di WilmaComplimenti allo chef e A pranzo con Wilma. Una stakanovista della cucina.
Ancora un passo indietro e andiamo al 1974, Rai Uno inaugura A tavola alle 7, la prima rubrica di cucina  per insegnare agli italiani un po’ di educazione alimentare, condotta dal grande Luigi Veronelli con Delia Scala e poi Ave Ninchi.
Se i reality come GF e l’Isola sono in down, non potevano mancare quelli con a tema il cibo. Su Cielo si vede Masterchef  e Hell’s kitchen (questi anche su Sky), su La7 Cuochi e Fiamme. Ai fornelli si sfidano persone qualsiasi sotto l’occhio attento di una giuria di super chef. Sempre su La7 vengono coinvolti anche i vip in Chef per un giorno che preparano manicaretti a insaputa degli avventori di un ristorante, con tanto di telecamere nascoste che spiano i loro commenti. Anche i cantanti mangiano e cucinano, All Music realizza Stelle e Padelle un programma nelle cucine dei cantanti italiani.
Spero che queste trasmissioni invoglino e aiutino le nostre mogli e casalinghe a prepararci dei gustosi pranzetti. Che dire ancora, c’è il rischio che troppe trasmissioni di cucina ci facciano venire un indigestione. Virtuale s’intende.


sabato 19 maggio 2012




Finale di Champions League.
Il gioco più bello del mondo, e in questo caso anche il più imprevedibile.
Bayern Monaco – Chelsea. I tedeschi dominano la partita e all’83° segnano con un colpo di testa di Mueller, ma il portiere Cech, uno dei migliori del mondo, dorme. Sembra fatta. Ma all’88° Drogba, ultimi minuti di carriera al Chelsea, con un potente colpo di testa pareggia il conto. Anche qui il portiere tedesco ha le sue colpe.
Il Bayern  rivede lo spettro della finale contro il Manchester Utd del 1999, quando gli inglesi sotto di un gol, nei minuti di recupero, 91° e 93°, rovesciarono il risultato, vincendo il trofeo.
Ma per fortuna sua, i tempi regolamentari finiscono.
Supplementari. Drogba, l’eroe che ha caricato gli inglesi, con un calcetto da dietro stende Ribery. Rigore. Robben sul dischetto. Tiro e Cech con un po’ di fortuna lo para. Incredibile!
Si arriva ai calci di rigore. Ho allora puntato sul Chelsea vittorioso. È arrivato con fortuna alla semifinale, ha recuperato il Napoli in maniera rocambolesca, ha pareggiato con l’uomo che se ne deve andare, ha neutralizzato un rigore nei supplementari. Un destino segnato?
Il portiere tedesco comincia subito con un miracolo, 1-0 per i tedeschi. 2-1. Il terzo penalty lo tira goffamente il portierone tedesco e segna. 3-1. Lampard ed è 3-2. Cech cerca il miracolo e con la mano di ritorno devia il pallone in angolo. Cole….ed è pareggio, 3-3.
Va sul dischetto uno dei simboli tedeschi, Schweinsteiger, ma è palo. L’ultimo per il Chelsea è Drogba.
E' il designato dal destino è ancora lui. Con un piede sull’aereo per la Cina , ma con un  piattone destro ancora sul campo, trafigge il Bayern. La coppa con le grandi orecchie va agli inglesi. L’allenatore del Chelsea è Roberto Di Matteo, un eroe per caso, che ha vinto anche la FA Cup. Ma quasi sicuramente se ne andrà. Resterà con Drogba nella storia del club inglese.
Il calciè imprevedibile, come la vita.
Come dice un amico: L’unica cosa prevista, è l’imprevisto.

giovedì 17 maggio 2012

Cristiani


In una via di Milano ho fotografato questa pizzeria che ha come insegna  e nome la Madonnina.
E' gestito da egiziani, cristiani copti, ma vendono anche kebab per gli arabi.
visitando il Libano sono rimasto stupito che le case dei cristiani avevano sulla parete d'ingresso esterna un crocefisso oppure un quadro della Beata vergine.
Nelle palazzine più moderne ho visto nell'androne la statua di 1,5 mt della Madonna.
Tutto questo per affermare la propria fede in paese in cui i cristiani soffrono e sono in minoranza.
Qui in Italia ed  in Europa abbiamo paura ad esplicitare le nostre radici cristiane.

lunedì 14 maggio 2012

Grande schermo




Unknown - Senza identità

Regia di Jaume Collet-Serra

2011

 

Un film avvincente, un bel thriller che non lascia spazio alla noia e al già visto. Un cast importante, Liam Neeson, Diane Kruger (la cantante di Joyeux Noël e interprete di Bastardi senza Gloria).

È la storia di un americano che con la moglie arriva a Berlino per un convegno. Ha un incidente, viene salvato dalla bella tassista, ma ha delle amnesie. Cercano di ucciderlo, la moglie non lo riconosce ed al suo posto c’è un altro uomo che si qualifica come marito. Non ha passaporto, è senza identità, non sa più chi è.

Chi sono io? urla. È l’urlo di un uomo che ha ricordi sfumati ma non certezze. Solo l’aiuto della bella tassista lo salverà. Colpo di scena finale che non svelo.

Un uomo rinato che riscopre il suo passato e che sceglie per la verità e il bene.

Da vedere.


venerdì 11 maggio 2012

Monumento



In un'aiuola, all'ingresso di una tangenziale di Milano è stato lasciato questo ...... coso...
Pezzo di gru? 
Monumento?
Decidete voi.

mercoledì 9 maggio 2012

Le stelle sono tante....




E la Juventus ha vinto il campionato. Ha vinto perché è la squadra più completa, dove ha brillato la forza, la continuità e l’unità del gruppo. Se nel Milan Ibra ha segnato 28 goal e Nocerino 10 nella Juve, Matri ha colpito 10 volte, Marchisio e Vucinic 9, Vidal 7, Pepe 6 e poi altri a scendere. C’è stato un Pirlo grandissimo, che non si è mai infortunato ed un  blocco difensivo che ha subito solo 19 goal. Speriamo vengano portato agli Europei. Che dire di Conte? Ha avuto il pregio di rendere coesa una squadra affamata di vittoria, convincendola psicologicamente dei propri mezzi.
Onore alla Juventus campione del 28° scudetto.
E qui casca l’asino!
Se alla squadra e all’allenatore vanno riconosciuti i meriti, vanno anche considerati i demeriti.
Il vincitore in negativo è il presidente Andrea Agnelli.
Ha alimentato in estate e poi ha continuato il livore per i due scudetti tolti alla squadra che, come provocazione, ha fatto appendere nel nuovo stadio di Torino. Si è rivolto alla magistratura ordinaria dopo che quella calcistica ha squalificato a vita i due più alti dirigenti (Giraudo e Moggi).
Ha affermato che uno è stato per lui come un padre e l’altro il n.1 nel panorama calcistico italiano. Niente da eccepire sul piano strettamente personale ma molte cose ci sarebbero da dire su quello sportivo.
La stampa gli è andata dietro docile, docile, nessuno lo ha mai contraddetto.
È poi scivolato su una buccia di banana. Ad inizio campionato è intervenuto affermando  che a fine  campionato Del Piero se ne sarebbe andato. Il campione, come è nel suo stile, non ha fatto una piega ed ha giocato quando ha potuto dando sempre il massimo.
Vinto il campionato l’Arrogante ha urlato ai quattro venti (leggi media) che sulla prossima maglia ci saranno tre stelle, l’equivalente di 30 scudetti.

Se l’Avvocato parlava per parabole e Boniperti aveva uno stile signorile, Arrogance in un anno ne ha dette più di Bertoldo.

Che abbia preso una pallonata e abbia visto …le stelle?

domenica 6 maggio 2012

Aprile mediatico



Se il mese d’aprile dovrebbe essere un dolce dormire, quest’anno invece ha costretto molti a restar svegli, anzi taluni li ha proprio buttati giù dal letto.
In due giorni la Lega Nord di  Umberto Bossi è stata messa alla berlina.
I media non vedevano l’ora di massacrarla e hanno cavalcato l’onda lunga per una ventina di giorni.

Veniamo al nocciolo della questione. Un partito che attacca Roma ladrona, ma che si comporta alla stessa maniera. Un tesoriere made sotto il Po che al solo guardarlo in faccia fa venire i brividi, ha contatti con la malavita, investe in Tanzania, a Cipro, in  diamanti e lingotti d’oro i soldi del finanziamento pubblico.
Si scopre il Cerchio magico leghista, con gestione amministrativa degna di una cosca. In salsa verde però. Una dinasty familiare che copre di ridicolo l’Umbert. Che ne esce asfaltato.
Soldi al Trota a valanga per godersela, pagare le sue multe, la sua laurea in Albania, diploma e laurea per Belsito e per il capo scorta di Rosy la Nera. Finanziamenti per la moglie del capo. Una gestione allegrissima in un’unica direzione: la famiglia, the Family. Milioni e mijoni (finalmente rinfacciano i romani).
Prime, seconde, terze, etc. pagine, trascrizione delle telefonate, video-bancomaTrota, Aperture dei tg, i soliti programmi di approfondimento,etc.

L’Umbert, il Padrino, si è presentato alla base (in diretta tv), ha esaltato Maroni come il risolutore, si è cosparso il capo di cenere, ha sacrificato (scaricato) il Trota, anello debole della catena. In tempo reale c’è stata pulizia etnica con l’espulsione dal partito dei sudisti Nera e Belsito.
Il tutto per recuperare credibilità con i lumbard, e voti per le prossime elezioni.
Ma i duri e puri ormai non esistono più.
Una storia comica che mi ispira una gustosa sit-com.

Come dicevo in apertura, in due giorni il partito della Lega Nord è stato messo in piazza con i suoi peccati. Giudicato e condannato.
A pensar male si fa peccato, ma ogni tanto ci si azzecca. È ormai attività consolidata e prassi normale che i giornali scrivano oggi, già sapendo cosa succederà nei giorni a venire.  Ci sono ormai giornalisti-segugi di varie testate che per settimane scrivono come se stessero seguendo un filo, chiamiamola inchiesta o scoop (??), in realtà hanno già in mano il gomitolo. Chi li aiuti ed ispiri non si sa…
Così è stato con la Lega Nord.
Beninteso, nulla da eccepire sulla ricerca della verità, sia chiaro che l’accertamento dei reati non è però lavoro dei giornalisti, ma dei loro amici magistrati.

Mentre si parlava solo di the Family green a tambur battente, i provvedimenti del governo Monti continuavano: veniva varata l’imposta sulla casa, gli esodati finivano a Chi l’ha visto? (non si capisce ancora di che morte moriranno), il prezzo della benzina continuava a salire, così come quello di luce e gas.
Pochi media hanno azzardato una critica o un giudizio negativo, anche perché quando qualcuno ci prova, subito scende in campo il Presidente della Repubblica.
Meglio ghigliottinare Bossi e la Lega che criticare l’operato iniquo di Monti.

Con lo stesso metodo usato con quel pirla del Trota lesso, viene tirato in campo  Formigoni. Si accusa la sanità lombarda e il suo presidente che al contrario di Vendola (Puglia)  ed Errani (Emilia) non è inquisito.
Il movimento ecclesiale di CL è diventato per i media un partito di potere da screditare.
Gli articoli erano partiti mesi fa su Corsera, la Repubblica, l’Espresso (puntuale come la d…...a stile anni ‘70 arriva la copertina fotomontaggio del Pellizza da Volpedo).  Firmati a più mani, come per dire: Occhio siamo in diversi sulle vostre tracce, vi stiamo curando, ed il gomitolo è nelle nostre mani.