giovedì 7 giugno 2012

Viaggio in Terra Santa 6


Spesso dalla mia finestra, alla mattina, osservavo i bambini arabi delle elementari andare a scuola camminando nella viuzza della Gerusalemme vecchia. Senza genitori, con i fratelli più grandi, mano nella mano. Lo zainetto in spalla, spensierati i più piccoli, responsabilizzati i più grandi. Jeans, scarpe da tennis e maglietta color azzurro nazionale italiana. Alcuni camminavano lentamente, altri sorridenti e veloci. Uuno, già grandino, con il quaderno aperto ripassava la lezione, forse per il compito in classe.

Quartiere ebraico Meah Shearim. Anche qui bambini, da soli mano nella mano, vestiti uguali, biondi, rossicci, con i boccoli alle orecchie ed il copricapo ebreo sulla testa rasata. Belli.
E poi donne, perlopiù giovani, incinta con dei piccolini al seguito.
Una cosa mi ha colpito, i loro occhi, il loro sguardo triste.

I bambini sono uguali in tutto il mondo: corrono, sorridono, giocano urlano, piangono.
Le lacrime ed il sorriso di un piccolo di Milano sono identiche a quelle dell’arabo palestinese e a quelle dell’ebreo ortodosso del Meah Shearim.



mercoledì 6 giugno 2012

Family 2012 - Papa, papà, figlio




Domenica a Bresso, un amico ha avuto una grazia unica ed irripetibile. Era con la famiglia nel settore disabili vicino al palco e sulle spalle teneva il figlio più piccolo affetto dalla sindrome di down.
La papamobile era quasi davanti a loro, quando una delle guardie della sicurezza, senza parlare con un gesto veloce ma delicato, improvvisamente ha tolto il bimbo al padre e lo ha portato dalla parte opposta dell'auto. Dal finestrino padre Georg lo ha preso e dato al Papa che lo ha benedetto e baciato. Poi il bimbo è stato riportato al papà.
Il mio amico non ha realizzato subito quello che stava succedendo, a dire il vero lo forse non lo ha ancora realizzato, anche perché mi ha confidato quanto segue.
Tutte le sere prima di dormire prende il bimbo in braccio e lo coccola. Il  piccolo, contento, risponde con degli schiaffi energici sul faccione del padre.
Il mio amico nell'attimo in cui il figlio veniva portato nella papamobile ha pensato, con apprensione,      a ciò che sarebbe potuto accadere mentre il Santo Padre avrebbe accarezzato e baciato il bimbo.           Invece tutto è andato come doveva andare ed il piccolo è stato tranquillissimo, ed  il padre ha tirato un sospiro di sollievo.

Nota strettamente personale: il mio amico non si è ancora reso conto però che probabilmente i ceffoni serali se li merita....

lunedì 4 giugno 2012

Family 2012



Tre giorni molto belli con il Santo Padre a Milano. Scrivo un breve racconto di questi giorni vissuti per la prima volta come volontario nel servizio accoglienza. Miracolo a Milano, non è solo il titolo di un film, ma la realtà che abbiamo vissuto con il Family 2012. Il Papa ha dato risposte semplici alle domande del sabato e paterno nei giudizi dell'omelia domenicale. Ha portato speranza. In questo momento in cui la Chiesa è attaccata dall'esterno e dall'interno, Benedetto XVI è stato realmente la presenza di Cristo sulla terra.
Come dicevo ho vissuto da volontario l'evento, ed alcune cose mi hanno colpito.



La gioia dei pellegrini: uomini, donne, giovani, famiglie con figli piccoli e grandi, anziani.
Tutti contenti nonostante la calca, il caos. Tanti stranieri, da tutte le parti del mondo. Pensavo vedendoli sfilare: O sono fanatici oppure sono contenti. Tanti anche i disabili, e qui pensavo: Chi li aiuta, chi li guarda, chi li ama, se non i cristiani?
Mi hanno colpito anche i ringraziamenti che i pellegrini ci hanno fatto defluendo dall'aeroporto di Bresso domenica pomeriggio.




Arrivato a casa ho letto le ultime notizie: in Nigeria 15 cristiani uccisi da un'auto bomba esplosa contro una chiesa. Poi alla sera, un'altra scossa di terremoto. 
 Niente di tutto ciò mi è sembrato slegato con l'incontro con il Papa vissuto in questi giorni: la speranza e la certezza che Cristo è la mia salvezza, del mondo e anche degli altri mi è sembrata lampante.

venerdì 1 giugno 2012

Viaggio in Terra Santa 5




Non si può andare a Jerusalem senza vedere i fedeli al Muro del Pianto. Per la prima volta però, sono entrato nel quartiere ebraico, il famoso Meah Shearim.
Qui vivono gli ebrei ortodossi e quelli ultra-ortodossi. Non sono un esperto, le fazioni ebraiche sono variee e non si può essere schematici o prevenuti. Per me, italiano, occidentale, la visione è complessa. Non posso dare giudizi, non sono in grado. Ciò che mi colpisce è la loro devozione e fede.



Le foto che seguono sono del Meah Shearim. Non è certo un quartiere residenziale, anzi. Non ci sono parabole sui tetti, segno che non hanno tv. I manifesti affissi sono editti con cui vengono informati gli abitanti. Sono sovvenzionati dallo stato e la maggior parte non lavora, ma studia e prega. Ero in visita con delle donne europee. Un ebreo alla loro vista si è fermato e ha cambiato strada, altri voltavano il volto al nostro passaggio, altri ancora abbassavano lo sguardo. Non voglio giudicare, sarebbe troppo facile ma sicuramente riduttivo. 








giovedì 31 maggio 2012

Viaggio in Terra Santa 4 - Cenacolo

Domenica 27 maggio, Pentecoste. Grande festa a Gerusalemme per i cristiani cattolici. Il Cenacolo è aperto sempre, ma il luogo in cui è disceso lo Spirito Santo, una scarna stanza del piano superiore ,  è accessibile solo nella festa liturgica. Un grande dono inaspettato anche per mei. Nel video, il Custode della Terra Santa, Fra Pierbattista. Pizzaballa, entra nel luogo sacro.




mercoledì 30 maggio 2012

Viaggio in Terra santa 3


Orto del Getsemani.Qui Gesù ha vissuto la sua agonia, ha pianto sangue. E non aveva ancora iniziato a soffrire fisicamente. Pensare che Lui sudava sangue per me, se mi immedesimo fino in fondo mi sconvolge. I discepoli dormivano, come a me capita spesso nella vita.


La via Dolorosa è dentro le vie di Gerusalemme, tra il caos ed i negozietti per turisti. Anche qui bisogna immedesimarsi, anche se è sicuramente meno facile. Il rumore e il continuo via vai disturbano. Ogni stazione è segnata sui muri o sulle porte. Nella foto la pietra dove Gesù ha appoggiato la mano in una sosta.

martedì 29 maggio 2012

Viaggio in Terra Santa 2




Betlemme. Quando si arriva vicino alla cittadina, si ha un sussulto: l’imponenza del muro costruito dagli israeliani non lascia certo indifferenti. Così come il check point con i suoi giovani militari. 
Entriamo nella Basilica della Natività attraverso la stretta porticina. Scendiamo nella Grotta dove Gesù è nato e lì mi colpisce il piccolo angolo lasciato ai cristiani cattolici per lo status quo: la piccolissima grotta della mangiatoia.
In fila poi per una preghiera e un bacio nel luogo in cui Gesù era in fasce.
Il tutto in maniera molto veloce, non si può restare in contemplazione, i fedeli sono tanti e il luogo è piccolo. Peccato.



Mi hanno colpito anche le grotte dei pastori. Si affacciano su un promontorio che guarda delle colline rocciose. Ora si ha davanti un nuovissimo insediamento di case che deturpa il panorama.
Qui furono svegliati i pastori  da una moltitudine di angeli e si recarono alla grotta di Gesù.
È un luogo semplice, silenzioso, di gioia.