martedì 4 settembre 2018

LETTURE/ "Fuga dal Campo 14", uscire dall'inferno e riuscire a raccontarlo



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LETTURE/ "Fuga dal Campo 14", uscire dall'inferno e riuscire a raccontarlo

Si sono viste di recente su internet delle foto che ritraevano il dittatore della Corea del Nord, Kim Jong-un con moglie, in visita a un allevamento di pesce gatto. Quando avevo 6-7 anni andavo con uno zio di mio padre a pescare sulle rive del Po in Veneto. Pescava pesci gatto lunghi al massimo 20 centimetri, per poi preparare un piatto in umido con polenta. Ora nel Po si trovano i pesci siluro, dei pesci gatto enormi fino a due metri. Paragonando questo ricordo e le foto propaganda di Kim Jong-un, mi è venuto da pensare che i pesci siluro siano degli esperimenti genetici mal riusciti made in Nord Corea. A pensar male si fa peccato ma qualche volta ci si azzecca.
Certo è, che nel suddetto paese, esperimenti con cavie umane se ne son fatti e sicuramente se ne fanno.
Dopo il romanzo Stella del Nord, ho approfondito il tema leggendo Fuga dal Campo 14 di Blaine Harden (Codice edizioni, 2012), dove l'autore, noto giornalista ed editorialista americano, ha incontrato e trascritto le imprese del giovane Shin Dong-hyuk, nato in un campo di prigionia e poi scappato prima in Cina, rifugiato in Sud Corea e poi negli States.
Il libro parte con una prefazione dal titolo significativo: "Un momento educativo".  Shin aveva cinque anni e dovette assistere alla fucilazione di un prigioniero del campo. Dieci anni dopo assistette alla fucilazione del fratello e all'impiccagione della madre perché avevano tentato di scappare.
Shin era nato nel Campo 14, sua madre era prigioniera ed era stata scelta per buona condotta ad unirsi con un uomo. Il padre lo vedeva cinque volte all'anno, lavorava e viveva in una delle attività del campo, lui viveva con la madre in una stanza con cucina comune insieme ad altre famiglie. Il fratello non lo conosceva, a dodici anni era andato anch'egli a lavorare in fabbrica.
Pare che di campi di prigionia ve ne siano sei in tutta la Nord Corea e che il Campo 14 sia il più duro. Ha un perimetro di 50 km per 40 km, al suo interno colline e aspri monti, fabbriche di calcestruzzo, di produzione di divise militari, miniere, allevamenti di maiali, campi di mais e verdure. La popolazione si aggira sulle 20mila unità.
I campi furono istituiti dal primo Kim nel 1957, e vi furono rinchiusi tutti quelli che avevano combattuto contro nella guerra del 1950-53 e tutti i loro discendenti sino alla terza generazione. 
Il libro continua con un capitolo dal titolo agghiacciante: "Mai sentito la parola Amore". Shin vedeva la madre come antagonista per il cibo, era sempre affamato, le rubava il pranzo quando lei non era in casa e poi le buscava. Il menù è stato per ventitré anni identico: pasticcio di mais, cavolo in salamoia e zuppa di cavolo. Non c'era un rapporto amorevole tra madre e figlio e quando la vide impiccata la maledisse per le privazioni che aveva subito e poi, dopo, per i sei mesi di torture e prigione a cui fu sottoposto perché i gerarchi pensavano che fosse al corrente della fuga.
Facciamo un passo indietro. Shin iniziò la scuola a sei anni e la terminò a dodici sapendo a malapena scrivere e leggere, le lezioni erano una infarcitura di dottrina, di lavaggio del cervello, di adulazione dei grandi Kim e di odio verso la Corea del Sud e gli imperialisti americani. Si veniva iniziati a essere spioni e spesso si finiva puniti con bacchettate. Una bambina venne uccisa a forza di percosse dal maestro, di cui non sapevano neppure il nome.
Terminato il periodo scolastico iniziava quello lavorativo e i ragazzi andavano in miniera a caricare secchi, spingere carrelli e scavare quasi sempre a mani nude. Diventati più adulti se andava bene andavano in fabbrica sempre con 12/14 ore di lavoro al giorno e con il solito menù. Se la produzione non veniva raggiunta si dovevano continuare a lavorare ininterrottamente.
Non si lavavano quasi mai, se non nel fiume in estate, avevano una divisa che veniva cambiata annualmente, non avevano biancheria intima. 
Essendo le condizioni di vita inumane, molti morivano per malattie e denutrizione, altri per varie ragioni venivano uccisi: se cercavi di scappare, se avevi rapporti sessuali con altre prigioniere, se ti rivoltavi, se non ubbidivi, se rubavi del cibo.
Oltre alla parola amore, non passava per l'anticamera del cervello a nessuno la parola perdono, o a dire il vero bisognava chiederlo invece per ogni minima mancanza o errore. Shin ruppe una macchina da cucire e per punizione gli fu amputata una falange. Fu torturato con il fuoco e frustato, appeso per le caviglie e per la mani a forma di U, veniva scottato su delle braci ardenti.
Per lui il mondo era il Campo 14, di tutto quello che c'era fuori non sapeva nulla. Conobbe un carcerato reduce da un rientro dalla Cina che gli raccontò del mondo esterno, del mangiare, del benessere in Corea del Sud. I due provarono a scappare, ma solo Shin riuscì a passare il reticolato elettrificato. Vagò per quasi un anno per il paese finché entrò in Cina e da lì in Corea del Sud. 
Il suo fu un caso di eccezionale rilevanza, era il primo uomo nato in "cattività" a riuscire a scappare. Il libro continua con l'approdo negli Usa e con tutte le difficoltà psicologiche e le incapacità di relazioni che Shin si portò dietro.
Sembra irreale, ma oggi, nel 2018, esistono gulag in Corea del Nord dove 200mila persone vivono da prigionieri. Il mondo lo sa, i satelliti hanno tanto di foto e immagini, basta andare su Google Earth e posizionarsi a 80 km a nord della capitale Pyongyang, ma nessuno si muove; gli Usa trattano solo il disarmo nucleare per paura che Kim Jong-un faccia partire le sue testate verso Seoul e poi anche verso l'America.

lunedì 3 settembre 2018

Color TEX - PIOMBO E ORO



Color TEX - PIOMBO E ORO

Una storia classica del western con una rapina al treno che porta dollari. Il cattivone scappa in Messico da un vecchio nemico di Tex. C'è anche un tiratore scelto tedesco senz'anima e scrupoli.
Scritta bene e disegnata ancor meglio con scene come inquadrature da film.
Molto belli i colori




sabato 1 settembre 2018

Santuario Madonna della Corona




Si trova a Spiazzi di Monte Baldo (VR) ed è stato costruito a picco sulla valle dell'Adige. 
Nel 1522 dei contadini videro risplendere di notte un punto della montagna. Si calarono dalla sommità con una cesta e vi trovarono una statuetta raffigurante Maria con in braccio Gesù. La portarono a valle ma che il giorno dopo sparì, fu ritrovata nello stesso punto tra le rocce del monte Baldo. I valligiani ripeterono la prova e la statuetta scomparse nuovamente e fu ritrovata sempre tra le rocce nel medesimo punto dove era stata rinvenuta la prima volta. Quindi capirono che il volere della Vergine era di restare in quel luogo e costruirono un'edicola dove riposero la statuetta.
Dei cavalieri di san Giovanni gerosolimitano la riconobbero identica alla Pietà scomparsa dall'isola di Rodi occupata dai saraceni.
La leggenda narra che fu trasportata da Rodi sulle rupi del monte Baldo dagli Arcangeli.




La statuetta è in pietra dipinta, è alta 70 cm, larga 56 e profonda 25.
Inizialmente, dopo che fu costruito il santuario, venne esposta sopra il piccolo altare di destra. Nel 1652 fu spostata  sulla roccia sopra l'altare centrale.







Scala Santa, 28 gradini che ricordano l?Agonia, la Passione e Morte di Nostro Signore





venerdì 31 agosto 2018

MILANO - PISCINA GAE AULENTI




MILANO - PISCINA GAE AULENTI
roba da ricchi

giovedì 30 agosto 2018

I MIEI AMICI




I  MIEI  AMICI  DA  MANGIARE

mercoledì 29 agosto 2018

lunedì 27 agosto 2018

LETTURE/ "Stella del Nord", tutto il male di una spy story di successo


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LETTURE/ "Stella del Nord", tutto il male di una spy story di successo


Stella del Nord di D.B. John (DeA Planeta, 2018) è la spy story dell'anno che ha scalato le classifiche dei libri più venduti. È un romanzo che fonda le sue radici sulla realtà, su fatti concreti e veri.
L'inaccessibile Corea del Nord con il suo dittatore, i suoi morti, i suoi gulag (o campi di rieducazione), dicono sia l'ultimo baluardo comunista. Non è così, visto che da tre generazioni il paese è in mano alla dinastia dei Kim, feroci con il popolo a prescindere dalla fedeltà al culto del tiranno. Sei cristiano? Ti aspetta il gulag; hai una vera Bibbia? Preparati alla morte; hai discendenti che nella guerra di Corea parteggiavano per quella del Sud? Il gulag attende tutte le generazioni a venire; hai cercato di scappare in Cina? Il campo di rieducazione attende te e la tua famiglia. Torture, impiccagioni, fucilazioni, carestie per il popolo mentre il tiranno guarda i film americani, investe 800 milioni di dollari in armi nucleari e utilizza gli aiuti internazionali per armarsi mentre la povertà e la fame aumentano a dismisura. Manca l'elettricità nel paese, ma i vari quadri dei dittatori sparsi nelle città restano illuminati per tutta la notte.
I vari Kim hanno devastato il popolo con il culto della loro personalità, sono il loro dio e devono essere adorati. Aggiungiamoci l'isolamento dal mondo e il gioco è fatto. 
Nascere in Corea del Nord vuol dire studiare ed imparare a memoria ciò che dice il potere e, non potendo avere paragoni con tutto il resto del mondo, l'orizzonte della vita resta quello che si è costretti a subire.
Con buona pace di Trump, che dopo aver fatto fuoco e fiamme, si sta accontentando dei resti dei 60 militari morti nella guerra tra il 1950-53. Segnali di pace? Mah, più che altro manipolazione dei mass media internazionali.
Bene, dopo questo cappello, raccontiamo in breve la trama di Stella del Nord, thriller che val la pena leggere, sia perché la storia prende il lettore e soprattutto perché l'autore alla fine del libro spiega da che fonti reali ha preso ispirazione.
Jenna, nata da madre coreana e padre afroamericano, è una docente  universitaria trapiantata negli Stati Uniti. Aveva una gemella cui era molto legata e che all'età di quindici anni, durante una vacanza, era sparita. Viene assoldata dalla Cia come analista per ricerche sulla Corea del Nord.
Cho Sang-ho è un alto funzionario militare nordcoreano che viene mandato in America a discutere con (leggasi: ricattare) i membri del governo Usa per spillare più aiuti umanitari (dollari da utilizzarsi per il nucleare) possibili. Nel vertice, prima in America e poi in patria aiuta Jenna a ritrovare la sorella che era stata rapita dai nordcoreani per il protocollo Semina.
Yong-ho, fratello di Sang-ho, è nella cerchia degli intoccabili di Kim Sun-il, ma tutto precipita. Un'accurata ricerca dei servizi segreti scopre che i due fratelli hanno delle origini sovversive; lasciati dalla madre in orfanotrofio, i loro certificati di nascita erano stati falsificati in quanto il loro padre aveva combattuto per i nemici.
Yong-ho viene fatto sparire e andrà in un campo di rieducazione: una miniera dove si esce solo a gambe in avanti. Nel campo incontra la madre naturale, Moon, che nel libro è già apparsa diverse volte e che gli dà forza per restare in vita. Nel frattempo Jenna, analizzando i satelliti, scopre qualcosa di più pericoloso dei test nucleari che Kim Sung-un effettua periodicamente: esperimenti su cavie umane. Avviene un quarantotto che non svelerei. Leggete il libro.
I rapimenti sono stati fatti realmente dai nordcoreani, secondo D.B. John, come anche il progetto Semina: donne agenti infiltrate nei paesi occidentali si facevano ingravidare per mettere al mondo bimbi che sarebbero nati con occhi a mandorla ma con capelli biondi, oppure occhi azzurri. Al tempo stesso venivano rapite donne occidentali per lo stesso motivo. Lo scopo era mettere al mondo dei bimbi da istruire come agenti segreti. Torture e campi di rieducazione (leggi: gulag) esistevano e ci sono ancora e pare che vi siano in questo momento 200mila prigionieri. Persone fuggite in Corea del Sud hanno testimoniato di esperimenti chimici su uomini, donne e bambini. Il terrore staliniano farebbe un baffo a quello della Corea del Nord visto che la terribile saga, iniziata nel 1948, continua fino ai giorni nostri.