lunedì 20 aprile 2020

NON CI RESTA CHE IL CRIMINE/ Spari e azione mischiati con la commedia all’italiana




Non ci resta che il crimine è un film del 2019, con la regia di Massimiliano Bruno,
se non la avete visto guardatelo. È una commedia noir tragicomica fuori dal tempo.    Uno dei pochissimi film italiani degli ultimi tre anni insieme a Zalone e Aldo Giovanni e Giacomo che vale la pena di gustare. Altro che Perfetti Sconosciuti e gli altri film sovvenzionati dallo Stato e supportati dai quotidiani con il cuore a sx e con il cash nel portafoglio.
Qualcuno obietterà che è un film il cui nucleo, il ritorno al passato, è trito e ritrito, e allora? Se lo girano negli Usa va bene, qui no. Ma per favore! Se la critica lo ha sputacchiato, il botteghino no.

Tre romani s'inventano il tour nei luoghi della banda della Magliana. E questo già fa sorridere.
M. Giallini è l'erudito del gruppo, (avesse detto...); A. Gassman il tentennante, pauroso e probo; GM. Tognazzi il senza palle.
Il bar, che era il ritrovo della banda, ora è gestito da cinesi e attraversandone una porta i tre si trovano in un locale con dei brutti ceffi. Hanno attraversato lo spazio/tempo a ritroso e si ritrovano nel luglio del 1982 nel pieno dei Mondiali di calcio spagnoli.
I brutti ceffi sono la banda della Magliana capitanata da Renatino, Edoardo di Leo (bravissimo), che trattiene Tognazzi e s invaghisce di lui, visto che "azzecca" risultati e i marcatori dei gol dei mondiali in anticipo,
Renatino lo considera un veggente e sulle sue anticipazioni scommette e vince milioni.
Gassman ha a che fare con l'amante del boss, ma non lo sa, mentre Giallini da erudito (ha letto vari libri sulla banda) trova il il tesoro nascosto il tesoro della banda: denaro, lingotti, quadri e gioielli, frutto delle rapine.
Scritta bene, non volgare, ricorda i film commedia degli anni '60, con gli equivoci, le situazioni un po' irreali ma non finte, con le battute che sentiamo nella vita normale.
Renatino costringe i tre a partecipare ad una rapina in banca travestiti da Kiss mentre la Magliana è in versione Rockets. Pam, pam, bang e Tognazzi sotto gli occhi allibiti degli amici, causa la sindrome di Stoccolma ed il carisma di Renatino, tira fuori gli attributi partecipando attivamente alla rapina.
Successivamente GGT rubano il tesoro della banda e lo nascondono per recuperarlo quando ritorneranno nel tempo presente. Gassman s'innamora dichiarato della donna di Renatino ma lei va per la propria strada, ed aiutati da Gianfranco, interpretato dal regista M. Bruno, ritornano nell'oggi.
Finito tutto, noooo! Anche il boss ha attraversato lo spazio/temporale e la coda del film preannuncia il sequel.
Doveva uscire a marzo, ma tutto è fermo, speriamo che venga distribuito online.
Ho riassunto in breve la trama, non svelando gags e situazioni paradossali. Il film non lascia tregua, divertente, senza pretese, da vedere per alleggerire i tempi odierni e sorridere.
I tre amigos ormai hanno girato vari film insieme e il regista, Massimiliano Bruno, il D’Artagnan del gruppo, è un loro sodale da tempi immemori.
Sono affiatati e si vede, le loro interpretazioni son tra il comico e il forse l’esagerato, ma non sono macchiettistische: Giallini è il borgataro fallito che cerca di fare il leader del gruppo (non ricorda certo per fortuna Rocco Schiavone), cazzaro alla romana; Gassman forse è in un ruolo inusuale per lui, è pauroso, incerto, imbranato ma in fondo è un buono e un ingenuo; Tognazzi è il represso del gruppo, lavora sfruttato nel grosso studio del suocero commercialista, ha paura della sua ombra, ma poi ha il guizzo inaspettato.
Tutte queste sfaccettature le si vedono concretamente nella trasposizione cinematografica. Il finale terrà conto della loro esperienza personale a ritroso nel tempo per ricominciare nel presente. Anche qui niente spoiler.
Una parola sul regista che, come dicevo nel film è anche attore. Ciccione e simpatico, interpreta da bambino il genio incompreso bullizzato dai tre amigos e poi da adulto quello che li tira fuori dai guai,  marginale ma d’effetto.
Buona visione



giovedì 2 aprile 2020

lunedì 30 marzo 2020

SPENSER CONFINDENTIAL/ Action e risate per il trionfo della giustizia (all’americana)


Oggi un altro film per distrarsi, botti e botte, crash, thriller e lieto fine. Spenser Confidential è appena uscito su Netflix e ha come protagonista Mark Wahlbergfamosissimo, una star, uno dei più pagati di Hollywood. La sua biografilm è impressionante, sempre con pellicole che incassano dollari a palate. Interpreta benissimo il pulotto, il marine, ma andatevi a vedere The Fighter per cortesia e guardate con che registi ha lavorato, tra cui Peter Berg che lo ha diretto in cinque film compreso questo.
Spencer Confidential è un film d’azione/thriller dove il nostro esce dal gabbio dopo cinque anni. È un ex poliziotto che ha pestato a sangue il suo tenente, reo secondo lui di aver insabbiato un caso. Esce dal carcere e va a vivere nella casa del suo padre tutelare, Alan Arkin, proprietario di una palestra di boxe. È alloggiato in una cameretta di 3 metri per 3 con due letti insieme ad Hawk, un omone di colore, interpretato da Winston Duke, a cui dovrà insegnare a tirare di boxe. Aveva una fidanzata/compagna strega che lo assillava quando era libero e da cui ora cerca di star lontano. Il suo cane non lo riconosce, ma è affettuoso con Hawk. Un rientro nel mondo libero non esaltante.
Fin qui poca violenza, ma battute e gags simpatiche. In evidenza l’anziano saggio Alan Arkin, ricordatevi che ha vinto un Oscar per Little Miss Sunshine.
E mo’ cominciano i botti. Il giorno dopo essere uscito dal gabbio, il suo ex tenente, ora capitano della polizia di Boston, viene trovato ucciso. Le indagini convergono sul nostro protagonista, ma quella notte era in camera con Hawk. Viene anche trovato suicida un detective e, 2+2 =4, è incolpato dell’uccisione del capitano. Una chiusura della vicenda per insabbiare il tutto velocemente. Spenser non ci sta, vede non solo del fumo ma dell’arrosto e inizia a indagare per rendere giustizia al detective “suicidatosi” e per la sua storia passata.
Riabilitazione e giustizia. Chiaramente un’americanata dove si capisce dall’inizio chi è il buono, lo sporco e il cattivo. Verrà scoperchiato un traffico di tangenti tra polizia, gangs e banditi. Vince il bene, pardon la giustizia all’americana.
Il film è girato bene, action a raffica, sparatorie e tante botte. La spalla di Spenser nelle indagini e nelle azioni è Hawk, che parla poco, sembra assente, ma c’è e stupisce. Un film per rilassarsi che sicuramente avrà un sequel.
Due parole sull’attore protagonista Mark Wahlberg. Nell’agosto del 2019 ha rilasciato a La Stampa un’intervista che racconta di come ha avuto una vita torbida tra furti, droga e violenza. A 16 anni è finito in carcere per rapina e ferimento e poi grazie a un sacerdote ha avuto una conversione cristiana personale. Non andate a surfare in internet sui vari siti paulotti, un po’ esaltati, cercate l’intervista. A differenza del film, la sua riabilitazione è stata vera e concreta.

sabato 28 marzo 2020

LE MANI SOSTENGONO L'ANIMA - Blaise Pascal


La scritta è di Blaise Pascal, la foto è un quadro di Y.Z.Kami

E' la copertina de LA LETTURA del Corsera 8 marzo

Pascal non parlava mai a caso, e accostare la sua frase a questo quadro ha veramente un senso.

E' nato a Tehran nel 1956,  vive a New York, sicuramente ha la costante domanda sul

senso dell’esistenza. 

giovedì 26 marzo 2020

mercoledì 25 marzo 2020

lunedì 23 marzo 2020

TEX - L'INESORABILE




TEX - L'INESORABILE
Sergio Bonelli Editore

E' il Texone n. 35 che di solito esce a luglio e questa volta è arrivato a febbraio.
Cosa dire? una bella storia avvincente con il soggetto di Mauro Boselli, non trascurabile lo script perchè si adatta a Claudio Villa che ha realizzato i disegni. Grandissimo.